Il centro storico di Lanciano è composto da quattro rioni medievali: il quartiere Lancianovecchia, il quartiere Civitanova, il quartiere Sacca e il Borgo. Questi quartieri comprendono la parte medievale più antica, poiché l'asse principale del centro, dai primo del '900 in poi, si è spostata verso il contado del convento di Sant'Antonio, oggi inglobato nella città novecentesca, lungo l'asse del corso Trento e Trieste.
Descrizione geografica Lanciano Vecchia: posto sopra il Colle Erminio, collegato all'attuale Piazza Plebiscito dalla via dei Frentani, che attraversa il rione fino alla piazzetta dei Frentani, dove si trova la chiesa di San Biagio e l'edificio delle botteghe medievali. Originalmente aveva mura di fortificazione che proteggeva la via dei Bastioni fino alla Porta San Biagio, l'unica sopravvissuta delle varie porte delle mura; il perimetro murario occidentale, semi.demolito, è costituito da via degli Agorai. Civitanova-Sacca: i due rioni si sono fusi nel XVII secolo circa, visto che la Sacca era un punto di confine destinato a essere ghetto ebraico, come parte del rione Lanciano Vecchia. I due rioni occupano il grande Colle Selva, che si trova a ovest del rione Lanciano Vecchio, separati originalmente dal paludoso fosso Malavalle, colmato nel secondo Ottocento da Filippo Sargiacomo, che creò la Piazza Garibaldi. Il corso principale, dal Largo dell'Appello, sede del Seminario Diocesano, è dedicato a Giuseppe Garibaldi, e taglia in due il rione fino alla chiesa di San Nicola. Un secondo principale asse viario è via Cavour, che si immette nel cuore del quartiere Sacca, di origini ebraiche (XII sec). Borgo: si erge sul Colle Pietroso, a ridosso del burrone della Pietrosa, oggi piazzale degli autobus; mediante l'asse viario principale del Corso Roma (ex via del Popolo) si collega alla Piazza Plebiscito, mentre dall'altra parte si conclude presso l'ex monastero di Santa Chiara, collegandosi al viale dei Cappuccini. Mediante le antiche mura, in parte demolite, abbracciava la cinta delle Torri Montanare e delle mura aragonesi fino al Santuario del Miracolo Eucaristico. A ridosso del quartiere Civitanova, il rione Borgo terminava in una ripa che affondava nel torrente Malvò, colmato da Filippo Sargiacomo per la costruzione di case civili.
Storia
Antichità Diverse campagne di scavi archeologici condotte dalla Soprintendenza negli anni 1991-92 e 1993-94, dapprima presso l'ex convento di San Legonziano dei Monaci Basiliani, poi in via Corsea e in Largo San Giovanni e in Piazza Plebiscito, e infine all'esterno del santuario del Miracolo Eucaristico (1998-99) hanno evidenziato come la storica città italica di Anxanum fosse assai fiorente, dati rinvenimenti scultorei e architettonici, come fondaci di templi e cisterne. Lo storico Pietro Pollidori nel XVII secolo nella sua opera sulla storia di Lanciano, insieme anche al dottore Giacomo Fella, aveva già compiuto degli studi urbanistici sull'antica città di Anxanum, e nelle Antiquitates Frentanorum (1626) tracciò un primo impianto di questa città, poiché il tutto era ormai stato occupato nei secoli a venire dalla cauta di Roma, da nuove costruzioni medievali a rinascimentali. Scoperse che la maggior parte delle chiese (Santa Maria Maggiore, Santa Lucia, San Nicola, Santa Maria Nuova o Santa Giovina, la Cattedrale, San Giovanni Battista e San Maurizio) erano costruite sopra templi romani, mentre alcuni palazzi, come quello del Marchese d'Avalos e quello del Vescovo, sorgevano sopra il complesso termale e il teatro romano.
