La nota tipografica contiene le indicazioni relative a luogo di pubblicazione, editore e data di pubblicazione di uno stampato (libro, opuscolo, rivista, manifesto, ecc.).. In un libro, le note tipografiche possono trovarsi sul frontespizio, al suo verso o al colophonRegole italiane di catalogazione per autori, Roma, Istituto centrale per il catalogo unico, 1979, pp. 138-145..

Nella citazione bibliografica le note tipografiche vanno riportate dopo l'autore e il titolo, in quest'ordine: luogo, editore, dataRICA 1979, p. 138, § 120.1: «Le note tipografiche sono costituite dai seguenti elementi: luogo di pubblicazione, editore, data»; ISO 690:2010, punto 4.5.e-f "Order of elements. Production information: place, publisher, date".: «[le note tipografiche] si dispongono nel seguente ordine: luogo di edizione, nome dell'editore, anno di edizione»..

Storia I primi libri all’epoca dell'invenzione della stampa a caratteri mobili a metà del XV secoloSigfrid Henry Steinberg, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1982. erano molto differenti da come si sono sviluppati in epoca contemporanea: gli incunaboli infatti si differenziano poco dai manoscrittiGiuseppina Zappella, Il libro antico a stampa: strutture, tecniche, tipologie, evoluzione, Milano, Editrice Bibliografica, 2001., sia per come venivano organizzati il testo e l’apparato iconograficoLorenzo Baldacchini, Il libro antico, Nuova ed. aggiornata, Roma, Carocci, 2001., sia perché non presentano ancora un frontespizio ma recano le indicazioni di stampa quali il nome dell'editore o tipografo, il luogo e la data di pubblicazione alla fine del testo, in quello che è chiamato colophon (latino colǒphon, dal greco che significa "sommità", "cima" oppure "finitura").

Con l’affermazione dei libri a stampa nel panorama culturale ed economico europeo anche i prodotti editoriali cominciano ad assumere l’aspetto contemporaneoLorenzo Baldacchini, Dubbi di un catalogatore (occasionale) di incunaboli, in: Tra i libri del passato e le tecnologie del presente. La catalogazione degli incunaboli, a cura di Lorenzo Baldacchini e Francesca Papi, Bologna, Editrice Compositori, 2011.. Intorno al Cinquecento infatti i testi cominciano a essere preceduti da una pagina che ne identifica il contenuto., talvolta impreziosita da decorazioni xilografiche. Con il passare del tempo le informazioni relative alla stampa del volume si spostano così dal fondo dell’opera all’inizio, andando a costituire il moderno frontespizio.

Note

Bibliografia Lorenzo Baldacchini, Il libro antico, Nuova ed. aggiornata, Roma, Carocci, 2001.

Lorenzo Baldacchini, Dubbi di un catalogatore (occasionale) di incunaboli, in: Tra i libri del passato e le tecnologie del presente. La catalogazione degli incunaboli, a cura di Lorenzo Baldacchini e Francesca Papi, Bologna, Editrice Compositori, 2011. Sigfrid Henry Steinberg, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1982.

Giuseppina Zappella, Il libro antico a stampa: strutture, tecniche, tipologie, evoluzione, Milano, Editrice Bibliografica, 2001.

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