La Guerra della Super League è stata la disputa sul controllo della competizione di alto livello del rugby a 13 professionistico in Australia e Nuova Zelanda, tra la Australian Rugby League (ARL) e la Super League (Australia), a metà degli anni '90.

La Super League, appoggiata da Rupert Murdoch e da News Corporation, era in competizione con l'ARL, appoggiata da Kerry Packer e dalla Optus Vision, con ricorso anche ai tribunali, per i diritti televisivi e la supremazia in questo sport. La Super League aveva attratto molti club delusi dall'amministrazione esistente, e presentò due nuove squadre, mentre tentò di imporsi come la competizione dominante. Dopo varie azioni legali, quando l'ARL tentò bloccare la nuova lega, la Super League disputò una stagione parallela a quella dell'ARL's, nel 1997. Alla fine di quella stagione, un accordo venne raggiunto e i due campionati si fusero per formare l'attuale National Rugby League.

Contesto storico

Il Rapporto Bradley Prima della proposta di News Corporation di una Super League, la New South Wales Rugby League (NSWRL) e la Australian Rugby League (ARL) avevano previsto di razionalizzare il numero di squadre di Sydney. Nel luglio del 1986, venne riportato dal Daily Telegraph:

"Ken Arthurson propose una Super League... composta da quattro o cinque squadre di Sydney, due di Brisbane, tre squadre del Nuovo Galles del Sud, del Queensland e di Auckland. Potresti amalgamare Manly/Northern Suburbs, Eastern Suburbs/Souths, Parramatta/Penrith e così via."

In seguito all'espansione della lega negli anni 80 e 90, molti club non erano finanziariamente sostenibili a lungo termine. La soluzione della NSWRL era di espellerli dalla competizione nel caso non avessero soddisfatto i criteri prescritti. Sebbene il Newtown fosse stato espulso dalla competizione alla fine della stagione 1983, i tentativi di rimuovere il Western Suburbs dopo un'azione legale, rimasero senza successo. In seguito, la NSWRL introdusse un sistema ad inviti, in cui aveva la facoltà di escludere un club non invitandolo. Questo lasciava i club senza la sicurezza di continuare a partecipare alla premiership.

Il 9 aprile 1992, A blueprint for the expansion of Rugby League ("Un piano per espandere il Rugby a 13") venne redatto dal Comitato della Politica della Premiership della NSWRL, seguito in agosto da una Revisione dell'Organizzazione, scritta dal Dr. G. Bradley, che fu distribuita ai club della premiership. Il Rapporto Bradley come divenne noto, fu centrale per l'ARL che sostituì il NSWRL come ente governante della premiership. Il rapporto concludeva che:

"... ridurre il numero di squadre a Sydney, sarà molto difficile da implementare per la Lega date le tradizioni di molti anni di alcuni di questi club. A lungo termine, tuttavia, è probabile che Sydney non sarà in grado di sostenere undici squadre come fa attualmente. Quindi, a lungo termine, questa è l'unica soluzione praticabile. Le squadre con base a Sydney saranno traslocate a nuove aree, fuse o retrocesse dalla Lega. Questo sarà un processo doloroso. A lungo termine io credo che l'ARL dovrebbe mirare a ridurre il numero di club nella Competizione Nazionale a quattordici, permettendo quindi alle squadre di giocare due giornate complete. Questo vorrà dire che, assumendo che solo quattro nuove squadre sono ammesse da aree al di fuori da Sydney, ci saranno solo cinque squadre di Sydney."

