Di origini borghesi, intraprese giovanissimo la carriera militare nell'esercito francese e conobbe una rapida ascesa durante la Rivoluzione francese. Vicino alle istanze repubblicane e distintosi per coraggio personale e capacità di comando, partecipò alle guerre rivoluzionarie francesi, combattendo soprattutto sul fronte tedesco e in Italia, fino a raggiungere il grado di generale di divisione. Ricoprì inoltre importanti incarichi politici e militari durante il Direttorio.

I suoi rapporti con Napoleone Bonaparte, già complessi durante gli ultimi anni della Repubblica, furono caratterizzati da una persistente alternanza di collaborazione, rivalità e reciproca diffidenza. Nonostante ciò, con la proclamazione dell'Impero, il 19 maggio 1804 Napoleone lo incluse nella prima nomina dei marescialli dell'Impero. Bernadotte era inoltre legato alla famiglia Bonaparte attraverso il matrimonio: nel 1798 aveva sposato Désirée Clary, sorella di Julie Clary, moglie di Giuseppe Bonaparte e successivamente regina di Napoli e di Spagna.

Durante le guerre napoleoniche comandò importanti corpi d'armata e partecipò alle campagne contro le coalizioni europee, distinguendosi, tra l'altro, nelle operazioni del 1805 che culminarono nella battaglia di Austerlitz. Come ricompensa per i suoi servigi, il 5 giugno 1806 Napoleone lo investì del titolo di principe e duca di Pontecorvo, attribuendogli in sovranità l'exclave pontificia situata nel territorio del Regno di Napoli. Continuò successivamente a servire nell'esercito imperiale, prendendo parte alle campagne contro la Prussia, la Russia e l'Austria, ma i suoi rapporti con Napoleone divennero progressivamente più difficili, fino alla definitiva interruzione della sua carriera militare al servizio diretto dell'imperatore dopo la campagna del 1809.

La sua vita conobbe una svolta decisiva nel 1810. In seguito alla morte del principe ereditario svedese Carlo Augusto di Augustenburg e alla necessità di assicurare la successione dell'anziano e privo di discendenza Carlo XIII, il Riksdag degli Stati scelse Bernadotte come nuovo erede al trono. Il 21 agosto 1810 fu quindi eletto principe ereditario di Svezia. Accettata l'elezione, rinunciò al principato di Pontecorvo, si trasferì in Svezia, si convertì dal cattolicesimo al luteranesimo e, adottato da Carlo XIII, assunse il nome di Carlo Giovanni.

A causa dell'età e delle precarie condizioni di salute del sovrano, il principe ereditario assunse rapidamente un ruolo predominante nella direzione politica e militare del regno. Abbandonata progressivamente la tradizionale dipendenza svedese dalla politica francese, perseguì una strategia autonoma, il cui principale obiettivo territoriale divenne l'acquisizione della Norvegia, allora unita alla Danimarca. Dopo l'occupazione francese della Pomerania svedese e il definitivo deterioramento dei rapporti con Napoleone, nel 1812 avvicinò la Svezia alla Russia e alle altre potenze avversarie della Francia.

Nel 1813 la Svezia aderì alla Sesta coalizione e Carlo Giovanni assunse il comando dell'Armata del Nord, composta da contingenti svedesi, prussiani, russi e tedeschi. Nella campagna di Germania contribuì alle vittorie alleate di Großbeeren e Dennewitz e partecipò alla decisiva battaglia di Lipsia, combattendo così contro la Francia e contro molti dei suoi antichi compagni d'armi. Rivolse quindi le proprie forze contro la Danimarca, costringendola con il trattato di Kiel del gennaio 1814 a cedere la Norvegia al re di Svezia.

La resistenza norvegese alla prevista unione portò tuttavia all'adozione della Costituzione norvegese del 17 maggio 1814 e alla proclamazione di Cristiano Federico come re di Norvegia. Dopo una breve campagna militare svedese, la Convenzione di Moss consentì di raggiungere un compromesso: la Norvegia mantenne la propria costituzione e una larga autonomia interna, entrando però in unione personale con la Svezia sotto Carlo XIII. Carlo Giovanni divenne pertanto anche principe ereditario di Norvegia.

