La pagina illustra le chiese di Pescara.

Storia delle chiese Antiche testimonianze

Nei documenti pontifici e vescovili più antichi, che precedono il XIII secolo, si ha menzione della città marina di nome Aterno, ossia l'antico emporio romano di Ostia Aterni che si sviluppava nella porzione dell'attuale rione storico pescarese di "Porta Nuova", con le chiese appartenenti alla diocesi di Chieti. Una delle prime chiese fu quella dedicata a San Salvatore, donata nel IX secolo all'abbazia di Montecassino dalla contessa Iselgarda insieme al porto. La chiesa si trovava dentro la cittadella bizantina nell'area dell'attuale chiesa cattedrale di San Cetteo, mentre una seconda chiesa dedicata a San Nicola di Bari extra moenia, era fuori dal perimetro murario fortificato. La chiesa di Santa Maria di Gerusalemme del XIII secolo si trovava presso il sagrato dell'attuale Cattedrale in viale D'Annunzio, come dimostrano due colonne rinvenute in loco dopo che fu demolita a fine'800. Esisteva anche una piccola chiesetta dedicata a San Tommaso, presso il fiume.

Le chiese di San Salvatore e San Legonziano La chiesa parrocchiale era dedicata a San Legonziano, eretta ai piedi della città. Ci sono controversie sull'esistenza di questa chiesa e su quella di San Salvatore, citata nei documenti più antichi; certamente queste chiese si trovavano a ridosso del fiume, l'una eretta sopra un tempio romano circolare, secondo Andrea Staffa dedicato alla dea Vittoria, secondo altri a Giove "Aternio". Secondo la leggenda presso San Legonziano predicò San Cetteo di Amiterno, e lì fu catturato dai longobardi e affogato sul fiume Pescara.

Dal XII secolo in poi si aggiunsero le chiese dentro l'abitato di Aterno, e fuori dalle mura: di San Paolo e San Lorenzo, citate da Alessandro III nel 1173, appartenenti alla giurisdizione dell'abbazia di San Giovanni in Venere. Dopo qualche secolo di queste chiese non esisteva che qualche traccia, mentre l'unica superstite fu quella di Santa Gerusalemme, ricostruita dai Templari dopo il 1290 sopra i ruderi di San Legonziano o San Salvatore, a pianta circolare, che accolse le reliquie di San Cetteo. Nel XVII secolo esisteva ancora, verrà demolita solo nel 1892, e sorgeva accanto a una cappella, dedicata al Santissimo Sacramento, ma volgarmente detta "San Cetteo" per la reliquia e il busto del santo al suo interno. Della vecchia Santa Gerusalemme, rimaneva solo un arco trionfale all'ingresso del centro di Portanuova, che appunto venne definito volgarmente la "Porta nuova".

Altre chiese: San Giacomo e il Santissimo Rosario

Le chiese principali medievali, successivamente ristrutturate nel Settecento, sorgevano in via dei Bastioni, la via principale della cittadella militare, e sul corso Manthoné; oltre a Santa Maria di Gerusalemme, posta a sud dell'ex viale Umberto I (oggi viale D'Annunzio) vi erano la chiesa di San Giacomo e quella del Santo Rosario, unita all'ospedale militare ricavato dall'ex convento francescano, demolito poi negli anni '30, in via dei Bastioni lato piazza Unione. La chiesa di San Giacomo si trovava verso Piazza Unione, affacciata sull'attuale Larghetto dei Frentani, ancora visibile nelle prime fotografie di Pescara del XX secolo, prima della distruzione bellica del 1943, in cui andò persa anche la chiesetta del Rosario. Di interesse era soprattutto la chiesa del Rosario, in stile barocco: la chiesa era a tre navate con una facciata barocca che congiungeva sagrato a tre accessi con il campanile superiore a vela, con tre arcate. In documenti del XVI secolo si fa menzione dell'esistenza di altre chiese pescaresi oggi scomparse, dedicate a San Francesco d'Assisi (con il convento) e a Sant'Agostino, insieme al monastero femminile delle benedettine della Santissima Annunziata. Il convento femminile era stato già soppresso nel Cinquecento e adibito a deposito di sale, mentre nella relazione la chiesa di San Francesco esisteva già nel Medioevo, intitolata a San Lorenzo. Il convento francescano fu soppresso nel 1806 e i locali furono adibiti a caserma, e poi a ufficio telegrafico, e infine definitivamente demoliti alla fine del secolo.

