Castelli Romani è un'area geografica posta a sud-est della città di Roma, intorno ai Colli Albani, costituita da un insieme di paesi e cittadine, in parte del territorio del Latium Vetus, circondati dalla Campagna romana.
Etimologia Come ha ricostruito lo storico Giuseppe Tomassetti (1848-1911), la denominazione risale al XIV secolo quando molti abitanti di Roma, per sfuggire alle difficoltà economiche e politiche derivanti dalla Cattività avignonese, si rifugiarono nei castelli delle famiglie feudali romane dei Savelli (Albano e Castel Savello, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca Priora), degli Annibaldi (Molara, Monte Compatri, Rocca di Papa), degli Orsini (Marino) e dei Colonna (Monte Porzio Catone, Nemi, Colonna, Genzano e Civita Lavinia)Giuseppe Tomassetti. Della campagna romana nel medioevo. Roma, Reale Società Romana di Storia Patria edit. (Tip. Forzani e C.), 1892.
Geografia fisica
Territorio
Il territorio dei Castelli Romani è un'area di natura vulcanica, originata dal crollo del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa. La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l'intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l'attuale Monte Cavo (949 ). Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i e i anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli.
Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'ItaliaCarta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967. la maggior parte del territorio dei Castelli Romani è composta da terreni classificati come v2, cioè materiale eruttivo finale che ha dato origine al famoso peperino. Le zone di estrazione più note del peperino sono a Marino, ad Albano, ad Ariccia e in alcune aree della Valle Latina. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio 2003Anche secondo le categorie sisimiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. n° 3274 20 marzo 2003 Albano era in zona sismica 2. Sono nella stessa zone sismica tutti i Colli Albani.
Orografia
La cime più elevate dei Colli Albani sono le seguenti: MontagnaAltitudineComuneMaschio delle Faete956 Rocca di PapaMonte Cavo949 Rocca di PapaMonte Peschio939 VelletriLarianoColle Jano938 Rocca di PapaMaschio dell'Ariano891 LarianoMonte de' Ferrari886 VelletriRocca di PapaMalepasso864 Rocca di PapaMonte Vescovo822 Rocca di PapaColle la Gigna820 Rocca di PapaMonte Sarapullero816 Rocca di PapaMonte Artemisio812 VelletriMonte Ara785 Rocca di PapaMonte Salomone778 Monte CompatriRocca Priora768 Rocca PrioraMonte Ceraso766 Rocca PrioraLa Montagnola750 Monte CompatriColle dei Guardiani747 Rocca di PapaMonte Spina731 NemiColle Marcone726 Rocca PrioraMonte Fiore723 Rocca PrioraColle Tondo686 Rocca di PapaTuscolo670 Monte Porzio CatoneGrottaferrataFrascatiMonte CompatriColle della Mola640 Rocca PrioraMonte Tagliente625 Rocca PrioraColle dei Cappuccini615 Albano LazialeColle Capo Rosso600 Rocca PrioraColle Bello600 Velletri
Tuttavia, sotto i 600 si elevano un po' dovunque altre alture importanti, come Colle Tondo (596 ) e Colle Caldaro (467 ) in comune di Genzano di Roma, Monte Gentile (568 ) in comune di Ariccia, l'altura del centro storico di Nemi (521 ), le alture del centro storico di Castel Gandolfo (392 ) e di Villa Vaselli (381 ) in comune di Castel Gandolfo, Monte Crescenzio (379 ) e Belpoggio (376 ) in comune di Marino, il Colle dei Cappuccini (380 ) e Colle degli Olmi (405 ) in comune di Velletri e Monte Savello (280 ) in comune di Albano Laziale. Sono da menzionare anche le altitudini dei centri storici di Monte Compatri (576 ), Monte Porzio Catone (451 ), Lanuvio (327 ) e Colonna (364 ).
Idrografia
La principale risorsa idrica dei Castelli è rappresentata dai due laghi vulcanici Albano e di Nemi. Entrambi i laghi, insieme ad altri bacini in seguito prosciugati, sono nati durante la fase idromagmatica del Vulcano Laziale, dall'incontro del magma e dell'acqua nel sottosuolo, tra i e i anni fa.
