La caccia alla foca è la caccia, per fini personali o commerciali, di foche. La caccia alla foca è tutt'oggi praticata legalmente da cinque paesi: Canada, Namibia, Norvegia, Russia e Groenlandia. Gran parte della caccia alla foca nel mondo ha luogo in Canada ed in Groenlandia. Il più grande partner commerciale del mercato canadese è la Norvegia.
Il dipartimento canadese di pesca e oceani (DFO) regola questa attività in Canada. Fissa ogni anno la quota massima di esemplari cacciabili, monitora le cacce, studia la popolazione delle foche, collabora con la Canadian Sealers' Association per formare e informare i cacciatori sulla base dei nuovi regolamenti approvati, promuovendo le attività con convegni sul territorio. La DFO ha stimato le quote a esemplari cacciati nel 2007; nel 2008; nel 2009; nel 2010. Secondo altre fonti però i dati potrebbero essere i seguenti: nel 2007; nel 2008; nel 2009; e nel 2010.
Nel 2007, la Norvegia ha dichiarato l'uccisione di foche, la Russia e la Groenlandia .
La popolazione di foche nell'Atlantico nordoccidentale è diminuita di circa 2 milioni di esemplari dalla fine degli anni sessanta, anche a causa delle oltre uccisioni approvate annualmente dal Canada. Una specie in pericolo è la foca monaca del Mediterraneo. Solo nel 1971, il governo canadese ha risposto alle uccisioni spropositate istituendo un sistema a quota. Da una stima del DFO del 2007 si sono contate in tutto 5,5 milioni di foche.
In Canada è illegale cacciare cuccioli di foca ed esemplari giovani. La caccia rimane ad ogni modo un punto altamente controverso, attirando l'attenzione dei media e proteste ogni anno.
Storia Il termine foca è utilizzato per riferirsi a diversi gruppi di animali. In ambito scientifico si considerano tutte le foche, ma anche i trichechi. Le due principali famiglie di foche sono le Otariidae (che includono il leone di mare), e le Phocidae (le foche senza pelo). È praticata anche la caccia alle foche senza pelo dal momento che da esse è possibile ricavare un particolare olio dal grasso. Il grasso di foca è stato utilizzato come combustibile per lampade, lubrificante, olio da cucina, per la fabbricazione di sapone, liquido base per la pittura ocra e per la lavorazione di alcuni materiali come cuoio e juta.
Caccia tradizionale alla foca
Evidenze archeologiche indicano che i nativi americani e le prime popolazioni abitanti il Canada abbiano cacciato le foche per almeno anni. Tradizionalmente, quando un bambino della popolazione degli Inuit uccide la propria prima foca o caribù si tiene una festa. La carne è infatti un'importante fonte di grassi, proteine, vitamina A, vitamina B12 e ferro, e le pelli sono apprezzate per il calore che sono in grado di dare. La dieta degli Inuit è ricca di pesce, carne di balena e di foca.
Nel circolo polare vi sono circa Inuit tra Groenlandia, Alaska, Russia e Canada. Secondo Kirt Ejesiak, già segretario e capo dello staff di Nunavut, le foche non rappresentano "solo una fonte di denaro per la vendita delle pelli, ma un punto focale della loro cultura. Anche se l'allevamento e la caccia da parte degli Inuit interessa diverse specie che abitano la tundra desertica e le piattaforme ghiacciate, le foche costituiscono il punto centrale della loro attività di caccia. Il vocabolario inuit prevede delle parole specifiche per designare oggetti realizzati con ossa, grasso o pelliccia di foca come oggetti, giochi, corde, carburante, vestiti, navi e tende. Vi sono anche parole riferibili alle stagioni, alla topografia, a leggende ed a relazioni tra persone basate sulle foche. Una delle regioni del Canada settentrionale è abitata dai Netsilingmiut, detti anche "popolo delle foche." Ejesiak ha pubblicato nel 1991 un articolo dal titolo Animal Rights, Human Rights assieme a George Wenzel, geografo ed antropologo dell'Università McGill che ha collaborato per oltre due decadi con i Clyde Inuit dell'Isola di Baffin. La disamina di Wenzel sull'"impatto del movimento per i diritti animali nella cultura e nell'economia degli Inuit del Canada" fu tra le prime relazioni stese sull'uomo e l'animale in loco.
