Luzzara (pronuncia italiana o ; Lüsèra in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna. Confinante con l'Oltrepò mantovano, il comune è il più settentrionale della provincia.
Geografia fisica Il comune di Luzzara, il più settentrionale della provincia di Reggio Emilia, è situato nella pianura padana, sulla riva destra del fiume Po, a 36 km di distanza da Reggio Emilia e 25 da Mantova, 43 da Parma e 55 da Modena. Il comune fa parte della bassa reggiana. Il territorio comunale, oltre al capoluogo, è costituito dalle frazioni di Casoni, Codisotto e Villarotta per un totale di 39 chilometri quadrati, di cui circa 7,5 km². in area golenale, con divieto di edificazione. In sostanza, quasi il 20% del territorio comunale costituisce di fatto un parco naturalistico e paesaggistico di rilevante entità, sia come habitat umido tipicamente europeo, che come ampiezza quale cassa di espansione dell'intero corso del fiume Po. Tale zona è fortemente caratterizzata da flora (in particolare boschi di pioppo), spazi aperti fruibili in un paesaggio fluviale, con presenza di specie ornitologiche nello specifico e faunistiche in genere, tipiche di questa tipologia di habitat.
Luzzara confina con i comuni mantovani di, a nord Suzzara e Gonzaga, ad ovest Dosolo e con i comuni emiliani di, ad est Reggiolo, a sud Guastalla. La caratteristica peculiare del comune è che proprio in corrispondenza del proprio territorio, il confine tra le regioni Emilia-Romagna e Lombardia, seguendo precedentemente il corso in discesa del fiume Po, cessa di essere, prendendo come linea di demarcazione l'affluente (ormai pressoché scomparso e ridotto a fossato) dello Zara (detto anche Po Vecchio), dando origine al territorio dell'Oltrepò mantovano, comprendente diversi comuni e ricongiungendosi al fiume Po in prossimità del comune mantovano di Sermide-Felonica, in confine con il ferrarese.
Origini del nome Il toponimo si riconduce al latino luteus, "fangoso", da cui deriva la voce di area italiana settentrionale lozza. Sembra inoltre possa derivare dal celtico lossa o luth, parola che indica la melma di terra e rifiuti vegetali. Tuttavia potrebbe altresì derivare dal greco luma, ovvero sudiciume, evolutosi poi nel latino luteum (fango) e quindi lotza, da cui Luzzara.
Storia Il toponimo Luzzara compare per la prima volta in documenti dei secoli VII e VIII, al tempo l'insediamento sorgeva su di un'isola sul Po. Tra i primi documenti, un diploma del 781 con il quale Carlo Magno, Re dei Franchi e dei Longobardi, prendeva sotto la sua protezione la Chiesa reggiana.
Luzzara è un esempio dei mutamenti di Signorie in questo periodo di vitalità politica del territorio padano. Il Vescovo di Reggio l'acquista dall'Imperatore Ludovico il Pio, al quale succede al trono Lotario I, che rivendicando il possesso ne riprenderà violentemente il dominio. Successivamente viene riconsegnata al Vescovo di Reggio; nell'840 torna all'imperatore che la dà in dono ad Angilberga, moglie del figlio Ludovico II. Dopo ulteriori vicissitudini tra Chiesa e Impero, Luzzara ritorna nelle mani del vescovo di Reggio che la affida con Guastalla a Bonifacio di Canossa.
Resta in suo potere fino all'estinzione della famiglia, ed ai tempi di Matilde di Canossa è ricordata come Pieve fra i possessi della contessa. Nel 1160 Federico I la restituisce al Vescovo di Reggio, malgrado questi non ne possa vantare nessun diritto, in quanto occupata dai Cremonesi, i quali se ne vedono riconosciuto il possesso da Arrigo IV. Nel 1311 l'imperatore Arrigo VII diede a Passerino Bonaccolsi, signore di Mantova, il possesso di Luzzara. Caduti i Bonaccolsi, i Cremonesi, preoccupati della crescente potenza dei Gonzaga, si affrettano ad occupare Luzzara, ma ne vengono scacciati da Luigi Gonzaga, che se ne vede confermare il possesso dall'imperatore Carlo IV nel 1354.
