Santarcangelo di Romagna (Santarcanzal/Santarcànzol o Santarchènzli in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Rimini in Emilia-Romagna, posto sulla SS 9 Emilia, al confine con la provincia di Forlì-Cesena.

Geografia fisica Santarcangelo è bagnata dai fiumi Uso e Marecchia; si sviluppa attorno al colle Giove alto circa 90 metri s.l.m. e a ridosso delle prime colline dell'Appennino tosco-romagnolo. A si trovano Rimini e il mare Adriatico.

Origini del nome

Storia

Il centro abitato più antico dell'attuale territorio di Santarcangelo è San Vito (3 km a nord), posto sul tracciato dell'antica via Emilia, la strada consolare che collegava Ariminum (Rimini) con Placentia (Piacenza).

Santarcangelo fu edificata attorno a una fortificazione, attestata per la prima volta nel Codice Bavaro (IX secolo), costruita alle pendici di Monte Giove. La seconda più antica citazione del centro abitato risale all'anno 1164: in quell'anno l'imperatore Federico Barbarossa sostò a Santarcangelo per concedere due diplomi ai monasteri ravennati di Sant'Apollinare e di San Severo.

A partire dal XIII secolo Santarcangelo fu dominata dai conti Balacchi, una famiglia antiquitate generis et gloria maiorum originaria forse di Santarcangelo stesso oppure, secondo altre fonti meno accreditate, di Rimini, poi spodestata agli inizi del XV secolo dai Malatesta, nemici di vecchia data. Il dominio dei Balacchi ebbe una conclusione con le pesanti sconfitte politiche e la scomunica del suo ultimo esponente, Paolo, rimosso dal controllo della città da papa Bonifacio IX (1389-1404).

I Malatesta tennero Santarcangelo fino al 1462 eccetto nel periodo dal 1353 al 1376 quando, conquistata dal cardinale Albornoz, la città fu sede di un vicariato governato direttamente dalla Santa Sede. Tolta da papa Pio II a Sigismondo Malatesta, fu data in feudo agli Zampeschi e successivamente ai Pallavicino.

Simboli L'attuale stemma e il gonfalone di Santarcangelo di Romagna sono stati concessi con il decreto del presidente della Repubblica del 9 gennaio 2004 che modifica leggermente il precedente decreto di riconoscimento del capo del Governo dell'8 dicembre 1942.D'azzurro, all'Arcangelo al naturale visto di fronte, vestito di porpora, alato d'oro, tenente con la sinistra un globo imperiale e con la destra alzata una croce, passante su una campagna di verde, fiancheggiata a destra dal motto: PRAESIDIUM movente dalla punta verso il capo, scritto in lettere nere, coricate e ordinate in palo; a sinistra dal motto: ET DECUS movente dal capo alla punta, scritto in lettere nere coricate e ordinate in palo (D.C.G. 08/12/1942).

