La 37ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino si è svolta a Berlino dal 20 febbraio al 3 marzo 1987, con lo Zoo Palast come sede principale. Direttore del festival è stato per l'ottavo anno Moritz de Hadeln.
L'Orso d'oro è stato assegnato al film sovietico Tema di Gleb Panfilov.
La Berlinale Kamera è stata assegnata all'attore Klaus Maria Brandauer, al regista Ėlem Klimov e a Jack Valenti, presidente della Motion Picture Association of America.
In questa edizione sono stati introdotti per la prima volta il Premio Alfred Bauer, intitolato al primo direttore della Berlinale recentemente scomparso e riservato a film ritenuti particolarmente innovativi,Il premio è stato sospeso nel 2020 e non più assegnato dal 2021, a séguito della scoperta del passato di Bauer come funzionario di primo piano del Ministero della Propaganda guidato da Joseph Goebbels durante il regime nazista. e i Teddy Awards, conferiti a lungometraggi e cortometraggi legati a tematiche LGBT da una giuria composta da organizzatori di festival di cinema gay-lesbico.
Il festival è stato aperto da Il colore dei soldi di Martin Scorsese ed è stato chiuso da L'addio di Ėlem Klimov, entrambi proiettati fuori concorso.
La retrospettiva di questa edizione è stata dedicata al regista statunitense di origini armene Rouben Mamoulian, mentre la sezione "Homage" ha visto una rassegna di film interpretati dagli attori francesi Jean-Louis Barrault e Madeleine Renaud.
Storia
La Berlinale del 1987 fu fortemente influenzata dai cambiamenti che stavano avvenendo in Unione Sovietica e dalle politiche di Mikhail Gorbaciov, che avevano portato ad allentare le tensioni Est-Ovest e a compiere importanti progressi anche nel settore cinematografico. Il riformatore Aleksandr Kamshalov era stato nominato presidente della commissione cinematografica di stato "Goskino" e la rinnovata Unione del cineasti era presieduta dal regista Ėlem Klimov, i cui film per lungo tempo erano stati soggetti al divieto di esportazione. Un comitato speciale che includeva il critico cinematografico Andrei Plakhov selezionò film e documentari per i quali fu consentita la proiezione dopo anni di censura, in modo che potessero essere conosciuti a livello internazionale. Il concorso fu perciò in grado di mostrare Tema (1979) di Gleb Panfilov e Dolorosa indifferenza (1983) di Aleksandr Sokurov, mentre lo stesso Klimov fu presente fuori concorso con L'addio, al quale era stata negata la proiezione nell'edizione del 1984.. La stretta di mano tra il regista sovietico e il dirigente cinematografico statunitense Jack Valenti durante la premiazione con la Berlinale Kamera assunse perciò un significato fortemente simbolico, tanto che il festival di quest'anno venne definito la "Reykjavík del cinema", alludendo al vertice al quale pochi mesi prima avevano partecipato Ronald Reagan e Gorbaciov nella capitale islandese.
La giuria internazionale assegnò l'Orso d'oro al film di Panfilov, il resoconto dell'alienazione di uno scrittore di successo dalla società russa e da sé stesso che secondo la critica Karena Niehoff dimostrava «il grado di fiducia in sé stessi che l'Unione Sovietica è ora in grado di dimostrare, anche consentendo l'autocritica in un festival internazionale». Il premio non venne contestato artisticamente (anche se i giurati americani Kathleen Carroll e Paul Schrader avrebbero voluto assegnarlo a Platoon di Oliver Stone) ma fu visto soprattutto come un gesto politico, un segno di rispetto per le politiche riformiste dell'Unione Sovietica e per la sua "trasparenza" culturale.. Tra gli altri film che riscossero maggior successo ci furono True Stories di David Byrne, proiettato fuori concorso, L'anno delle luci di Fernando Trueba (Orso d'argento per il miglior contributo singolo), Rosso sangue di Leos Carax (Premio Alfred Bauer) e Il caso Moro di Giuseppe Ferrara. Gian Maria Volonté, che ricevette l'Orso d'argento per il miglior attore, dichiarò durante la conferenza stampa: «Siamo lieti di essere stati invitati al FilmFest e sappiamo che non è stato facile... Abbiamo avuto notizia che da alcune parti non si voleva che questo film rappresentasse l'Italia a Berlino».
