Monteforte d'Alpone (Monteforte d'Alpon in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto. È noto per la produzione del vino Soave Classico, per la manifestazione podistica Montefortiana, per le grandi sfilate di carnevale, per la storica Festa dell’Uva e per l’alto campanile, divenuto simbolo del paese.

Geografia fisica Esso dista circa 25 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo si trova ad est, ed è posto allo sbocco della Val d'Alpone. Dal punto di vista ecclesiastico il comune di Monteforte è suddiviso tra le diocesi di Verona (parrocchia di Monteforte) e di Vicenza (parrocchie di Brognoligo e Costalunga).

Origini del nome

Storia A Monteforte l’uomo si insediò fin dall’epoca preistorica. Sul Monte Zoppega, in seguito ai lavori di scasso di un vigneto, sono stati rinvenuti materiali che hanno permesso di stabilire come il colle fosse abitato già durante l’età del Bronzo e l’età del Ferro.

Il nome Monteforte deriva da un castello costruito prima dell’anno Mille sul colle dove oggi sorge la chiesetta di Sant’Antonio Abate. Dopo essere appartenuto ai conti di San Bonifacio, nel 1207 Monteforte fu ceduto dal Comune di Verona al vescovo Adelardo e ai suoi successori, in cambio della giurisdizione su Legnago, Tregnago e altre località. Si aprì così il periodo più significativo della storia del paese, caratterizzato dal governo dei vescovi di Verona. La loro autorità si concretizzò nell’istituzione di un vicariato laicale, incaricato di amministrare la giustizia civile e di sovrintendere al buon ordine e all’amministrazione della comunità. Tale assetto amministrativo rimase in vigore ininterrottamente fino alla caduta della Repubblica di Venezia, alla fine del XVIII secolo.

Durante il Regno napoleonico d’Italia, nel 1811 Monteforte divenne capoluogo del Cantone VIII, incorporando anche Brognoligo e Costalunga, che fin dal Duecento avevano costituito un comune autonomo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con regio decreto del 21 giugno 1942.

Il gonfalone è un drappo di azzurro con la bordatura di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa (Oratorio) di Sant'Antonio Abate - XIII secolo

Fu eretta dai vescovi verso la fine del Duecento sulle rovine del castello (e con materiali dello stesso) e venne dedicata a Sant'Antonio Abate. La chiesa fu rimaneggiata all'esterno nel 1537; nel 1650 venne innalzato sia l'elegante altare barocco con statue e colonne di finto marmo a spirale, sia l'abside che per anni custodì un antico crocifisso ligneo del Cinquecento, il cosiddetto "Cristo Moro", attualmente conservato nella chiesa parrocchiale.

Chiesa di Santa Maria Fossa Dragone, detta dei Cappuccini - XIV secolo

Di epoca trecentesca, è posta a sud del paese. Deve il nome al convento, oggi scomparso, di Cappuccini, che qui risiedettero dal 1568 al 1769. Nel suo interno si trovano bellissimi affreschi del Trecento, Quattrocento e Seicento; un tempo era custodita la statua lignea policroma della "Madonna del Drago" (XV secolo), ora conservata nell'oratorio di San Luigi. La porta gotica fu realizzata nella seconda metà del Quattrocento, mentre le due finestre laterali risalgono al Settecento.

Chiesa di Santa Croce - XIV secolo Sorge lungo la strada tra il centro di Monteforte e la frazione di Sarmazza. Di antica costruzione, conserva alcuni affreschi d'inizio Trecento. L'abside con la volta a botte venne costruita nella prima metà del XVII secolo, mentre a sinistra si può ammirare un altare in marmo del Settecento. Sulla parete di fondo, a fianco dell'altar maggiore in marmo rosso di Verona, si trovano affreschi del Seicento raffiguranti i santi Agostino e Monica.

Oratorio di San Carlo Borromeo - XVII secolo Eretto all'incrocio tra via San Carlo e viale Europa, era l'oratorio privato della famiglia Boniotti. Dopo anni di notevole abbandono, è stato radicalmente restaurato tra il 2020 e il 2021.

