Cologno al Serio (Cològn söl Sère o semplicemente Cològn in dialetto bergamascoIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia.
Situato nella media pianura bergamasca, dista circa 10 chilometri a sud dal capoluogo orobico, a cui è collegato tramite la Strada statale 591.
Storia L'antichità I primi insediamenti umani sul territorio risalgono a circa quattromila anni fa, in piena età del bronzo, come si evince dal ritrovamento di scheletri e utensili: questi rendono Cologno uno dei siti archeologici più datati di tutta la provincia bergamasca.
Le epoche successivi videro stanziamenti di alcune tribù dei Liguri prima, e dei Galli Cenomani poi, a cui subentrarono i Romani.
Questi nuovi dominatori diedero una prima organizzazione urbana al borgo, che cominciò ad assumere un'importanza sempre crescente: gli studi in tal senso sono stati notevolmente aiutati da ritrovamenti riguardanti scheletri, corredi funebri, vasi e monete del tempo di Vespasiano.
Era inoltre presente una strada militare che, utilizzata anche per trasporti commerciali, passava da Cologno collegando Bergamo con Piacenza, aumentando di conseguenza le possibilità di scambio degli abitanti.
Anche il toponimo ha origine in questo periodo storico, e troverebbe spiegazione in Colonius, possessore ed abitante di queste terre. Altre ipotesi invece vorrebbero far derivare il nome del paese dal termine colono, vista la vocazione agricola del borgo già in tempi lontani.
Il Medioevo Nel corso del VI secolo si verificò l'arrivo dei Longobardi, dei quali ci è giunto un altro importante reperto, sempre rinvenuto sul territorio comunale di Cologno, consistente in una tavoletta in creta (ora conservata nel Museo Archeologico di Bergamo) con incisi i nomi di sei abitanti del tempo.
Tuttavia il primo documento scritto in cui viene menzionato il nome del paese risale all'843, quando in un atto viene citato un tal Sthephanus de Colonias.
In questi anni il paese crebbe d'importanza anche grazie alla presenza di un'antica strada romana, rinominata strada Francesca, rimessa a nuovo dai Franchi, dai quali prese il nome. Questa fu utilizzata anche per il trasporto della salma di Ludovico II, figlio di Lotario, da Brescia a Milano.
Il seguente sviluppo del feudalesimo, favorito dagli imperatori del Sacro Romano Impero, segnò una nova epoca per il borgo di Cologno al Serio. Inizialmente assegnato da Ottone III a Ulrico, vide in seguito un periodo di profonda instabilità politica e sociale, causata dai sanguinosi scontri tra guelfi e ghibellini..Fu così che il paese cominciò a dotarsi di numerose fortificazioni, tra cui un castello con tanto di fossato, atte a difendere il territorio che, al centro delle mire dei contendenti, fu saccheggiato verso la fine del XII secolo da Federico Barbarossa e per ben due volte dai milanesi.
Questo anche per il fatto che nel paese andava assumendo sempre più consistenza lo schieramento guelfo, che cominciò a fornire ospitalità agli appartenenti alla stessa fazione in fuga da altri centri. Il numero crebbe al punto da permettere a Cologno d'essere considerato uno dei più grandi centri della fazione guelfa.
Questi, forti dell'aiuto fornito dai compagni di fazione di altre città tra cui Brescia e Cremona, riuscirono ad avere la meglio sugli avversari e ad appropriarsi del castello.
Il successivo inizio della signoria dei Visconti non acquietò gli scontri, che non solo continuarono a turbare la vita del paese, ma crebbero anche a causa della costruzione di un altro castello, in località Liteggio, gestito dalla famiglia dei Lanzi.
La Repubblica di Venezia A questa situazione pose fine l'arrivo della Repubblica di Venezia che, a partire dal 1428, permise alla popolazione di vivere un'esistenza più tranquilla grazie ad una lungimirante politica in ambito sociale ed economico.
