Partecipò attivamente alla rivoluzione romena del 1989, figurando tra i primi uomini ad apparire in televisione per comunicare la caduta del regime di Nicolae Ceaușescu. Fu, quindi, vicepresidente di Ion Iliescu nell'organo legislativo provvisorio, il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale (CFSN).
Nel 1990 fu eletto alla camera dei deputati nelle liste del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) e nel 1992 presentò la propria candidatura per l'elezione a sindaco di Bucarest, ma fu sconfitto da Crin Halaicu. Dopo la scissione del FSN del 1992, si legò al Partito Democratico (PD) di Petre Roman, grazie al quale ottenne una poltrona da senatore nel corso della legislatura 1996-2000.
Nel 2004 entrò nel collegio nazionale dell'Istituto della rivoluzione romena del dicembre 1989 (IRRD) e nel 2006 in quello del Consiglio nazionale per lo studio degli archivi della Securitate (CNSAS).
Nel 2017 fu rinviato a giudizio per crimini contro l'umanità nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sulla mineriada del giugno 1990.
Formazione e carriera professionale Nel 1973 conseguì la laurea presso la facoltà di trivellazione e sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas dell'Università di petrolio e gas di Ploiești, iniziando, la propria attività lavorativa nello stesso anno. Fino al 1978 fu ingegnere di progettazione presso la filiale di Brașov dell'Istituto di ricerca per il petrolio e il gas Câmpina. Dal 1978 al 1982 lavorò per l'Istituto di ricerca per il petrolio e il gas presso il monopolio per il petrolio di Bolintin-Vale.
Nel 1979 completò degli studi universitari per la seconda volta, cosa poco comune all'epoca a causa dei divieti imposti dal regime comunista, conseguendo un titolo in storia e filosofia presso l'Università di Bucarest. Nello stesso anno entrò a far parte dell'Associazione degli uomini di scienza della Romania (AOSR).
Dal 1983 al 1989 fu ricercatore di studi economico-sociali nel campo dell'industria estrattiva presso l'Istituto nazionale di ricerca economica Costin C. Kirițescu, sotto l'amministrazione dell'Accademia romena. Durante questo periodo, nel 1985, seguì un corso di specializzazione sulla conservazione dell'energia e le politiche energetiche, organizzato dalla facoltà di economia dell'industria delle costruzioni e dei trasporti dell'Accademia degli studi economici di Bucarest.
Carriera politica e istituzionale Partecipazione alla rivoluzione del 1989 A ridosso della rivoluzione romena del dicembre 1989 che rovesciò la dittatura di Nicolae Ceaușescu, in qualità di studioso e ricercatore nel campo dell'economia, nell'autunno 1989 visitò la Polonia. Malgrado la difficoltà generale di concessione di visti per i viaggi all'estero, come da sue stesse dichiarazioni, riuscì ad ottenere un permesso come giornalista per la pubblicazione Drum nou di Brașov, sebbene quanto affermato da Ionescu sia stato successivamente smentito dai reporter che allora lavoravano per la testata. In Polonia venne in contatto con dei vecchi colleghi di studi e con alcuni membri del sindacato Solidarność, movimento anticomunista che aveva destabilizzato il monopolio del partito unico nel paese. Le strategie mediatiche apprese da questi ultimi stimolarono Ionescu che, il 22 dicembre 1989, subito dopo la fuga di Ceaușescu da Bucarest, fu tra i primi dodici uomini a prendere possesso della sede della televisione di stato per annunciare la rivoluzione alla nazione. Secondo quanto dichiarato da Ionescu, infatti, furono proprio gli uomini di Solidarność a suggerire l'idea di comunicare la caduta del regime tramite la televisione. Nei giorni seguenti partecipò attivamente agli scontri contro le forze antirivoluzionarie.
