La diocesi di Kalisz () è una sede della Chiesa cattolica in Polonia suffraganea dell'arcidiocesi di Poznań. Nel 2021 contava 723.834 battezzati su 727.197 abitanti. È retta dal vescovo Damian Bryl.

Territorio La diocesi comprende la parte meridionale del voivodato della Grande Polonia, una piccola porzione nord-orientale del voivodato della Bassa Slesia, il distretto di Wieruszów nel voivodato di Łódź e una piccola porzione settentrionale del voivodato di Opole.

Sede vescovile è la città di Kalisz, dove si trova la cattedrale di San Nicola. A Ostrów Wielkopolski sorge la concattedrale di Santo Stanislao. In diocesi si contano tre basiliche minori: la basilica collegiata dell'Assunzione della Beata Vergine Maria a Kalisz, la basilica della Madre di Dio Aiuto dei Cristiani a Twardogóra e la basilica di San Giovanni Battista a KrotoszynDecreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, 10 maggio 2019; Prot. 553/18..

Il territorio è suddiviso in 33 decanati e 283 parrocchie.

Storia Nel 1818 l'antica Diocesi di Włocławek assunse il nome di diocesi di Cuiavia-Kalisz (essendo la prima il nome della regione storica mentre la seconda la città nuova sede della diocesi). Dopo oltre un secolo, nel 1925, la diocesi riprendeva il vecchio nome in seguito a un riordino delle sedi vescovili polacche voluto da Pio XI con la bolla Vixdum Poloniae unitas.

La diocesi di Kalisz è stata eretta il 25 marzo 1992, nell'ambito della riorganizzazione delle diocesi polacche voluta da papa Giovanni Paolo II con la bolla Totus tuus Poloniae populus. Il territorio è stato ricavato dalle arcidiocesi di Gniezno, di Poznań, di Breslavia e dalle diocesi di Częstochowa (oggi arcidiocesi), di Opole e di Włocławek.Dall'arcidiocesi di Gniezno ha acquisito i decanati di Czermin, Jarocin e Pleszew; dall'arcidiocesi di Poznań ha acquisito i decanati di Bralin, Kępno, Koźmin, Krotoszyn, Odolanów, Ołobok, Ostrów I, Ostrów II e Ostrzeszów; dall'arcidiocesi di Breslavia ha acquisito i decanati di Syców (tranne la parrocchia di Poniatowice) e Twardogóra e altre tre parrocchie, Cieszków, Gądkowice, Trzebicko, scorporate dal decanato di Milicz; dalla diocesi di Częstochowa ha acquisito i decanati di Bolesławiec (tranne la parrocchia di Skomlin), Lututów (tranne la parrocchia di Naramice) e Wieruszów; dalla diocesi di Opole ha acquisito il decanato di Wołczyn e altre due parrocchie, Uszyce e Zdziechowice, scorporate dal decanato di Gorzów Śląski; dalla diocesi di Włocławek ha acquisito i decanati di Błaszki, Kalisz I, Kalisz II, Koźminek, Stawiszyn e Złoczew. Vedi: Nuncjatura apostolska v Polsce, Dekret o ustanoviwieniu i określeniu granic nowych diecezji i prowincji kościelnych w Polsce oraz przynależności metropolitanej poszczególnych diecezji, in Wrocławskie Wiadomości Kościelne, kwiecień-czerwiec 1992 r., XLV, 2, p. 144

Il 7 ottobre 1993, con la lettera apostolica Christifideles dioecesis, lo stesso papa Giovanni Paolo II ha confermato San Giuseppe, invocato con il titolo di «Custode del Redentore» (Redemptoris custos), patrono principale della diocesi. Lettera apostolica Christifideles dioecesis, AAS 86 (1994), p. 132.

Il 25 giugno 2019 la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha concesso ai sacerdoti che vivono nella diocesi di celebrare fino a quattro messe la domenica e nelle feste di precetto.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Stanisław Napierała (25 marzo 1992 - 21 luglio 2012 ritirato) Edward Janiak † (21 luglio 2012 - 17 ottobre 2020 dimesso)Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Łódź, è stato amministratore apostolico sede plena dal 25 giugno al 17 ottobre 2020 e, dal 17 ottobre 2020 all'11 febbraio 2021, giorno della presa di possesso del vescovo Damian Bryl, amministratore apostolico sede vacante. Damian Bryl, dal 25 gennaio 2021

Statistiche La diocesi nel 2021 su una popolazione di 727.197 persone contava 723.834 battezzati, corrispondenti al 99,5% del totale.

| 1999 || 753.500 || 764.000 || 98,6 || 515 || 445 || 70 || 1.463 || || 85 || 523 || 269 |- | 2000 || 758.555 || 769.055 || 98,6 || 511 || 441 || 70 || 1.484 || || 85 || 520 || 272 |- | 2001 || 758.434 || 768.934 || 98,6 || 518 || 438 || 80 || 1.464 || || 93 || 528 || 276 |- | 2002 || 758.600 || 769.100 || 98,6 || 527 || 447 || 80 || 1.439 || || 93 || 523 || 278 |- | 2003 || 758.500 || 769.000 || 98,6 || 532 || 452 || 80 || 1.425 || || 93 || 516 || 279 |- | 2004 || 758.300 || 768.700 || 98,6 || 542 || 462 || 80 || 1.399 || || 93 || 522 || 279 |- | 2006 || 757.600 || 767.600 || 98,7 || 556 || 476 || 80 || 1.362 || || 93 || 515 || 279 |- | 2011 || 746.400 || 756.400 || 98,7 || 573 || 495 || 78 || 1.302 || || 90 || 517 || 282 |- | 2013 || 726.000 || 732.348 || 99,1 || 608 || 525 || 83 || 1.194 || || 90 || 446 || 282 |- | 2016 || 732.100 || 736.160 || 99,4 || 580 || 500 || 80 || 1.262 || || 83 || 424 || 282 |- | 2019 || 727.672 || 733.839 || 99,2 || 589 || 506 || 83 || 1.235 || || 87 || 423 || 283 |- | 2021 || 723.834 || 727.197 || 99,5 || 561 || 475 || 86 || 1.290 || || 90 || 422 || 283

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Note

Bibliografia Bolla Totus Tuus Poloniae populus, AAS 84 (1992), p. 1099

Altri progetti

Collegamenti esterni Annuario pontificio del 2022 e precedenti, in Sito ufficiale della diocesi

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