Rondinella pellegrina è una romanza di Tommaso Grossi inserita nel cap. XXVI della sua opera Marco Visconti, pubblicata del 1834; nel testo è indicata come Rondinella o Il lamento della prigioniera. Fu particolarmente nota e diffusa nel XIX secolo.

Descrizione La romanza è descritta da Tommaso Grossi come «una canzone che correva a quei tempi sul lago di Como, e dicevasi composta nel castello di Rezzonico da una principessa che v'era stata confinata a morir d'inedia dalla brutale gelosia del marito».

Viene citata nel testo in tre diversi capitoli. Nel capitolo III al menestrello Tremacoldo viene richiesto di cantarla; inizia a suonare il liuto e a cantare, ma viene interrotto alla seconda strofa.. Nel capitolo IV è indicato che Tremacoldo la canta per intero, ma non ne viene riportato il testo.. Nel capitolo XXVI Bice del Balzo ascolta l'intera canzone dopo averne riconosciuta l'introduzione..

Testo È composta da sette sestine di ottonari con rime secondo lo schema ABABCC; la rima finale è sempre tra le parole favella e rondinella.

Critica Il testo della romanza già nel 1835 fu inserita in antologie di istruzione. Assunse immediata notorietà; la critica, a volte poco favorevole al romanzo, elogiò però i versi.

Con il nuovo secolo venne meno la popolarità e il testo fu inquadrato come esempio del romanticismo ottocentesco.

Fonti d'ispirazione Dai critici vennero identificati due probabili fonti utilizzate dal Grossi.

Nel 1892 Cesare Vignati, nell'esaminare l'epistolario di Francesco De Lemene (1634-1704), suggerì che il Grossi avesse tratto ispirazione dalla terza stanza de La vedovetta.

Bortolo Belotti nel 1935 pose in luce le affinità tra Rondinella pellegrina e un sonetto di Paolina Secco Suardo Grismondi pubblicato nel 1820.

Versioni musicali e varianti

Negli anni la romanza venne musicata in varie versioni. Si ricordano quelle del 1855 inserita da Errico Petrella nel melodramma tratto dal Marco Visconti, quella per soprano del 1856 di Carlotta Ferrari (pubblicata nelle Sei melodie) e quella di Anton Grigorevič Rubinštejn (in 10 lieder, op. 83).

Nel 1887 fu raccolto come canto popolare da Mario Foresi e riportato in due versioni, una per pianoforte e una per chitarra.

Varianti patriottiche

Buona parte della popolarità della romanza fu dovuto a motivi politici in piena epoca risorgimentale: i versi furono ripetuti, come simbolo della sorte dei prigionieri, dagli internati nei forti di Theresienstadt e di Josefstadt; in Toscana, dopo il ritorno del dominio austriaco, Rondinella pellegrina era cantata in sostituzione di Addio mia bella addio, brano proibito dall'autorità.Una variante cantata dai prigionieri è riportata in

A Livorno nel 1849 l'aria della Rondinella era la base per la seguente strofa.

Nel 1859 si aggiunsero poesie politiche che imitarono la Rondinella o che erano cantatate con la stessa musica, come Il padre del volontario.. Piuttosto nota era la versione dello scrittore Giuseppe Torelli, citata come Il ritorno della rondinella o come Ritorno della rondinella dal campo di San Martino..

Sempre nel 1859 Giosuè Carducci pubblicò l'ode Alla Croce di Savoia; le ultime tre strofe vennero stampate e distribuite su foglietti con l'indicazione «Da cantarsi sull'aria della Rondinella pellegrina, ripetendo i due ultimi versi di ciascuna strofa».

Il tema della rondinella e della prigionia fu ripreso anche da Enrico Mayer in La rondinella messaggera, scritta mentre era incarcerato a Roma; questa a sua volta fu ripresa ne La rondinella dell'Aspromonte di Angelo Talli, con versi relativi ai fatti dell'Aspromonte del 1862, e anche nella Rondinella di Mentana, dopo la battaglia di Mentana.

In previsione della liberazione di Roma, nel 1869 fu composta anche una Rondinella di Roma sempre sull'aria del testo di Grossi..

Versioni dialettali A testimonianza della diffusione popolare, vennero realizzate trasposizioni dialettali del testo: nel 1877 Attilio Bianchi in dialetto bresciano e nel 1878 Camillo Cima in dialetto milanese.

Traduzioni Subito dopo la pubblicazione del Marco Visconti, ci furono diverse traduzioni del romanzo, includendo ovviamente anche una traduzione della romanza.

In francese divenne Hirondelle voyageuse, in tedesco Klage der Gefangenen (Lamento dei prigionieri) e in spagnolo Golondrinita inocente.

In inglese ebbe diverse traduzioni. William Dean Howells nel 1867 la definì «una delle più tenere canzoncine in qualsiasi lingua» (one of the tenderest little songs in any tongue).

Citazioni e riferimenti Nel 1836 Agostino Cagnoli pubblicò La rondinella che indicò esplicitamente come un seguito del testo di Tommaso Grossi. Nel 1858 fu eretto il monumento a Tommaso Grossi in cui il poeta è ritratto mentre è appoggiato a un muro e tiene nella sinistra alcuni fogli con versi della Rondinella pellegrina. Nel 1868 Pietro Bernasconi realizzò la scultura Bice del Balzo, ritraendo la donna in ascolto della Rondinella pellegrina; i primi due versi sono riportati sulla base. Nella novella Lillina e Mita Luigi Pirandello citò la versione musicale della Rondinella pellegrina realizzata da Petrella.

Note

Bibliografia

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