La caccia alla foca da parte degli Inuit ad ogni modo interessa solo il 3% della caccia alla foca dell'intero Canada. Le foche dagli anelli sono in gran parte cacciate come fonte di cibo, ma sono state utilizzate anche per produrre vesti, stivali, olio per lampade, finestre di iglù e molto altro. Anche se oggi non sono così largamente utilizzate, tali foche sono un'importante fonte di cibo e vestiario per le popolazioni di Nunavut. citato in
Le foche sono state cacciate anche nell'Europa nordoccidentale e nel Mar Baltico per più di anni.
La prima età moderna
La prima caccia per scopi commerciali ad opera degli europei venne condotta nel 1515, quando un cargo carico di pelli di foca dall'Uruguay giunse in Spagna per la vendita al mercato di Siviglia.
Terranova Terranova e Labrador ed il Golfo di San Lorenzo furono le prime regioni ad avere un'esperienza di caccia alla foca su vasta scala. Cacciatori giunti sin qui iniziarono la caccia all'inizio del XVI secolo. La caccia commerciale su larga scala divenne un evento annuale tenutosi regolarmente dal 1723 e si espanse rapidamente nel XVIII secolo. Inizialmente, il metodo utilizzato era quello di ancorarsi ad un porto predefinito per lo scopo. La caccia era principalmente finalizzata all'ottenimento della carne come forma di sostentamento da parte degli insediamenti dell'area piuttosto che per propositi commerciali.
Dall'inizio del XVIII secolo i cacciatori inglesi iniziarono ad avventurarsi in loco e dal 1723 iniziarono ad avventurarsi all'interno anche grazie a fucili e barche. Il tutto divenne ben presto una sofisticata operazione commerciale; le foche venivano trasportate in Inghilterra dove la carne, la pelliccia e l'olio venivano venduti separatamente. Dal 1749, l'importo dell'olio di foca in Inghilterra iniziò a venire registrato annualmente dal momento che questo era utilizzato per lampade ad olio, per la cucina e per la manifattura del sapone oltre che per la lavorazione del cuoio.
Atlantico Meridionale
Fu nei mari del sud che la caccia alle foche divenne una delle principali imprese commerciali del XVIII secolo. Samuel Enderby, assieme ad Alexander Champion ed a John St. Barbe organizzarono la prima spedizione commerciale nell'Oceano Atlantico Meridionale nel 1776, inizialmente con l'intento primario di cacciare balene e poi con quello di cacciare foche (che alla fine divenne l'obbiettivo principe della spedizione). Altre spedizioni presero piede nel 1777 e nel 1778.Jackson (1978), p.92.
Il 1º settembre 1788, la nave Emilia di 270 tonnellate di carico, di proprietà della Samuel Enderby & Sons e comandata dal capitano James Shields, partì da Londra. La nave si portò ad ovest verso Capo Horn nell'Oceano Pacifico divenendo così la prima nave a condurre tali operazioni nell'oceano a sud. La Emilia tornò a Londra il 12 marzo 1790 con un carico di 139 tonnellate di olio di balena.The Quarterly Review, Volume 63, London:John Murray, 1839, page 321 .
Dal 1784, gli inglesi avevano quindici navi impiegate a sud per la caccia alla foca, tutte provenienti da Londra. Al 1790 i vascelli erano già saliti a sessanta, incrementati a settantadue tra il 1800 ed il 1809.Stackpole (1972), p.282.Lettera dal comandante Thomas Melvill a Chas. Mitchell Library Sydney.
L'industria della caccia alla foca si estese più a sud verso la Georgia del Sud, mappata per la prima volta dal capitano James Cook il 17 gennaio 1775. Durante la fine del XVIII secolo e per tutto l'Ottocento, la Georgia del Sud venne abitata prevalentemente da cacciatori di foche inglesi e yankee che qui vivevano per un periodo considerevole dell'anno o spesso vi svernavano. Nel 1778, i cacciatori inglesi raggiunsero lo spazio tra l'Isola e lo Stretto di Magellano, ricavandovi pelli e tonnellate di olio di elefante marino.
