Filippo Sùrico compì i suoi studi liceali a Taranto e si laureò in lettere a Roma, dove diventò noto con una sua conferenza sugli scrittori pugliesi. Subito dopo si impose all'attenzione degli ambienti letterari come poeta e, soprattutto, come commediografo. Dopo la Grande Guerra curò l'edizione del giornale Le lettere, fondò l'istituto Volere è potere. Frequentò i più grandi letterati del tempo: Gabriele D'Annunzio, di cui fu ospite a Gardone Riviera, Salvatore di Giacomo, che apprezzò la sua poesia, Giuseppe Prezzolini, che scrisse sul suo giornale.
Tra le opere ricordiamo il poemetto Rabbi, dedicato a Gesù, il suo primo lavoro accolto favorevolmente dalla critica, il dramma in un atto "Orientale" (rappr. Roma,1912) e le commedie: Il ventaglio di Faust, in tre atti (rappr. Roma, 1921), Le corde della lira, commedia in quattro atti ambientata in Puglia, (rappr. Bari, 1923) e L'Italia l'ho fatta io!, commedia satirica rappresentata con successo sia in Italia che all'Estero dal 1926 in poi.
Castellaneta ricorda il poeta Filippo Sùrico attraverso una scuola media a lui dedicata.
Opere