Dak'Art 2002 è la sesta edizione d'arte della Biennale di Dakar, consacrata all'arte contemporanea africana e organizzata a Dakar in Senegal nel 2002. Rispetto alle edizioni di Dak'Art 1996, Dak'Art 1998 e Dak'Art 2000, la Biennale di Dakar del 2002 offrì diverse novità, conseguenti alla nomina del nuovo presidente Wade. Diversi responsabili delle strutture incaricate dell'organizzazione della Biennale furono sostituiti e furono create nuove figure professionali. Dak'Art 2002 allestì nella nuova sede del CICES (il polo fieristico di Dakar) l'Esposizione Internazionale con una nuova cura nell'allestimento ed organizzò numerosi dibattiti e gruppi di lavoro. I curatori delle Esposizioni Individuali ebbero la possibilità di selezionare tre artisti ciascuno e furono meno limitati da confini geografici precisi. Aumentarono anche le esposizioni ufficiali, e gli eventi paralleli furono affidati ad un curatore specifico, Mauro Petroni. La copertura della Biennale da parte della stampa internazionale fu migliorata, grazie ad un ufficio stampa più efficace e grazie all'invito di alcuni giornalisti a carico della Biennale stessa.
Storia La Biennale di Dakar del 2002 è la sesta edizione della Biennale di Dakar e la quinta dedicata all'arte. L'evento dura un mese – come Dak'Art 2000 – e ha luogo dal 10 maggio al 10 giugno 2002. Le inaugurazioni e i dibattiti per gli operatori di settore ebbero invece luogo dal 10 al 17 maggio. La Biennale viene inaugurata dal Presidente Abdoualye Wade durante l'apertura ufficiale al CICES, il polo fieristico di Dakar), insieme al nuovo Ministro della Cultura Amadou Tidiane Wone. La Biennale festeggia i suoi 10 anni di vita ed il presidente del Comitato Scientifico Marie-José Crespin recita un discorso in cui sottolinea l'importanza di inserirsi nella continuità e nell'eredità dell'evento e di migliorarne il futuro; elenca le ragioni per le quali la cultura è una forma di strategia di sviluppo ed indica quali sono ancora oggi gli ostacoli che ne impediscono il cammino, facendo riferimento in particolare alla mancanza di una legislazione adeguata.
Organizzazione Comitato internazionale di selezione e di giuria Nel edizione del 2002 la struttura del Comitato di Selezione e di Giuria cambia in modo significativo. Tre curatori sono scelti per organizzare tre Esposizioni Individuali in diverse sedi della città di Dakar. N'Goné Fall (Senegal – Francia, redattrice di "Revue Noire", critica d'arte e curatrice) è invitata a presentare tre artisti africani, Ery Camara (Senegal – Messico, presidente del Comitato) è incaricato di selezionare tre artisti della diaspora africana; Bruno Corà (Italia, curatore del Museo Pecci di Prato) è invece libero di scegliere tre artisti occidentali. Céline Savoye (Francia, designer e curatrice della Biennale di Design di Saint-Etienne in Francia nel 2002) è incaricata di organizzare il Salone del Design Africano. Sono poi nominati France Borel (Belgio, direttrice della Scuola Nazionale d'Arte La Cambre di Bruxelles), Sakina Savoye (Marocco, conservatrice del Museo di Marrakech), Pep Subiros (Spagna, curatore dell'esposizione di Barcellona Africas – The artist and the City del 2001) e Malika Dorbani (Tunisia, curatrice tunisina; è stata conservatrice del Museo d'Algeri e documentarista per il dipartimento di pittura del Museo del Louvre). Il presidente del Comitato Tecnico della Biennale non è nominato tra i membri del Comitato.
Budget Il budget della Biennale del 2002 è di circa 600.000.000 franchi CFA [905.256 euro]; 32.000.000 franchi CFA [48.280,32 euro] sono destinati all'allestimento (grazie al contributo di Africalia).