Seguendo anche le successive opere dell'abate Domenico Romanelli e di Omobono Bocache, si ipotizzò che l'abitato protostorico lancianese, risalente all'Età del Bronzo, fosse sviluppato sul Colle Pietroso, ossia nel rione Borgo, e sul pianoro in declivio del Colle Selva, dove si trova il rione Sacca. Gli scavi di via Corsea e della chiesa di San Francesco, hanno dimostrato come l'abitato fosse già pienamente caratterizzato alla fine dell'Età del Ferro, sono stati rinvenuti fondaci di capanne italiche, materiale in ceramica presso i siti di Piazza Plebiscito e il Colle Erminio (Lanciano Vecchia) risalenti al VI-V secolo a.C., e anche una necropoli presso il Largo San Giovanni, che fu usata anche nel medioevo quando vi venne edificata la chiesa, distrutta purtroppo nel 1943.
Nel VII secolo a.C. avvenne la colonizzazione italica da parte del gruppo sannitico dei Frentani, e Anxanum divenne la loro capitale, nonché città principale della Frentania, che oltre alla valle del Sangro, si estendeva sino a Larino nel Molise, avente come porti principali Ortona, Histonium (Vasto) e Termoli. Dopo la conquista romana nell'88 a.C., Anxanum divenne municipio, e l'abitato italico si andò riformulando con la costruzione di templi, fori, terme e teatri. Le campagne di scavi in Largo San Giovanni del 1994 hanno evidenziato come il cuore di Anxanum fosse la cittadella del rione Lanciano Vecchio, sorta sul Colle Erminio, il suo cardo principale era l'attuale via dei Frentani. Gli assi minori ortogonali (via dei Bastioni, via degli Agorai, via e piazza San Lorenzo, Piazza dei Frentani, via San Biagio), risalgono all'impianto urbano del I secolo. Molto materiale rinvenuto riguarda l'uso e il commercio della ceramica, poiché Lanciano, già dall'epoca italica per via della mediazione degli Etruschi, era un eccellente centro di produzione, e mediante i tratturi e il mare di San Vito commerciava con altre popolazioni.
Le fiere principali si svolgevano nel piano del colle al di là del Ponte di Diocleziano, costruito nel III secolo d.C. per agevolare il passaggio. Oltre agli studi del Bocache e di Theodor Mommsen riguardo ad una lapide rinvenuta durante il restauro ottocentesco del ponte, gli scavi del 1993 hanno evidenziato come all'epoca romana risalisse effettivamente la testata di ponte, dato che questa struttura a partire dall'XI secolo è stata varie volte rimaneggiata e ricostruita. Vi è stata ritrovata anche una testa monumentale in marmo, che rappresenterebbe l'imperatore Diocleziano, oggi conservata nel museo civico archeologico di Santo Spirito a Lanciano.Gli scavi a San Legonziano invece hanno riportata alla luce parte di una cisterna romana, mentre il percorso sotterraneo alla Piazza Plebiscito mostra i vari strati di trasformazione del largo delle fiere nei secoli a seguire la caduta di Roma.
Medioevo
In seguito alla caduta di Roma, la città fu saccheggiata dai barbari, e poi occupata dai Bizantini e dai Longobardi (V-VI secolo d.C.). Dell'epoca bizantina si hanno più che altro testimonianze di ceramiche, raccolte nel Museo dell'Abruzzo bizantino Altomedievale di Crecchio (CH), riferibili a un tipo di lavorazione comune nell'area marrucino-frentana; inoltre si sa della conquista longobarda della città nel XVII secolo, quando ci fu una grande battaglia, per i cui i lancianesi si votarono a San Maurizio, il primo patrono di Lanciano. La sua chiesa fu edificata proprio in quel periodo nell'attuale Largo dei Frentani, e malauguratamente fu demolita nel primo ventennio dell'Ottocento.Dell'epoca longobarda si hanno testimonianze di fondaci presso Largo San Giovanni e il Palazzo Vergilj lungo via dei Frentani, sicché si è pensato che in quest'area esisteva un castello longobardo a pianta allungata, vagamente ellittica, detto anche nelle fonti come "il Tonnino".Essendo il casello però già scomparso nell'XI-XII secolo, le leggende hanno voluto che un grave terremoto spaccò la valle frentana, e fece crollare il castello, poiché notizie riguardo ad un grave terremoto sono riportate anche nei documenti più antichi riguardanti la storia della statua della Madonna del Ponte, patrona di Lanciano.
