Il santuario della Madonna dell'Olmo è un edificio religioso che si trova a Thiene, in provincia di Vicenza. È ubicato nella periferia ovest della città ed è posto a 147 metri sul livello del mare in posizione pianeggiante. A partire dagli anni sessanta del secolo scorso il santuario è divenuto sede di una parrocchia autonoma ricompresa nel più ampio vicariato di Thiene, che fa parte della diocesi di Padova. È meta di pellegrinaggi a seguito di avvenimenti che risalgono a circa il 1530, ma più probabilmente al 1529, allorché tutta la zona si trovava a essere in aperta campagna, ancora lontana dall'agglomerato urbano di Thiene, ed era ricca di alberi di olmo e luogo di pascolo per le greggi.

Il contesto storico-religioso I fatti che hanno dato origine al santuario in parola si collocano nel 1529/1530, cioè in pieno XVI secolo, epoca in cui la località ricadeva nel territorio della Repubblica di Venezia. Si ritiene generalmente che il '500 del secondo millennio sia stato il secolo d'oro di tale Repubblica, e che, nei suoi oltre mille anni di storia, fu allora che Venezia raggiunse l'apice della potenza economica, militare e commerciale. Peraltro, se ciò può essere affermato riguardo ai decenni successivi alle vicende di cui qui ci occupiamo e alla produzione artistica e all'impegno militare in genere e non solo navale, altrettanto non può dirsi per le condizioni della popolazione soprattutto nelle campagne, dovuta alla instabile e a volte caotica situazione politica dei primi tre decenni del '500. In realtà il secolo che ebbe inizio col 1500 fu segnato da continue lotte che sconvolsero il territorio, e dal susseguirsi di numerosi e repentini rovesciamenti di fronte e di alleanze, a cui fu costretta la Repubblica di Venezia al fine di recuperare sovranità sulla propria Terrafermacioè il c.d. "Stato da Tera", che comprendeva l'attuale pianura veneta e quella lombarda occidentale, contrapposto allo "Stato da Mar", raggiungibile via mare, che si estendeva su Istria, Dalmazia, le sette Isole Ionie, Candia (Creta) e Cipro. N.d.r. Maurizio Tessaro - Thiene, e ciò a seguito della disastrosa guerra persa contro la Lega di Cambrai (1508-1510).Dal punto di vista militare e politico la precaria situazione di inizio secolo fu determinata dal coalizzarsi nella citata Lega di Cambrai dei più potenti stati europei allo scopo di smembrare il territorio della Repubblica di San Marco, e ciò riversò nella pianura lombarda e veneta ogni sorta di soldataglie tedesche, francesi, spagnole e italiche, con depredazioni, sopraffazioni e barbarie senza freno.(cfr. Arturo da Carmignano di Brenta, Madonna dell'Olmo in Thiene, Padova, Ed. Laurenziane, 1972, p. 26)La Lega era stata promossa nel 1508 dal papa Giulio II, ligure, detto "il papa guerriero", con l'intento di espellere i veneziani dai porti della Romagna e vi parteciparono Luigi XII di Francia, Ferdinando il Cattolico di Spagna, Massimiliano d'Asburgo d'Austria, il re d'Ungheria, oltre a vari principi italiani. Sembra peraltro che il papa vedesse controvoglia i francesi nella coalizione, perché temeva l'espandersi della loro influenza in Italia. Nonostante i lunghi preparativi volti a far fronte all'urto degli invasori, l'esercito veneto venne assalito alle spalle e sbaragliato nella battaglia di Agnadello presso Cremona (14 marzo 1509), subendo la completa perdita delle artiglierie e dell'equipaggiamento; e il territorio della Repubblica fu invaso dalle truppe nemiche.(cfr. J. Cabianca e F. Lampertico, Storia di Vicenza e sua provincia, Bornato in Franciacorta (Brescia), Ed. Fausto Sardini, 1975, p. 756) Tuttavia la diplomazia della Serenissima riuscì a disgregare la Lega, favorita anche da un ripensamento del papato, per cui cedette le città della Romagna allo Stato Pontificio, Cremona alla Francia di Luigi XII, i porti pugliesi alla Spagna di Ferdinando il Cattolico; mentre Massimiliano d'Asburgo venne contrattaccato e costretto a ritirarsi. Nel 1512 si assistette a un capovolgimento delle alleanze. Giulio II, volendo annettere anche le città emiliane di Parma e Piacenza, formò la Lega Santa contro il Ducato di Milano e la Francia di Luigi XII, a cui aderirono Venezia, Ferdinando il Cattolico e il re d'Inghilterra. Gli svizzeri, intervenuti non come mercenari, ma come Confederazione Elvetica in difesa del papato, batterono i francesi a Novara (1513), così restituendo il Ducato di Milano a Massimiliano Sforza, ma in realtà occupando la Lombardia. Nello stesso anno venne assediata Padova e occupato il territorio veneto fino ai margini della laguna di Venezia. Nel 1515 Francesco I di Valois, che era succeduto a Luigi XII sul trono di Francia e che si era alleato coi veneziani, riuscì a sconfiggerli nella battaglia di Marignano, costringendoli ad abbandonare la pianura lombarda. Peraltro gli svizzeri non si ritirarono al di là delle Alpi, ma continuarono a occupare l'attuale Canton Ticino, sottraendolo al ducato di Milano. L'annessione divenne definitiva con la pace di Ginevra fra la Francia e la Confederazione Elvetica il 7 novembre di quell'anno.(cfr. Giampiero Bordino e Redazione opere UTET, Cronologia universale Sez. storia moderna, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese 1979, anno 1515)Nel 1516 fu siglata la pace di Noyon fra la Francia e gli imperiali, rassegnati a chiudere le ostilità con i veneziani, e che sancì la divisione dell'Italia in due sfere di influenza: la Francia al nord conservava ducato di Milano, ottenendo Cremona da Venezia; la Spagna al sud conservava il regno di Napoli, di Sardegna e di Sicilia.(cfr. AA. VV., L'Italia storica, Milano, Sagdos - Officine grafiche e legatoria, Ed. Touring Club Italiano, gennaio 1961, p. 158 segg.)

