Larcidiocesi di Modena-Nonantola () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2021 contava 400.230 battezzati su 511.182 abitanti. È retta dall'arcivescovo-abate Erio Castellucci.
Territorio L'arcidiocesi comprende parte della provincia di Modena.
Sede arcivescovile è la città di Modena, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Nonantola si trova l'abbazia, con la concattedrale dedicata a papa Silvestro I. In arcidiocesi si trovano anche due basiliche minori: la basilica della Beata Vergine del Castello a Fiorano Modenese e la basilica di San Pietro Apostolo a Modena.
Il territorio è suddiviso in 222 parrocchie.
Istituti religiosi Istituti religiosi maschili Congregazione di San Giuseppe Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù Congregazione mariana delle Case della Carità Ordine dei frati minori cappuccini Piccola opera della Divina Provvidenza Società San Paolo Istituto Cammino Nuovo
Istituti religiosi femminili Suore adoratrici del Santissimo Sacramento Ancelle francescane del Buon Pastore Suore carmelitane minori della carità Figlie del Sacratissimo Cuore di Gesù Figlie dell'Oratorio Figlie della Provvidenza per le Sordomute Figlie di Gesù Figlie di Maria Ausiliatrice Congregazione delle francescane clarisse Suore clarisse francescane missionarie del Santissimo Sacramento Suore francescane missionarie di Cristo Clarisse Piccole Sorelle di Gesù Lavoratore Suore ancelle missionarie del Santissimo Sacramento Suore catechiste del Sacro Cuore Suore del Preziosissimo Sangue Suore del Sacro Cuore di Gesù Suore dell'Immacolata Suore della carità di Santa Giovanna Antida Thouret Suore di Gesù Buon Pastore Suore di San Francesco di Sales Suore di san Giuseppe del Kerala Suore francescane dell'Immacolata Concezione Suore minime dell'Addolorata Suore serve di Maria di Galeazza
Storia Sede di Modena La prima menzione storica della diocesi modenese risale alla metà del IV secolo ed è legata alla figura di san Geminiano, che partecipò al sinodo di Milano del 390 presieduto da sant'Ambrogio. Dalla Vita di Geminiano si ricavano inoltre i nomi del predecessore e del successore sulla cattedra modenese, ossia Antonino e Teodoro (Teodolo).
Originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di Milano, nel V secolo entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ravenna.
Nel 1099 si iniziarono i lavori per la costruzione della nuova cattedrale. Nel 1106 le principali strutture erano pronte e la chiesa fu inaugurata alla presenza di papa Pasquale II e della contessa Matilde di Canossa; in questa occasione furono solennemente traslate le reliquie di San Geminiano. I lavori e le decorazioni interne del duomo termineranno nel 1184, anno in cui la chiesa fu consacrata da papa Lucio III.
Nel 1134, con la morte del vescovo Dodone, tutte le funzioni politiche e amministrative che i vescovi avevano esercitato fino ad allora passarono al comune.
Nel 1148 per punizione Modena fu privata della sede episcopale da papa Eugenio III e il territorio della diocesi fu spartito tra le diocesi confinanti. Tuttavia, è incerto se il provvedimento ebbe mai applicazione; in ogni caso, ebbe breve durata, giacché nel 1156 Modena aveva già un proprio vescovo.
Nel 1276 vi furono gravi controversie nell'elezione del vescovo: il capitolo si divise in due fazioni ed elesse due vescovi, dei quali uno morì e l'altro rinunziò. Intanto la città di Modena fu colpita da scomunica e interdetto, fino al 1280, quando il Papa elesse un nuovo vescovo.
Il rito romano fu adottato a Modena nella prima metà del XV secolo, durante l'episcopato di Carlo Boiardo, per imposizione di papa Eugenio IV.
Durante il XVI secolo Modena fu uno dei centri del protestantesimo italiano, che trovò un gruppo di cultori appassionati con a capo il letterato Lodovico Castelvetro. Il vescovo Giovanni Gerolamo Morone, a distanza di anni, non più vescovo modenese, diplomatico papale di punta e cardinale, nel 1557 fu arrestato e imprigionato a Castel Sant'Angelo a Roma con l'accusa di essere stato troppo debole nei confronti degli eretici e di essere favorevole all'eresia protestante. Solo dopo la morte di papa Paolo IV nel 1559 fu liberato, riabilitato e successivamente resse una seconda volta la sede modenese. Fu in seguito protagonista al concilio di Trento e fondatore del seminario diocesano.