Durante il periodo della signoria dei Gonzaga, Luzzara viene fortificata e dalla sua pianta topografica si possono ancora oggi leggere con distinzione le piazze, i palazzi del potere e gli edifici religiosi, così come furono concepiti nel '400. Nel 1350 il paese ospita Francesco Petrarca. Con l'assegnazione di Luzzara a Rodolfo Gonzaga, figlio del marchese Lodovico II, inizia il ramo gonzaghesco di Luzzara. Sotto il suo dominio viene eretto il palazzo della Macina, residenza dei Gonzaga, opera di Luca Fancelli, architetto alla corte di Mantova. Rodolfo muore nel 1495 durante la famosa battaglia di Fornovo sul Taro; il feudo passò prima alla moglie Caterina Pico, poi (1501) al figlio Gianfrancesco.
L'imperatore Carlo V nel 1502 elegge il marchesato a feudo immediato, trasmissibile in perpetuo per diritto di primogenitura. Nel 1524, alla morte di Gianfrancesco il dominio di Luzzara passa al figlio Massimiliano, che lo cede più tardi (1557) al cugino Guglielmo Gonzaga. Nel 1630 Luzzara viene annessa al Ducato di Guastalla, che la governa con alterna fortuna fino al 1746. Nel 1747 Luzzara ed il suo territorio vengono inglobati, a seguito dell'estinzione del ramo dei Gonzaga di Guastalla, nei domini asburgici di Maria Teresa.
L'episodio più saliente della storia luzzarese si ha il 15 agosto 1702, quando si combatte nell'ambito della Guerra di successione spagnola, una violentissima battaglia fra l'esercito imperiale condotto dal principe Eugenio di Savoia ed i Franco-Spagnoli: è la celebre Battaglia di Luzzara. Due giorni dopo Luzzara si arrende ai Gallo-Ispani e ne ottiene gravi perdite. Nel 1734, scoppiata la guerra per la successione del Regno di Polonia, il paese viene occupato dalle truppe Franco-Sarde, sotto il comando del re Carlo Emanuele III di Sardegna. Una nuova sanguinosa battaglia ha luogo il 17 settembre di quell'anno, nella quale gli imperiali restano ancora una volta sconfitti. Con il trattato di Aquisgrana del 18 ottobre 1748 Luzzara viene assegnata al duca Filippo I di Parma, il quale si avvale dell'opera illuminata del du Tillot per vivacizzarne l'economia con incentivazioni a fondo perduto per la creazione di nuove attività produttive. Nel 1759, per editto sovrano, fu abolita la carica di podestà, essendo stato concentrato in Guastalla tutto l'apparato burocratico-amministrativo.
Spentosi nel 1794 Giovanni, secondogenito di Luigi, erede della dinastia dopo la morte del primogenito Basilio (1782), si estingue la linea genealogica dei Marchesi Gonzaga di Luzzara.
La Rivoluzione francese e l'opera napoleonica portano Luzzara nella Repubblica Cisalpina ed in seguito nel Dipartimento del Crostolo. Caduto l'impero napoleonico, il 9 febbraio 1814, viene rioccupata dalle truppe austriache.
A seguito del Congresso di Vienna, gli ex stati borbonici vengono assegnati a Maria Luigia d'Asburgo-Lorena. Alla morte della duchessa, il 4 gennaio 1848, Luzzara passa agli Estensi di Francesco V. A seguito della seconda guerra d'indipendenza, il 16 agosto 1860 viene dichiarata la decadenza di Francesco V.
Con il plebiscito dell'11 e 12 marzo 1860, Luzzara è annessa al Regno di Sardegna e quindi, nel 1861, al Regno d'Italia. Per merito di Francesco Boccalari nel 1863 in Luzzara si costituisce una Società di Tiro a segno che ha come presidente Giuseppe Garibaldi.
Tra il 1859 ed il 1866 Luzzara fu un paese di frontiera poiché l'Oltrepò mantovano, dopo la seconda guerra d'indipendenza italiana, era rimasto soggetto all'Impero austriaco. A Codisotto (definito nelle mappe "Caput Inferius", cioè Capo Inferiore), si trovava sia la dogana "italiana" sia quella austriaca. Il confine, che correva lungo un fosso chiamato Po Vecchio o Zara, era segnato da uno steccato posto ad impedire il contrabbando e la fuga in territorio austriaco dei giovani renitenti alla leva. La lingua di terra lombarda arriva a lambire ancora oggi la parte nord del capoluogo di Luzzara. Anticamente l'abitazione posta al limite di Strada Zamiola e confinante con il territorio luzzarese, aveva l'ingresso posto verso il laterale, al fine di consentire il costante monitoraggio del transito da parte dei doganieri lombardi, restando protetti dalle intemperie durante i giorni di maltempo. Il confine con le terre lombarde d'altronde, ha da sempre caratterizzato il territorio luzzarese.