Alla morte del padre adottivo, il 5 febbraio 1818, salì sui troni dei due regni assumendo il nome di Carlo XIV Giovanni di Svezia e Carlo III Giovanni di Norvegia. Fu incoronato a Stoccolma l'11 maggio e a Trondheim il 7 settembre dello stesso anno.

Regnò fino alla morte, avvenuta a Stoccolma l'8 marzo 1844, dopo ventisei anni di regno e oltre tre decenni ai vertici della politica scandinava. Gli succedette l'unico figlio, Oscar I. Con la sua ascesa al trono ebbe origine il casato di Bernadotte, che da allora regna in Svezia e costituisce ancora oggi la casa reale svedese.

Biografia

Gli inizi e la Rivoluzione francese Jean-Baptiste Jules Bernadotte nacque a Pau il 26 gennaio 1763, figlio di Henri Bernadotte, procuratore presso il tribunale locale, e Jeanne de Saint-Jean. Destinato inizialmente a seguire una carriera nell'ambito giudiziario, lavorò per breve tempo come apprendista presso uno studio legale. La morte del padre e le limitate prospettive economiche della famiglia contribuirono tuttavia a indirizzarlo verso la carriera militare.

Nel settembre 1780, all'età di diciassette anni, si arruolò come semplice soldato nel reggimento Royal-la-Marine dell'esercito francese. La rigida struttura sociale dell'esercito dell'Ancien Régime limitò inizialmente la sua ascesa: alla vigilia della Rivoluzione francese aveva raggiunto soltanto il grado di sottufficiale. L'abolizione dei privilegi di nascita e la profonda trasformazione dell'esercito rivoluzionario gli aprirono invece una rapida carriera, fondata sull'esperienza acquisita negli anni di servizio e sulle capacità dimostrate sul campo.

Promosso tenente nel 1791, combatté successivamente nelle armate rivoluzionarie del Reno e della Sambre e Mosa. Si distinse nel corso delle campagne nelle Fiandre e in Germania e nel 1794 conobbe una rapidissima progressione: il generale Jean-Baptiste Kléber lo promosse generale di brigata e, pochi mesi più tardi, Bernadotte raggiunse il grado di generale di divisione.

Prese parte alla battaglia di Fleurus del 26 giugno 1794, una delle principali vittorie francesi della guerra della Prima coalizione, e continuò successivamente a operare sul fronte renano sotto il comando di generali quali Jean-Baptiste Jourdan e Kléber. Il periodo rivoluzionario consolidò in Bernadotte una forte identità repubblicana, che avrebbe continuato a influenzare i suoi rapporti con Napoleone Bonaparte anche negli anni dell'Impero.

La campagna d'Italia e l'ambasciata a Vienna All'inizio del 1797 Bernadotte ricevette l'incarico di trasferire circa 20.000 uomini dell'Armata di Sambre e Mosa in Italia, per rafforzare l'Armata d'Italia comandata da Napoleone Bonaparte. I rapporti tra i due generali furono sin dall'inizio improntati a una certa rivalità personale e politica, ma Bernadotte riconobbe l'autorità del comandante in capo e partecipò attivamente alle ultime operazioni della campagna.

Si distinse nel passaggio del Tagliamento del marzo 1797 e nelle successive operazioni contro gli austriaci, entrando anche a Trieste. Al termine della campagna gli venne affidato l'incarico onorifico di presentare al Direttorio le bandiere sottratte al nemico.

Dopo il colpo di Stato del 18 fruttidoro del 4 settembre 1797 gli fu affidato per breve tempo un comando nella Francia meridionale, ma lasciò l'incarico e ritornò nell'armata d'Italia.

Nel febbraio 1798, dopo il trattato di Campoformio, il Direttorio lo nominò ambasciatore della Repubblica francese presso la corte imperiale di Vienna. La missione ebbe tuttavia breve durata. Nell'aprile dello stesso anno l'esposizione pubblica del tricolore francese sulla sede dell'ambasciata provocò una violenta manifestazione antifrancese. Non avendo ottenuto dal governo austriaco le soddisfazioni diplomatiche che riteneva necessarie, Bernadotte lasciò Vienna e rientrò in Francia.

