Fabrizia è un comune italiano di abitanti della provincia di Vibo Valentia in Calabria.
Geografia fisica Territorio Fabrizia è l'unico paese delle Serre calabresi ad avere una vista sul mare Ionio:
Nel comune di Fabrizia si trovano le sorgenti dell'Allaro. Una di esse è la cosiddetta Gurna Nigra (in italiano: Pozza nera)
Il territorio è all'interno della catena montuosa delle Serre calabresi che inizia al passo della Limina, e termina all'istmo di Catanzaro, il punto più stretto d'Italia, dove 35 chilometri separano il mar Ionio dal mar Tirreno.
Le Serre confinano quindi al sud con l'Aspromonte e la piana di Gioia Tauro, a nord con la Sila. Il territorio ricade nelle provincie di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro.
Terremoti La Calabria è una tra le Regioni italiane a maggior rischio sismico. La recente riclassificazione sismica del territorio nazionale, effettuata ai sensi dell'ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003 ha classificato l'intero territorio nazionale in quattro zone indicate con i numeri da 1 (a maggior rischio) e 4 (a minor rischio). I 404 comuni calabresi ricadono tutti nella zona 1 o 2, precisamente 261 ricadono nella zona 1 e 148 nella zona 2.
Il terremoto della Calabria meridionale del 1783 (anche denominato terremoto di Reggio e Messina del 1783) fu la più grande catastrofe che colpì l'Italia meridionale nel XVIII secolo.
Alluvioni 14-19 ottobre 1951: In quattro giorni sono caduti 1770 mm di pioggia. L'evento meteo intenso ha interessato 67 comuni, provocando 4500 senzatetto, con 1700 abitazioni crollate o inagibili
21 ottobre 1953: Evento meteo intenso, predisposizione strati geologici superficiali, orografia, rottura argini.
Nubifragi ed alluvioni in Calabria nel periodo 20/12/72 - 2/1/73. Fenomeni gravissimi di dissesto. Moltissime abitazioni fatte sgomberare e molte persone rimaste senza tetto.
Clima Tipico clima delle Serre calabresi. La zona valliva centrale, che corrisponde alla conca di Serra San Bruno, Mongiana e Fabrizia (tra gli 800 e i 1000 m) il clima è di tipo montano appenninico di transizione (una via di mezzo da quello montano superiore a quello pedemontano del castagno): si hanno quindi inverni freddi e piovosi, ma anche con neve durante i periodi più freddi con una media di almeno 2 eventi nevosi all'anno, e da estati calde ma non siccitose.
La piovosità del luogo è al di sopra della media regionale. Le zone più piovose delle Serre raggiungono i 2000 millimetri l'anno nella zona tra Serra San Bruno e Fabrizia, nelle serre occidentali si abbassa tra i 1100 e i 1400 millimetri annui mentre nella parte orientale la piovosità è ulteriormente più bassa.
Storia Origini I Carafa, ad un secolo dell'acquisizione avvenuta nel 1479 della baronia di Castelvetere da Ferrante d'Aragona (Ferdinando I di Napoli), avviarono rapidamente l'ampliamento del feudo, che ad un secolo dall'acquisizione, alla fine del Cinquecento, si configurò come un vasto stato feudale. Nel 1594 i Carafa acquisiranno anche il titolo di principi di Roccella ed, a partire da quell'anno, lo Stato verrà identificato con tale denominazione.