Chiesa della Beata Vergine delle Grazie (La Madonnina) - XVII secolo All'inizio del paese per chi arriva da Soave e da San Bonifacio, per un periodo al centro della trafficata rotonda, fu costruita dalla comunità di Monteforte in seguito alle grazie e ai miracoli elargiti dalla Vergine Maria. Al suo interno conserva una pala con Maria bambina e Sant'Anna dipinta da Luigi Marai verso la fine dell'Ottocento.

Oratorio di San Giovanni Battista - XVIII secolo Luogo di culto lungo la strada, a ovest del muro di cinta della villa Buri - Portalupi - Spinola - Tessari a Costalunga.

Sacello di San Giovanni Nepomuceno - XVIII secolo Già attestato nel 1634, anticipando di quasi un secolo la canonizzazione del sacerdote ceco, fu costruito nei pressi del ponte sull'Alpone probabilmente per chiedere protezione dalle alluvioni del torrente.

Chiesa parrocchiale di Costalunga - XIX secolo È dedicata a San Brizio. Nel presbiterio sono custodite due tele: il Martirio di sant'Eurosia e lUltima Cena, tutte e due della metà del Settecento, di scuola vicentina.

Chiesa parrocchiale di Brognoligo - XIX secolo Dedicata a S. Stefano, fu iniziata nel 1838 e ultimata nel 1841. Qui si trova un altare con ciborio e tempietto in stile barocco, mentre ai lati del presbiterio si notano due tele del Settecento: Adorazione dei pastori di Bartolomeo Cittadella (1636–1704) e Fuga in Egitto attribuita a Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751).

Chiesa parrocchiale di Monteforte - XIX secolo

Dedicata a Santa Maria Maggiore, fu eretta a partire dal 1805 su progetto dell'architetto veronese Bartolomeo Giuliari e terminata nel 1868. Una vasta scalinata conduce ad un largo pronao, composto da 14 colonne corinzie alte 12 metri. L'interno presenta un'importante decorazione pittorica realizzata da Giovanni Bevilacqua tra il novembre 1903 e l'agosto 1904. Notevoli sono alcune tele, come Gesù e la Samaritana al pozzo attribuita a Girolamo dai Libri (1474-1555), La tentazione di Cristo attribuita a Francesco Caroto (1480-1555), la Visitazione di Giovanni Caliari (dipinta nel 1838) e la Madonna col Bambino (sagrestia) della scuola di Giambettino Cignaroli. Il campanile della chiesa, costruito tra il 1894 e il 1897, è alto 79 metri (compresi la croce e il parafulmine) ed è uno tra i più alti del Veneto; ospita 9 campane alla veronese in scala maggiore di si.

Oratorio del Sacro Cuore - XIX secolo Sorge sul muro di cinta della corte dei Nardello, voluto da don Luigi Nardello per celebrarvi la Santa Messa nei giorni di maltempo o di malattia.

Chiesa sussidiaria di Sarmazza - XX secolo Dedicata all'Assunta, fu eretta tra il 1928 e il 1940, in sostituzione di un edificio sacro eretto sempre nel Novecento ma divenuto presto insufficiente a contenere i fedeli della frazione condivisa con Gambellara. La chiesa sorge a pochi metri dal confine comunale e provinciale.

Grotta di Lourdes - XX secolo

Si trova a Brognoligo ed è un'imitazione dell'originale realizzata da fra Claudio Granzotto. È stata terminata nel 1948 per adempiere ad un voto fatto dalla cittadinanza l'11 febbraio 1944.

Architetture civili Palazzo Vescovile - XV secolo

Venne innalzato dal vescovo di Verona Ermolao Barbaro, su progetto di Michele da Caravaggio, tra il 1454 e il 1471, sul luogo di un precedente edificio gotico, del quale rimase solo una torre, al cui interno fu ricavata la cappella. Nel XVI secolo fu rimaneggiato e notevolmente abbellito dal vescovo Giberti. Di aspetto imponente e massiccio, racchiude al suo interno un elegante cortile a duplice loggiato tutto a colonne in marmo rosso con capitelli a grosse foglie negli angoli, che incorniciano un chiostro rinascimentale con al centro il pozzo. Un po' ovunque è riportato l'anello gentilizio dei Barbaro. Nella cappella si può ammirare la Natività di Maria, affresco del 1534 di Francesco Torbido.