A ciò si aggiungano le guerre di religione fra cattolici e protestanti (ma anche dei protestanti fra di loro), che vedevano impegnati i regnanti d'Austria e che insanguinavano i confinanti principati tedeschi.Il 31 ottobre del 1517 segnò l'inizio della Riforma Protestante, fissata per convenzione nel giorno in cui Martin Lutero affisse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg (Sassonia) un manifesto contenente le sue 95 tesi contro lo scandalo delle indulgenze, affrontando il problema della penitenza. All'inizio l'iniziativa non ebbe risvolti politici né finalità apertamente antipapali, ma ben presto divenne pretesto di lotta dei principi tedeschi, allo scopo di sottrarsi all'autorità imperiale e incamerare i beni della Chiesa. Incominciava in Germania pure una rivolta contadina, che si ispirava al radicalismo protestante e che si diffuse ben presto ovunque. Lutero divenne decisamente antipapale nel 1520, quando bruciò solennemente il Corpus Juris Canonici e la Bolla di scomunica promulgata dal papa Leone X, scagliandosi contro le gerarchie della Chiesa e accusando il papa di essere l'Anticristo. Il movimento luterano si espanse a macchia d'olio nel centro nord Europa.(cfr. Francesco Chiovaro e Gerard Bessière, Urbi et Orbi - I papi nella storia, Trieste, Ed. Libraria per conto della Einaudi-Gallimard, 1996, p. 74) Carlo d'Asburgo, succeduto nel 1519 a Massimiliano, riunì per via ereditaria i domini spagnoli con quelli asburgici d'Austria, e nello stesso anno ottenne la corona imperiale di Germania col nome di Carlo V. Di lì a poco ruppe l'equilibrio raggiunto e nel 1525 sconfisse nella battaglia di Pavia Francesco I di Francia, facendolo prigioniero e costringendolo ad accettare il trattato di Madrid (14.01.1526), per cui il ducato di Milano tornò agli Sforza. In Germania, in una lotta fra protestanti, venivano schiacciate le rivolte contadine da parte delle truppe dei principi tedeschi del sud. I principi protestanti ottenevano il pieno appoggio di Lutero, che in un primo momento invece non era ostile alle richieste dei contadini. Intanto contro l'imperatore Carlo V si formò ben presto la Lega di Cognac o Lega Santa (23.05.1526) tra Francesco I di Francia, Venezia, il papa e il duca di Milano stesso. Peraltro la lega fallì il suo compito e Carlo V, cattolico ma ostile alla Francia con cui si era di nuovo alleato il papato, inviò in Italia un esercito composto da spagnoli, tedeschi e italici. Gli imperiali nel 1527 discesero la Penisola e depredarono Roma (sacco di Roma), durante nove mesi di occupazione nei quali si distinse per ferocia il contingente di circa 10.000 dei cosiddetti Lanzichenecchi, soldati in prevalenza protestanti pur trovandosi nel frangente al servizio di un imperatore cattolico. Costoro costituivano una quota importante nell'ambito di un esercito di forse 30.000 uomini, tutto sommato piccolo, come si usava a quel tempo, dal momento che mettere insieme un esercito costava molto.

