L'operazione Greif ("Grifone" in lingua tedesca) fu un'operazione militare intrapresa dai tedeschi nell'ambito dell'offensiva delle Ardenne della seconda guerra mondiale, nel dicembre 1944.
L'operazione si proponeva di ottenere un effetto sorpresa durante questa offensiva sfruttando l'azione di piccoli gruppi di commando tedeschi travestiti da soldati statunitensi che, interrompendo le comunicazioni, alterando la segnaletica stradale e compiendo azioni di sabotaggio di ogni genere, avevano il compito di creare caos nelle retrovie del nemico e occupare gli strategici ponti sulla Mosa necessari al proseguimento dell'offensiva. Il comando dell'operazione fu affidato, da Adolf Hitler in persona, al colonnello delle SS Otto Skorzeny.
I risultati concreti furono modesti. Solo un gruppo riuscì a raggiungere un crocicchio vicino alla Mosa, a Huy, a metà strada tra Liegi e Namur, mentre gli altri riuscirono solamente ad attuare operazioni minori quali spostare cartelli stradali per fuorviare le truppe alleate, tagliare linee telefoniche e telegrafiche e legare nastri rossi agli alberi per segnalare finte zone minate. Il danno maggiore dell'operazione Greif fu lo stato di ansia tra i soldati alleati, portandoli ad ipotizzare, sbagliando, che il reale obiettivo dell'operazione fosse la cattura del generale Dwight Eisenhower.
Antefatti L'offensiva delle Ardenne
Il piano per la controffensiva da attuare sul fronte occidentale nel dicembre 1944 era ambizioso: due forti armate corazzate, la 6. SS-Panzer-Armee a nord e la 5. Panzerarmee a sud, dovevano sferrare un massiccio attacco nella regione delle Ardenne al confine tra Germania, Belgio e Lussemburgo, settore debolmente presidiato dalle unità statunitensi della First United States Army. I panzer tedeschi dovevano avanzare in profondità fino a raggiungere il fiume Mosa tra Liegi e Charleroi, da dove avrebbero poi proseguito più a nord verso Bruxelles e quindi Anversa chiudendo così in un'immensa sacca le armate anglo-statunitensi schierate nella parte settentrionale del fronte.. La velocità era essenziale per la riuscita del piano ed era la grande preoccupazione degli strateghi tedeschi di riuscire ad attraversare il corso della Mosa nel più breve tempo possibile. Dopo varie discussioni, Hitler stesso ordinò di formare un'unità speciale di soldati tedeschi che parlassero inglese i quali, vestiti ed equipaggiati come soldati statunitensi, dovevano infiltrarsi nelle retrovie nemiche sfruttando il caos generato dall'offensiva per occupare i ponti sulla Mosa impedendo che fossero fatti saltare dai reparti in ritirata..
L'uomo prescelto per portare a termine questa operazione fu lo Sturmbannführer (maggiore) delle SS Otto Skorzeny, considerato uno specialista in missioni di guerra non convenzionale; tra i suoi successi vi erano la liberazione di Benito Mussolini dalla sua prigionia sul Gran Sasso nel settembre 1943 (operazione Quercia) e la cattura del governo ungherese nell'ottobre 1944 per impedirgli di abbandonare l'alleanza con la Germania (operazione Panzerfaust). Convocato al quartier generale di Hitler a Rastenburg il 22 ottobre 1944, Skorzeny fu promosso Obersturmbannführer (tenente colonnello) dallo stesso Führer e messo al corrente dell'operazione assegnatagli. Con solo cinque settimane per mettere assieme gli uomini e addestrarli all'operazione, Skorzeny si diede da fare per costituire la sua unità speciale, designata come 150. Panzerbrigade..