Palazzo Montanari - Durlo XV secolo

La corte occupa un ampio spazio contornato da antichi edifici tra i quali la Colombara del Quattrocento, affiancata al palazzo. La facciata presenta finestre timpanate frutto del rifacimento settecentesco. All'interno dell'edificio è visibile la "Stua grande", ottocentesca, fatta realizzare dai Durlo, subentrati ai conti Montanari nel 1810. La stufa, di fattura trentina e con un ingegnoso sistema di condotti in cotto, riscaldava tutte le stanze. Nel piazzale è visibile l'antico pozzo dove fino alla metà del Novecento si attingeva l'acqua.

Palazzo Comunale - XIX secolo

Venne costruito durante la dominazione napoleonica tra il 1811-1813, su progetto di Bartolomeo Giuliari, quale sede del capoluogo del cantone VIII del dipartimento dell'Adige. Al suo interno si possono osservare alcune interessanti opere pittoriche: la Vergine Assunta e i santi Francesco e Domenico di Felice Brusasorzi (1539-1605) nella sala consiliare; Adorazione dei Magi di Giovanni Camozzoni (1591-1659) e la Madonna con Bambino attribuita a Pietro Rotari (1707-1762) nell'ufficio del sindaco.

Sentieri naturalistici Il percorso circolare dei Dieci Capitelli, che è segnalato da vari cartelli ed è lungo dieci chilometri, si snoda sulle colline del Soave Classico. Lungo il tragitto si trovano una decina di capitelli (edicole votive) che testimoniano la fatica del vivere, ma anche i sogni e le speranze della gente che abita in questo territorio. Il punto di partenza e di arrivo è piazza Silvio Venturi, accanto alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore.

Società Evoluzione demografica

Età media Secondo i dati Urbistat, l’età media nel comune al 31 dicembre del 2023 si attesta a 42,81. Leggermente inferiore a quello Italiano. L’indice di vecchiaia era di 131,05.

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 1 gennaio 2025 la popolazione straniera residente era di persone e rappresentano il 15% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Romania: 412 (30,56%) India: 330 (24,48%) Marocco: 260 (11,25%) Albania: 59 (4,38%) Brasile: 32 (2,37%) Nigeria: 25 (1,85%) Senegal: 22 (1,63%) Moldavia: 22 (1,63%) Serbia: 22 (1,63%) Bulgaria: 19 (1,41%) Ucraina: 15 (1,11%) Tunisia: 13 (0,96%) Polonia: 12 (0,89%) Pakistan: 11 (0,82%) Bosnia-Erzegovina: 10 (0,74%)

Cultura Eventi MONTEFORTIANA (in occasione dell'antica Sagra di Sant'Antonio Abate). Fine settimana del 17 gennaio o il fine settimana successivo. Manifestazione podistica nata nel 1976 a cui partecipano ogni anno circa 20.000 sportivi provenienti da tutta Italia e dall'estero. La Montefortiana è considerata una delle manifestazioni podistiche più importanti perché apre la stagione delle competizioni podistiche a livello internazionale. Venerdì: Marcia per il Sorriso dei Bimbi. A questa gara, che si svolge attorno all'abitato di Monteforte, partecipano gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia di Verona. Il ricavato della corsa è devoluto in beneficenza. Sabato: Passi nel Tempo. Marcia guidata non competitiva lungo un percorso di 10 km tra Monteforte e Soave, durante la quale si sosta in luoghi storici poco conosciuti e si visitano alcune caratteristiche cantine. Sabato: Ecomaratona Clivus. Gara competitiva di 45 km, arricchita da un dislivello positivo di 1500 metri, tra le colline della Val d'Alpone, Val Tramigna e Val d'Illasi a cui partecipano circa 700 atleti. Sabato: Ecorun Collis. Gara competitiva di 26 km con un dislivello di 800 metri a cui partecipano circa 500 atleti. Domenica: Trofeo Sant'Antonio Abate - Falconeri. Gara non competitiva a cui partecipano circa 18.000 podisti provenienti da tutta Italia e da molti stati dell'Unione Europea. Il percorso della marcia, che si divide in quattro circuiti da 6, 9, 14 e 20 km, si snoda tra le colline del Soave. Durante il tragitto sono presenti numerosi ristori nei quali si possono degustare famosi piatti della gastronomia locale. Domenica: Maratonina Falconeri. Gara competitiva di 21 km tra le colline del Soave a cui partecipano circa 1.000 atleti.