Tramite la pace di Ferrara del 1428, infatti, Cologno al Serio venne assegnata alla Repubblica di Venezia. Il governo della Serenissima certificò tale annessione con un documento redatto in latino datato 11 luglio, noto come l'accettazione della dedizione. In data 13 luglio Venezia confermò gli statuti e gli ordinamenti del comune: da quel momento, sulla rocca di Cologno, iniziò a sventolare la bandiera di San Marco. Nel 1452 Francesco Sforza Visconti, IIII Duca di Milano, nomina il Suo Cavaliere, il nobile Sagramoro II Visconti, "castellano della Rocca di Cologno al Serio", Sagramoro II Visconti era Signore e feudatario di Brignano Gera d'Adda e di Pagazzano, ed il Nobile Sagramoro II Visconti, nel 1470, fa', Giuramento di Fedeltà, al Duca Galeazzo Maria Sforza per la conferma delle Signorie di Brignano Gera d'Adda, Pagazzano e Castel Rozzone, lungo il "Fosso Bergamasco".
La pace di Ferrara non durò però a lungo; negli anni successivi, infatti, Cologno si trovò al centro di lotte intestine tra numerosi "condottieri di ventura". Uno dei più famosi fu il bergamasco Bartolomeo Colleoni, originario di Solza. Egli, grazie alla propria capacità militare, riuscì, negli anni e tramite innumerevoli cambi di fazione, a farsi nominare dalla Repubblica Veneta capitano generale. In seguito a questa nomina, avvenuta in data 10 marzo 1455, gli venne assegnata come residenza il castello di Malpaga; al Colleoni vennero inoltre riconosciuti in qualità di feudo personale i territori di Romano, Martinengo, Urgnano e Cologno.
Con la Pace di Lodi del 9 aprile 1454 Cologno al Serio venne riconosciuto quale importante avamposto veneziano, data la sua strategica posizione geografica; il confine tra Venezia e il Ducato di Milano, infatti, correva lungo il fossato che divideva il comune da Brignano. Lungo tale fossato, quindi, vennero edificate delle piccole caserme per lo stanziamento dei soldati di guardia, essendo Cologno sede di un corpo veneto di guardia permanente costituito da 16 soldati. Dei "cippi confinari" vennero posti lungo questo confine: ad ovest a indicare i territori dello stato di Milano, mentre a est a indicare quelli dello stato Veneto. Il 13 novembre 1454 i rappresentanti colognesi furono chiamati a giurare fedeltà alla Repubblica Veneta.
Alla morte di Bartolomeo Colleoni, il 17 dicembre 1475, la Repubblica di Venezia stabilì che i territori del suo feudo dotati di fortificazioni, tra cui anche Cologno, tornassero pieno dominio di Venezia. Nonostante i colognesi avessero avanzato domanda di diventare indipendenti dall'avamposto di Bergamo e di essere sottoposti direttamente a Venezia, la Serenissima non accolse la domanda. Cologno era infatti l'unico fortificato in grado di proteggere Bergamo a sud. Per questo motivo il 7 agosto 1484 il Capitano di Bergamo inviò il proprio camerlengo a Cologno, perché ne prendesse il possesso, lasciandovi il luogotenente Bernardo Viti.
Negli anni successivi, Cologno, in quanto comune di confine, fu al centro di scontri e dispute inerenti al territorio lombardo; patì assedi, visse innumerevoli mutamenti politici nonché le invasioni delle truppe francesi, spagnole, tedesche e milanesi. Questa situazione di caos politico, militare e sociale si protrarrà nei secoli, fino al 1600.
Il Seicento e il Settecento A partire dal 1600 iniziò una nuova fase per il comune di Cologno al Serio. Mentre i secoli precedenti, erano stati caratterizzati da una successione di conflitti, dagli inizi del XVII secolo si assistette a un periodo di relativa serenità per i cittadini colognesi, che permarrà fino alla fine del 1700.
Questa pace fu però turbata nel 1630 dalla pandemia di peste bubbonica, che, portatovi dai soldati lanzichenecchi milanesi, si diffuse anche nel territorio bergamasco. A maggio furono registrati "30 morti a Cologno". La diffusione del morbo spinse all'apertura di un Lazzaretto nella località nota come Campino.