Ogni club ricevette una lettera d'invito per la stagione 1995, il 2 maggio 1994. Erano inclusi un certo numero di criteri di ammissione, compresa la capacità di "attirare una media minima di presenze in casa di 10000 persone". Balmain, Easts, Gold Coast, Illawarra, Parramatta, Penrith, Souths, St George and Wests fallirono questo obiettivo per il 1995. Dopo che i Brisbane Broncos, di gestione privata, trasferirono una quota del 20% della loro azienda alla Northern Rivers Ltd, i nuovi azionisti hanno ricevuto quanto segue:

"Secondo i termini della Costituzione della Lega, è necessario che, senza alcuna eccezione, tutti i club che desiderino partecipare alla Premiership della Lega debbano inoltrare domanda di ammissione ogni anno. Nessun club ha diritti automatici di partecipare al campionato ogni anno e la Lega ha il diritto insindacabile di rifiutare la domanda per partecipazione di qualsiasi club."

La guerra della Super League

Proposte per una competizione separata Nel 1993 durante un incontro generale dell'ARL, l'amministratore delegato dei Brisbane Broncos John Ribot fece una proposta per far giocare la Grand Final a Brisbane. Nel 1993 dopo una disputa sulla sponsorizzazione (la Queensland Rugby League era sponsorizzata dalla birreria di Brisbane Castlemaine Perkins (XXXX) mentre i Broncos erano sponsorizzati dalla birreria rivale Powers), i Broncos si spostarono dal Lang Park, con capacità di 33,500 spettatori, all'ANZ Stadium (lo stadio principale dei Giochi del Commonwealth del 1982), in grado di contenere 60,000 persone. Con l'ANZ in grado di ospitare più spettatori dello stadio che allora ospitava la Grand Final, il Sydney Football Stadium, e con i Broncos che in quel momento stavano vincendo le premierships, Ribot propose che non solo di spostare la Grand Final a Brisbane in previsione di un pubblico così numeroso che non si vedeva dall'epoca del Sydney Cricket Ground, ma anche giocare il match di sera per aumentare i profitti e gli ascolti televisivi Nel maggio 1994, Ribot discusse per la prima volta con alcuni giocatori di alto profilo del club sulla possibilità di un'ipotetica nuova competizione con stipendi più alti. La struttura per una competizione alternativa di rugby a 13 fu delineata in un documento interno di News intitolato Superleague, il 12 agosto 1994. L'obiettivo era quello di formare un'azienda chiamata Superleague Limited che stabilisse una competizione di rugby a 13 d'élite Australasiana con 12 squadre a gestione privata, delle quali quattro di proprietà di News. Una World Club Series teletrasmessa internazionalmente sarebbe stata anche giocata tra club dell'Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito. La News avrebbe ricevuto una percentuale per la gestione del 15%, partecipazione agli utili dai club che essa gestiva e altri benefici. I ricavi sarebbero derivati dagli sponsor, diritti televisivi in chiaro e a pagamento, i biglietti e il merchandising. Il profitto operativo previsto era di 5 milioni di dollari nel 1997 e di 12 milioni nel 1999. Un obiettivo della proposta era quello di "assicurarsi che nessun'altra competizione potesse esistere in concorrenza con la Superleague". Di conseguenza, era considerato necessario avere almeno quattro squadre di Sydney in modo da mantenere la base del gioco più grande, e assicurarsi che tutte le squadre fossero a gestione privata. Per assicurare questo risultato, vennero stabiliti i seguenti punti:

Convocare quattro squadre (Brisbane, Canberra, Newcastle ed Auckland) per assicurarsi un impegno continuativo di sette anni. Incontrarsi con i rappresentanti dell'ARL in una "informale e gradevole atmosfera" ed offrire "concessioni", come permettere all'ARL di condurre dei Test match e incassare i profitti di questi match. Anche l'ARL doveva ricevere una sovvenzione per promuovere il gioco. Un incontro con i rappresentanti degli 11 club di Sydney clubs e Illawarra, per offrire loro una quota in una squadra. Dove c'era più di un club in un'area, ad ogni club doveva essere offerta una quota percentuale. Annunciare la formazione della Super League e spiegarne la sua struttura. Proporre accordi con altri club, come i South Queensland Crushers.

