Campagnola Emilia (Campagnôla in dialetto reggiano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.
Geografia fisica Sorge nel cuore della Pianura padana, nella parte settentrionale della provincia di Reggio Emilia, a 25 chilometri circa dal capoluogo. Il territorio comunale si estende per 24,39 km² ed è interamente pianeggiante, con un'altitudine media di circa 24 metri sul livello del mare.
È attraversato da una rete regolare di strade poderali, canali di bonifica e scoline, che testimoniano la lunga opera di trasformazione agricola e idraulica avviata sin dal tardo Medioevo e sviluppatasi in epoca moderna. Il territorio comunale, confina con i comuni di Correggio, Fabbrico, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto, è formato, oltre che dal capoluogo, dalle località Cognento e Ponte Vettigano.
La parte settentrionale del territorio comunale appartiene al sistema paesaggistico delle Valli di Novellara e ricade parzialmente nel sito della Rete Natura 2000 denominato «Valli di Novellara» (IT4030015), esteso nella bassa reggiana tra i territori di Campagnola Emilia, Fabbrico, Guastalla, Novellara e Reggiolo. L’area conserva elementi del paesaggio delle antiche zone vallive, successivamente trasformate attraverso la bonifica, ed è caratterizzata da corsi d’acqua, canali, superfici agricole e residue zone umide.
La conformazione del suolo e l’assenza di rilievi rendono il paesaggio tipico della bassa reggiana: un mosaico di campi coltivati, filari alberati, case coloniche e infrastrutture irrigue. Numerosi fossi e canali, come la Fossetta e il Collettore di Campagnola, scorrono lungo i confini agricoli, contribuendo al drenaggio delle acque e all’irrigazione.
Il clima è di tipo temperato-continentale, caratterizzato da inverni freddi e spesso nebbiosi, ed estati calde, afose e umide. Le precipitazioni si concentrano in primavera e autunno, con occasionali fenomeni temporaleschi intensi. Le escursioni termiche sono particolarmente marcate nei mesi di transizione, mentre la ventilazione è generalmente scarsa, specie nei mesi estivi.
Origini del nome Campagnola Emilia L’antico nome di Campagnola è Campanìola dalla più antica citazione in un documento dell’anno 772. Divenne poi Campaniòla e Campagnola, e deriva dal latino campània «luogo campestre, pianeggiante».
Con questo significato la parola campania era impiegata dagli agrimensori latini nei primi secoli dopo Cristo. Il suffisso -iola è un diminutivo e nello stesso tempo un vezzeggiativo, perciò Campaniola significa «piccola e bella campagna», volendo indicare un territorio pianeggiante coltivato e fertile, ma non molto esteso, un’oasi agricola tra selve e paludi.
Il toponimo latino, perciò, contrassegnava un luogo felice che emergeva dalle angustiae paludis et silvarum, cioè dalle «zone sfavorevoli delle paludi e delle selve», che si incontravano ancora alla fine del I secolo a.C. a valle della via Emilia.
Con decreto del 4 dicembre 1859 Campagnola veniva creato Comune e riotteneva l’autonomia amministrativa. Nella copia del decreto, al nome del comune è aggiunto Emilia, da qui il nome completo di Campagnola Emilia.
Cognento, Ponte Vettigano e Garfagnana Altro nome locale di origine romana è Cognento: in un documento del 935 viene nominato Quignente, che deriva dal numerale latino quingentum, cioè cinquecento, e indicava l’estensione territoriale di questa località: cinquecento iugeri. Dato che in un documento del 1141 risulta che questo borgo era, ed è ancora oggi, diviso in due zone, cioè Cognento di sotto e Cognento di sopra, allora si deve ritenere che erano cinquecento iugeri ciascuna. L’unità di misura dello iugero equivale a 2500 mq.
Ancora origine latina o tardo-latina ha la località Ponte Vettigano, nominata in un documento del 1141 col nome Viticanum, dal latino vitis, cioè vite, indicante un terreno in cui cresceva rigogliosa e veniva coltivata con profitto la vite.
