La devastazione dell'Inghilterra settentrionale (detta anche massacro del nord o devastazione normanna, in inglese Harrying of the North) furono una serie di campagne intraprese da Guglielmo il Conquistatore nell'inverno del 1069-1070 per soggiogare l'Inghilterra settentrionale al dominio normanno. La presenza dell'ultimo pretendente della casa di Wessex, Edgardo Atheling, aveva incoraggiato diverse ribellioni anglo-danesi. Guglielmo pagò i danesi per ritirarsi dai suoi territori. I ribelli rimanenti si rifiutarono di scontrarsi con Guglielmo in battaglia, continuando invece la lotta nella forma di una resistenza. Guglielmo pensò quindi di ridurli alla fame, in particolare nella città di York, distruggendo villaggi ed aree coltivate per colpire le locali fonti di cibo prima di installare l'aristocrazia normanna nella regione.

Resoconti dell'epoca danno una vivida testimonianza della conduzione selvaggia delle campagne, delle distruzioni su vasta scala e della fame creata da saccheggi, incendi e uccisioni. Alcuni studiosi ad ogni modo dubitano del fatto che Guglielmo avesse potuto all'epoca riunire un esercito in grado di produrre tali danni su una regione così vasta come l'Inghilterra settentrionale e pertanto tali resoconti sarebbero da ritenere almeno parzialmente esagerati.

Contesto storico Al tempo della conquista normanna, il "nord" consisteva in quelli che poi sarebbero divenuti lo Yorkshire, Durham e Northumberland ad est ed il Lancashire nella parte sud con il Cumberland e ad ovest il Westmorland.William E. Kapelle, The Norman Conquest of the North. p. 5 La popolazione del nord nel periodo della pre-conquista era descritta come "anglo-scandinava" ovvero in continuità culturale coi vichinghi e gli anglosassoni. Il dialetto inglese era comunemente parlato nello Yorkshire ma esso era talmente diverso dall'attuale da risultare completamente incomprensibile alle genti del sud, mentre l'aristocrazia era essenzialmente danese di origine.Kapelle, p. 11. Inoltre, le comunicazioni tra nord e sud erano estremamente difficili, in particolare per il paesaggio ostile ma anche per la poca presenza di strade adeguate. La strada più utilizzata metteva in comunicazione York e la parte sud via acqua.Kapelle, p. 7. Nel 962 Edgardo il Pacifico aveva garantito autonomia legale ai conti del nord di Danelaw in cambio del loro giuramento di fedeltà; questo aveva limitato i poteri dei re anglosassoni che gli succedettero a nord dell'Humber. La contea di Northumbria si estendeva dal fiume Tees al fiume Tweed.

Dopo la sconfitta dell'esercito inglese e la morte di Aroldo Godwinson nella battaglia di Hastings, la resistenza inglese alla conquista venne incentrata sulla figura di Edgardo Atheling, nipote di Edmondo II d'Inghilterra. Edmondo era fratellastro di Edoardo il Confessore.Horspool. The English Rebel, pp. 5–6. Si dice che gli inglesi non riconobbero la loro sconfitta a Hastings, bensì a Berkhamsted due mesi dopo quando Edgar ed i suoi sostenitori si sottomisero a Guglielmo nel dicembre del 1066. Ad ogni modo di tutti gli uomini sottomessisi a Guglielmo a Berkhamsted solo il vescovo Ealdredo, vescovo di York, rimase leale al re normanno.Horspool, p. 7. Guglielmo dovette fronteggiare quindi una serie di ribellioni e schermaglie di confine a Dover, Exeter, Hereford, Nottingham, Durham, York e Peterborough.Horspool, p. 8.

Copsi, sostenitore di Tostig (uno dei conti anglosassoni della Northumbria che era stato bandito da Edoardo il Confessore), era nativo della Northumbria e la sua famiglia aveva una storia rilevante come regnante sulla Bernicia e sulla Northumbria stessa. Copsi combatté nell'esercito di Harald Hardrada con Tostig contro Aroldo Godwinson nella battaglia di Stamford Bridge del 1066. Tentò di sfuggire dopo la sconfitta di Harald. Quando Copsi offrì il proprio omaggio feudale a Guglielmo a Barking nel 1067, il sovrano normanno lo ricompensò con la contea della Northumbria.Kapelle, pp. 103–06.