È Fabrizio Carafa 3º Marchese e 1º Principe di Roccella dal 24.3.1594 (1570 +6.9.1629) del ramo della Spina, che resse lo Stato dalla morte del padre Geronimo (1570) fino al 1629. È il regista del piano di ampliamento e rilancio dei feudi: con la sua presa di possesso venne attuato l'ingrandimento dello Stato, mettendo in atto interventi per una politica attenta sia al controllo che allo sviluppo economico dello stato feudale. Così va interpretata la riedificazione dei casali di Santa Maria della Grazia e Campoli nel territorio del marchesato di CastelvetereCfr. B. Aldimari, Historia cit., I, p. 279., oggi CauloniaDella Calabria Illustrata - M.DC.XCI. (1691), Opera Varia Istorica del R.P. G.Fiore da Cropani - Tomo Primo, Parte Prima Cap. IV-Calabria Abitata Libro I, pp. 79-60. "Caulonia, ò vero Aulonia, Città di molo grido in quei secoli, edificata da' Cotronesi per detto di Solino; se non più tosto dagli Achivi, conforme al rapporto di Strabone. Almare, poi già detta Castelvetere, ed oggidì si dice.", e la fondazione alla fine del Cinquecento di due piccoli centri: Fabrizia e Carafa. Il motivo che spinse il Carafa a scegliere li prunariDella Calabria Illustrata - M.DC.XCI. (1691), Opera Varia Istorica del R.P. G.Fiore da Cropani - Tomo Primo, Parte Seconda Cap. IV-Calabria Abitata Libro I, pg.178-XI "Cropanei, nel fine della montagna, da miglia 18 (ndr da Castelvetere). Oggidì però si trova riedificaco dalla fel. mem. di D. Fabrizio Carafa, col nome di Fabrizia, e corrottamente le Brunare (ndr Prunare). Numeroso di Popolo da 2000 Abitatori, con molta maestranza, disposte le genti in belle fattezze di corpo, e di acuto ingegno. Abbonda di Castagne, Noci, legnami per ogni uso, e per tavolami, effendovi la Serra, così come di Caccie di ogni sorte. tributa al Regio Erario, assieme con la Città (ndr Castelvetere) (quale è Camera riservata, ed alla quale, detto Villaggio soggiace) per 677 Fuochi." come sede di un nuovo centro (FabriziaDella Calabria Illustrata - M.DC.XCI. (1691), Opera Varia Istorica del R.P. G.Fiore da Cropani - Tomo Primo, Parte Seconda Cap. IV-Calabria Abitata Libro I, pg.178-XI "Cropanei, nel fine della montagna, da miglia 18 (ndr da Castelvetere). Oggidì però si trova riedificaco dalla fel. mem. di D. Fabrizio Carafa, col nome di Fabrizia, e corrottamente le Brunare (ndr Prunare). Numeroso di Popolo da 2000 Abitatori, con molta maestranza, disposte le genti in belle fattezze di corpo, e di acuto ingegno. Abbonda di Castagne, Noci, legnami per ogni uso, e per tavolami, effendovi la Serra, così come di Caccie di ogni sorte. tributa al Regio Erario, assieme con la Città (ndr Castelvetere) (quale è Camera riservata, ed alla quale, detto Villaggio soggiace) per 677 Fuochi.") è riconducibile alla volontà di strutturare in maniera più solida un abitato, in un territorio dotato di notevoli risorse forestali, in cui era diffusa la pastorizia e in cui erano presenti, e sfruttate dall'antichità, anche risorse minerarie.
Periodo storico Fabrizia - Prunari o Cropanei è un piccolo borgo sorto dalla trasmigrazione delle genti di Castelvetere e di Roccella, a causa di un rimescolamento demografico e furono fondati contemporaneamente Caraffa, Benestare, Fabrizia, Sant'Ilario, San Luca e fu ripopolato Bombile (cfr: Famiglie Storiche dello Jonio - Di Alessio B. Bedini), quando in quei tempi di declino delle baronie, dovuto a cause socio economiche come la "grande fame" del 1590 (cit.38 C. Trasselli, Lo stato di Gerace e Terranova nel cinquecento, Barbaro Ed., Oppido Mamertina (Rc),1996, pp. 132–139), sia ai numerosi attacchi dei saraceni (cit.39 Il primo settembre 1594 il saraceno Sinam Pascià Cicala prese, saccheggiò e bruciò Condojanni ed altri paesi della zona (Cfr. D.Minuto, Storia della gente in Calabria, ed. Qualecultura, Vibo Valentia Vv, 2005, p. 194).
