La cappella di San Giuda Taddeo apostolo, anticamente era chiamata anche in cappella del Purgatorio e successivamente in cappella De Angelis, perché questa antica famiglia nobile angrese possedette l'immobile (ribattezzato anch'esso col suo nome).
E' un luogo di culto cattolico che sorge nel comune di Angri, in provincia di Salerno. Rientra nella diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Si trova al pian terreno del palazzo de' Sabatino ad Angri.
Da molti anni non vi si praticano più le funzioni religiose.
Storia Le prime notizie della fondazione della cappella del Purgatorio e del circondario
La famiglia Carrozza era originaria della città di Lettere, di cui nel 1033 si attestano alcuni possedimenti di Annuito, un loro esponente. Intorno al 1200 alcuni componenti di questa famiglia si spostarono nella zona dell'attuale agro nocerino-sarnese, fra le terre di Sant'Egidio del Monte Albino e il feudo di Angri. Un membro dei Carrozza, un tale Berengario, onorò la sua famiglia ottenendo il titolo di barone di Troppa datogli dal re in persona Carlo II d'Angiò, per ricompensarlo di aver svolto importanti servizi resi per suo conto. A Berengario dunque venne consegnato dal re Carlo II non solo il titolo nobiliare ma anche la proprietà su molti beni burgensatici (erano dei beni concessi dal sovrano solo a feudatari) e feudali in generale sulla città di Angri.
Figurano anche alcuni beni immobili posseduti in precedenza da un altro milite, un certo Guglielmo Coronato, morto intorno al 1310. Successivamente il ramo della famiglia Carrozza risiedente ad Angri fece costruire un magnifico palazzo nobile situato in via De' Coronati o Coronati, successivamente, in epoca contemporanea il nome della via venne appellato in Incoronati. Al pian terreno dello stabile e vi aggiunsero anche una piccola cappella gentilizia, denominata Cappella del Purgatorio, anche se non ci è pervenuta la data esatta della sua fondazione.
Un'altra testimonianza riguardante la fondazione della cappella del purgatorio è stata riscontrata dallo storico Michele de' Santi, il quale anche lui ha ritenuto che l'intero edificio con la cappella gentilizia vennero fondati insieme nel XV secolo (ovvero sempre sotto il regno della regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo), infatti si notano alcune architetture di quel periodo descritte dallo storico in un suo libro.
Nel XVII secolo, nella zona limitrofa del palazzo nobiliare, esistevano inoltre un fossato e anche delle mura esterne poste a protezione del castello Doria di Angri e della parte centrale della cittadina, abbattute successivamente e scomparse a causa dell'espansione urbana di Angri, ma alcune delle antiche mura cittadine sono state poi inglobate in vecchie case locali, e di queste sono visibili tuttora presso alcune vicoli interni della città. Inoltre, una delle porte che si trovavano vicino alla cappella si chiamava porta di Basso e porta di San Giovanni di Basso. Questa porta è famosa anche perché nei suoi pressi vi era un antico fosso pubblico nel quale venne poi creato un pozzo scavato dai cittadini del rione, per la raccolta delle acque piovane che si accumulavano nella zona circostante. Il toponimo di tale luogo era infatti "fore 'o' fuosso" ("fuori dal fosso" o ''fuori dal fossato''). Tale toponimo è rimasto invariato fino ai giorni nostri.
Durante gli scontri fra Luigi I d'Angiò-Valois e Carlo d'Angiò-Durazzo per il controllo del Regno di Napoli, scoppiarono dei disordini anche ad Angri e un tale Giovanni Archino della famiglia de' Coronati perse la vita combattendo per la causa del re Luigi I d'Angiò contro le truppe di Durazzo, nei pressi del rione omonimo. Da allora i cittadini del rione per ricordare le gesta di questo nobile cavaliere diedero il nome della famiglia De' Coronati sia alla località dov'è ubicata la cappella sia alla strada. Tale nomea infine è rimasta usata dalla gente del luogo per indicare il borgo de' Coronati. Va ricordato che una donna della casata de' Coronato o Coronati, portò in dote, circa nel 1620 il jus patronato (giuspatronato) la cappella de' Angelis.
I successivi proprietari
Sempre nel XVII secolo, l'intero stabile venne acquistato da un'altra nobile famiglia, quella dei de Angelis (dai quali prese il nuovo nome l'intero stabile e la cappella gentilizia passata sotto la loro custodia) e vi risiedettero fino alla prima metà del XIX secolo, come attestato nuovamente anche dallo storico Michele De' Santi.
Il 25 giugno del 1807, il proprietario don Luigi De Angelis, ricevette un Real Decreto scritto dal re di Napoli in persona, Giuseppe Bonaparte (re dal 1806 al 1808), riguardante la cappella di San Giuda Taddeo apostolo di Angri.
