Ammiratore degli scolastici cristiani studiò il latino per tradurre in ebraico alcune delle loro opere, specialmente quelle che si occupano di psicologia. Tradusse dal latino le seguenti opere:
Di Tommaso d'Aquino:
Quæstiones Disputatæ, Quæstio de Anima (Steinschneider, "Cat. Hamburg," No. 267); De Animæ Facultatibus (titolo ebraico Ma'amar be-Kochot ha-Nefesh). La traduzione di Chabillo fu pubblicata da Adolf Jellinek in Philosophie und Kabbala, Leipzig, 1854; De Universalibus (Steinschneider, l.c. No. 267); She'elot Ma'amar be-Nimtza ube-Mahut, quaestiones sul trattato di Tommaso d'Aquino sull'essere e la qualità (Neubauer, "Cat. Bodl. Hebr. MSS." No. 24538);
Di Guglielmo da Occam:
Tre trattati tratti della Summa Totius Logices ai quali aggiunse un'appendice (MSS. Parma, No. 457); Quæstiones Philosophicæ (ib. No. 201).
Chabillo tradusse anche dal latino il De Causa di Aristotele (ib. No. 457). Secondo Jellinek e Moritz Steinschneider, Chabillo ha anche tradotto, anonimamente il De Universalibus di Vincenzo di Beauvais con il titolo Ma'amar Nikbad bi-Kelal (ib. No. 4577).
Bibliografia
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