Per quanto siano note decine di sue opere, nulla si conosce dei suoi dettagli anagraficiGiuseppe Luigi Marini, Il Valore dei dipinti italiani dell'Ottocento e del primo Novecento: l'analisi critica, storica ed economica, Allemandi, 2001 - ISBN 884221051X. Il Di Mauro, per il quale è "pittore raffinatissimo", riferisce che non c'è questo nome negli archivi del Reale Istituto di Belle Arti di NapoliMarco Di Mauro, Nuova luce su Salvatore Candido . Anche per questo è stata avanzata l'ipotesi che potesse essere uno pseudonimo usato da qualche pittore come ad esempio Salvatore Fergola o Giacinto Gigante.
Di Mauro però nota che non ci sono nella pittura del Candido né la liquidità del segno, né il tocco "vibratile ed impressionistico" che caratterizzano Gigante o altri vedutisti napoletani, ad esempio Pitloo; vi riconosce "elementi propri della gouache napoletana, di ascendenza hackertiana, e del paesaggio romantico di scuola posillipista", nonché "sagacia interpretativa della luminosità e del colore", ma ricorda che per Renato Ruotolo il Candido potrebbe essere un discendente di Francesco Saverio Candido, ritrattista del Settecento.
Una delle opere di più antica datazione è "Rivista navale al molo di Napoli", che fu acquistata dal re Ferdinando II nel 1826, in occasione della prima Biennale borbonica, ed è conservata alla Reggia di CasertaSotheby's, Nota a catalogo .
Note
Bibliografia Franco Carmelo Greco, Maria Antonietta Picone Petrusa, Isabella Valente, La pittura Napoletana dell’Ottocento, Pironti, 1993 - ISBN 8879371762 Isabella Valente, La scuola di Posillipo. La luce che conquistò il mondo, Mediterranea Edizioni, Napoli, 2019 ISBN 978-88-94260-51-9
Voci correlate Scuola di Posillipo Giacinto Gigante
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