L'edizione di quest'anno rappresentò il primo palcoscenico anche per altri film sovietici fino ad allora banditi che trovarono posto nelle varie sezioni della rassegna.. Nel Forum internazionale del giovane cinema vennero proiettati Varatz lapter di Agasi Ajwasjan, lungometraggio armeno sul pittore Vano Khodzhabenko, e La leggenda della fortezza di Suram dei georgiani Sergej Paradžanov e Dodo Abashidze, la storia di una fortezza su cui è stato lanciato un incantesimo. La sezione Panorama vide la presenza di lungometraggi e documentari sui problemi della distruzione ambientale, primo fra tutti Tschernobyl di Rolan Sergeenko che fu atteso con grande interesse anche se per qualche tempo non fu chiaro se sarebbe stato effettivamente mostrato. L'arrivo a Berlino del documentario sul disastro di Černobyl' fu posticipato senza informazioni sul motivo, anche se il sospetto era che l'argomento delicato avesse indotto i sovietici a bloccarne la distribuzione. La copia arrivò finalmente il 1º marzo 1987 e fu proiettata per la prima volta in un paese straniero un giorno prima della fine del festival.. «Assemblato convenzionalmente con interviste agli abitanti dell'area intorno a Černobyl' e ad esperti e con riprese dettagliate del sito del reattore, il film ha sorpreso il pubblico soprattutto per il suo tono», scrisse Thomas Rothschild il 7 marzo sul Frankfurter Allgemeine Zeitung, «intriso di una tristezza rispettosa e sicuramente scevro da un vacuo pathos. Anche l'obbligatoria devozione al governo, che avrebbe affrontato tutti i problemi, è stata ridotta al minimo».
Un altro film molto apprezzato nel Forum fu Resan del regista e sceneggiatore britannico Peter Watkins, un viaggio nella condizione del mondo in un'era di minaccia nucleare globale di oltre quattordici ore, attraverso cinque continenti, dodici Paesi e otto lingue. Come scrisse il critico Michael Kötz sul Deutsches Allgemeines Sonntagsblatt, «Watkins non solo dirige un dialogo globale sovraccarico di informazioni sulla follia della vera prospettiva della guerra, ma rivela anche di considerare la creazione del film stesso come un viaggio di agitazione, come uno strumento di dibattito».
Anche il Kinderfilmfest, giunto alla sua decima edizione, mostrò i frutti della perestrojka con Naerata ometi di Arvo Iho e Leida Laius, produzione ambientata in un orfanotrofio sovietico degli anni ottanta che ricevette il premio UNICEF. «Ciò che si tende a dimenticare nelle analisi odierne della storia del cinema», commentò il delegato della Berlinale per i film dell'Europa orientale Hans-Joachim Schlegel, «è il fatto che un impulso essenziale per la rappresentazione genuina dei problemi nella società sovietica... viene dai film per bambini e ragazzi».
Giurie Giuria internazionale Klaus Maria Brandauer, attore (Austria) - Presidente di giuria Juliet Berto, attrice e regista (Francia) Kathleen Carroll, critica cinematografica (Stati Uniti) Callisto Cosulich, critico cinematografico (Italia) Victor Djomin, critico e storico del cinema (Unione Sovietica) Reinhard Hauff, regista e sceneggiatore (Germania Ovest) Edmund Luft, drammaturgo, critico cinematografico e storico del cinema (Germania Ovest) Jiří Menzel, attore, regista e sceneggiatore (Cecoslovacchia) Dan Pița, regista e sceneggiatore (Romania) Paul Schrader, regista, sceneggiatore e critico cinematografico (Stati Uniti) Antonio Skármeta, regista e scrittore (Cile)
Kinderjury Il premio riservato alla sezione "Kinderfilmfest" è stato assegnato da una giuria composta da membri di età compresa tra 11 e 14 anni, selezionati dalla direzione del festival attraverso questionari inviati l'anno precedente.