Per quanto riguarda il toponimo Garfagnana, in dialetto Grafagna, alcuni studiosi lo riconducono al nome personale latino Cafranius, con il cambiamento di posto della r, detto metatesi, e l’aggiunta del suffisso -ana, comunemente dato ad un podere o ad un fondo. Garfagnana era quasi certamente il nome di una fattoria romana, una villa, che aveva assunto la denominazione dal proprietario.
Storia Preistoria e antichità Il territorio di Campagnola Emilia, parte della bassa pianura reggiana, mostra tracce di frequentazione umana sin dalla preistoria. Le indagini geomorfologiche documentate da Cremaschi, Bernabò Brea e altri studiosi evidenziano come l’area fosse caratterizzata, nell’età del Bronzo e nell’età romana, da un paesaggio fitto di corsi d’acqua, boschi igrofili e zone paludose, interessate da progressive opere di bonifica e regimentazione idraulica.
Durante l’epoca romana la zona rientrava nell’ager di Regium Lepidi, con la presenza di poderi (villae rusticae), terreni coltivati e insediamenti sparsi, come suggeriscono anche alcuni toponimi di origine latina (Cognento, Viticanum–Vettigano, Garfagnana).
Medioevo Il nome di Campagnola è documentato per la prima volta nel 772 nella forma ''Campaniola''. Nel 935 è attestata per la prima volta l’esistenza di un castello: in un documento redatto il 22 gennaio di quell’anno il sacerdote Ildeprando dichiarava infatti di abitare «in castello Campaniole». Il nucleo fortificato, successivamente conosciuto come Castellazzo, costituì uno dei principali centri insediativi medievali del territorio.
Nel XII secolo il castello e il territorio rientrarono tra i possedimenti di Matilde di Canossa, condividendo le vicende politiche del sistema curtense matildico. Dopo la morte della contessa e la dissoluzione del dominio canossano, Campagnola passò sotto il controllo dei da Correggio, signori della vicina Correggio.
Nel 1371 il castello venne distrutto da Bernabò Visconti, signore di Milano, durante i conflitti che opposero i Visconti ai Da Correggio. L’abbattimento della fortificazione segnò un periodo di lunga crisi e semiabbandono del borgo, protrattosi fino al XVI secolo.
Età moderna Tra XVI e XVII secolo il territorio conobbe una ripresa legata alla riorganizzazione agricola e alla progressiva bonifica delle aree paludose.
Nel 1633, in seguito all’accusa dell’Impero rivolta ai Da Correggio di battere moneta falsa, Campagnola fu confiscata dagli Spagnoli e successivamente ceduta agli Este, entrando stabilmente nei domini del Ducato di Modena e Reggio.
Il periodo estense vide il consolidamento della rete di poderi, l’impianto di nuove corti rurali, l’organizzazione delle comunità locali e la definizione del tessuto insediativo che, tra Sei e Settecento, portò alla nascita del nucleo centrale di Piazza Roma e allo sviluppo delle principali architetture civili e religiose.
Età contemporanea Con l’arrivo delle truppe napoleoniche, Campagnola seguì le sorti del dipartimento del Crostolo. Dopo la Restaurazione tornò agli Estensi fino al 1859: con decreto del 4 dicembre 1859 il paese riottenne la piena autonomia amministrativa come Comune di Campagnola, cui venne aggiunto l’elemento distintivo “Emilia”.
Monumenti e luoghi d'interesse Piazza Roma Nata come Piazza Siro, è un’opera risalente alla seconda metà del ‘600, che viene pensata, progettata e costruita per volontà del Principe Siro in un contesto unitario, con la realizzazione contemporanea del Borgo (lato Portici), della Villa (oggi Villa Cottafavi), della Chiesa e della Prima selciatura avvenuta nel 1621, anno nel quale il Principe Siro di Correggio diede di fatto vita al Comune di Campagnola fornendo il materiale per la costruzione della sua piazza. "(...) promettiamo di far condurre gratis a detti fabricati del Comune et villa di Campagnola tutti li giaroni che saranno necessari per saligare la piazza di detto borgo o castello et anco la calcina necessaria per la fabbrica della lor chiesa, mentre però essi paghino il valore di detta calcina, eccettuata la condotta suddetta”.