La Piazza del Plebiscito era l'antica curtis anteana, ossia conservò il ruolo di crocevia dei traffici commerciali, e collegamento con la chiesa dei Monaci Basiliani dei Santi Legonziano e Domiziano (VIII secolo), dove nel 1258 fu costruita la nuova chiesa di San Francesco d'Assisi con convento. Sul Colle di Lanciano Vecchia esistevano già numerose chiese a partire dall'epoca normanna, ossia San Maurizio, San Lorenzo, San Biagio con porta di accesso presso le mura, San Giovanni Battista e San Martino. Di queste si salvò solo San Biagio, poiché le altre furono demolite in maniera scriteriata nell'Ottocento, San Giovanni fu pesantemente danneggiata dal bombardamento del 1943 e poi demolita. Sant'Agostino non era stata ancora costruita, lo sarà nel 1265.
Nel 1031 presso il Colle Selva esisteva solo una chiesa, Santa Maria de Platea, eretta presso un tempio romano, sopra cui nel 1531 verrà eretto il monastero di Santa Maria Nuova per volere del capitano Denno Riccio. Il colle era poco abitato, eccettuata una parte del rione Sacca, esisteva un tempio dedicato ad Apollo, sopra cui a partire dal XII secolo vi verrà eretta la chiesa di Santa Maria Maggiore, ampiamente rifatta in stile gotico nel 1317.Nei documenti del conte Ugo Malmozzetto, signore di Manoppello e feudatario di Lanciano (metà del 1000), si fa riferimento a un torrione presso Porta Sant'Angelo e al commercio delle "nundinae", le ceramiche artigianali della città, di cui esistevano numerose botteghe nel rione Borgo. La città fortificata di questo quartiere si estendeva dall'attuale via del Tribunale, poi la cinta occupava via dell'Asilo - prima di Porta Sant'Angelo - poi via Fenaroli e via Fieramosca, poiché il fosso di questa strada era occupato sino ai primi anni del '900 da un fiume limaccioso detto Malavalle o Malvò, e separava gli abitanti da quelli del rione Civitanova, che non ancora si era pienamente costituito.
Il rione Sacca si era densamente popolato nel 1191, quando vennero cacciati da Napoli degli ebrei, la nascita vera e propria di Lanciano nel Medioevo avvenne nel XII-XIV secolo, quando a Federico II di Svevia successe Carlo I d'Angiò e poi il figlio Carlo II, che nel 1304 emanò un privilegio speciale per la città, rendendola libera da signori feudatari, e incamerata nel regio demanio. In questo periodo i due quartieri Sacca e Civitanova si espansero sempre di più sino a fondersi, la chiesa di Santa Maria Maggiore venne ampliata in stile gotico-borgognone, furono ampliate le mura normanne delle Torri Montanare. La cinta muraria angioina era già costituita alla fine del Duecento, e nelle carte del XV secolo già si sa come esistevano ben 9 porte maggiori di accesso: Santa Maria Nuova o Civitanova presso viale Spaventa, Porta della Noce lungo via delle Ripe a Civitanova, Porta San Nicola a ingresso della Sacca da nord-est, e la coeva Porta Sant'Antonio Abate, che doveva trovarsi alla fine dell'attuale Piazza Garibaldi verso il Ponte dell'Ammazzo, poi all'accesso dello stradone maggiore del rione Borgo da sud, Porta Santa Chiara o Reale, e nel rione Lancinaovecchia, Porta San Biagio, Porta Diocleziana, e all'ingresso dal fosso Pietroso del rione Borgo, la Porta Sant'Angelo, di origini longobarde.
Quattrocento