Dopo appena cinque settimane, Copsi venne ucciso da Osulfo, figlio del conte Eadulfo III di Bernicia. Quando a sua volta Osulfo venne ucciso, suo cugino Cospatrick, acquistò da Guglielmo la contea. Egli poco dopo aderì alla ribellione di Edgardo Atheling contro Guglielmo nel 1068.

Con due conti uccisi ed uno che cambiò bandiera, Guglielmo decise di intervenire personalmente in Northumbria per pacificare l'area.Horspool, p. 10. Marciò a nord e giunse a York nel corso dell'estate del 1068. L'opposizione mossagli si era rifugiata a corte di Malcolm III di Scozia.Stenton, Anglo-Saxon England, p. 606

Ritornato in Northumbria, Guglielmo cambiò tattica e nominò un normanno, Robert de Comines, quale nuovo conte, anziché un anglosassone. Malgrado gli avvertimenti del vescovo Ethelwin, circa la presenza di un esercito ribelle mobilitato contro di lui, Robert si portò a Durham con un gruppo di suoi uomini il 28 gennaio 1069, venendo circondato e trucidato in loco.Anglo-Saxon Chronicle 1068. Trad. in inglese Project Gutenberg; accesso 26 dicembre 2012. I ribelli quindi si rivolsero a York dove uccisero il guardiano del castello locale oltre a gran parte dei suoi uomini. La risposta di Guglielmo fu brutale: tornò a York e piombò sugli assedianti, uccidendo chiunque gli si parasse di fronte e costringendo gli altri alla fuga.Horspool, p. 11.

Probabilmente a causa di queste reazioni, scoppiarono delle ribellioni in altre parti del paese. Guglielmo inviò i propri conti a risolvere i problemi sorti nel Dorset, a Shrewsbury e nel Devon, mentre egli personalmente continuò ad occuparsi dei ribelli delle Midlands e di Stafford.Horspool. The English Rebel. p. 12.

Edgardo Atheling ricevette l'assistenza del re di Danimarca, Sweyn II, nipote di re Canuto. Sweyn assemblò una flotta di navi al comando dei suoi figli e questa salpò alla volta dell'Inghilterra. I danesi con i loro alleati inglesi ripresero il controllo della città di York.Anglo-Saxon Chronicle 1069. Trad. inglese Project Gutenberg; accessdate 26 December 2012. Quindi, nell'inverno del 1069, Guglielmo marciò col suo esercito da Nottingham verso York con l'intenzione di schiacciare l'esercito ribelle in loco. Ad ogni modo, quando l'armata di Guglielmo raggiunse York, l'esercito ribelle era già fuggito, con Edgar che era tornato in Scozia. I danesi decisero quindi di tornare alle loro navi nell'estuario dell'Humber. Dopo negoziati con Guglielmo, questi si accordò per pagare una somma in denaro perché i danesi tornassero alla loro terra d'origine senza combattere.Kapelle, p. 117

Coi danesi eliminati dal campo di battaglia, la pazienza di Guglielmo coi ribelli terminò. Guglielmo pensò di attuare una strategia consistente nell'attaccare i rifornimenti dei ribelli ed in particolare le loro fonti di cibo di modo da affamarli, data la loro estrema duttilità e competenza in battaglia.

La devastazione La strategia di Guglielmo, implementata durante l'inverno del 1069–1070 (trascorse il Natale del 1069 a York), venne descritta molto bene da William E. Kapelle e da altri studiosi come un atto di vero e proprio genocidio.Kapelle, p. 3Rex. The English Resistance: The Underground War Against the Normans (p. 108); consultato il 30 gennaio 2014 I biografi contemporanei di Guglielmo considerano tale azione anche come la più crudele di quelle che egli portò avanti e quella che più di ogni altre "macchiò la sua anima".Dalton. Conquest, Anarchy and Lordship: Yorkshire, 1066–1154. p. 298 Scrivendo della devastazione dell'Inghilterra settentrionale, cinquant'anni dopo, il cronista anglo-normanno Orderico Vitale disse:

La terra veniva devastata al passaggio di Guglielmo. Il suo esercito distrusse tutti i campi coltivati e gli insediamenti, costringendo i ribelli a cercare rifugio altrove. Il giorno di Capodanno del 1070 egli divise in due il proprio esercito e lo inviò a compiere terribili azioni separatamente.Dalton, p. 11. Florence di Worcester scrisse che gli uomini di Guglielmo bruciarono interi villaggi uccidendone gli abitanti uno a uno. Vennero distrutti anche tutti i depositi di viveri incontrati, tutti i granai e quanti riuscirono a sopravvivere a questo massacro morirono di fame o a causa delle basse temperature invernali, in assenza di case. Alcuni sopravvissuti si diedero al cannibalismo.Forester, Thomas. The Chronicle of Florence of Worcester. p. 174 Alcuni rifugiati si portarono nel Worcestershire come ricordato dal Chronicon Abbatiae de Evesham.Horspool, p. 13Strickland. War and Chivalry: The Conduct and Perception of War in England and Normandy (pp. 274–75); retrieved 31 January 2014.Malborough, Thomas. History of the Abbey of Evesham. Book 3.1.159

Nel 1086, lo Yorkshire ed il North Riding aveva ancora grandi aree del proprio territorio devastate dal passaggio di Guglielmo più di dieci anni prima, per un quantitativo di quasi il 60%. Il 66% dei villaggi risultò completamente distrutto. Persino le aree più prospere persero il 60% del proprio valore se comparato al 1066. Solo il 25% della popolazione rimase in loco con la perdita di 80.000 buoi e di circa 150.000 persone.Muir. The Yorkshire Countryside, pp. 120–21.Palmer, J.. "War and Domesday waste" in Strickland. Armies, chivalry and warfare in medieval Britain and France : proceedings of the 1995 Harlaxton Symposium (p. 273).

Sono state trovate diverse evidenze archeologiche di queste devastazioni. L'archeologo Richard Ernest Muir scrisse a suo tempo che la "violenta distruzione [che] ebbe luogo nello Yorkshire nel 1069–71, è evidente dal quantitativo di tesoretti di monete nascosti dagli abitanti in fuga disperati." B.K. Roberts nel suo libro The Making of the English Village, suggerisce che molti dei villaggi di Durham e dello Yorkshire non vennero più costruiti nel medesimo luogo.Hey. The Oxford Companion to family and local history. p. 126Roberts. The Making of the English Village, pp. 212–14.Stamper. Introductions to Heritage Assets: Medieval Settlements, p. 5.

Ad ogni modo, sebbene il Domesday Book riporti un gran numero di manieri presenti a nord, alcuni storici hanno evidenziato che l'esercito di Guglielmo, per quanto grande, non avrebbe mai potuto condurre una devastazione così su vasta scala in un territorio così ampio come l'Inghilterra settentrionale.Forester, Thomas. The Chronicle of Florence of Worcester (p. 173); retrieved 10 January 2015.Stevenson. The Church Historians of England Vol. III Part II (p. 446); consultato il 13 ottobre 2014.

La cronaca anglosassone MS E per l'anno 1079 riporta che Malcolm di Scozia "razziò il Northumberland come pure l'area del Tyne ed uccise divers centinaia di persone e prese molti prigionieri", fatto che avrebbe contribuito a parte della distruzione che venne dalla storiografia successiva poi imputata a Guglielmo il Conquistatore.Thomas. The Norman Conquest: England After William the Conqueror (pp. 95–96)]; accessed 7 June 2017.Dalton. Conquest, Anarchy and Lordship: Yorkshire, 1066–1154 (pp. 22–25); consultato il 5 febbraio 2014.

Secondo Paul Dalton, si dovrebbe oggi discutere se il Conquistatore potesse all'epoca disporre di una forza di uomini e di denaro sufficiente a ridurre il nord a terra bruciata. È evidente infatti dalle cronache dell'epoca, riporta Dalton, che Guglielmo si spostò a nord con proprie truppe ma che il grosso dell stesse sia rimasto in Inghilterra e nel Galles e che Guglielmo rimase al nord solo per tre mesi, motivi per cui i danni non poterono che essere limitati.