Oltre al Lago Albano ed al Lago di Nemi vanno menzionati i laghi prosciugati di Campovecchio a Grottaferrata, del Laghetto di Turno o di Pavona a Castel Gandolfo e del Laghetto di Giuturna (diventato in seguito Valle Pozzo) ad Albano Laziale, di Vallericcia ad Ariccia, del Pantano della Doganella a Rocca Priora, di Pantano Secco e di Prata Porci a Monte Porzio Catone, e del leggendario Lago Regillo a Frascati.
Tutto il territorio dei Castelli Romani è bagnato da piccoli corsi d'acqua a carattere torrentizio, chiamati fossi o marane. Fra questi ricordiamo: Marana delle Pietrare o di Patatona, che interessa i comuni di Rocca di Papa e Marino; Fosso della Torre o di Montelungo, che interessa i comuni di Castel Gandolfo e Marino; Fosso di Cancelliera, che interessa i comuni di Albano Laziale ed Ariccia; Fosso di Montagnano, che interessa i comuni di Albano Laziale, Genzano di Roma e Ariccia; Fosso di Valle Caia, che interessa i comuni di Genzano di Roma e Velletri; Fosso di Anatolia, che interessa il comune di Velletri; Marana di Valle Marciana, che interessa il comune di Grottaferrata.
Il territorio castellano abbonda di acque sorgive: tra le sorgenti idriche più conosciute ricordiamo quelle di: Acqua Algidiosa, nel territorio di Rocca Priora, che assicura l'approvvigionamento idrico a Frascati e all'area tuscolana; Squarciarelli, nel territorio di Grottaferrata, che dà origine alla Marana dell'Acqua Mariana e assicura l'approvvigionamento idrico a Grottaferrata; Caput Aquae Ferentinum, nel territorio di Marino, che dà origine alla Marana delle Pietrare e assicura l'approvvigionamento idrico a Marino; Acqua Preziosa, nel territorio di Grottaferrata; Malafitto, nel territorio di Ariccia, che assicura l'approvvigionamento idrico a Castel Gandolfo, Albano Laziale ed Ariccia; Acqua Donzella, nel territorio di Lariano; Faiola, nel territorio di Velletri, che assicura l'approvvigionamento idrico a Genzano di Roma e Velletri.
Geografia antropica Aree
I Castelli possono essere suddivisi in diverse sottozone: l'area tuscolana (Colonna, Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora) facente perno su Frascati, l'area appia o albana (Albano Laziale, Ariccia e Castel Gandolfo) facente perno su Albano Laziale e l'area lanuvina (Lanuvio, Genzano di Roma, Nemi) facente perno nominalmente su Lanuvio ma effettivamente su Genzano di Roma. Velletri e Lariano, che potremmo chiamare area artemisia, sono un'area a sé stante, così come Marino, che rappresenta l'anello di raccordo tra area tuscolana e albana.
È ancora in corso un dibattito acceso sull'esatta determinazione dei confini dei Castelli Romani. Elio MiglioriniMemoria illustrativa della carta dell'utilizzazione del suolo nel Lazio, in La carta dell'utilizzazione del suolo in Italia, CNR 1973. elenca quattordici comuni includendo anche le due località di Colonna e Lanuvio, indicandole come estremità periferiche che presentano già elementi di separazione; anche Lidia PiccioniI Castelli Romani, Laterza 1993. elenca quattordici comuni. Entrambi gli autori escludono Velletri che tuttavia condivide alcune prerogative dei Castelli, pur avendo una storia sostanzialmente differente. Armando RavaglioliI Castelli Romani, in Alla scoperta del Lazio, Newton Compton Editori 1995. invece elenca tredici comuni menzionando anche Velletri e Lanuvio per la tendenza contemporanea ad includerli.