Di Fabrizia, Prunari o Cropanei(S. Maria delli Crochi - Zodiaco di Maria, ovvero le dodici province del Regno di Napoli, come tanti segni… Serafino MONTORIO MDCCXV 1715)
"Ha quattro o cinque Baluardi muniti di Cannoni di bronzo, ed una copiosa Armeria, degno luogo, che vi abiti il Prencipe della Roccella, che n'è Padrone con titolo di Marchese. Degli antichi suoi Villaggi se n' è perduta la memoria, e solamente restano in piedi, con alcuni altri di poco nome, Spilinga, (che una volta fu luogo di delizie pe Francesi) e Cropanei sù l'alto della montagna." si conosce quindi, la data di edificazione avvenuta tra il 1590 ed il 1591Francesca Martorano - Territorio e città nella politica dei Carafa di Roccella e degli Spinelli di Seminara e Ricca, tra Cinque e Seicento (https://www.academia.edu):
Si ricava dagli Atti del Sinodo geracese del 1593, organizzato dal vescovo Vincenzo Bonardo. È con questo sinodo che il casale fu ammesso a far parte giuridicamente del territorio della diocesi di Gerace:
«Acceptamus et intra terminos huius nostrae Diocesis contineri declaramus casale Fabritiae nuper ab Illustrissimo Domino Don Fabritio Carafa Marchione Castri Veteris in centro montium ipsius Castri Veteris in loco quo dicitur delle Prunare, et ex ea parte, qua flumen Alari decurrit erectum, et edificatum»: cfr. Synodus prima hieracensis sub admodum Ill.mo et Rev.mo D.F. Vincentio Bonardo eiusdem Civitatis Episcopo habita, Roma, Nicolaum Mutium, 1598, rist. anast. Locri, Franco Pancallo, 2002, pp. 135-136; E. D'AGOSTINO, I vescovi di Gerace-Locri, Chiaravalle Centrale, Frama Sud, 1981, pp. 110, 121 n. 54. La dichiarazione del vescovo Bonardo fu conseguenza probabile delle pretese della diocesi di Squillace sul nuovo villaggio, che innescarono una contesa sui limiti delle diocesi durata sino al XIX secolo. Sulla contesa territoriale alla fine del Settecento cfr. anche V. Cataldo, Una controversia giurisdizionale tra i vescovi di Gerace e Squillace, «Taccuini di Studi Calabresi», 1, Gioiosa Jonica, Corab, 2006.. Il centro contava alla fondazione 47 fuochiCfr. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Fuochi Frammenti, fasc. 128, Numerazione dei fuochi del casale di Fabrizia in provincia di Calabria Ultra, a. 1596, tabella e commento in F. Martorano, Politiche insediative e trasformazioni urbane cit., pp. 81-82, 87-88.
Questi fuochi comprendono quattro abitazioni abbandonate, anche se con lo «loco del foco, con tizzoni allumati». Il documento inventaria per queste case lemasserizie, da cui si deduce una povertà estrema della popolazione. È interessante osservare anche la composizione dei nuclei familiari, in genere con un figlio., ma crebbe rapidamente, tanto da raggiungerne 118 nel 1643. In quest'ultimo censimento vengono elencati anche due sacerdoti e dichiarata l'esistenza del palazzo del principeFrancesca Martorano, Territorio e città nella politica dei Carafa di Roccella e degli Spinelli di Seminara e Ricca, tra Cinque e Seicento). Cfr. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Fuochi Frammenti, fasc. 128, 28 agosto 1643. Foglio della numerazione della terra della Fabrizia nova seu le prunari della provincia di Calabria Ultra nell'anno 1642.
Fu fondata come comune autonomo nel 1591, tratta dal casale del principe di Roccella Fabrizio Carafa, 3º Marchese e I Principe di Roccella dal 24.3.1594 (1570 +6.9.1629), che vi eresse la sua dimora estiva ed impose il proprio nome al luogo. Il castello, esistente ancor oggi, rappresentò "il fulcro di tutte le attività" del feudo per lungo tempo. La famiglia Carafa del ramo "della Spina" dimostrò il suo legame al borgo facendo costruire vicino alla già esistente chiesa del Santissimo Sacramento (1737) ed oggi chiesa matrice, la cappella del Rosario, che dalla sua consacrazione avvenuta nel 1742 fu proclamata d'esclusivo patronato dei Carafa.
Secondo il "catasto onciario" o "catasto Carolino" (1746) la località annoverava un'elevata quantità d'artigiani e mestieranti vari tra cui: fabbri, sarti, mastri d'ascia, muratori, casari, custode di neve, chianchieri, massari e braccianti. Sugli argini della fiumara "Allaro"''L'Allaro, pellaccia di malandrino che fa a cazzotti coi macigni, va a precipizio senza salutare nessuno, qua e là sputacchiando con poca creanza; ma in certe notti colme di silenzio e di stelle, la sua voce raggiunge il paese, e pare selezionata da miracolosi filtri, un flauto pastorale. Che se poi un filo di luna riesce ad affacciarsi sulla briglia, allora l'Allaro somiglia ad una tortora che sospiri un bacio d'amore e una carezza.'' …da ''C'è ancora una stella'' di Serafino Maiolo. v'erano numerosi mulini per la macina e diverse fornaci per la realizzazione di manufatti in argilla.