La 150. Panzerbrigade
Il piano originario di Skorzeny era decisamente ambizioso, prevedendo di costituire una brigata meccanizzata forte di tre battaglioni per un totale di uomini, tutti o quasi capaci di parlare l'inglese e interamente equipaggiati di uniformi, armi e veicoli di provenienza statunitense o britannica. Il 25 ottobre l'Oberkommando der Wehrmacht emise un ordine a tutti i comandi delle forze armate presenti sul fronte occidentale per il reclutamento di soldati che fossero «a conoscenza della lingua inglese e dello slang americano», mentre il 9 novembre l'Oberbefehlshaber West (il comando in capo della Wehrmacht per tutto il fronte occidentale) ricevette istruzione di trovare e mettere a disposizione un notevole quantitativo di veicoli di provenienza statunitense, tra cui almeno 15 carri armati, 20 veicoli blindati, 20 cannoni semoventi, 100 jeep, 120 camion e 40 motociclette..
Le richieste di Skorzeny per quanto riguardava l'attrezzatura si rivelarono impossibili da esaudire: i reparti al fronte erano più che riluttanti a cedere il loro prezioso bottino senza ragguagli precisi sull'operazione, tenuta (come del resto l'intera offensiva nelle Ardenne) nel riserbo più assoluto. Alla fine furono forniti solo due carri armati M4 Sherman (uno dei quali ben presto scartato per problemi al motore), quattro autoblindo da ricognizione, circa 30 jeep e 15 camion statunitensi; anche l'equipaggiamento recuperato fu esiguo e molte delle uniformi fornite erano di tipo estivo. Non meno disastroso fu il reclutamento degli uomini: furono trovati solo dieci volontari capaci di parlare fluentemente l'inglese e con una discreta conoscenza del gergo americano, in maggioranza provenienti dalla Marina militare e tutti privi di specifico addestramento alle operazioni speciali; altri 30-40 uomini parlavano bene l'inglese ma non conoscevano lo slang americano, altri 120-150 parlavano inglese discretamente e circa 200 ne avevano una conoscenza scolastica. Il resto del personale assegnato alla brigata non aveva alcuna conoscenza della lingua inglese..
La carenza di uomini e attrezzature obbligò Skorzeny a rivedere i suoi piani. La 150. Panzerbrigade fu ristrutturata come un'unità più convenzionale, equipaggiata di materiali tedeschi camuffati alla meglio per sembrare statunitensi, con l'incarico di fungere da avanguardia delle colonne corazzate tedesche ed infiltrarsi nelle linee nemiche. Gli effettivi della brigata, in totale circa uomini provenienti da tutte le forze armate tedesche, furono suddivisi in tre kampfgruppe designati con le lettere X, Y e Z, ciascuno dotato di una piccola unità comando, tre compagnie di fanteria, due plotoni di panzergrenadier, due plotoni anticarro, un plotone del genio e uno di trasmissioni; i Kampfgruppe X e Y avevano anche una compagnia corazzata, la prima dotata di cinque carri armati Panzer V Panther e la seconda di cinque cannoni d'assalto Sturmgeschütz III. I corazzati erano stati camuffati con delle piastre metalliche per assomigliare il più possibile a dei cacciacarri statunitensi M10 Wolverine e a tutti i veicoli della brigata fu applicata la pitturazione verde militare e l'insegna con la stella bianca a cinque punte tipicamente adottate dai veicoli degli Alleati. I 150 uomini capaci di parlare meglio l'inglese furono invece uniti in una speciale unità commando ("Einheit Stielau") dotata dei pochi veicoli ed equipaggiamenti genuinamente statunitensi.
