Montesarchio è un comune italiano di abitanti della provincia di Benevento, in Campania.

È il comune più popoloso della provincia, dopo il capoluogo Benevento, e ha assunto il titolo di città con il decreto del presidente della Repubblica del 31 luglio 1997..

Geografia fisica

Situato a circa a sud-ovest del capoluogo provinciale, il comune sorge nella Valle Caudina, ai piedi del Monte Taburno.

Il profilo urbano è dominato dal monte stesso e da una collina denominata "Torre", così chiamata in riferimento alla torre di Montesarchio, monumento storico che da secoli sovrasta l'abitato. Sulla sommità della collina si trova, oltre alla torre, un castello, mentre lungo le sue pendici si estendono le due sezioni storiche del centro antico, note come lato vetere e lato novo. La collina si affaccia su un'ampia pianura, nella quale si è concentrata l'espansione urbana più recente.

Nel territorio comunale sono presenti il laghetto Moccia, così chiamato per la vicinanza con l'omonima ex fabbrica di laterizi, e il torrente Tesa, affluente dell'Isclero. Nella zona periferica si trova inoltre la via Vitulanense, in località Monaca, che collega il centro abitato con il monte Taburno e i borghi situati lungo le sue pendici.

Origini del nome

Storia

Il territorio di Montesarchio risulta abitato sin dal Neolitico e viene comunemente identificato con l'antica città sannita di Caudium, fondata nell'VIII secolo a.C. e considerata il principale agglomerato urbano del Sannio caudino. Il centro era un nodo strategico per i commerci, in particolare di ceramiche e manufatti provenienti dalla Magna Grecia.

Caudium è celebre perché nei suoi pressi l'esercito romano subì la sconfitta e l'umiliazione delle Forche Caudine, durante la seconda guerra sannitica. La città, secondo diverse ipotesi, sarebbe stata distrutta a seguito della definitiva sconfitta della Lega sannitica nel IV secolo a.C..

Numerosi reperti archeologici testimoniano l'importanza dell'area in epoca romana, tra cui gli scavi di Caudium, resti di terme, un acquedotto e altre strutture rinvenute in località Masseria Foglia. Il territorio fu inoltre attraversato dalla via Appia (ricalcata approssimativamente dall'attuale strada statale 7 Via Appia), arteria di primaria importanza che collegava Roma a Brindisi passando per Benevento (all'epoca Beneventum).

Durante il periodo longobardo si formò l'agglomerato medievale di Latovetere, caratterizzato da case addossate alla torre e al castello. In epoca normanna, a seguito di un aumento della popolazione, sorse il quartiere di Latonuovo.

Dal 1278 al 1480 Montesarchio fu feudo della famiglia Della Leonessa (o De Lagonissa), per poi passare ai Carafa, che la tennero fino al 1528, e successivamente ai D'Avalos, che conservarono il possesso fino all'abolizione della feudalità nel 1806.Erasmo Ricca, Istoria de' feudi del regno delle Due Sicilie di qua dal faro, Napoli, 1865, v. 3, p.356 e sgg. Nel corso dei secoli, altri feudatari mantennero diritti sul territorio: nel 1669, ad esempio, la famiglia d'Alessandro risultava titolare di versamenti fiscali per feudi situati "sopra Montesarchio e Valle Vitulano".Come da evidenza fiscale pagata da Flavia d'Alesandro "per la tassa di d.26.1.5 per li ann. d.100 sopra Montesarchio e Valle Vitulano" (Nova situatione de pagamenti fiscali de carlini 42 a foco delle Provincie del Regno di Napoli, et adohi de Baroni, e Feudatarij. Dal primo di Gennaro 1669 avanti, Napoli, 1670, p. 210). In quella data detta Falvia risultò a debito di 36.2.19 1/2 ducati per adoha di quell'anno.

Il terremoto del 5 giugno 1688 causò gravi danni al centro abitato.