Età contemporanea Nei decenni successivi la nascita del Regno d'Italia esplosero anche a Luzzara i conflitti sociali legati alla questione agraria e alla povertà delle masse contadine. La nascita di una società operaia quattro anni dopo l'Unità e la successiva propaganda degli ideali socialisti da parte di Camillo Prampolini e dei suoi seguaci favorì una rapida politicizzazione ed organizzazione dei contadini con la nascita di leghe, circoli e cooperative. Nel 1883 il paese fu raggiunto dalla ferrovia Parma-Suzzara. Nell'immediato primo dopoguerra sorse a Luzzara anche un attivissimo circolo anarchico. La fine delle proteste del Biennio Rosso e la controffensiva delle forze fasciste pagate ad armate dagli agrari locali avrà il suo culmine in paese il 5 maggio 1921 con l'omicidio dell'anarchico Riccardo Siliprandi da parte di un gruppo di squadristi.
Durante la seconda guerra mondiale Luzzara fu sede di un deposito d'armi dei nazisti, contribuì attivamente alla causa della Resistenza antifascista e per questo pagò un prezzo molto alto. Nell'ultima settimana di guerra nove partigiani luzzaresi verranno uccisi dai fascisti nell'eccidio di Reggiolo, altri 7 caduti nel corso di diverse operazioni militari in provincia, morti e dispersi nei campi di concentramento, civili arrestati e torturati.
Il dopoguerra vedrà inevitabilmente la ripresa dei conflitti sul piano sociale - culminata con gli scioperi "a rovescio" dei braccianti sugli argini del Cavo Fiuma - e restituirà il Comune allo storico governo della sinistra. Nel secondo dopoguerra l'economia locale si è definitivamente trasformata da agricola ad industriale.
Gonzaga di Luzzara Rodolfo 1494-1495 Gian Francesco 1495-1524 Massimiliano 1524-1578, cede la sovranità a Mantova Prospero 1578-1614 Federico I 1614-1630 Luigi I 1630-1666 Federico II 1666-1698 Luigi II 1698-1738 Basilio 1738-1782 Giovanni 1782-1794.
Simboli
Lo stemma, per assonanza col nome della città, riporta il luccio araldico, simile a quello di altre terre e paesi, ma unico nel panorama italiano degli stemmi comunali, a riportare un pesce "vero" e non stilizzato; le due stelle (in simbologia araldica) ricordano la battaglia di Luzzara del 1702. Il colore del campo rosso (sottostante e antecedente), ricorda la dominazione della famiglia Gonzaga, mentre il colore blu (sovrastante e più recente), quella dei Borbone-Parma. La corona turrita denota l'appartenenza ai Comuni della Repubblica Italiana. I fregi di serto di quercia e di alloro, completano lo stemma.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa parrocchiale di San Giorgio, a Luzzara, edificata probabilmente alla fine dell'XI secolo in stile romanico, e più volte rimaneggiata. Fu riedificata a partire dal 1676 in stile barocco, salvando solamente la parte absidale, che rimane tuttora in stile romanico. Nel 2000 sono stati eseguiti gli scavi della cripta dell'antica chiesa romanica, dove sono venuti alla luce capitelli, colonne e affreschi risalenti alla struttura originale dell'edificio romanico e cocci di riporto risalenti al periodo precedente. Conserva al suo interno alcuni dipinti cinquecenteschi, in particolare la pala d'altare raffigurante la Vergine col Bambino tra San Giorgio e San Girolamo, di scuola giuliesca, eseguito su modello di un bozzetto di Giulio Romano conservato al Louvre Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate, nella frazione di Codisotto. Costruita attorno alla fine del XVII secolo, fu costruita sullo stesso luogo dove era ubicata quella più antica del 1500 circa. Vi si possono ammirare, oltre all'altare maggiore in stucco marmorizzato e quattro altari originali nelle cappelle, quattordici tavolette di scuola emiliana del XIV secolo raffiguranti episodi del Vangelo.