Nel corso del tempo si sono sviluppati diversi movimenti di ideologia femminista. Essi variano in obiettivi, strategie e affiliazioni; spesso si sovrappongono ed alcune militanti s'identificano con diversi rami del pensiero femminista.

Movimenti e ideologie Corrente principale femminista Il femminismo "Mainstream" è un termine ombrello assai ampio utilizzato per indicare quei movimenti femministi che non rientrano nei campi socialisti o radicali. Questa corrente principale si è tradizionalmente concentrata sulla riforma politica e legislativa e ritrova le proprie radici nella prima ondata femminista e nel femminismo liberale storico inscritto nella borghesia del XIX e dell'inizio del XX secolo.

Il termine è ai giorni nostri utilizzato spesso in riferimento ai movimenti maggiormente rappresentativi dello spettro politico tra cui il centro, il centro-sinistra e il centro-destra ed i quali sostengono delle posizioni politiche più o meno moderate, spesso in contrasto con il femminismo radicale e altre forme femministe troppo esplicitamente di sinistra.

Il "femminismo mainstream" si sovrappone al moderno femminismo liberale, anche se esso è un termine più ampio ed inclusivo. Esso tende ad esempio maggiormente ad accogliere gli uomini rispetto al femminismo radicale e spesso si concentra su questioni meno controverse nel mondo occidentale, come la partecipazione politica femminile o l'istruzione femminile. A volte queste femministe vengono criticate dalle radicali per il loro essere parte di "un sistema di patriarcatoNjoki Wane, Jennifer Jagire, Zahra Murad, Ruptures: Anti-colonial & Anti-racist Feminist Theorizing, p. 54, 2014.

Tuttavia le principali tappe della lotta femminista, come il diritto di voto e il diritto all'istruzione, si sono attuate principalmente a seguito del lavoro della corrente principale del movimento femminista, che ha sempre sottolineato l'importanza della costruzione di un ampio sostegno alle cause femministe sia tra le donne che tra gli uomini.

Femminismo ambientalista L'ecofemminismo lega l'ecologia al femminismo. Le ecofemministe vedono la dominazione delle donne allo stesso modo del dominio sull'ambiente naturale prodotto dall'ideologia maschile. I sistemi patriarcali occidentali, dove gli uomini posseggono e controllano la terra, sono considerati allo stesso modo responsabili dell'oppressione delle donne e della distruzione dell'ambiente. Le ecofemministe sostengono che gli uomini al potere controllano la terra e quindi sono anche in grado di sfruttarla per il proprio profitto e successo economico.

In questa situazione l'ecofemminismo considerano le donne potenzialmente sfruttate dagli uomini per il proprio profitto, realizzazione materiale e piacere. In quest'ordine di idee l'ecofemminismo dichiara che le donne e l'ambiente vengono entrambi sfruttati come pegni passivi nella corsa al dominio globale; le persone al potere sono in grado di fruttarli in maniera distinta proprio in quanto vengono visti entrambi come passivi e di fatto impotenti.

L'ecofemminismo collega lo sfruttamento e il dominio delle donne con quello dell'ambiente. Come un modo per riparare le ingiustizie sociali ed ecologiche, le ecofemministe asseriscono che le donne hanno il compito di lavorare per creare un ambiente sano e per porre fine alla distruzione delle terre (vedi ambientalismo), a cui la maggior parte delle donne nel mondo ancora si affidano per fornire il necessario sostentamento alle proprie famiglie.

L'ecofemminismo argomenta che esiste una connessione tra donne e natura la quale deriva dalla loro storia condivisa di oppressione da parte di una società occidentale patriarcale. L'indiana Vandana Shiva afferma che le donne posseggono una connessione speciale con l'ambiente e ciò attraverso le loro interazioni quotidiane con esso, cosa che è stata però sempre ignorata. Ella dice che "le donne nell'economia di sussistenza, che producono e riproducono ricchezza in partenariato con la natura, sono esperte nella conoscenza dell'olismo e dell'ecologia dei processi naturali. Ma questi modi alternativi di conoscenza orientati ai benefici sociali e al sostentamento non sono riconosciuti dal paradigma riduzionista del capitalismo e ciò perché non riesce a percepire l'interconnessione della natura. o il collegamento delle vite, del lavoro e della conoscenza delle donne con la creazione di ricchezza".