Il 17 agosto 1798 sposò a Sceaux Désirée Clary, figlia di un ricco commerciante marsigliese ed ex promessa di Napoleone Bonaparte. Désirée era inoltre sorella di Julie Clary, moglie di Giuseppe Bonaparte: il matrimonio creò pertanto un legame familiare indiretto tra Bernadotte e la famiglia Bonaparte. Dall'unione nacque nel 1799 un unico figlio, Oscar, futuro re di Svezia e Norvegia.

Ministro della guerra e il Consolato Nel 1799, mentre la Seconda coalizione esercitava una crescente pressione militare sulla Francia, Bernadotte ricoprì importanti incarichi di comando. Il 3 luglio fu nominato ministro della guerra e rimase in carica fino al 14 settembre dello stesso anno.

Durante il breve ministero tentò di migliorare l'organizzazione dell'esercito, rafforzare il reclutamento e ristabilire l'efficienza di servizi militari gravemente provati dalle campagne precedenti. La sua posizione politica, tuttavia, risultò sempre più difficile all'interno di un Direttorio ormai prossimo al collasso. L'opposizione di Emmanuel Joseph Sieyès e le rivalità presenti nel governo contribuirono alla sua uscita dal ministero poche settimane prima del colpo di Stato del 18 brumaio.

Il 9 novembre 1799, quando Napoleone Bonaparte rovesciò il Direttorio, Bernadotte mantenne un atteggiamento prudente: non aderì al colpo di Stato, ma non tentò neppure una difesa armata delle istituzioni repubblicane. La sua posizione, vicina agli ambienti neogiacobini, alimentò per qualche tempo la diffidenza del nuovo Consolato.

Nonostante ciò, Bonaparte continuò a servirsi delle sue capacità militari. Bernadotte entrò nel Consiglio di Stato e gli venne affidato il comando dell'Armata dell'Ovest, incaricata di ristabilire l'ordine nelle regioni interessate dalla rivolta vandeana.

Nel 1802 il suo nome fu coinvolto nella cosiddetta conspiration des libelles, nota anche come complot du pot de beurre, organizzata da alcuni ufficiali repubblicani e dal suo capo di stato maggiore Édouard François Simon. La polizia individuò la rete clandestina e Joseph Fouché, pur evitando uno scandalo politico più ampio, fece sì che Bernadotte fosse allontanato dal comando.

Gli venne successivamente prospettata la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti d'America, ma la ripresa delle ostilità europee impedì che assumesse effettivamente l'incarico.

Maresciallo dell'Impero Con la proclamazione del Primo Impero francese, Napoleone decise di integrare Bernadotte nella nuova gerarchia imperiale. Il 19 maggio 1804 questi fu incluso nella prima promozione dei marescialli dell'Impero. Nello stesso periodo gli fu affidato il governo dell'Hannover, occupato dalle truppe francesi.

Durante la guerra della Terza coalizione comandò il I Corpo della Grande Armata. Nell'autunno 1805 partecipò alle manovre che portarono all'accerchiamento dell'esercito austriaco nella battaglia di Ulma e successivamente avanzò attraverso la Baviera.

Nella battaglia di Austerlitz del 2 dicembre 1805 il I Corpo di Bernadotte fu schierato al centro dell'esercito francese. Nel momento decisivo parte delle sue forze contribuì alle operazioni sul Pratzen e al consolidamento della vittoria, anche se il suo ruolo nella battaglia fu meno appariscente di quello di altri comandanti napoleonici.

Il 5 giugno 1806, come ricompensa per i servizi resi, Napoleone gli conferì la sovranità sul nuovo principato di Pontecorvo e il titolo di principe e duca di Pontecorvo. Il piccolo Stato, ricavato da un'exclave sottratta allo Stato Pontificio, costituiva un feudo immediato della Corona imperiale.

La campagna di Prussia Nel corso della guerra della Quarta coalizione, nell'ottobre 1806, Bernadotte continuò a comandare il I Corpo d'armata.

La sua condotta nelle giornate del 13 e 14 ottobre, culminate nelle contemporanee battaglie di Jena e Auerstädt, divenne in seguito oggetto di forti controversie. Il corpo di Bernadotte non partecipò in maniera significativa a nessuno dei due scontri, mentre il III Corpo del maresciallo Louis Nicolas Davout sostenne quasi da solo il peso dell'esercito principale prussiano ad Auerstädt.