Tra le figure di maggior spicco del clero e della diocesi modenese emerge il sacerdote e cultore di cose ecclesiastiche Ludovico Antonio Muratori autore della monumentale collezione delle Rerum Italicarum Scriptores e a cui papa Pio XII dedicò un mirabile ricordo nel secondo centenario della morte.AAS 42 (1950), pp. 296-299.
Il 22 agosto 1855 la diocesi, che precedentemente era stata suffraganea di Ravenna (V-XVI secolo) e poi dal 1582 di Bologna, Bolla Universi orbis, in Bullarum diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum pontificum Taurinensis editio, Vol. VIII, pp. 401–404. fu elevata ad arcidiocesi metropolitana con la bolla Vel ab antiquis di papa Pio IX.Testo della bolla in: Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, vol. XV, pp. 298-308. In origine la provincia ecclesiastica coincideva con il territorio del ducato di Modena e comprendeva le diocesi di Reggio Emilia, di Guastalla, di Carpi e di Massa Carrara. Nel 1926 Massa Carrara tornò all'arcidiocesi di Pisa. Nel dicembre 1976 la provincia ecclesiastica modenese si allargò con le diocesi di Fidenza, di Piacenza e di Parma. Congregazione per i vescovi, Decreto Ad maius Christifidelium, AAS 69 (1977), pp. 157-158.
Sede di Nonantola L'abbazia di Nonantola fu fondata dal longobardo Anselmo, cognato del re Astolfo, nell'VIII secolo. Con l'arrivo a Nonantola delle spoglie di papa San Silvestro e di papa Adriano III, l'abbazia aumenta di importanza sotto il profilo religioso richiamando numerosi pellegrini, tanto che intorno al IX secolo l'abbazia può contare 1000 monaci.
A partire dal 1449 ebbe fine la serie degli abati monaci e l'abbazia fu affidata ad abati commendatari, per lo più cardinali. Tra gli abati commendatari ci furono anche Giuliano della Rovere, eletto poi papa Giulio II, e san Carlo Borromeo.
Nel gennaio del 1514 i Benedettini lasciarono il monastero, che venne affidato ai Cistercensi. Le principali condizioni pattuite erano che ai monaci, con una dotazione loro assegnata, spettava il compito di eleggere il proprio abate conventuale e di gestire la chiesa e il monastero, mentre il palazzo abbaziale, il patrimonio dell'abbazia e la giurisdizione spirituale rimanevano di pertinenza dell'abate commendatario.
Nel 1567 il cardinale Borromeo fondò il seminario abbaziale dotandolo personalmente di 6.000 scudi e scrivendone le regole; istituì inoltre per primo l'obbligo della visita pastorale del territorio dipendente dall'abbazia. Su istanza dello stesso cardinale fu celebrato il primo sinodo diocesano nella cattedrale di Nonantola il 4 dicembre 1565.
Dal sinodo celebrato dall'abate commendatario Jacopo De Angelis nel 1688 si evince che il territorio dipendente dall'abbazia era molto vasto. Esso comprendeva più di 300 chiese sparse, oltre che nel territorio proprio di Nonantola, in molte diocesi italiane (tra cui Parma, Piacenza, Cremona, Pavia, Mantova, Verona, Vicenza, Treviso, Bologna, Pistoia, Firenze, Perugia, Assisi) compresa una chiesa a Costantinopoli, senza contare terreni e castella nel ravennate, nel milanese, in Piemonte e presso il lago di Garda, su cui l'abate esercitava la giurisdizione temporale, nonché diritti vari, come mulini e diritti di pesca e di navigazione presso il Panaro.
Nel 1783 anche i Cistercensi lasciarono l'abbazia. Francesco Maria d'Este, vescovo di Reggio Emilia e abate commendatario, istituì allora nella cattedrale un capitolo di canonici in sostituzione di quello monastico. Per le cure dello stesso vescovo fu ingrandito il seminario fino a contenere quasi 80 seminaristi.
Con l'invasione francese del 1797 iniziò la crisi dell'abbazia e della diocesi, che fu spogliata di tutti i suoi beni. Nel concordato italiano tra il governo francese e papa Pio VII del 1803 l'abbazia territoriale fu soppressa ed il suo territorio unito a quello di Modena. Tuttavia Francesco Maria d'Este continuò a governare la sede nonantolana come amministratore apostolico.