Nella zona del vecchio ospedale di Pescara, in zona Castellammare-Colli, esisteva il convento di San Giuseppe dei Padri Cappuccini. Nel '700 la comunità era costituita da una dozzina di frati a cui Pescara elargiva una somma annua di 12 ducati. Anche il convento di San Giuseppe fu soppresso nell'800 (1866), anche se i frati vi restarono fino al 1880, salvo poi trasferirsi al Santuario dei Sette Dolori. I Cappuccini toneranno a Pescara solo nel 1941, con la successiva costruzione di un convento accanto alla basilica di Pescara Colli. La chiesa vecchia di San Giuseppe esiste ancora oggi, in via Matera, ma è sconsacrata, ed affiancata dalla nuova parrocchia di San Giuseppe sposo di Maria, edificata negli anni '60 dall'architetto Speranzini. Dopo le soppressioni piemontesi, a Pescara "Porta Nuova " Castellammare Adriatico (comuni distinti tra loro fino alla riunificazione nel 1927), esistevano tre chiese parrocchiali: la chiesa di San Cetteo (o del Sacramento), la chiesa dei Sette Dolori ai Colli, e la chiesa del Sacro Cuore (Castellammare), realizzata nel 1886 sulla piazza del Mercato, in sostituzione della cappellina di Sant'Anna, posta nell'attuale viale Giovanni Bovio.

Decadenza dei conventi (XVII-XIX secolo) Fino al 1943, tra le principali opere di riorganizzazione delle chiese ci furono: la costruzione del campanile a torre per la chiesa del Sacro Cuore in Castellammare durante il Ventennio fascista (1934), la ricostruzione completa nel 1933-38 della Cattedrale su progetto dell'architetto Bazzani, dato che la vecchia chiesetta di San Cetteo era pericolante, e non bastava più per svolgere le funzioni della nuova città in crescita, la costruzione della nuova chiesa di Sant'Antonio di Padova con il convento dei Minori Osservanti presso la marina, completati ambedue dopo la guerra, in stile pseudo romanico pisano.

Venne realizzata per il nuovo quartiere della Pineta Dannunziana anche una nuova chiesa, dedicata a Maria Stella Maris (1936), in stile neoromanico, mentre vicino a Porta Nuova già dal 1919 veniva progettato il santuario del Cuore Immacolato di Maria, sempre in stile eclettico romanicheggiante, completato però dopo la guerra. Nel 1930 Raffaele Verrocchio concesse i suoi terreni ai Padri Gesuiti per l'edificazione della parrocchia di Cristo Re, realizzata però solo negli anni '70.

I bombardamenti dell'agosto-settembre 1943 causeranno gravi danni alla città vecchia di Pescara, con la perdita, nel bombardamento del 14 settembre, della chiesa del Rosario e di San Giacomo su via dei Bastioni. Una nuova chiesa dedicata all'Adorazione del Sacramento fu rifatta nel 1950 dall'architetto Paride Pozzi, nell'area della vecchia San Giacomo, ma con uno stile completamente diverso. Una chiesa dedicata al Santissimo Rosario verrà eretta pochi anni più tardi nella zona nord di Castellammare, in piazza Duca degli Abruzzi, sempre su progetto del Pozzi.

Occorre notare la presenza dei monasteri religiosi a Portanuova, andati perduti già nel XIX secolo, definitivamente nel Novecento. Pescara vecchia aveva presso le mura, racchiusi nei bastioni della nuova fortezza del XVI secolo, ben 3 conventi: il convento degli Agostiniani presso il bastione Sant'Antonio (viale Orazio), il convento delle Benedettine della Santissima Annunziata voluto dai Celestini, presso l'area del Mercato coperto "Porta Nuova", e il convento di San Lorenzo dei Francescani, che stava alla fine di via dei Bastioni su piazza Unione.

