La diocesi di Treviso () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea del patriarcato di Venezia appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2023 contava 760.000 battezzati su 864.900 abitanti. È retta dal vescovo Michele Tomasi.
Territorio La diocesi è delimitata a nordovest dalle Prealpi Bellunesi e a est dal Piave (alcune parrocchie si trovano sulla riva sinistra a causa del mutevole corso del fiume); a ovest e a sud non segue dei confini naturali: essi si muovono da Paderno a Mussolente, scendendo poi verso Tombolo e piegando per Camposampiero e il Miranese. Il confine continua verso est escludendo i comuni di Venezia e Quarto d'Altino.
Sostanzialmente al centro di questo territorio sorge la città di Treviso, sede vescovile, in cui si trova la cattedrale di San Pietro. Nella stessa città sorge la basilica minore di Santa Maria Maggiore, nota con il nome di Basilica della Madonna Grande.
La diocesi riguarda quindi solo una parte della provincia di Treviso (la porzione sud-occidentale) e comprende altresì ampie porzioni della città metropolitana di Venezia e della provincia di Padova, cui si aggiunge il comune di Mussolente in provincia di Vicenza.
Il territorio è suddiviso in 265 parrocchie, raggruppate in 14 vicariati.
Vicariati
Le parrocchie sono raggruppate nei seguenti vicariati: Vicariato urbano (con sede a Treviso, presso la cattedrale) Vicariato di Asolo (con sede ad Asolo) Vicariato di Camposampiero (con sede a Camposampiero) Vicariato di Castelfranco (con sede a Castelfranco Veneto) Vicariato di Castello di Godego (con sede a Castello di Godego) Vicariato di Mirano (con sede a Mirano) Vicariato di Mogliano (con sede a Mogliano Veneto) Vicariato di Monastier (con sede a Monastier di Treviso) Vicariato di Montebelluna (con sede a Montebelluna) Vicariato di Nervesa (con sede a Nervesa della Battaglia) Vicariato di Noale (con sede a Noale) Vicariato di Paese (con sede a Paese) Vicariato di San Donà di Piave (con sede a San Donà di Piave) Vicariato di Spresiano (con sede a Spresiano)
Collaborazioni pastorali
Il 26 febbraio 2012 il vescovo Gianfranco Agostino Gardin ha istituito ufficialmente le prime quattro collaborazioni pastorali di Castelfranco, Santa Bona, Istrana e Paese, che coinvolgono ben 19 parrocchie chiamate a condividere tra loro iniziative e risorse, tra cui, a lungo andare, lo stesso parroco, data la crisi vocazionale che ha colpito la stessa diocesi veneta. Attualmente (dicembre 2018) le collaborazioni pastorali istituite hanno raggiunto il numero di quarantatré. Le collaborazioni istituite sono le seguenti (numero di parrocchie): Alta Padovana (6): Abbazia Pisani - Borghetto - Galliera Veneta - Mottinello Nuovo - S. Martino di Lupari - Tombolo Altivole-Riese Pio X (7): Altivole - Caselle - Poggiana - Riese Pio X - S. Vito - Spineda - Vallà Antoniana (7): Camposampiero, Loreggia, Loreggiola, Massanzago, Rustega, Sandono, Zeminiana Arcade-Povegliano (4): Arcade - Camalò - Povegliano - Santandrà Asolo (8): Asolo - Casella - Coste - Crespignaga - Madonna della Salute - Maser - Pagnano - Villa Breda-Maserada (7): Breda di Piave - Candelù - Maserada sul Piave - Pero - Saletto di Piave - S. Bartolomeo di Piave - Varago Caerano-Montebelluna (7): Biadene - Busta Contea - Caerano di S. Marco - Caonada - Guarda - Montebelluna - S. Gaetano Carbonera (5): Carbonera - Mignagola - Musastrelle - Pezzan - Vascon Casier-Treviso (4): Casier - Dosson - Frescada - S. Antonino Castelfranco Veneto (10): Campigo - Duomo - Postumia - Salvarosa - Salvatronda - S. Floriano - S. Maria della Pieve - S. Andrea oltre il Muson - Treville - Villarazzo Castello di Godego-Loria (5): Bessica - Castello di Godego - Castione - Loria - Ramon Cornuda (7): Ciano del Montello - Cornuda - Covolo di Piave - Crocetta del Montello - Nogarè - Onigo - Pederobba Fonte-Paderno del Grappa (4): Fietta del Grappa - Fonte - Onè di Fonte - Paderno del Grappa Fossalta-Noventa (2): Fossalta di Piave - Noventa di Piave Giavera-Nervesa (6): Bavaria - Cusignana - Giavera del Montello - Nervesa della Battaglia - S. Croce del Montello - Ss. Angeli del Montello Istrana-Morgano (7): Badoere - Istrana - Morgano - Ospedaletto - Pezzan - Sala - Villanova Marcon (3): Gaggio - Marcon - S. Liberale Martellago (3): Maerne - Martellago - Olmo Meolo-Monastier (4): Losson della Battaglia - Marteggia - Meolo - Monastier Mirano (7): Ballò - Campocroce - Mirano - S. Leopoldo Mandić - Scaltenigo - Vetrego - Zianigo Mogliano Veneto (8): Campocroce - Mazzocco - Mogliano Veneto - Zerman - Ronzinella - S. Carlo - S. Antonio - Sacro Cuore Musile (7): Caposile - Chiesanuova - Croce di Piave - Millepertiche - Musile di Piave - Passarella - S. Maria di Piave Mussolente-S. Zenone (4): Ca' Rainati - Casoni - Mussolente - S. Zenone degli Ezzelini Noale-S. Maria di Sala (7): Briana - Cappelletta - Moniego - Noale - S. Maria di Sala - Stigliano - Veternigo Paese (5): Castagnole - Padernello - Paese - Porcellengo - Postioma Piombino Dese-Trebaseleghe (7): Fossalta Padovana - Levada - Piombino Dese - S. Ambrogio di Grion - Silvelle - Torreselle - Trebaseleghe Ponte di Piave (9): Campobernardo - Cimadolmo - Levada - Negrisia - Ormelle - Ponte di Piave - Roncadelle - Salgareda - S. Michele di Piave Ponzano Veneto (3): Ponzano - Paderno - Merlengo Quinto-Zero Branco (5): Quinto - S. Cristina - S. Alberto - Scandolara - Zero Branco Resana (3): Castelminio - Resana - S. Marco Roncade (6): Biancade - Ca' Tron - Musestre - Roncade - S. Cipriano - Vallio Salzano-Scorzè (7): Cappella - Gardigiano - Peseggia - Rio S. Martino - Robegano - Salzano - Scorzè S. Biagio di Callalta (8): Cavriè - Fagarè della Battaglia - Olmi S. Floriano - Rovarè - S. Biagio di Callalta - S. Andrea di Barbarana - Spercenigo - Zenson di Piave S. Donà di Piave (6): Calvecchia/Fiorentina - Mussetta - Palazzetto - S. Donà di Piave - S. Giuseppe - S. Pio X S. Bona (6): Immacolata - Monigo - S. Giuseppe - S. Liberale - S. Paolo - S. Bona Spinea (3): Crea - Orgnano - Spinea Spresiano (3): Lovadina - Spresiano - Visnadello Trevignano (4): Falzè - Musano - Signoressa - Trevignano Treviso (9): Cattedrale - Sacro Cuore - S. Bartolomeo - S. Martino Urbano - S. Nicolò - S. Agnese - S. Maria Maddalena - S. Maria Maggiore - S. Andrea in Riva Treviso Est (4): S. Pio X - S. Maria del Rovere - S. Ambrogio di Fiera - Selvana Valcavasia (5): Castelcucco - Castelli di Monfumo - Cavaso del Tomba - Monfumo - Possagno Vedelago (7): Albaredo - Barcon - Casacorba - Cavasagra - Fanzolo - Fossalunga - Vedelago Villorba (4): Catena - Fontane - Lancenigo - Villorba Volpago (4): S. Maria della Vittoria - Selva del Montello - Venegazzù - Volpago
Missioni estere Dalla diocesi di Treviso dipendono tre missioni estere:
San Juan Bautista de las Misiones, nel Dipartimento di Misiones in Paraguay; Manaus, nello Stato dell'Amazonas in Brasile; Fianga, nella Regione di Mayo-Kebbi Est in Ciad
Storia Origini Nei primi anni dell'era cristiana, Treviso rappresentava un municipium compreso nella Regio X Venetia et Histria: l'estensione originale della diocesi, quindi, andò a coincidere con il territorio amministrativo della città, delimitato, probabilmente, a sud e ad ovest dal Sile, ad est dal Piave e a nord dalla via Postumia.
