Porto San Giorgio è un comune italiano di abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.

Geografia fisica Il territorio comunale è stretto fra il mare Adriatico, a est, e il comune di Fermo, dal cui capoluogo dista .

Storia

Strabone, storico greco del primo secolo a.C., nomina Fermo e il suo porto nella Geografia. A sua volta lo scrittore latino Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, lo designa come Castellum Firmanorum. La città è inoltre nominata nellItinerario dell’imperatore Antonino, risalente al V secolo d.C. e nella Tabula Peutingeriana, antichissima carta geografica dell’epoca imperiale romana. Vi figura col nome di Castello Firmani,Anteprima limitata: sito in epoca romana probabilmente alla foce del fiume Ete.

Nei documenti medievali compare col nome di Portus Sancti GeorgiAnteprima limitata: e Portus FirmiAnteprima limitata: nel 1231, nell'XI secolo divenne fortezza col nome di Castel San Giorgio. È indicato nei portolani e nelle carte nautiche antiche come scalo marittimo di primaria importanza. Dopo la calata dei barbari e le conseguenti distruzioni, si stabilì sulle falde del cosiddetto Monte Cacciù nella zona una colonia di pescatori veneti o dalmati che diedero vita ad un centro abitato che nel 1164 passò per ordine di Federico Barbarossa al Capitolo dei Canonici di Fermo e nel 1266 fu preso in affitto dal comune di Fermo.

La storia di Porto San Giorgio da allora in poi si riassume in una serie di tentativi di riconquistare l'autonomia rispetto a Fermo.

Lorenzo Tiepolo, podestà a Fermo e futuro doge di Venezia, dette impulso al porto, dotandolo nel 1267 di una roccaforte, che da lui avrebbe preso il nome, per vigilare contro le incursioni dei Saraceni dal mare e proteggere Fermo. Per questo suo ruolo chiave nella difesa di Fermo, a Castel San Giorgio era riconosciuto il diritto di sfilare in testa al corteo della Cavalcata dell’Assunta, il 15 agosto.

Nel 1362, viste le incursioni turche nell'Adriatico, con il permesso di Giovanni Visconti da Oleggio, signore di Fermo, a difesa del porto fu eretta una fortificazione scandita ad intervalli regolari da delle torri merlate. Il baluardo (in parte ancora visibile) venne realizzato parallelo alla costa per chiudersi alle due estremità da ulteriori mura che correvano fino al mare, il quale arrivava in corrispondenza dell'attuale tracciato della strada statale adriatica. Lungo i due muraglioni laterali, a protezione della vasca navale, erano state aperte tre arcate a sesto acuto, quasi totalmente demolite nel Novecento.

Nei secoli successivi il Castello cercò sempre di affrancarsi da Fermo, ma la città episcopale si oppose a lungo alla sua autonomia. Durante la manifestazione del 15 agosto 1490, approfittando del fatto che i sangiorgesi si trovavano a Fermo, duecento fermani, capeggiati da tale Antonio Trovatelli irruppero nel palazzo del Vicario di Porto San Giorgio, bruciando l'archivio e asportando libri e documenti. L'evento testimonia tensioni mai sopite fra i due paesi. Nel 1538 tra il Porto e Fermo si registrano nuovi contrasti, che si ripetono nel 1620 e nel 1711. Asti e attriti che nel 1729 sfociano in un conflitto passato alla storia con il nome di "guerra per l'imbarco dei grani".

Nel 1741 la Congregazione Fermana stabilì che Porto San Giorgio fosse considerata un castello distinto da Fermo ottenendo l'indipendenza ed il diritto di eleggere i suoi consiglieri ed i suoi Magistrati e prese il nome di Porto San Giorgio. Nel 1782 il Governo Pontificio concesse il possesso dei territori che vanno dal Tenna all’Ete. Nel 1802 con un documento scritto da Pietro Orlandi e firmato da numerosi sangiorgesi si ribadisce la volontà di autonomia e indipendenza del Porto in opposizione ai tentativi di riannessione da parte di Fermo. Durante il periodo napoleonico Porto San Giorgio conseguì la sospirata autonomia da Fermo ottenendo anche, nel 1810, l'annessione di Torre di Palme.