Successivamente tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, viene redatto il progetto, che porterà alla realizzazione di una nuova pavimentazione in ciottoli di fiume con al centro la doppia trottatrice realizzata in lastre di granito, impiegato anche negli snodi dal Municipio e dalla Chiesa.
Fino alla prima metà del ‘900, Piazza Roma ha mantenuto inalterate le caratteristiche del suo primo impianto originario.
Nel 1910 Piazza Roma viene riselciata con ghiaioni di fiume e corsie con listoni di granito su Progetto dell’ingegnere Pino Cottafava e nello stesso anno viene realizzata l’illuminazione elettrica. E’ negli anni 1960/70 in conseguenza al boom economico dell’automobile che si realizzarono opere di trasformazione per agevolare una nuova crescente mobilità veicolare. In quegli anni la Piazza verrà interamente asfaltata e sulle facciate del fronte lato portici verranno realizzati, alcuni interventi manutentivi con materiali incongrui, in contrasto, con i fronti degli edifici tradizionali.
Dopo i primi studi di fattibilità per la riqualificazione del centro storico risalenti al 2006, Piazza Roma viene completamente riqualificata a partire dal 2019: ll nuovo progetto di riqualificazione di Piazza Roma ha recuperato l'impianto storico dell'intervento del 1910, le piastre di granito originali sottoposte a restauro e poi rimesse a dimora e l’acciottolato storico è stato ricollocato e parzialmente sostituito dalla pietra di Luserna.
Palazzo Comunale L'originaria “Casa Comunale”, situata nella parte sud di Piazza Roma, venne acquistata da Francesco Marastoni per adibirla a uffici e scuola, nel 1782; una ristrutturazione radicale all'inizio del Novecento da parte dell'Ing. Plinio Cottafava, lo porta all'aspetto attuale. Fu inoltre oggetto di interventi di restauro e consolidamento a seguito dei sismi dell'aprile-maggio 1987 e del 15 ottobre 1996.
Palazzo Baccarini Costruito tra il 1689 e il 1741, come attestato da due tavolette di cotto inserite sotto il porticato, l'impianto del Palazzo è composto da tre unità a corte, di tipologia residenziale, classica delle borghesia del tempo, con ogni corte caratterizzata, al piano terra, da un androne passante che funge da collegamento fra il portico ed il cortile interno. Ai lati di ogni androne erano presenti le botteghe artigianali.
È stato oggetto di un restauro conservativo avviato nel 1998 e dal 2007 è sede della Biblioteca e dei Servizi Culturali del Comune di Campagnola Emilia.
Palazzo Schiattarini (oggi Villa Conti Cottafavi) Villa Conti Cottafavi occupa una posizione centrale sul lato occidentale di Piazza Roma e deriva da un precedente nucleo signorile appartenuto alla famiglia Schiattarini, già rappresentato nelle cartografie seicentesche del borgo.
L’edificio venne successivamente trasformato e nel 1854 l’architetto Cesare Costa intervenne sul prospetto rivolto verso il parco. Alla fine del XIX secolo Antonio Conti Barbieri acquistò la villa e il terreno retrostante, allora utilizzato come fondo agricolo, avviando la realizzazione del parco.
Il parco storico venne progressivamente arricchito tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento con platani, ippocastani, conifere ed essenze ornamentali ed esotiche; nel quadro conoscitivo comunale dei primi anni Duemila risultavano censiti numerosi alberi d’alto fusto appartenenti a specie differenti.
Chiesa Parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio
La chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio fu realizzata su una chiesa preesistente negli anni 1771-1772 e presenta numerose testimonianze di architettura, pittura e scultura della fine del XVIII secolo.
Chiesa di Sant'Andrea