Nel documento si sottolineò che la cooperazione dei giocatori e di alcuni club era essenziale per la nuova competizione. Esso ha riconosciuto che un risarcimento potrebbe essere offerto a giocatori e squadre non deisderate, e che sarebbe stato difficile usare i nomi e simboli già presenti.

Il 17 ottobre, il consiglio dell'ARL decise di tenere un incontro speciale per discutere di alcune questioni, includendo la Super League ed una "riduzione del numero delle squadre di Sydney". Tre giorni dopo, il direttore dell'ARL Ken Arthurson avvertì i Brisbane Broncos che essi sarebbero stati espulsi, a causa del loro coinvolgimento con la Super League. Egli affermò al Sydney Morning Herald che "la Lega ha il diritto, come voi sapete, di negare ad ogni squadra l'ammissione alla Winfield Cup". Ciononostante, i contatti per proporre una competizione separata continuarono. Il 6 novembre, Arthurson telefonò al suo collega John Quayle dall'Inghilterra e lo invitò a contattare i presidenti dei club per discutere accordi con una durata contrattuale da 3 a 5 anni, per poter continuare a giocare nella premiership.

Una riunione venne tenuta tra Arthurson, Quayle, Cowley e Graham Lovett negli uffici di News il 10 novembre. Dopo aver indagato le voci su una competizione parallela, Arthurson fu informato da Cowley che News vorrebbe fosse organizzata una competizione con dodici squadre "con o senza" l'ARL, e che News stava "cercando una fetta della torta televisiva". Quattro giorni più tardi, Arthurson ebbe un'ulteriore conversazione con Cowley in cui egli affermo che "non abbandonerà mai...l'idea che in ogni partita in cui News Limited partecipi, il controllo del gioco debba restare all'ARL". Cowley rispose che una proposta stava per essere preparata per l'ARL. In una riunione con ognuno dei club, Arthurson ribadì che "una cosa che non era negoziabile era il fatto che noi non saremmo mai una parte nell'autorità accettata del gioco che perde il controllo". Egli concluse che mentre "abbiamo tutti i giocatori vincolati e tutti i club vincolati, è abbastanza difficile" iniziare un'altra competizione. News iniziò a sviluppare la proposta della Super League da presentare all'ARL e ai suoi club, la cui bozza finale fu presentata ai rappresentanti di News il 13 dicembre. Furono individuate tre strategie per la sua attuazione:

LApproccio di Stabilimento in cui sarebbe presentata una proposta all'ARL, seguita da negoziazioni per far nascere la Superleague. I rischi identificati con questo approccio inclusero essere "menati per il naso" o "superati" dal signor Packer e la possibilità che l'ARL non fosse in grado di rispettare i patti. LApproccio della Previa Defezione prevedeva obblighi esclusivi e reciproci a News a seguito di una proposta. Solo se l'ARL rispondesse favorevolmente alla proposta, News userebbe la prima strategia. LApproccio Ribelle precedeva che News manovrasse con gli azionisti per fortificare la sua posizione, ingaggiando i club chiave su accordi di confidenzialità e assicurandosi l'accordo dell'ARL e dei club non ingaggiati.

La struttura proposta della competizione incluse:

12 squadre completamente professionistiche I 20 club esistenti rimangono, schierando squadre nelle competizioni First Division nel Nuovo Galles del Sud, Queensland, Territorio della Capitale Australiana. News come azionista nelle 12 squadre della Super League L'ARL continua come ente governativo per il rugby a 13, mantenendo la responsabilità per i Test match News è responsabile della promozione del rugby a 13 in Australia e internazionalmente, e della fornitura di finanziamenti

Arthurson rispose a questa proposta dicendo che era "totalmente inaccettabile" e ribadendo che ogni club "ha firmato un accordo trattando con i consiglieri legali della Lega, impegnandosi a rimanere con la Lega per i prossimi cinque anni e a non giocare con altre organizzazioni."