Il convento di Sant'Agostino del XIII secolo (viale Orazio, angolo con Lungaterno sud) fu soppresso nel 1809 circa e trasformato in deposito del sale, già nel 1500 contava solo 2 frati. Ai tempi di D'Annunzio, nelle sue novelle, veniva citato come "case di Sant'Agostino", dato che vi era un sobborgo in zona, ancora in parte visibile benché manomesso dalla presenza del grattacielo moderno col "Centro Nazareth".

La chiesa di San Francesco inizialmente era dedicata a San Lorenzo, citata nelle liste di proprietà di San Giovanni in Venere e nei documenti della diocesi di Chieti; pare che fosse uno dei primi monasteri francescani dell'Abruzzo, insieme a quello di Chieti, di Penne, di Castelvecchio e Atri. Il monastero fu soppresso nel primo '800 con le leggi napoleoniche, dato che ospitava pochi frati, i locali nel 1819 furono trasformati in caserma, poi ospitarono l'ufficio del telegrafo, fino alla demolizione parziale alla fine dell'800 quando fu deposito del sale della marina, e poi totale negli anni '30, per realizzare la piazza del Panificio, ossia Piazza Unione.

Il monastero benedettino dell'Annunziata sorgeva fuori dall'abitato, ma compreso nelle mura dei bastioni spagnoli (bastione S. Antonio), fu fondato nel XIII secolo dai Padri Celestini nello stesso periodo dell'omonimo monastero con chiesa di Santa Caterina dentro Ortona, ma andato soppresso nel XIX secolo, fu ridotto a deposito del sale, è ancora visibile in alcune fotografie storiche come un modesto edificio civile visibile da via dei Bastioni sud-ovest, dopo l'incrocio con viale D'Annunzio, e poi definitivamente distrutto negli anni '60 per l'edificazione del mercato coperto, in via Aprutini.

Dopo la guerra

Dopo i gravissimi bombardamenti alleati del 31 agosto e del 14 settembre 1943, continuati però sino a dicembre, e dopo le varie razzie tedesche, si ricordano le campane trafugate per fonderle in armi, Pescara tornò alla normalità, con la ricostruzione. La ricostruzione però interessò in parte gli edifici storici, come la Cattedrale, la ricostruzione della torre littoria del Palazzo civico, ma altre strutture, come il vicino Ponte Littorio, rifatto col nome di Ponte Risorgimento, non riebbero l'antico aspetto, e stessa cosa può dirsi del quartiere Pescara vecchia, le chiese di San Giacomo e del Rosario non vennero rifatte nel luogo in cui erano, ma sopra l'area di San Giacomo venne ricostruita in stile vagamente razionalista la nuova chiesa del Santissimo Sacramento o dell'Adorazione, negli anni '40 fu completato il santuario del Cuore Immacolato di Maria in stile eclettico, tendente al romanico, così come nella zona Castellammare veniva completato il convento di Sant'Antonio di Padova dei Minori Osservanti, in stile eclettico tendente al romanico toscano pisano.

Le nuove chiese realizzate dagli anni '60 in poi furono la parrocchia di Sant'Andrea, patrono dei pescatori del vicino Borgo Marino, a pianta centrale circolare con la cupola a cuspide, nei pressi della Stazione Centrale nel 1962 la parrocchia dello Spirito Santo con il monastero dei Francescani e la Curia Arcivescovile di Pescara, in stile post romanico abruzzese, su progetto dello Speranzini, poi ancora negli anni '50 nella Marina Nord la parrocchia della Beata Vergine del Rosario in piazza Duca degli Abruzzi, e negli anni '70-2000 le nuove parrocchie di San Luigi Gonzaga presso la Pineta, di San Pietro del Mare nel 2005, presso il lungomare Matteotti, nell'area dell'ex teatro Pomponi, demolito nel 1962, la parrocchia di San Paolo nel quartiere Zanni, al confine con Montesilvano, ecc..

Le chiese storiche scomparse La chiesa del Santissimo Sacramento (o San Cetteo)