L'attuale gonfalone, concesso del 2004, è un drappo trinciato di giallo e di azzurro, in precedenza era un drappo di azzurro concesso con DPR del 14 giugno 1956.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili Arco di Papa Clemente XIV: l'accesso monumentale a Piazza Ganganelli. Fu voluto dai santarcangiolesi nel 1769, anno in cui il concittadino cardinale Lorenzo Ganganelli venne eletto papa con il nome di Clemente XIV. Fu progettato dall'architetto imolese Cosimo Morelli, ma fu terminato solo nel 1777, tre anni dopo la morte del pontefice. Pescheria: realizzata nel 1829 su progetto del santarcangiolese Eustacchio Maggioli, è caratterizzata da una semplice struttura in mattoni con quattro ampie porte di accesso, sulle quali sono ancora visibili i cancelli originali in ferro battuto e i banchi di pietra della vicina Repubblica di San Marino. Campanone: situato nel cuore del borgo medievale di Santarcangelo di Romagna è, insieme all'Arco di Papa Clemente XIV, il monumento più identificativo della città. Costruito nel 1893, alto 25 metri, in stile neogotico con merlatura in alto e coronato dall'immagine di San Michele Arcangelo in ferro battuto a mano indicante la direzione del vento. Porta del Campanone Vecchio: risalente al XII-XIII secolo, costituisce il più antico accesso della prima fortificazione costruita sul Colle Giove. Un tempo era sormontata da una torre campanaria, ma nel 1880 circa la popolazione, dato che considerava la torre fatiscente, decise di abbatterla. Oggi sono ancora visibili i resti della prima cinta muraria in prossimità della porta. Porta Cervese: risalente al XV - XVI sec., conosciuta anche come la Porta del Sale (dato che si immette sulla via che in passato collegava Santarcangelo con la città salinara di Cervia), unico accesso rimasto intatto della seconda cinta muraria. Sferisterio: campo rettangolare adiacente alla cinta muraria cittadina, realizzato per ospitare l’antico gioco del pallone col bracciale, molto popolare in città nella prima metà del Novecento, quando la squadra di Santarcangelo si distinse a livello nazionale col proprio campione Francesco Darolt. Stamperia Marchi: una delle botteghe più antiche d'Italia, conserva l'intero patrimonio decorativo del territorio romagnolo, tuttora visibile nelle classiche tele stampate a mano romagnole. Fin dal 1633 vi è custodito un antico mangano, unico al mondo ancora utilizzato per la stiratura degli antichi tessuti di canapa e cotone. Il mangano è un argano a forza umana, già documentato dallEncyclopédie di Diderot e D'Alambert: due operai camminano dentro la sua ruota lignea di cinque metri di diametro; l'argano muove una grande pietra posta su due rulli di legno ("subbi"); la tela avvolta sul subbio viene così stirata. La tela manganata viene poi decorata utilizzando tutt'oggi i metodi di una volta, con stampi in legno di pero intagliati a mano e antichi impasti di colore, come quello ottenuto dalla ruggine del ferro. La tela, una volta asciutta, viene infine immersa in un bagno acido, che fissa definitivamente il colore delle decorazioni, rendendole indelebili. Fontana di Tonino Guerra: ideata da uno dei cittadini più illustri di Santarcangelo di Romagna, Tonino Guerra, la fontana si trova all'ingresso del parco cittadino Campo della Fiera. La fontana è a sua volta costituita da due fontane (quella del prato sommerso e quella dei fiori di pietra). Al centro è situata una composizione dell'artista Fausto Baldessarini costituita da quattro sculture in vetro. In tutto il paese sono presenti poi altre fontane ideate sempre da Tonino Guerra.

Architetture militari Rocca Malatestiana: La Rocca Malatestiana di Santarcangelo è stata voluta e costruita, come molte altre rocche presenti in Romagna, dalla famiglia Malatesta, in particolare da Carlo Malatesta nel 1386. La struttura è caratterizzata da un'alta torre del XIV secolo. La Rocca assunse però solo nel 1447 la struttura che ancora oggi conserva grazie agli ultimi interventi voluti da Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Architetture religiose

Chiesa collegiata di San Michele Arcangelo: è l'edificio di culto più importante di Santarcangelo e risale al XVIII secolo. Al suo interno, fra le altre cose, è conservato un quadro di Guido Cagnacci, un Crocifisso di Pietro da Rimini e un organo di Gaetano Callido. Pieve di San Michele Arcangelo: edificio religioso più importante della città e del territorio fino alla metà del XVIII secolo, è il luogo di culto più antico della città. La chiesa risale al VI secolo e fu costruita in stile bizantino su modello delle chiese ravennati di età giustinianea. Presenta particolarissime deformazioni strutturali atte a correggere gli errori di visione prospettica (ad esempio le pareti sono leggermente inclinate rispetto agli assi ortometrici). Il campanile è posto proprio sulla facciata e risale al XII-XIII secolo. Per entrare all'interno del luogo di culto bisogna quindi attraversare il campanile. Cappella Zampeschi: situata lungo via della Cella, la facciata di questa piccola chiesetta, ora sconsacrata, è l'unica struttura della via rimasta illesa durante la seconda guerra mondiale Chiesa di Sant'Agata Vergine e Martire nella frazione di Montalbano.