Una tradizione rimanda a san Prosdocimo di Padova, vissuto nel I secolo, la prima evangelizzazione, e quindi l'organizzazione ecclesiastica, del territorio veneto; tuttavia si ritiene che la presenza cristiana a Treviso non sia precedente al IV secolo, e di certo allora non era così consistente da giustificare la presenza di un vescovo.
Il primo vescovo storicamente attestato è un Felice, citato dall'amico Venanzio Fortunato e da Paolo Diacono. Quest'ultimo ricorda che, nel 569, raggiunse a Lovadina il re longobardo Alboino e lo convinse a risparmiare la città, ottenendo in più alcuni ampliamenti del proprio territorio, scorporati dalle diocesi di Altino e di Oderzo. Felice, con i successori Rustico e Felice II, è ricordato anche per aver preso parte allo scisma tricapitolino, opponendosi al papa.
In effetti, l'importanza della chiesa di Treviso crebbe con la decadenza delle due città, un tempo vivaci centri commerciali e vescovili. Per quanto riguarda Altino, in particolare, quando la diocesi locale fu trasferita a Torcello, a Treviso vennero traslate diverse reliquie, come i corpi dei santi Teonisto, Tabra e Tabrata e del patrono san Liberale; al contempo la circoscrizione ecclesiastica si ampliò notevolmente, raggiungendo anche i territori compresi tra il Sile e il Musone.
Medioevo Nei secoli successivi si delineò l'organizzazione territoriale della chiesa tarvisina, divisa in quattro arcipretati (Quinto, Cornuda, Godego e Mestre) da cui dipendevano le varie pievi e cappelle. Nel 969 la diocesi si espanse ulteriormente quando Ottone I soppresse la diocesi di Asolo incorporandone il territorio in quello di Treviso. Nel frattempo si andava affermando la presenza benedettina: nell'VIII secolo gli zeniani fondarono a Casier il monastero di San Teonisto, e a Lanzago, presso la chiesa di San Paolo, giunsero i nonantolani, mentre prendeva corpo l'istituzione del capitolo della cattedrale; nel X secolo fu la volta di Santa Maria Assunta a Mogliano Veneto e di Santa Maria del Pero a Monastier.
A partire dal XIII secolo le istituzioni religiose in città e nella diocesi furono rafforzate dall'arrivo degli ordini mendicanti (nell'ordine, francescani, domenicani e agostiniani, per concludere con le suore di clausura), favorendo lo studio, la predicazione e la nascita dei Terzi Ordini. Nella Chiesa Trevigiana fiorirono figure di spicco, quali il beato Niccolò da Boccasio, divenuto papa Benedetto XI, San Parisio e il beato Enrico da Bolzano.
Nello stesso periodo, tuttavia, i vescovi furono coinvolti nelle guerre che insanguinarono la Marca: è il caso di Adalberto Ricco, imprigionato da Ezzelino III da Romano.
Nel 1334 la diocesi arrivava ad estendersi anche sulla zona di San Donà di Piave, già compresa nella diocesi di Eraclea.
Età moderna Dal XIV secolo sino al 1797 la diocesi fu compresa nei domini della Serenissima, dal cui patriziato provennero gran parte dei vescovi. Al contempo si verificò un periodo di rilassatezza della vita spirituale, dovuta al benessere e alla stabilità politica portata da Venezia. Fu per questo che, dalla fine del Trecento, si svilupparono le congregazioni religiose; in quest'ambito sono da citare i vescovi Giovanni Benedetti e Ludovico Barbo. Tra il Quattro e il Cinquecento, anche per la discontinua residenza di vescovi e parroci, si ebbe un ulteriore periodo di decadenza spirituale con l'insorgere di alcune eresie.
Un nuovo periodo di fioritura si ebbe quando il vescovo Giorgio Corner tornò dal Concilio di Trento. Furono ridecorate le chiese e l'Episcopio, fondato il seminario diocesano, vennero convocati molti sinodi e aumentarono le visite pastorali. Tutto questo andava però a stridere con l'ignoranza religiosa e la decadenza morale, oltre al fatto che gran parte della vita ecclesiastica era sottoposta al rigido controllo della Repubblica di Venezia.
Da sempre parte della provincia ecclesiastica di Aquileia, con la soppressione di quest'ultima, il 19 gennaio 1753, in forza della bolla Suprema dispositione di papa Benedetto XIV, la diocesi di Treviso divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Udine, nuova sede metropolitana per quella parte dell'antico patriarcato che si trovava nel territorio della Serenissima.Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. VIII, Venezia, 1851, pp. 842-858.