I cacciatori proseguirono la loro esperienza commerciale riducendo progressivamente la popolazione di foche presenti, riducendole quasi allo sterminio. Gradualmente ma progressivamente tra la fine del Settecento e la prima metà del Novecento, le operazioni di caccia nell'area si spostarono sempre più dalla caccia alle foche alla caccia specifica agli elefanti marini per trarne olio.
Il Pacifico La caccia alla foca per scopo commerciale nell'Australasia iniziò grazie a Eber Bunker, comandante della William and Ann, che annunciò la sua intenzione nel 1791 di visitare e cacciare il fiordo di Dusky Sound in Nuova Zelanda. Il capitano William Raven della Britannia stazionò in loco tra il 1792 ed il 1793, ma la scoperta tra il 1798 ed il 1799 dello Stretto di Bass, tra la terraferma dell'Australia e la Terra di Van Diemen (poi nota come Tasmania) spostò l'obbiettivo dei pescatori che, con Daniel Cooper ad esempio, sbarcarono all'Isola di Capo Barren.
Con le ulteriori esplorazioni dello Stretto di Bass dal 1802, l'attenzione commerciale ritornò alle acque della Nuova Zelanda del sud, dove Stewart Island/Rakiura e lo Stretto di Foveaux vennero esplorati e mappati tra il 1803 ed il 1804.Entwisle pp. 13–15 L'industria della caccia alla foca si spostò verso le isole sub-antartiche di Antipodes Islands, 1805–1807, di Auckland Islands dal 1806, verso le coste meridionali della Nuova Zelanda a South Island, Otago Harbour e Solander Island dal 1809, prima di focalizzarsi verso Campbell Island (scoperta nel gennaio del 1810) e verso Macquarie Island (scoperta nel luglio del 1810) dal 1810.Entwisle pp. 13–16 Durante questo stesso periodo i pescatori furono attivi nelle coste meridionali dell'Australia, come ad esempio a Kangaroo Island. Questo interesse venne definito come il primo boom della caccia alla foca, aprendo la cosiddetta Guerra dei cacciatori di foche (1810-) nella Nuova Zelanda meridionale.
Dal 1815 la pesca nel Pacifico aveva ormai perso la sua importanza. Ebbe una breve ripresa dal 1823, ma ebbe breve vita. Commercianti da Gran Bretagna e Australia come Simeon Lord, Henry Kable, James Underwood e Robert Campbell, oltre che personalità da Londra e da New York iniziarono ad essere coinvolti negli scambi.
Dal 1830 gran parte delle riserve del Pacifico erano state dilapidate ed il Lloyd's Register of Shipping mostrava ormai un solo vascello dei propri impiegato nell'attività.
L'era industriale
A Terranova, negli anni trenta dell'Ottocento si cacciavano mediamente esemplari ogni anno, che nella seconda metà dello stesso secolo crebbero a quasi , fatto che portò al declino della popolazione di foche che impattò notevolmente sull'industria dipendente da esse.
Terranova raggiunse il proprio picco come terra di caccia alla foca negli anni sessanta del XIX secolo, con l'introduzione navi più capaci soprattutto del trasporto di grandi carichi.Chesley Sanger, "Sail versus Steam: Post 1863 Technological and Spatial Adaptation in the Newfoundland Seal Fishery," Newfoundland and Labrador Studies, Fall 2008, Vol. 23 Issue 2, pp 139–169Shannon Ryan, The Ice Hunters: A History of Newfoundland Sealing to 1914 (St. John's: Breakwater Books, 1994) Negli anni settanta dell'Ottocento gli esemplari cacciati si attestarono a circa .
La prima nave da pesca in senso moderno fu la SS Bear, costruita a Dundee, in Scozia, nel 1874 e pensata appositamente per la caccia alla foca. La nave venne diretta verso St. John's, Terranova, e si dimostrò essere il vascello più avanzato dei suoi tempi per la pesca.Tod, Giles, M.S., Last Sail Down East, Barre Publishers, (1965) p. 48 Costruita con una carena di 15.2 cm di spessore, in legno, la Bear funzionava a vapore ed era anche dotata di un rompighiaccio utile a raggiungere le aree di maggiore concentrazione delle foche.