Aree naturali Grotte: Nella parte orientale del colle Giove di Santarcangelo di Romagna sono scavati nell'arenaria e nell'argilla circa 150 ipogei che formano un percorso sotterraneo di circa . La maggior parte risale al periodo medievale, in tale periodo venne utilizzata come depositi e cantine per la conservazione del Sangiovese (dato che la temperatura è costantemente di circa e l'umidità dell'80-90%) e altri, secondo gli studiosi, hanno avuto origini più antiche, utilizzate in particolare come grotte paleocristiane e luoghi di culto romano o bizantino. Durante la Seconda guerra mondiale sono stati ottimi rifugi per gli abitanti della città e, per questo motivo, furono messi tutti in comunicazione.

Altro Piazza Ganganelli: piazza principale della cittadina, vi spiccano l'arco dedicato a Lorenzo Ganganelli (Papa Clemente XIV, nato a Santarcangelo nel 1705) eretto nel 1777 e il monumento ai caduti di Bernardino Boifava del 1925. È circondata da portici che testimoniano la vita commerciale della città.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2022 la popolazione straniera è di persone, pari al'8,6% della popolazione.

Cultura Istruzione Musei Museo Storico Archeologico (MUSAS) Situato all'interno del seicentesco Palazzo Cenci, il museo, inaugurato il 7 maggio 2005, custodisce il patrimonio archeologico e artistico della città. Sono ripercorse le vicende del territorio, a partire dal piccolo insediamento rurale sorto in età romana sino al costituirsi durante il Medioevo di un insediamento fortificato, entrato poi nell’orbita della signoria Malatestiana, per giungere infine agli sviluppi urbanistici della città attuale. La sezione artistica illustra la storia di Santarcangelo dal Medioevo al XIX secolo. Tra le opere maggiori esposte: il Polittico di Jacobello di Bonomo del 1385 e una tavola del pittore ravennate Luca Longhi (1531). Una sala è totalmente dedicata a papa Clemente XIV, nativo di Santarcangelo (1705-1774). Altri musei Museo Etnografico degli Usi e Costumi della Gente di Romagna (MET): inaugurato nel 1981, raccoglie e conserva le testimonianze del territorio e delle sue tradizioni popolari soprattutto legate al lavoro contadino. Museo del Bottone: ospita una collezione di bottoni divisa in tre sezioni: la storia del 1900, i bottoni del 1700-1800, le curiosità dal mondo. Il Museo, fondato da Giorgio Gallavotti nel 2008, è il primo e l'unico del suo genere in Italia: la sua caratteristica è il racconto della storia sociale, politica, culturale e di costume proprio tramite i bottoni. Quando accadono degli avvenimenti storici spesso qualche stilista mette questi avvenimenti su un bottone, che diventa testimone di quell'avvenimento. All'apertura del Museo i bottoni in mostra erano , ora sono arrivati da tutto il mondo, dall'estremo nord, Lituania, all'estremo sud, Sudafrica.

Biblioteche Biblioteca Comunale Antonio Baldini: Aperta al pubblico nel 1974, la biblioteca comunale possiede più di novantamila libri, con speciale attenzione alle sezioni di teatro, in particolare teatro contemporaneo, e poesia dialettale, con focus su quella romagnola.

Arte L'artigianato principale del borgo, attivo fin da un passato remoto, è la stampa su tela.

Il laboratorio di stampa, ancora attivo, utilizza una particolare pressa (mangano) per imprimere sulla tela indelebili motivi ornamentali a base di pigmenti di ruggine e di altre tinte, utilizzando stampi tradizionali scolpiti a mano con decorazioni tipiche romagnole che si ispirano alla civiltà contadina.

Nello scorso secolo la nobildonna Eugenia Rasponi, pronipote di Gioacchino Murat, appassionata da questa forma di artigianato, abitò la Rocca Malatestiana del borgo e creo un'impresa di diffusione attraverso progettazione e costruzione di arredo, mobilio e tessuti.

A Santarcangelo, dagli anni novanta, si è stabilita la più consistente e artisticamente attiva comunità mutoide d'Europa. Essi nel 1991 hanno fondato Mutonia, villaggio costruito in un ex cava abbandonata nei pressi del fiume Marecchia.