Programma Programma ufficiale Esposizione internazionale L'Esposizione Internazionale ha luogo per la prima volta al CICES (il polo fieristico di Dakar) ed il suo allestimento è curato dai senegalesi Serigne Mbaye Camara, Soly Cisse e dal belga Stéphane Schraennen (il responsabile), grazie ad un progetto di scenografia finanziato dall'associazione Africalia e coordinato dalla critica d'arte e curatrice N’Goné Fall. All'interno del CICES sono anche organizzati la maggior parte dei dibattiti e dei laboratori ed è creato un caffè, una sala stampa, un negozio di gadget ed un ufficio postale.
L'Esposizione Internazionale presenta le opere di 44 artisti, provenienti da 13 paesi1. Le dimensioni del CICES, il nuovo spazio espositivo, permettono una selezione di opere più vasta rispetto alla precedente edizione della Biennale e la possibilità di realizzare o trasportare lavori di grandi dimensioni. Gli artisti premiati sono Ndary Lô (Gran Premio Léopold Sédar Senghor del Presidente della Repubblica), Moataz Nasr (Premio Rivelazione del Ministro della Cultura), Dominique Zinkpe (Premio dell'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale destinato ad un artista di un paese dell'Unione alla sua prima partecipazione alla Biennale: residenza per artista in Francia), Faouzi Loatiris (Premio della Comunità Francese del Belgio: residenza per artista di due mesi in Belgio), Batoul S’Himi (Premio del Centro Culturale Sarev di Marsiglia: residenza d'artista), Ali Chraibi (Premio dell'Ambasciata di Francia: residenza per artista) e Umeka Edemba (Premio del Centro Culturale Francese di Dakar: residenza d'artista). La Biennale sostiene nel 2002 la produzione di installazioni: gli artisti riproducono anche opere di grandi dimensioni con l'assistenza degli studenti della Scuola d’Arte di Dakar e della dell'Accademia Jan van Eyck (questi ultimi in visita alla Biennale), ma non promuove la realizzazione da parte degli artisti dell'Esposizione Internazionale di nessun progetto specifico per Dak'Art.
Allestimento L'allestimento dell'Esposizione Internazionale migliora molto rispetto alle precedenti edizioni della Biennale, grazie ad uno spazio più ampio, ad una pianificazione delle sale in base alle dimensioni e alle caratteristiche delle opere e grazie al contributo di uno scenografo belga che lavora in collaborazione un artista e un architetto senegalesi. In compenso l'allestimento, invece di cercare soluzioni innovative e valorizzare le capacità particolari del gruppo di lavoro, dà come risultato un'organizzazione degli spazi corretta, per niente originale: una copia più modesta di allestimenti standardIolanda Pensa, La Biennale di Dakar, tesi di laurea, relatore Luciano Caramel e correlatore Francesco Tedeschi, Università Cattolica di Milano, Laurea in lettere e filosofia, 2003 (CC-BY-SA).. I gruppo responsabile dell'allestimento è composto dagli artisti Sérigne Mbaye Camara e Soly Cissé, dall'architetto Abou Békrine Gueye e dal scenografo Stéphane Schraennen. Il Comitato Tecnico della Biennale ha infatti evidenziato durante le prime riunioni di valutazione e pianificazione la necessità di organizzare un'esposizione curata da uno scenografo: con il supporto finanziario di Africalia, il commissario della giuria Ngoné Fall e Philippe Pirotte realizzano il progetto di 32.000.000 franchi CFA [48.280,32 euro]. L'architetto senegalese Abou Békrine Gueye segue la prima fase dei lavori: la visita agli spazi, le misurazioni e la compilazione di un budget approssimativo. In una seconda fase Sérigne Mbaye Camara, Soly Cissé e Stéphane Schraen, insieme a Abou Békrine Gueye, collaborano per stabilire i criteri e la suddivisione degli spazi, in base alle diverse esigenze delle opere selezionate. Il risultato è un percorso espositivo “normale”: pannelli di legno dipinti di bianco a forma di “I” (chiamati moduli perché tutti uguali) si ripetono all'interno della grande sala del polo fieristico con poche eccezioni, permettendo due percorsi, uno sulla sinistra ed uno sulla destra.