In un successivo comunicato televisivo Ion Iliescu, membro di lungo corso del Partito Comunista Rumeno, comunicò la formazione di un ente di governo provvisorio, il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale (CFSN), organo inizialmente composto da 40 membri, affiancato da commissioni settoriali e diretto da un comitato esecutivo. Tra i membri del CFSN figuravano politici dissidenti del vecchio regime, intellettuali e militari. La sera del 27 dicembre fu costituito il consiglio esecutivo del CFSN e, su indicazione dell'attore Ion Caramitru e del poeta Mircea Dinescu, Ionescu fu nominato come uno dei tre vicepresidenti del nuovo organo, che si proponeva di avviare le prime riforme democratiche. Gli fu affidata, inoltre, la conduzione della commissione sull'ambiente e l'equilibrio ecologico. I vertici del CFSN ottennero il potere di nomina del primo ministro (Petre Roman) e del consiglio dei ministri, nonché il controllo dell'esercito e dei mezzi di comunicazione di massa in mano allo stato (carta stampata, radio e televisione).
Già nei primi giorni del gennaio 1990 emerse la volontà nel gruppo di fondare un partito politico sull'idea dell'ex funzionario comunista Silviu Brucan. Mentre in un primo momento Ionescu nutrì dei dubbi sulla nascita di un partito che fosse espressione del consiglio, tanto da esternarli allo stesso Iliescu, Brucan riuscì a convincerlo del contrario, facendo leva sull'idea che un parlamento senza un'evidente maggioranza politica non avrebbe avuto i numeri per approvare una nuova costituzione. Nel febbraio 1990, perciò, Iliescu fondò il partito del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), cui aderì la stragrande maggioranza dei membri del CFSN. Contestualmente questo venne ridenominato Consiglio Provvisorio di Unione Nazionale (CPUN) e vi fu consentita la partecipazione anche dei rappresentanti degli altri partiti che nel frattempo erano stati creati. La piattaforma, tuttavia, ricalcava l'organizzazione del CFSN, per la maggioranza fu composta da membri del FSN e la sua dirigenza fu confermata con pochissime variazioni. Ionescu fu vicepresidente dell'ufficio esecutivo anche nel nuovo ente, che era incaricato di indire libere elezioni e varare le prime leggi in senso democratico.
Deputato e senatore Alle prime elezioni dell'epoca democratica, nel maggio 1990, il FSN ottenne un plebiscito che gli consentì di controllare 2/3 del parlamento. La vittoria del partito, tuttavia, significò l'intensificarsi delle proteste contrarie al FSN, ritenuto dalle opposizioni come il continuatore dell'ideologia comunista. Subito dopo le elezioni, tra il 13 e il 15 giugno 1990, Iliescu si appellò alle associazioni sindacali dei minatori proveniente dalla valle del Jiu perché ponessero fine con la violenza alle manifestazioni in atto nella capitale. L'evento passò alla storia come mineriada del giugno 1990 e causò 6 morti e centinaia di feriti.
Ionescu ottenne l'elezione a deputato nel distretto di Teleorman e, nel corso della legislatura, fu segretario dell'ufficio di presidenza della camera e membro della commissione di redazione del progetto di regolamento della camera. Il 3 gennaio 1992 fu nominato presidente della neonata commissione parlamentare per la campagna elettorale, istituita in vista delle prime elezioni amministrative locali della Romania democratica. Il 9 gennaio, tuttavia, in seguito alla decisione del FSN di candidarlo per la funzione di sindaco di Bucarest, fu sostituito dal deputato Daniela Crăsnaru.
Il maggior sfidante di Ionescu fu il candidato della coalizione del centro-destra liberale della Convenzione Democratica Romena (CDR), Crin Halaicu. Al primo turno del 9 febbraio 1992 il rappresentante del FSN ottenne il 31,45% delle preferenze contro il 45,64% dell'avversario. Al ballottaggio del 23 febbraio Halaicu confermò il proprio vantaggio e la supremazia della CDR nei grossi centri urbani, conseguendo il 55,88% dei voti, mentre Ionesu si fermò al 44,12%, perdendo la possibilità di farsi eleggere sindaco della capitale.
