La spedizione del Tirolo del 1797 fu un’operazione militare francese condotta nella primavera di quell’anno durante le fasi finali della campagna d'Italia della Prima coalizione. La colonna francese, comandata dal generale Barthélemy Catherine Joubert, partì dal Trentino e attraversò la Contea del Tirolo con lo scopo di coprire il fianco dell’offensiva principale di Napoleone Bonaparte e di ricongiungersi con l’armata francese nella valle della Drava.

Dal punto di vista tattico l’operazione risultò favorevole ai francesi, che riuscirono a respingere i contrattacchi imperiali e a proseguire l’avanzata. Tuttavia, al momento del ricongiungimento con l’armata principale, era già stato concluso l’Armistizio di Leoben, riducendo l’impatto politico immediato dell’operazione.

Nel corso del XIX secolo, soprattutto nella cultura politica romantico-nazionalista, gli scontri del 1797 vennero in parte reinterpretati come episodio di resistenza popolare tirolese contro un’invasione francese, attribuendo grande rilevanza simbolica a episodi minori come lo Scontro di Spinga.Stennak, 2014, pp. 45–50.

Antefatti

Dopo la vittoria francese nella Battaglia di Rivoli (gennaio 1797), Napoleone Bonaparte consolidò il controllo sull’Italia settentrionale e avviò l’offensiva finale contro i territori ereditari asburgici, puntando verso il Friuli e il Passo di Tarvisio.

Nel teatro italiano il comando supremo delle forze imperiali venne assunto dall’arciduca Carlo, con circa uomini, dispersi su un fronte esteso e con difficoltà di coordinamento.

Bonaparte concentrò la maggior parte delle proprie forze sull’asse principale di avanzata, mentre ordinò al generale Barthélemy Catherine Joubert di attraversare il Tirolo per coprire il fianco occidentale dell’operazione e impedire eventuali manovre imperiali attraverso la valle dell’Adige.

Forze in campo Le truppe francesi impiegate nella spedizione erano costituite da circa uomini.

Le forze imperiali opposte comprendevano reparti regolari e milizie locali (Schützen), sotto il comando del feldmaresciallo tenente Wilhelm Lothar Maria von Kerpen e del generale Johann Ludwig Alexius von Loudon.

Schieramento Comandanti Effettivi stimati Componenti Francia Joubert ca. fanteria e artiglieria dell’Armata d’Italia Kerpen, Loudon ca. + milizie fanteria regolare, cavalleria, Schützen

Operazioni Avanzata nel Tirolo

La colonna di Joubert mosse dalle posizioni francesi in Trentino e avanzò lungo la valle dell’Adige verso nord. Il 20 marzo 1797 ebbe luogo un primo scontro a Salorno, seguito il 21 marzo da combattimenti nei pressi di Egna.

Il 22 marzo la colonna francese raggiunse l’area di Chiusa, respingendo le truppe imperiali e costringendole a ripiegare verso Bressanone.

Il trinceramento a Bressanone e lo scontro di Spinga

Il 31 marzo Kerpen tentò un attacco contro le posizioni francesi a Bressanone, senza riuscire a sfondare.

Il 2 aprile le forze imperiali e le milizie locali tentarono un’azione coordinata contro Bressanone e Bolzano; l’operazione non ottenne risultati decisivi. In tale contesto si inserisce lo Scontro di Spinga, successivamente enfatizzato dalla tradizione locale, ma di limitata rilevanza militare complessiva.Stennak, 2014, pp. 46–48.

Ricongiungimento con l’armata principale Dopo aver proseguito attraverso la Val Pusteria, Joubert raggiunse l’armata principale francese. Secondo un aneddoto riportato dalle fonti, Bonaparte lo accolse dicendo: «Va, le brave Joubert qui a forcé le Tyrol a bien pu forcer ta consigne.»

Conclusione e trattato di Campoformio La spedizione del Tirolo costituì un successo tattico per i francesi, che riuscirono a completare l’attraversamento e a respingere le forze imperiali. Dal punto di vista strategico, l’operazione contribuì a impedire manovre offensive asburgiche verso l’Italia attraverso la valle dell’Adige, anche se l’Armistizio di Leoben era già stato firmato prima della conclusione dell’operazione.

Con il Trattato di Campoformio (17 ottobre 1797) l’Impero asburgico ottenne come compensazione territoriale la Repubblica di Venezia, mentre la Francia consolidò il proprio predominio sull’Italia settentrionale.

Miti e memoria della spedizione del Tirolo

Nel XIX secolo, la spedizione del Tirolo del 1797 fu reinterpretata in chiave romantica e nazionalista come un’eroica resistenza popolare contro l’«invasore» francese. La narrativa locale attribuì grande importanza agli Schützen, i tiratori tirolesi, e spesso presentò come decisive battaglie ciò che furono in realtà scontri minori e schermaglie, con perdite limitate da entrambe le parti.Schennak, 2014, pp. 45–48.

La storiografia moderna chiarisce che le truppe di Barthélemy Catherine Joubert ottennero successi ripetuti: avanzarono senza mai ritirarsi, attraversarono il Tirolo, respinsero tutti i contrattacchi imperiali e raggiunsero gli obiettivi strategici, ricongiungendosi con l’armata principale di Napoleone Bonaparte. Gli Asburgo, pur disponendo di rinforzi e milizie locali, subirono sconfitte sistematiche in tutti gli scontri sul campo, dimostrando l’incapacità di fermare l’avanzata francese.Chandler, 1966; Schennak, 2014

Tra gli episodi più celebrati nella memoria popolare figura lo Scontro di Spinga (2 aprile 1797), spesso descritto come una vittoria eroica dei tirolesi, che avrebbe spinto i francesi fuori dal Tirolo. In realtà, si trattò di un piccolo scontro marginale, senza alcun impatto strategico: la colonna francese mantenne sempre l’iniziativa e proseguì la campagna senza ritirate.Schennak, 2014, pp. 46–48.

Legata a tale supposta vittoria vi è la celebre figura di Caterina Lanz, presentata come eroina che guidò azioni di guerriglia contro i francesi, pur essendo totalmente leggendaria e senza riscontro nelle fonti contemporanee.Schennak, 2014, pp. 49–50.

Anche oggi, nelle moderne "Compagnie Schützen" e nei siti dedicati alla loro memoria storica, la versione tradizionale viene spesso presentata come parte dell’identità culturale regionale. Il borgo di Spinga conserva la leggenda della giovane Caterina Lanz, identificata come la “ragazza di Spinga”, mentre monumenti, croci commemorative e toponomastica — come una scuola media di Rio di Pusteria intitolata alla “ragazza di Spinga” — continuano a tramandare questa narrazione. Elementi della narrazione mitizzata continuano a circolare anche in pubblicazioni online, come che presentano gli eventi del 1797 come episodi di resistenza popolare contro Napoleone, riprendendo motivi della storiografia romantico-nazionalista ottocentesca, laddove i tirolesi avrebbero prevalso con coraggio e successo, senza sottolineare la documentata vittoria francese e l’impatto marginale degli scontri locali.

Questo caso dimostra come la narrazione mitizzata della spedizione del Tirolo persista nelle tradizioni culturali e nei siti di associazioni storiche, anche in contrasto con la storiografia moderna, che documenta una campagna francese vittoriosa, con scontri locali marginali e nessun ritiro delle truppe, mentre gli Asburgo non riuscirono mai a ottenere successi sul campo.

Note

Bibliografia

Voci correlate Campagna d'Italia (1796-1797) Tiroler Schützen

Collegamenti esterni

Categoria:Guerre napoleoniche Categoria:Storia del Tirolo