Tuttavia la femminista statunitense specializzata in ecologia sociale Janet Biehl ha criticato l'ecofemminismo per essersi concentrato troppo su un presunto legame mistico tra le donne e la natura e non sufficientemente sull'effettiva condizione femminile.

Femminismo anarchico L'anarco-femminismo unisce l'anarchismo al femminismo. Generalmente esso vede il sistema sociale patriarcale come la manifestazione di una gerarchia involontaria. Le femministe anarchiche ritengono che la lotta contro l'ordinamento patriarcale sia una parte essenziale della lotta di classe e della lotta anarchica contro lo Stato.

In sostanza questa filosofia vede la lotta anarchica come componente necessaria della lotta femminista e viceversa. Come dice la teorica canadese L. Susan Brown "poiché l'anarchismo è una filosofia politica che si oppone a tutti i rapporti di potere, è in se stesso femminista".

Importanti leader storici dell'anarco-femminismo includono la statunitense di origini russe Emma Goldman, la spagnola Federica Montseny, la statunitense Voltairine de Cleyre, la brasiliana Maria Lacerda de Moura e l'afroamericana Lucy Parsons. Durante la guerra civile spagnola un gruppo anarco-femminista denominato Mujeres Libres, collegato alla Federazione anarchica iberica, venne organizzato per difendere le idee anarchiche e femministe.

Le scrittrici teoriche contemporanee anarco-femministe includono Germaine Greer, la succitata L. Susan Brown e l'esponente dell'ecofemminismo Starhawk. I gruppi contemporanei di anarchia-femminista comprendono il collettivo brasiliano "Mujeres Creando", lo statunitense "Radical cheerleading", lo spagnolo "Eskalera Karakola" (che pratica l'Invasione di terreni o edifici) e la conferenza annuale "La Rivolta! " di Boston. Femminismo culturale Il femminismo culturale è l'ideologia che assume una "natura o essenza femminile" la quale tenta di valorizzare ciò che è stato invece sempre considerato nell'alveo degli "attributi femminili sottovalutati". Esso sottolinea la differenza tra le donne e gli uomini, ma ritiene che essa sia eminentemente psicologica, pertanto costruita culturalmente e non biologicamente innata.

I suoi critici affermano che, in quanto si basa su una visione prettamente essenzialista delle differenze tra donne e uomini e promuove l'indipendenza e la costruzione istituzionale, esso ha condotto le femministe a ritirarsi dalla politica per rinchiudersi nel cosiddetto "stile di vita". Una di queste critiche, Alice Echols (storica e teorica culturale femminista) affidò al membro del Redstockings Brooke Williams l'introduzione del termine "femminismo culturale" nel 1975 per descrivere la depoliticizzazione del femminismo radicale. Femminismo francese Nel mondo di lingua inglese, il termine "femminismo francese" è usato per descrivere una specifica corrente del femminismo postmoderno attivo in Francia tra gli anni 1970 e 1990. Il termine fu creato da Alice Jardine e in seguito redefinito dall'academica Toril Moi, includendo specificamente Hélène Cixous, Luce Irigaray e Julia Kristeva.

Si distingue dal femminismo anglofono per un approccio maggiormente filosofico e letterario; i suoi scritti tendono ad essere effusivi e metaforici, meno interessati alla dottrina politica e generalmente concentrati sulle "teorie del corpo". Il termine comprende anche scrittrici che non sono francesi, ma che hanno lavorato sostanzialmente nella Quinta Repubblica francese e all'interno della tradizione della cultura della Francia come ad esempio Julia Kristeva e Bracha L. Ettinger.