Nella primavera del 1992 il FSN andò incontro ad una scissione, come risultato dello scontro tra le due correnti del partito, quella guidata dal presidente della repubblica Ion Iliescu, promotore di una linea di lenta transizione all'economia di mercato, e quella dell'ex primo ministro Petre Roman. Iliescu fondò il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), mentre la controparte mantenne la sigla originale, con la quale si presentò alle elezioni parlamentari e presidenziali del 1992. Ionescu rimase nel FSN, che nel marzo 1993 tramutò il proprio nome in Partito Democratico (PD). A livello di partito fu vicepresidente dell'ufficio permanente nazionale (1992-1995) e presidente dell'organizzazione del PD di Bucarest (1992-1994), mentre dal 1995 al 1997 rivestì la funzione di segretario dell'ufficio permanente nazionale.
Rimasto fuori dal parlamento nella legislatura 1992-1996, fu invece eletto senatore alle elezioni parlamentari in Romania del 1996. In tale occasione la coalizione di centro-destra della Convenzione Democratica Romena (CDR) riuscì a battere il partito erede del FDSN di Iliescu, il Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR). Per garantirsi la maggioranza parlamentare, tuttavia, fu costretta a siglare delle alleanze con i regionalisti dell'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) e con i socialdemocratici di Petre Roman, terza forza del paese. Il PD, in tal modo, entrò a far parte del governo Ciorbea. Personalismi di partito, divergenze ideologiche con la CDR e continui problemi di tenuta interna della coalizione, tuttavia, collocarono il PD in una posizione di costante minaccia di abbandono dell'esecutivo. Nel corso della legislatura Ionescu fu membro della commissione sulla giustizia e di quella sull'economia.
La situazione interna del PD, tuttavia, fu il motivo che nel marzo 2000 spinse Ionescu a lasciare definitivamente la formazione. Il senatore accusò il leader del partito Petre Roman di aver instaurato una dittatura che non permetteva alcuna comunicazione fra i membri del gruppo politico e concluse la legislatura da indipendente.
Membro del Consiglio Nazionale per lo Studio degli Archivi della Securitate Abbandonato ogni incarico parlamentare, entrò a far parte di diverse associazioni di categoria nel campo del commercio e dell'industria. Dal 2000 al 2008 fu membro della Camera di commercio e dell'industria della Romania (CCIR), nel 2003 entrò nell'Unione generale degli industriali della Romania (UGIR), ove negli anni rivestì gli incarichi segretario generale, presidente della filiale di Bucarest e Ilfov, vicepresidente nazionale e primo vicepresidente nazionale.
Per quanto riguarda la sua partecipazione ad enti didattici e di ricerca riprese la sua attività di studioso presso l'Istituto Costin C. Kirițescu (2003-2011) e nel 2004, al momento della fondazione dell'Istituto della rivoluzione romena del dicembre 1989 (romeno: Institutul Revoluției Române din Decembrie 1989, IRRD), ente sotto il controllo del senato nato per preservare la memoria della rivoluzione del 1989 tramite la ricerca storica, Ionescu fu invitato a far parte del suo collegio nazionale. Nel 2006, su proposta del Partito Social Democratico (PSD), di cui Iliescu era presidente onorario, Ionescu assunse l'importante funzione di membro del collegio del Consiglio nazionale per lo studio degli archivi della Securitate (romeno: Consiliul Național pentru Studierea Arhivelor Securității, CNSAS), istituzione statale creata con lo scopo di rendere pubblici i documenti prodotti dalla polizia politica del regime, la Securitate. Nel 2010, inoltre, divenne membro del collegio scientifico dell'Istituto Nazionale per lo Studio del Totalitarismo (INST).