Biografia
Tre giorni prima dell'armistizio di Cassibile era stato a Milano per conto della Direzione del Genio militare di Roma, presso la quale era impiegato. L'8 settembre 1943, mentre tentava di tornare a casa, il giovane geometra fu arrestato dai tedeschi a Monterotondo (RM). Restò poco nelle loro mani. Riuscito a liberarsi, raggiunte le montagne dell'Abruzzo, prima affiancò l'attività di un sacerdote della valle Roveto, don Savino Orsini che con Ugo Gemmiti e Pietro Casalvieri aveva costituito un comitato per l'assistenza ai detenuti politici, ai prigionieri alleati e ai militari italiani in fuga, e successivamente assunse il comando del distaccamento di Morrea (AQ) della brigata partigiana "Patrioti della Marsica" (Banda Marsica).
In seguito a delazione, il 21 marzo 1944, i nazifascisti riuscirono ad arrestare don Savino Orsini, i due suoi collaboratori e Giuseppe Testa. Al giovane comandante partigiano fu riservato un trattamento particolarmente crudele. I tedeschi, che già gli avevano spezzato un braccio durante il primo interrogatorio, decisero di portarlo al proprio comando di Sora (FR) e successivamente nel campo di internamento di Madonna della Stella, collocato nella contrada situata tra Sora e Broccostella (FR), per meglio poter infierire su di lui. Ma anche lì, dopo giorni e giorni di sevizie, non riuscirono a farlo parlare. Sommariamente giudicato da un tribunale militare tedesco, Giuseppe Testa fu condannato a morte e fucilato lungo le sponde di un canale, nella località di Fontanelle di Alvito (FR).
Onorificenze
Note
Bibliografia Ernesto Dimpflmeier, Prigioniero dei liberatori. Odissea di un tedesco antinazista in Italia (Prisoners of the libetarors. The italian odyssey of an anti nazi german), Ass.ne Il Liri, Canistro, 2019. Mario Martini, Giuseppe Testa, 1924-1944, Medaglia d'oro al valor militare della Resistenza, Centro di Studi Sorani "Vincenzo Patriarca", Sora, 1995.
Voci correlate Eccidio di Capistrello Fratelli Durante Medaglia d'oro al valor militare
Collegamenti esterni
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