Nel frattempo al nord Venezia rioccupava i porti della Romagna. Tuttavia con la successiva pace di Cambrai (1529), la Serenissima dovette cederli nuovamente allo Stato della Chiesa, in cambio della estromissione dei francesi dall'Italia settentrionale; mentre nel Mediterraneo orientale, nel cosiddetto Stato da Mar, fu costretta a una pace a condizioni sfavorevoli, essendo stata sconfitta dai turchi Ottomani. Carlo V invece si vide costretto a impegnare le proprie forze lontano dall'Italia, per contrastare la rivolta dei principi luterani in Germania e l'avanzata dei turchi Ottomani nei Balcani, che minacciava da sud i domini degli Asburgo.(cfr. AA. VV., L'Italia storica, Milano, Sagdos - Officine grafiche e legatoria, Ed. Touring Club Italiano, gennaio 1961, p. 158 segg.) (cfr. anche Giampiero Bordino e Redazione opere UTET, Cronologia universale Sez. storia moderna, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese 1979, anni da 1525 a 1529)

Situazione economica-amministrativa-militare Risalendo alla situazione che introduce quella di cui ci occupiamo, dopo un periodo di relativa calma, da collocarsi nella seconda metà del 1400, epoca in cui in Italia avveniva il passaggio dallo stato dei possedimenti nobiliari contrapposto agli stati città a quello dello stato regionale, e il Veneto veniva liberato dal dominio dei Visconti di Milano con l'ingresso quasi ovunque spontaneo dei comuni nella Repubblica di Venezia, si era sviluppato progressivamente il commercio e l'agricoltura. Anche Thiene, nel 1404, era entrata spontaneamente nella Repubblica Serenissima, e da allora ebbe inizio la sua ascesa economica. Il 1400 è il secolo in cui vi si insediarono le nobili famiglie vicentine dei Porto, dei Pajello e dei Thiene, che misero mano alla costruzione di dimore notevole pregio, come il cosiddetto Castello di Thiene (Castello Porto-Colleoni-Thiene) (in realtà si tratta di una villa circondata da alte mura merlate, caratterizzata da una pentafora di chiara derivazione veneziana e che utilizza quali elementi decorativi anche nel corpo principale di fabbrica le merlature proprie dei castelli medievali, ed è posta al centro dell'odierna città) e il palazzo Cornaggia.

La situazione migliorò ulteriormente nel 1492 allorché, il 6 ottobre, la autorità venete concessero alla comunità di Thiene l'istituzione di un mercato franco, in cui le merci erano esenti da tributi e dazi, da tenersi il primo lunedì di ogni mese. La concessione avvenne quale riconoscimento per la presa della rocca di Rovereto compiuta nel 1487, con un assalto di sorpresa, dal Vicario locale conte Giangiacomo Thiene al comando delle milizie thienesi , in occasione del così detto bellum teutonicum, guerra teutonica.