Tuttavia in questi primi anni dell'Ottocento il centro abitato di Porto San Giorgio non era ancora al sicuro dalle incursioni dei pirati provenienti dall'altra sponda dell’Adriatico: nel 1815 una nave corsara portò via decine di giovani sangiorgesi che sarebbero stati venduti come schiavi in Oriente.

Con la Restaurazione l'autonomia comunale non fu revocata, ma confermata dal governo pontificio nel 1816. Con la maggiore sicurezza del mare che si andò creando nei decenni successivi Porto San Giorgio poté incrementare le proprie attività di pesca, sulle quali si fondava gran parte dell’economia locale. La cittadina cominciava ad essere vista come un luogo di soggiorno in riva all'Adriatico, tanto che Girolamo Bonaparte, fratello dell’imperatore ed ex re di Vestfalia, vi fece costruire una villa neoclassica.

Con l’Unità d'Italia Porto San Giorgio, che aveva meno di abitanti, perse Torre di Palme, che fu ceduta a Fermo, ma la sua autonomia comunale fu confermata. Nel 1878 una minore porzione del territorio comunale di Fermo viene concessa a quello di Porto San Giorgio che riesce ad espandersi di poco verso ovest (confini attuali).

Durante la seconda guerra mondiale subì numerose incursioni aeree finalizzate al danneggiamento della linea ferroviaria. Porto San Giorgio fu liberata dalle truppe inglesi, indiane e polacche comandate dal generale Montgomery il 28 giugno 1944.

Il 15 giugno 1986 i cittadini di Fermo e quelli di Porto San Giorgio vennero chiamati ad esprimersi in un referendum consultivo per l'unificazione dei due comuni. Il 70,61% dei votanti fermani si espresse per l'unificazione, mentre il 92% dei votanti sangiorgesi si espresse per il No. Prevalsero in totale i No per 871 voti. Nel 1987 il terremoto di Fermo e Porto San Giorgio non provocò feriti.

Simboli Lo stemma comunale corrisponde all'antico emblema della città di Fermo di cui Porto San Giorgio ha condiviso a lungo la storia ed è stato riconosciuto con D.P.C.M. del 10 novembre 1953.

Il gonfalone, concesso con DPR del 18 giugno 1954, è un drappo partito di rosso e di bianco.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Tra i principali monumenti di Porto San Giorgio si annoverano chiese ed edifici civili, pubblici e privati.

Rocca Tiepolo Costruita nel 1267 dal veneziano Lorenzo Tiepolo, podestà di Fermo. La rocca, di forma quadrangolare con un mastio e merli guelfi, è stata recentemente ristrutturata ed è sede di manifestazioni culturali teatrali di arte drammatica.

Architetture religiose

Chiesa di San Giorgio: costruita nel 1830 a fianco della torre dell'orologio e ai piedi di Rocca Tiepolo su progetto è dell'architetto Ildebrando Giunchini. Davanti alla facciata, che risulta incompiuta, doveva trovarsi un portico con colonne doriche. L'interno a tre navate è cadenzato da colonne ioniche. Nell'abside una scultura di raffigurante san Giorgio con il drago. Ospita una copia del Polittico di Porto San Giorgio di Carlo Crivelli. Chiesa della Madonna del Carmine o delle Anime Sante: edificata della seconda metà del Seicento e ad unica navata. La chiesa conserva una tavola di Vincenzo Pagani (Crocifissione con la Vergine Addolorata, Santa Maria Maddalena, San Girolamo e San Giovanni Evangelista). L'altare custodisce una tela del 1695 raffigurante la Madonna del Carmine, San Giovanni Evangelista e San Nicola da Tolentino che intercede per le Anime del Purgatorio, opera di Francesco Trevisani. Ai lati dell'altare si ergono due statue che raffigurano rispettivamente: la Fede e la Carità mentre nella parte alta si scorge un'opera di Filippo Ricci del 1760 e raffigurante l'Educazione della Vergine. Chiesa dei Morti: realizzata nel secolo XVIII è collocata adiacente alla chiesa di San Giorgio. La struttura è preceduta da una sorta di atrio, dove, sulla facciata esterna, si notano dei bassorilievi. Sopra l'ingresso (sempre dell'atrio) si trova lo stemma dell'arcivescovo di Fermo Cesare Brancadoro. Chiesa del Santissimo Rosario o della Madonna del Rosario: costruita nel 1728, l'interno si presenta a tre navate. All'interno vi si sono una statua dei primi del 1700 raffigurante la Madonna del Rosario e l'affresco del catino absidale realizzato dal sangiorgese Sigismondo Nardi alla fine del 1800 raffigurante una Madonna con Bambino e angeli. Centro internazionale del Cammino Neocatecumenale (Tenda della Riunione): costruito a partire dagli anni ‘80 su un terreno donato da una coppia del Cammino su un terreno poco distante da Porto San Giorgio. È il luogo dal quale Kiko Argüello, iniziatore del movimento invia famiglie e sacerdoti itineranti per l’evangelizzazione in giro per il mondo. La costruzione rientra nello stile della nuova estetica della Chiesa immaginata da Argüello.