Durante la prima metà del XX secolo la cappella e l'intero stabile vennero acquistati nuovamente da un'altra famiglia, quella de' Sabatino (già presente nel rione da più di un secolo e di cui tuttora prende il nome l'intero palazzo rinascimentale), che fecero continuare lo svolgimento delle funzioni religiose all'interno della cappella. Con l'arrivo dei nuovi proprietari sia il palazzo rinascimentale sia la cappella gentilizia cambiarono nuovamente nome, il primo con quello della famiglia de Sabatino, mentre la seconda col nome dell'apostolo san Giuda Taddeo (chiamato anche Labbeo per distinguerlo da Giuda Iscariota, il traditore di Gesù Cristo), la quale cappella conserva tuttora questo nome.L'oratorio di Sant'Alfonso Maria Fusco annesso alla cappella di San Giuda Taddeo apostoloSant'Alfonso Maria Fusco aveva fondato nel 1865 una piccola scuola, un doposcuola ed un oratorio nella casa dei suoi genitori per aiutare i poveri figli dei contadini che non potevano permettersi di studiare oltre ad altri ragazzi disagiati ma, dopo l'aumento dei suoi alunni, decise di spostare tali attività in un altro luogo. Poco dopo sant'Alfonso chiese e ottenne dai proprietari della cappella di San Giuda Taddeo il permesso di usarla con i locali adiacenti per svolgervi le sue attività di insegnante e di educatore religioso verso i giovani disagiati di Angri. Una volta trasferitosi nella cappella con i suoi ragazzi, creò tra essi una piccola congregazione detta congrega de' Luigini (in onore del san Luigi Gonzaga), celebrando anche tra loro delle messe dopo aver svolto le attività giornaliere di insegnante, poiché ci teneva a portarli sulla retta via. Successivamente, fece porre nella cappella una statua fatta commissionare da lui, dell'angelo custode e del Bambino Gesù. A causa dei continui schiamazzi provocati dagli irrequieti ragazzi nella piazzetta antistante (già esistente all'epoca), il proprietario della cappella e del palazzo De Angelis comunicò all'abate della collegiata di San Giovanni Battista, un tale don Tortora, di far chiudere di li a poco l'oratorio di don Alfonso Maria Fusco.La perdita della sede parrocchiale e la nuova riaperturaNel 1887 la sede parrocchiale della cappella venne trasferita a quella della collegiata di San Giovanni Battista di Angri ed essa contava in totale 7707 fedeli.
Nel 1921 la cappella venne visitata dal monsignor Giuseppe Romeo (all'epoca vescovo della diocesi di Nocera dei Pagani, dal 12 luglio del 1913 fino alla sua morte avvenuta nel 1935), in occasione della visita pastorale della città di Angri. Egli descrisse l'intera composizione all'interno di alcuni atti ecclesiastici.
L'8 novembre 1946 la cappella passa dai germani De Angelis, Rita, Luigi, Antonia, poi alla signora Concetta Sabatino. La signora Concetta Sabatino sposata col signor Gerardo Mosca. Attuale proprietaria Giuseppina Mosca Vitale.
La cappella venne chiusa al pubblico e alle celebrazioni eucaristiche per molti anni, ma nonostante ciò i proprietari decisero di fare i vari festeggiamenti nella ricorrenza dell'angelo custode, di cui la struttura ne è provvista di una statua al suo interno.
Il 28 ottobre 1991 è stata riaperta dal nuovo proprietario, al culto e in occasione della festività di san Giuda Taddeo apostolo.Furti in cappellaIl 23 dicembre del 2014 venne rubata una statuetta ventennale della Madonna da ignoti.
Il 28 ottobre del 2015 alcune opere della cappella subirono dei furti e altre dei danneggiamenti da parte di alcuni malviventi rimasti sconosciuti. In quella giornata vennero rotte alcune statue degli angioletti, perché questi malviventi volevano rubare la statuetta del Bambino Gesù. Venne anche trafugato dagli stessi l'antico medaglione che indossava al suo collo la statua lignea di San Giuda Taddeo apostolo e la statuetta in pietra della Madonna di Međugorje, successivamente sostituiti entrambi con due nuove riproduzioni.La nuova interruzione delle funzioni liturgiche e la nuova funzione di ascolto socialeCon l'apertura di un centro Caritas ad Angri nell'aprile del 2013 sono stati organizzati degli incontri di ascolto verso i più bisognosi anche nella piccola cappella di San Giuda Taddeo, una volta alla settimana poiché la sede parrocchiale dipende interamente da quella della collegiata di San Giovanni Battista di Angri.
Dopo la morte del parroco e ultimo abate della collegiata di San Giovanni Battista di Angri don Alfonso Raiola avvenuta il 25 aprile del 2014 si sono interrotte anche le celebrazioni liturgiche che avvenivano all'interno della cappella e finora non sono state più riprese.Festività di san Giuda TaddeoDal 1990, ogni 28 ottobre dell'anno si celebra la festività del santo, con una processione nella quale la sua statua viene trasportata fino alla collegiata di San Giovanni Battista dai membri dell'associazione di san Giuda Taddeo apostolo e da alcune comparse, dove viene benedetta dopo la celebrazione della messa e riportata nella sua sede.
DescrizioneComposizione interna ed esterna della cappellaLa cappella si trova all'interno dell'attuale palazzo De Angelis e per tale motivo non ha una facciata propria. Essa è attigua ad altri magazzini limitrofi dello stesso stabile, non comunicanti al loro interno tra loro ma, vi è l'accesso ai locali al primo piano per via di una scalinata, da cui anticamente i nobili potevano scendere direttamente dalla loro dimora al luogo di culto.
Vicino all'ingresso della cappella, alla sua destra è presente una tabella informativa indicante sommariamente la storia della stessa e due supporti metallici per le piccole bandiere, che vengono aggiunte solo durante le festività locali del borgo De Coronati e della ricorrenza della nascita di san Giuda Taddeo apostolo.
Inoltre, all'ingresso della cappella, sopra al portone d'ingresso, vi è una finestra in alto con una croce latina in marmo di forma pomettata e insieme con questa finestra, ce n'è un'altra posta sempre in alto ma a quattro metri alla sua destra. Sempre al suo ingresso, frontalmente, vi è una lapide marmorea indicante una cessione della chiesetta alla signora Concetta Sabatino. L'interno si compone di un unico ambiente e presenta il presbiterio diviso dal resto della stanza dalla balaustrata in legno, le cui porticine sono realizzate sempre in legno e possono chiudersi, e lì non c'è alcun banco per i ministranti.