L'addestramento della 150. Panzerbrigade fu condotto nella base di Grafenwöhr nel cuore della Germania; solo Skorzeny aveva piena conoscenza dell'imminente offensiva nelle Ardenne e del ruolo della brigata in essa, il che generò una serie di voci come il fatto che l'unità dovesse attraversare la Francia per andare a liberare le guarnigioni tedesche assediate di Lorient o Dunkerque o che dovesse andare ad attaccare il quartier generale degli Alleati a Parigi. Skorzeny stesso non fece nulla per ostacolare queste voci, sistema utile per confondere eventuali informatori nemici. Solo il 10 dicembre, meno di una settimana prima dell'offensiva, i comandanti dei tre kampfgruppe furono messi al corrente del piano: una volta che le truppe tedesche della 6. SS-Panzer-Armee avessero sfondato il fronte statunitense, la 150. Panzerbrigade doveva portarsi in testa alle colonne d'attacco e, fingendosi un'unità americana in ritirata, spingersi in avanti attraverso l'altopiano dello Hohes Venn andando a conquistare i ponti sulla Mosa situati nelle cittadine di Amay, Huy e Andenne. I commando della Enheit Stielau furono invece suddivisi in piccole unità da quattro-cinque uomini con una jeep e incaricati di una serie di missioni speciali. I demolitori avrebbero fatto saltare ponti, depositi di munizioni e di carburante nemici; le pattuglie di ricognizione avrebbero perlustrato le retrovie nemiche e le due sponde della Mosa facendone poi rapporto al comando; i commando di testa avrebbero operato da collegamento con le divisioni d'attacco al fine di seminare il caos nelle retrovie nemiche e interrompere la catena di comando, manomettendo i segnali stradali, tagliando i cavi telefonici e divulgando falsi ordini ai reparti incontrati per strada...
L'operazione Azioni della 150. Panzerbrigade
La notte del 14 dicembre la 150. Panzerbrigade raggiunse il punto di raccolta di Bad Münstereifel da dove ripartì il 16 dicembre, giorno d'avvio dell'offensiva tedesca nelle Ardenne. I tre kampfgruppe della brigata furono accodati alle tre divisioni di testa della 6. SS-Panzer-Armee incaricate di aprire la breccia nelle linee statunitensi, rispettivamente la 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler", la 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend" e la 12. Volksgrenadier Division, ma di fatto trascorsero i primi due giorni bloccati negli enormi ingorghi di traffico intorno a Losheim am See. La possibilità di uno sfondamento nel settore della 6. SS-Panzer-Armee fu ben presto vanificata dalla resistenza statunitense nel corso della battaglia del crinale di Elsenborn. La notte del 17 dicembre Skorzeny propose che la sua brigata fosse riunita in un'unica forza ed impiegata per un'azione di sfondamento. Alla 150. Panzerbrigade fu quindi assegnato il compito di conquistare il villaggio e il raccordo stradale di Malmedy, aggirando le postazioni statunitensi sul crinale di Elsenborn e assistendo la 12. SS-Panzer-Division...
Una delle unità da ricognizione della Enheit Stielau era transitata per Malmedy il 17 dicembre, riferendo che l'unico ostacolo erano alcuni blocchi stradali allestiti dal 219º Battaglione genio statunitense, ma nei giorni seguenti dei rinforzi erano giunti a difesa della cittadina: il 120th Infantry Regiment della 30th Infantry Division, il 99th Infantry Battalion (separate) e una compagnia di cacciacarri. Dopo aver perso diverso tempo a radunare le sparse componenti della sua brigata, Skorzeny incominciò l'attacco a Malmedy nelle prime ore del 21 dicembre, con il Kampfgruppe X sul lato sinistro proveniente da Ligneuville, il Kampfgruppe Y sul lato destro proveniente da Baugnez e il Kampfgruppe Z in riserva alle spalle. Il Kampfgruppe Y si imbatté negli avamposti del 120th Regiment statunitense e fu ben presto tempestato di colpi d'artiglieria, tanto che dovette immediatamente ritornare sulle posizioni di partenza; il Kampfgruppe X attaccò con due compagnie di fanteria e i cinque carri armati Panther le postazioni del 3º Battaglione del 120th Regiment a ovest di Malmedy, riuscendo a penetrare nell'abitato. Qui si sviluppò un feroce scontro casa per casa, con i tedeschi che tentavano di aprirsi la strada fino al ponte ferroviario sul fiume Warche, ma che erano continuamente respinti dal pesante fuoco statunitense. Il soldato Francis S. Currey del 120th Regiment si guadagnò una Medal of Honor, massima onorificenza statunitense, per le sue azioni contro i carri tedeschi a Malmedy...