Durante il periodo borbonico, la torre del paese fu utilizzata come carcere di massima sicurezza. Tra i detenuti vi fu anche il patriota e politico Carlo Poerio, commemorato oggi da una lapide apposta nella cella in cui si ritiene sia stato imprigionato.

A seguito della proclamazione del Regno d'Italia, nel 1861 Montesarchio passò dall'ex Principato Ultra alla nuova Provincia di Benevento.

Durante il periodo fascista furono realizzate opere pubbliche tra cui la biblioteca comunale e la scuola elementare.

Nel 2019 il comune è stato scelto come una delle sedi della XXX Universiade ospitata da Napoli. In tale occasione sono stati eseguiti interventi di riqualificazione dello Stadio Comunale "A. Allegretto", reinaugurato il 2 luglio dello stesso anno.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone di Montesarchio sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, del 31 luglio 1997.

Stemma

Lo stemma è il seguente:

Gonfalone Il gonfalone del Comune è un drappo di colore azzurro, recante lo stemma comunale con le seguenti aggiunzioni: nella parte superiore, al centro, in caratteri grandi cubitali, colore oro la scritta CITTÀ e al secondo rigo DI (sempre in posizione centrale). Segue al rigo successivo una grossa corona formata di mattoni, sempre color oro e posta in posizione centrale, subito sotto la corona è posto lo stemma e sotto la sua scritta una corona d'alloro in colore oro. Al di sotto della corona d'alloro, con le stesse caratteristiche della scritta del primo e secondo rigo, vi è la scritta MONTESARCHIO..

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Abbazia di San Nicola

Sita nel centro storico, l'abbazia di San Nicola è stata edificata fra il XII e il XIII secolo anche se nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata. La facciata è sovrastata da una nicchia un tempo affrescata. L'interno è a due navate e conserva resti della struttura originaria romanica come l'arco che precede il presbiterio. Vi si può ammirare un altare maggiore in marmi policromi sovrastato da un grande dipinto.

Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie

Il complesso venne edificato dai padri francescani nel XV secolo. La chiesa possiede una navata con una sola cappella laterale dedicata all'Immacolata Concezione. Al suo interno è conservata una scultura lignea della Madonna, realizzata dallo scultore napoletano Carmine Lantriceni (1760). Sul chiostro, voluto dal conte Carlo Carafa nel XV secolo, si affaccia il campanile realizzato in epoca posteriore.

Chiesa e convento di San Francesco

Il complesso è stato costruito nel 1339 ma l'aspetto attuale risale al XVIII secolo. La chiesa, di stile vanvitelliano, ha una facciata con tre ingressi (il centrale possiede una bella porta in legno intarsiata con scene di vita di San Francesco). L'interno è a tre navate ed ha altari e dipinti barocchi. Di notevole interesse è l'organo a canne e il pulpito in legno. Il convento è attualmente sede comunale.

Chiesa della Purità, San Pio e San Leone Nata come cappella privata dei D'Avalos, conserva ancora il passaggio che conduceva al palazzo nobiliare. Di notevole interesse è il presbiterio con il coro, ricco di decorazioni, il baldacchino centrale in marmo e l'altare maggiore, costituito da motivi geometrici e floreali.

Chiesa di San Giovanni Battista o dell'Annunziata

La chiesa di San Giovanni Battista o dell'Annunziata è sita nella parte orientale di piazza Umberto I.

Chiesa della Santissima Trinità Risalente al XVI secolo.

Chiesa e convento di Santa Maria di Costantinopoli Risalenti al XVII secolo. Abitato dai frati francescani cappuccini (da qui viene il nome convento dei cappuccini). Costruita da Nicola Davalos, principe del paese per devozione per lo scampato pericolo della peste del 1656 che colpì la valle caudina. All'inizio del XX secolo fu adibito come caserma militare. Nel ventennio fascista fu inaugurata anche una colonia estiva.

Vecchio cimitero di Latovetere

Il cosiddetto vecchio cimitero di Latovetere è probabilmente la chiesa più antica di Montesarchio, eretta in età longobarda e utilizzata come cimitero in tempi successivi.