Comuni
I comuni "storici" dei Castelli Romani sono quattordici: ComuneEstensione (km²)PopolazioneAlbano Laziale23,80Ariccia18,36Castel Gandolfo14,71Colonna3,50Frascati22,41Genzano di Roma18,15Grottaferrata18,36Lanuvio43,91Marino26,10Monte Compatri24,38Monte Porzio Catone9,36Nemi7,36Rocca di Papa40,18Rocca Priora28,07
: ComuneEstensione (km²)PopolazioneLariano27Velletri113,21
Per quanto riguarda Velletri, ciò che rende problematico includerla a pieno titolo tra i Castelli, nonostante la sua collocazione geografica, è il fatto che dal Medioevo fino al XVI secolo la città mantenne sempre lo status di Libero comune, distinguendosi dunque dalla totalità della località della zona e non essendo mai infeudata a nessun signore, dunque non essendo mai un "castello".
Lariano invece, pur essendo stata un importante castello infeudato alla famiglia Colonna, dal 1436, anno della sua distruzione, fino al 1969 rimase una frazione di Velletri.
Altri considerano anche la città di Ciampino, che nel 1974 si distaccò dal comune di Marino, nonostante Ciampino sia nata, anche come toponimo, solo nel XVII secolo da una tenuta di monsignor Giovanni Giustino Ciampini (1633-1698), chiamata appunto vigna Ciampini e ubicata nel territorio di Marino.
La superficie totale dei Castelli Romani, considerando i sedici comuni sopra elencati, è di 435,86 km², con una popolazione di abitanti. Il comune dei Castelli con la maggiore estensione territoriale è Lanuvio (se non si considera Velletri), seguito da Rocca di Papa, mentre il comune più piccolo è Colonna; il comune con il maggior numero di abitanti è ancora Velletri, seguita da Albano Laziale e da Marino, invece il comune con il minor numero di abitanti è Nemi. Velletri è il settimo comune della provincia di Roma per numero di abitanti, mentre Albano Laziale è il decimo e Marino il dodicesimo.
Storia
La storia dei Castelli Romani intesi come area particolare incomincia solo dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, con la disgregazione del potere centrale e il progressivo fenomeno dell'incastellamento che si verificò in questa area in maniera molto intensa.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, nell'area dei Colli Albani, iniziarono ad essere costruiti punti fortificati di proprietà di varie famiglie baronali romane, che si evolsero in seguito anche in veri e propri castelli durante l'età medioevale. Il toponimo di "Castelli Romani" per indicare i quattordici -o sedici- comuni dei Colli Albani si iniziò a diffondere a partire dal XIX secolo, divenendo d'uso comune durante il XX secolo.
L'area dei Castelli Romani nel corso del medioevo è stata territorio di confronto in quasi tutte le guerre scatenate dal particolarismo dei baroni romani. Nel 1118 probabilmente Albano Laziale venne assediata dai Pierleoni che stavano combattendo contro papa Pasquale II, rifugiatosi in città; Albano venne alla fine distrutta dal popolo romano alla fine del 1167, a causa dell'appoggio dato dagli albanensi all'imperatore Federico Barbarossa nella sua lotta contro papa Alessandro III culminata nella battaglia di Prata Porci, combattuta il 29 maggio 1167 presso Monte Porzio Catone. Nel 1347 Cola di Rienzo assediò gli Orsini a MarinoAnonimo romano, Cronica, cap. XVIII. e nel 1379 sotto lo stesso castello si combatteva la battaglia di Marino, tra le milizie francesi fedeli all'antipapa Clemente VII e le milizie italiane fedeli a papa Urbano VI, nel quadro del devastante Scisma d'Occidente.Ferdinando Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medioevo, libro XII cap. III., p. 587.
Nel marzo 1436 -o 1435.- Albano Laziale, assieme a Castel GandolfoGaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. X p. 157., Castel Savello ed il Borghetto di Grottaferrata -tutti feudi della famiglia Savelli- fu rasa al suolo dalle milizie pontificie comandate dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi, durante una delle guerre tra papa Eugenio IV e le famiglie baronali romane; nel 1501 venne rasa al suolo Marino, per ordine di papa Alessandro VI in odio ai Colonna; tra il 1526 ed il 1527, in concomitanza con il sacco di Roma ed il transito dei lanzichenecchi, nelle alterne vicende di quel conflitto vennero saccheggiate Marino e Velletri, e Frascati si salvò dal saccheggio lanzichenecco solo grazie alla miracolosa e leggendaria intercessione della Madonna.Vedi Santuario del Capocroce