I Saloni del Design Africano e della Creatività Tessile Il Salone del Design Africano e della Creatività Tessile è ancora una volta allestito nello Spazio Vema. Il salone ospita 14 designer provenienti da 8 paesi: Baltazar Faye vince il Premio della Creatività dell'Unione Europea. Tra gli altri designer presenti all'interno del Salone, anche Mouhamed Ahbib, Kossi Assou, Bicky Balboa, Cheick Diallo, Doris Mian-Benie, Valérie Oka e Mohamed Yahyaoui. Lo Spazio Vema è allestito con più cura rispetto alla edizioni precedenti.
Esposizioni individuali Le Esposizioni Individuali sono organizzate in giro per la città da tre curatori, incaricati ciascuno di selezionare tre artisti. N’Goné Fall è incaricata di selezionare tre artisti africani (presentati al Museo dell’IFAN), Ery Camara tre artisti della diaspora africana (presentati alla Casa della Cultura Douta Seck) e infine Bruno Corà sceglie liberamente tre artisti occidentali (presentati nella corte del vecchio Palazzo di Giustizia di Dakar). Le Esposizioni Individuali presentano 9 artisti, selezionati da 3 curatori. Il commissario della giuria N'Goné Fall è incaricata dalla Biennale di curare una mostra con tre artisti africani. Secondo Iolanda Pensa il risultato è un'ottima esposizione che rappresenta felicemente proprio quello che l'Africa è: un'idea dai confini nebulosi, alla quale sono legati artisti contemporanei interessanti. Amahiguere Dolo espone sculture di legno e disegni dove tradizione e inventiva convivono allegramente; Berry Bickle fotografa piedi per ritrarre una città africana instabile e un po' infangata, ma sostenuta da una pesante cornice metallica; Aimé Ntakiyica crea punti di vista, giocando sul visibile e l'invisibile con un tessuto cinematografico e un video. Uniche eccezioni non africane alla Biennale sono le mostre curate dai commissari della giuria Bruno Corà e Ery Camara. Bruno Corà - incaricato di scegliere senza restrizioni - sceglie Franz West, Jannis Kounellis e Jaume Plensa; Ery Camara - incaricato di scegliere artisti della diaspora africana - sceglie Mushana Ali, Mario Lewis e José Angel Vincench. Tra le Esposizioni Individuali, l'esposizione di Bruno Corà è particolarmente accattivante per la suggestiva sede: l'Anziano Palazzo di Giustizia di Dakar, chiuso per l'instabilità dell'edificio e ancora pieno di carte abbandonate. Secondo Iolanda Pensa la mostra è estremamente deludente. Nonostante gli artisti siano molto conosciuti e abbiano inserito le opere in un contesto affascinante, l'esposizione è praticamente illeggibile a Dakar, perché dà per scontato troppe cose: il nome degli artisti (dei foglietti di carta sono aggiunti solo in un secondo momento per far almeno trovare le opere), la fama degli artisti, la storia dell'arte (occidentale) e l'aspetto internazionale ed universale delle opere d'arte. In particolare l'arte povera non necessariamente suscita a Dakar la stessa reazione che può avere in Occidente e – in un contesto così diverso – i sacchi pieni di cereali colorati di Kounellis non necessariamente evocano la bellezza della natura e delle cose semplici, ma solo il mercato di fronte. L'esposizione di Ery Camara apre tre giorni e un'ora dopo la data dell'inaugurazione prevista; l'artista Mushana Alie pianta tre case tradizionali africane in mezzo alla città.
Esposizione retrospettiva L'Esposizione Retrospettiva Retrospective, An 10 mostra le opere di tutti i vincitori delle diverse edizioni della Biennale di Dakar; cinque testi sulla storia della Biennale e sull'arte africana contemporanea sono inseriti nel catalogo (testi di Ousmane Sow Huchard, Yacouba Konaté, Jean Loup Pivin, Sylvain Sankale e Daniel Sotiaux).
Dibattiti