L'età moderna e contemporanea Il termine della dominazione veneta avvenne nel 1797 con l'avvento della Repubblica Cispadana e, successivamente, dalla costituzione della Repubblica Repubblica Cisalpina.
Il 14 marzo 1797, infatti, Bergamo e le sue province si riunirono sotto la Repubblica Cispadana per volere della dominazione francese, che era riuscita a penetrare nel territorio italiano anche se ciò crel numerosi malcontenti e falliti tentativi di ribellione. I monumenti che ricordavano la dominazione veneta vennero abbattuti in tutto il territorio bergamasco, lo stesso avvenne a Cologno. Dopo pochi mesi, tuttavia, Napoleone Bonaparte il 30 giugno 1797 dichiarò la fine della Repubblica Cispadana e i territori della bergamasca si ritrovarono sotto il dominio di Milano, capitale della nuova Repubblica Cisalpina.
Nel 1789 Bergamo e le sue province vennero nominate "Dipartimento del Serio", il quale era suddiviso in ventitré distretti, che furono successivamente ridotti a diciassette. Cologno al Serio venne conteso dai territori vicini a causa della sua posizione geografica: facente inizialmente parte del quattordicesimo distretto insieme a Verdello, passò poi al quindicesimo distretto, avendo il vicino comune di Romano di Lombardia come capoluogo. La Repubblica Cisalpina, così come quella Cispadana, ebbe anch'essa vita breve e si disgregò nel 1799.
Nel 1815, gli austriaci che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto e Milano, così come i suoi territori subordinati, passarono nelle loro mani. Bergamo fu divisa ancora una volta in diciotto distretti e Cologno fu reso territorio subordinato a Verdello, diventando un comune del tredicesimo distretto (in base a un sistema organizzativo che si basava sui possidenti). Cologno, in questo caso, fu dichiarato comune di seconda classe e venne posto sotto l'amministrazione di una deputazione scelta dall'assemblea dei possidenti stessi i quali, a loro volta, sceglievano un referente che sarebbe diventato podestà del luogo, grazie a una ratifica di nomina imperiale.
L'ultimo significante avvicendamento storico inerente alla storia del comune si verificò nel 1859 quando Cologno al Serio, unitamente al resto della provincia bergamasca, entrò a fare parte del Regno d'Italia.
Nel XX secolo Cologno al Serio fu coinvolto negli avvenimenti e fatti storici di questo secolo turbolento, tra i quali la prima e seconda guerra mondiale. Numerosi giovani colognesi presero parte ai conflitti bellici. Le perdite colognesi accertate della Prima guerra mondiale ammontarono a settantadue morti, mentre quelle del secondo conflitto sono trentasei. In particolare, quindici di questi moriono direttamente al fronte, due in un campo di concentramento in Germania, due durante l'assedio dei soldati tedeschi e diciassette disperse in mare o in Russia.
Simboli
Lo stemma di Cologno al Serio, risalente all'epoca del comune rurale (XII-XIII secolo), rappresenta una colonna sormontata da una corona. La colonna dello stemma richiama il nome del paese ed è stata perciò assunta a simbolo dello stesso. Anche il gonfalone di Cologno al Serio, costituito da un drappo troncato di bianco e di giallo, ha origini medioevali. Sia l'antico stemma che il moderno gonfalone sono stati approvati con decreto del presidente della Repubblica n. 1156 del 16 aprile 1976.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili Centro storico Il centro storico di Cologno al Serio riveste una grande importanza, avendo mantenuto la struttura che il borgo possedeva in età medievale. Ancora intatte e visibili sono infatti la cinta muraria con il relativo fossato che proteggeva l'ingresso del paese, a cui si accedeva mediante quattro entrate ben conservate, ed in una delle quali è collocata la sede municipale. Anche le case e le strade all'interno della fortificazione hanno mantenuto le loro peculiarità, dando un colpo d'occhio molto particolare.
Le mura difensive, il fossato e i quattro portoni