Nel corso degli anni settanta le femministe francesi si avvicinavano al femminismo con il concetto di "Écriture féminine". Hélène Cixous sostiene che la scrittura e la filosofia sono fallocentrici ed insieme ad altre femministe come Luce Irigaray sottolinea la "scrittura dal corpo" come un esercizio sovversivo. Il lavoro della psicoanalista e filosofa Kristeva ha influenzato particolarmente le teoria femminista nella sua generalità e la critica letteraria femminista.

A partire dagli anni ottanta l'opera dell'artista e psicoanalista Ettinger ha influenzato la critica letteraria, la storia dell'arte e la teoria della critica cinematografica femministaVanda Zajko and Miriam Leonard (eds.), 'Laughing with Medusa' (Oxford University Press, 2006). 87–117. .Carol Armstrong and Catherine de Zegher, 'Women Artists as the Millennium'. (Cambridge, Mass.: October Books, MIT Press, 2006). 35–83. .. Ettinger ha concepito una dimensione femminile-materna chiamata "matrice" la quale lavora per cambiare la definizione del soggetto umano per inclusione nonché sullo spazio, l'oggetto e lo sguardo (in arte)The Matrixial Borderspace. Minneapolis: University of Minnesota Press, 2006 "matriciale" oltre che sull'importanza della dimensione femminile nei campi della psicoanalisi e dell'etica"From Proto-ethical Compassion to Responsibility: Besidedness, and the three Primal Mother-Phantasies of Not-enoughness, Devouring and Abandonment." Philosophical Studies. Vol. 2 (Vilnius: Versus, 2006), 100–135. E-Journal version, 2007: Athena: filosofijos studijos, issue: 2 / 2007 ― From Proto-Etnical ... <http://lkti.lt/athena/pdf/2/100-145.pdf

Tuttavia come ha sottolineato la studiosa Elizabeth Wright "nessuna di queste femministe francesi si allinea al movimento femminista quale appariva e si espandeva nel mondo anglofono".

Femminismo italiano In Italia negli anni '70 uno dei gruppi fondamentali per teoria e prassi è "Rivolta Femminile", che nasce e cresce intorno a Carla Lonzi.

Femminismo liberale Il femminismo liberale afferma l'uguaglianza degli uomini e delle donne attraverso la riforma politica e legislativa. Tradizionalmente durante il XIX e l'inizio del XX secolo esso aveva lo stesso significato di "femminismo borghese" o "Mainstream". Le femministe liberali hanno cercato di abolire le politiche, le leggi e le altre forme di discriminazione contro le donne per consentire loro le stesse opportunità degli uomini, cercando di modificare la struttura sociale per garantire le parità di trattamentohooks, bell. "Feminist Theory: From Margin to Center" Cambridge, Massachusetts: South End Press 1984..

Più di recente il femminismo liberale ha assunto inoltre un significato più stretto che sottolinea la capacità delle donne di mostrare e mantenere la loro uguaglianza attraverso le proprie azioni e scelte; in questo senso il femminismo liberale utilizza le interazioni personali tra uomini e donne come luogo da cui trasformare la società. Quest'uso del termine è diverso dal suo senso e significato storico, che ha sottolineato le riforme politiche e legali ed ha ritenuto che le azioni e le scelte delle donne da sole non erano sufficienti per portare avanti l'uguaglianza di genere.

Le questioni maggiormente importanti per le contemporanee femministe liberali i diritti riproduttivi e il libero accesso all'aborto, le molestie sessuali, il suffragio femminile e l'istruzione femminile, la parità di retribuzione per lavoro uguale svolto, l'assistenza sanitaria a prezzi accessibili ed infine la lotta contro la violenza sessuale e domestica e in generale la violenza contro le donne. Femminismo libertario Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy il femminismo classico liberale o libertarianismo concepisce la libertà come "libera da ogni interferenza coercitiva" e riconosce che uomini e donne hanno diritto a tale libertà a causa del loro status di "proprietari di se stessi" (Self-ownership).