Architetture militari Torre

La torre di Montesarchio è una struttura militare di origine medievale adibita a sede del museo archeologico nazionale del Sannio Caudino insieme al castello.

Castello

Edificato per fini militari e di ordine pubblico (nelle sue segrete furono imprigionati numerosi dissidenti politici), il castello di Montesarchio è visitabile e ospita il museo archeologico nazionale del Sannio Caudino. L'evidenza storica dell'utilizzo della struttura come carcere deriva dal rinvenimento di aree adibite a cortili per i reclusi ed esplicite iscrizioni sui muri ad opera dei patrioti rinchiusi nelle celle. Il castello, del quale sono evidenti gli incassi del ponte levatoio e il fossato di protezione, ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, dall'VIII in poi, periodo nel quale si fa risalire la prima edificazione.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2020 i residenti di origine straniera ammontano a 580 unità, ovvero il 4,4% della popolazione totale. I principali gruppi provengono dai seguenti paesi:

Romania: 261 Ucraina: 51 Nigeria: 43 Albania: 35

Cultura Istruzione

Cinema Alcune scene del film del 1974 Permettete signora che ami vostra figlia? sono state girate a Montesarchio. Parte delle riprese del film del 1950 Zappatore si sono invece svolte nella frazione di Cirignano.

Musei Il comune ospita il museo archeologico nazionale del Sannio Caudino, presso il castello. Tra i tanti vasi antichi e reperti archeologici presenti all'interno, è esposto anche il celebre vaso di Assteas rinvenuto presso Sant'Agata de' Goti, sul quale è ritratto il ratto di Europa.

Geografia antropica

La città fa parte della Comunità Montana Zona del Taburno, della Regione Agraria n. 3 - Monti del Taburno e del Camposauro e del Parco del Taburno-Camposauro.

Frazioni Cirignano: non è stato mai comune autonomo, ma sempre Casale di Montesarchio. Tufara Valle. Varoni: all'inizio del XIX secolo fu elevato a comune dai francesi e tale rimase fino al 1867, quando con decreto del 10 gennaio fu aggregato al comune di Montesarchio.

Economia Montesarchio è un centro agricolo. Dal 2017 è associato a I borghi più belli d'Italiahttps://borghipiubelliditalia.it/borgo/montesarchio/ I Borghi più belli d'Italia.

Infrastrutture e trasporti Strade La valle Caudina è stata storicamente punto di passaggio tra Capua e Beneventum con la via Appia romana, di cui la odierna strada statale 7 Via Appia va a ricalcare il percorso tra Caserta e Benevento, costituendo la principale infrastruttura stradale del comune, benché declassificata a gestione comunale nel tratto urbano e sostituita da un tratto in variante che evita l'attraversamento dell'abitato. La strada, nel territorio di Montesarchio, presenta caratteristiche di strada extraurbana secondaria con incroci a raso. Altre strade di rilievo provinciale che attraversano Montesarchio sono anch'esse extraurbane secondarie e inserite dall'ente gestore nel Comparto 5: Vitulanese - Caudino e sono: la SP 109 Vitulanese I Tronco, erede di una via di comunicazione del Principato Ulteriore tra il capoluogo Avellino e la valle del Tammaro attraverso la valle Vitulanese; la SP 129 Montesarchio - Bucciano - Bivio S. Tommaso, che attraverso Varoni e Bucciano giunge nella valle dell'Isclero ad Ovest del Taburno - Camposauro, in territorio di Sant'Agata de' Goti; la SP 134 Varoni - Bonea - Frazione Bacilli, che dalla precedente attraversa Bonea e vi ritorna; la SP 135 SS 7 - Bonea, che dalla statale Appia raggiunge la SP 129 a Varoni; la SP 136 SS 7 - Cervinara; la SP 137 Montesarchio - Cervinara; la SP 138 Irpinia verso San Martino Valle Caudina; la SP 139 SP Vitulanese - Castello feudale di Montesarchio, di accesso al complesso monumentale e relativo museo.

Ferrovie