Passata la bufera francese, il duca di Modena Francesco IV chiese ed ottenne il ripristino dell'abbazia territoriale, decisione che Pio VII prese il 15 dicembre 1820; l'abbazia nullius, ridotta territorialmente alle sole sue precedenti parrocchie comprese nel territorio del ducato, fu affidata in commendaIstituto in base al quale a uno stesso vescovo erano assegnate le rendite provenienti da più diocesi. ai vescovi pro tempore di Modena.
Sedi unite Il 23 settembre 1902 l'abbazia nullius di Nonantola divenne suffraganea dell'arcidiocesi di ModenaDecreto Ex decreto sacrae, in Analecta ecclesiastica, XII, 1904, p. 285., a cui fu unita il 1º maggio 1906 con il decreto Ex decreto della Sacra Congregazione Concistoriale.
Il 15 settembre 1984 in forza del decreto Quo aptius della Congregazione per i vescovi ha ceduto due parrocchie nel comune di Toano alla diocesi di Reggio Emilia.
Il 30 settembre 1986, per effetto del decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, fu stabilita la plena unione delle due sedi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.
Dal 7 dicembre 2020 è unita in persona episcopi alla diocesi di Carpi. Il 18 settembre 2024 è stata annunciata la richiesta della Santa Sede di portare a compimento l'unificazione tra le due diocesi.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Abati di Nonantola Sant'''Anselmo † (752 - 3 marzo 803 deceduto) Pietro † (804 - 824) Ansfrido † (825 - 837) Ratperto † (838 - 839) Rotichildo † (839 - 842) Giselprando † (842 - 851) Liutefredo † (851 - 855) Leone I † (855 - 856) Pietro II † (856 - 865) Varnefrido † (865 - 869) Ragimbaldo † (869 - 870) Teodorico † (870 - 887) Landefredo † (890 - 895) Leopardo † (895 - 907) Pietro III † (907 - 913) Beato Gregorio † (913 - 929) Ingelberto † (929 - 941) Gerlone † (941 - 947) Gottifredo † (947 - 958 circa) GuidoVescovo di Modena. † (959 - 969 circa) UmbertoVescovo di Parma. † (969 - 974 circa) Giovanni I Archimandrita † (982 - 995 circa) Leone II † (996 - 998) Giovanni II † (998 - 1000) Leone III † (1000 - 1002) Rodolfo I † (1002 - 1032) Rodolfo II † (1035 - 1053) Gottescalco † (1053 - 1059 circa) Landolfo I † (1060 - 1072) Damiano † (1086 - 1112) Giovanni III † (1112 - 1128) Ildebrando † (1129 - 1140) Andrea † (1140 - 1144 circa) Alberto I † (1144 - 1154) Alberto II † (1154 - 1178) Bonifacio † (1179 - 1201) Raimondo † (1201 - 1250 circa) Cirsacco † (1250 - 1255) Buonaccorso † (1255 - 1262) Landolfo II † (1263 - 1275) Guido † (1286 - 1309) Nicolò Baratti † (1309 - 1329) Bernardo † (1330 - 1334) Guglielmo † (1337 - 1347) Federico † (1347 - 1348) Diodato † (1348 - 1356) Lodovico † (1357 - 1361) Ademaro † (1363 - 1369) Tommaso de' Marzapesci † (1369 - 1385) Nicolò d'Assisi † (1386 - 1398) Batista Gozzadini † (1398 - 1400) Delfino Gozzadini † (1400 - 1405) Giangaleazzo Pepoli † (1407 - 1449 deceduto) Gurone d'Este † (1449 - 1484 deceduto) Giuliano della Rovere † (1484 - 1º novembre 1503 eletto papa con il nome di Giulio II) Galeotto Franciotti della Rovere † (1503 - 1505 dimesso) Giuliano Cesarini † (1505 - 1º maggio 1510 deceduto) Gianmatteo Sertorio † (1510 - 1516 dimesso) Giangiacomo Sertorio † (1516 - 1527 deceduto) Gianmatteo Sertorio † (1527 - 1531 dimesso) (per la seconda volta) Antonio Maria Sertorio † (1531 - 1550 dimesso) Giulio Sertorio † (1550 - 1560 deceduto) San Carlo Borromeo † (1560 - 1566 dimesso)