Architetture civili Palazzo Comunale: al suo interno conserva una tela datata 1775 raffigurante San Giacomo fra due Santi, opera di Gaetano Gandolfi. Torre dell’Orologio: costruita nel 1829 nella piazza principale in sostituzione di un'altra torre demolita nel 1820. Villa Bonaparte, costruita su ordine del fratello di Napoleone, Girolamo Bonaparte, che visse a Porto San Giorgio dal 1829 al 1832. Realizzata in stile neoclassico seguendo il progetto di Ireneo Aleandri fu dedicata a "Caterina" dal Bonaparte. Per divergenze politiche con il Re di Napoli, nel 1831 fu confiscata e pochi anni dopo venduta alla nobile famiglia Pelagallo, dopo essere stata adibita a Camera Apostolica. La villa presenta nella facciata decorazioni con bassorilievi e altorilievi di trofei d'armi. È circondata da un grande parco. Le stanze, pregevolmente affrescate, sono arredate con numerosi mobili in stile impero dell'epoca. Il pavimento è in graniglia e presenta decorazioni a mosaico. Teatro comunale, edificato dal 1815 al 1817 e affrescato nel 1910 da Sigismondo Nardi. Edifici in stile Liberty realizzati lungo la costa nei primi anni del Novecento. Tra questi, la Villa delle Rose, costruita nel 1921, presenta all'esterno delle finissime decorazioni in maiolica, e nel 1947 fu donata alle Canossiane le quali recuperarono tutta la struttura che era stata gravemente danneggiata alla fine del secondo conflitto mondiale.

Altri monumenti e luoghi di interesse Fontana della Democrazia o dell'Abbondanza: nel 1897 fu costruito l'acquedotto per la città di Porto San Giorgio e, per celebrare l'importante evento, si commissionò ad Alfonso Bernardini di realizzare una scultura. La vasca è in travertino, mentre nella parte alta dell'intero impianto scultoreo, posta sopra un globo, si erge maestosa una figura femminile (immagine allegorica della democrazia) che regge nella mano destra un melograno e in quella sinistra delle spighe di grano, simboli rispettivamente di fecondità e abbondanza. Villa degli Oleandri (Riva Fiorita): di proprietà comunale, in passato veniva utilizzata per feste, concerti e balli. La villa è immersa in un ampio giardino, utilizzato in passato come cinema all'aperto. Oggi ospita un Museo del mare e manifestazioni e spettacoli teatrali. Parco di Monte Cacciù: dista 3,5 km da Fermo e 2,7 km dalla costa. Si trova a un’altitudine compresa tra i 170 e i 120 metri sul livello del mare, ed è ampio circa 7 ettari. Molte delle piante presenti sono ad alto fusto, piantate negli anni ’80. Sono presenti piante autoctone (pino d’Aleppo, roverella, acero, frassino, ontano nero, rovere) e ornamentali, quali latifoglie (ligustro, ippocastano, salice piangente) e conifere (abete, pino, cedro). Data la scarsità di ambienti forestali nella zona circostante, il parco ha una notevole rilevanza ambientale, anche per via della varietà della sua flora.

Società Evoluzione demografica

Minoranze straniere Al 31 dicembre 2016 la popolazione straniera era di 955 persone (5,94% sulla popolazione). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla percentuale sulla popolazione residente erano: Romania 336 (2,09%) Albania 123 (0,77%) Polonia 83 (0,52%)

Dialetto