Selezione ufficiale In concorso Adam, regia di Iordanis Ananiadis (Grecia) L'anno delle luci (El año de las luces), regia di Fernando Trueba (Spagna) Auguszta dagaszt, regia di Csaba Varga (Ungheria) Bücher, regia di Dieter Reifarth e Bert Schmidt (Germania Ovest) Cadans, regia di Jan Wouter van Reijen (Paesi Bassi) Il caso Moro, regia di Giuseppe Ferrara (Italia) Coffee and Cigarettes, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti) Le compte-rendu, regia di Benoît Peeters (Belgio) Comrades - Uomini liberi (Comrades), regia di Bill Douglas (Regno Unito) Curriculum vitae, regia di Pavel Koutský (Cecoslovacchia) Diario per i miei amori (Napló szerelmeimnek), regia di Márta Mészáros (Ungheria) Dolorosa indifferenza (Skorbnoye beschuvstviye), regia di Aleksandr Sokurov (Unione Sovietica) Faire la fête, regia di Anne-Marie Miéville (Francia) Figli di un dio minore (Children of a Lesser God), regia di Randa Haines (Stati Uniti) Una finestra nella notte (night, Mother), regia di Tom Moore (Stati Uniti) Flasken, regia di Per Tønnes Nielsen (Danimarca) For Love Alone, regia di Stephen Wallace (Australia) Les Fous de Bassan, regia di Yves Simoneau (Canada, Francia) The London Story, regia di Sally Potter (Regno Unito) Lupo the Butcher, regia di Danny Antonucci (Canada) Luxo Junior (Luxo Jr.), regia di John Lasseter (Stati Uniti) Il mare e il veleno (Umi to dokuyaku), regia di Kei Kumai (Giappone) Mart, regia di Stoian Doukov (Bulgaria) Il miracolo (Le Miraculé), regia di Jean-Pierre Mocky (Francia) La Montanara, regia di Gunter W. Rometsch (Germania Ovest) La morte di Empedocle (Der Tod des Empedokles oder: Wenn dann der Erde Grün von neuem Euch erglänzt), regia di D. Huillet e J.M. Straub (Germania Ovest, Francia) Nerwowe zycie kosmosu, regia di Piotr Dumala (Polonia) Platoon, regia di Oliver Stone (Regno Unito, Stati Uniti) Rainbow War, regia di Bob Rogers (Canada) Rosso sangue (Mauvais sang), regia di Leos Carax (Francia, Svizzera) The Shadow of Your Smile, regia di Thomas Bauermeister (Germania Ovest) So viele Träume, regia di Heiner Carow (Germania Est) Spring, wenn du kannst, regia di Kurt Tetzlaff (Germania Est) To teleio eglima, regia di Evris Papanikolas (Grecia) Tema, regia di Gleb Panfilov (Unione Sovietica) Tri zivota jeza, regia di Slobodan Novakovic e V. Vlajic (Jugoslavia) Vera, regia di Sergio Toledo (Brasile) Die Verliebten, regia di Jeanine Meerapfel (Germania Ovest, Jugoslavia) Vlčí bouda, regia di Věra Chytilová (Cecoslovacchia) Volto segreto (Masques), regia di Claude Chabrol (Francia)
Fuori concorso L'addio (Proshchanie), regia di Ėlem Klimov (Unione Sovietica) Il colore dei soldi (The Color of Money), regia di Martin Scorsese (Stati Uniti) Cronaca di avvenimenti amorosi (Kronika wypadków milosnyc), regia di Andrzej Wajda (Polonia) Der kleine Staatsanwalt, regia di Hark Bohm (Germania Ovest) La luce del giorno (Light of Day), regia di Paul Schrader (Stati Uniti) Ein Treffen mit Rimbaud, regia di Ernst-August Zurborn (Germania Ovest) True Stories, regia di David Byrne (Stati Uniti)
Panorama Les 1001 marguerites, regia di Pierre Philippe (Francia) Aaahh Belinda, regia di Atif Yilmaz (Turchia) Abkratzen und Teetrinken, regia di Susanne Horizon-Fränzel (Germania Ovest) Adama Hamah, regia di Serge Ankri (Israele) Als in een roes..., regia di Pim de la Parra (Paesi Bassi) Always, regia di Henry Jaglom (Stati Uniti) Baited Trap, regia di Jon Reiss (Stati Uniti) Barndommens gade, regia di Astrid Henning-Jensen (Danimarca) The Beat Generation: An American Dream, regia di Janet Forman (Stati Uniti) Black Harvest, regia di Guido Chiesa (Stati Uniti) Blurt Roll 2, regia di Anna Thew (Regno Unito) Broken English: Three Songs by Marianne Faithfull, regia di Derek Jarman (Regno Unito) The Child and the Saw, regia di Richard Heslop e Daniel Landin (Regno Unito) Chuck Solomon: Coming of Age, regia di Marc Huestis (Stati Uniti) Close Up, regia di René Perraudin (Germania Ovest) Cold Witness, regia di Brett Turnbull (Regno Unito) Commercial for Murder, regia di Amy Goldstein (Stati Uniti)