Il collerico o bilioso (dal greco antico χολή, cholḕ, che significa «bile», in latino cholerĭcus) è uno dei quattro temperamenti presi in considerazione dalla patologia umorale, insieme al melanconico, al sanguigno e al flemmatico.

In particolare il collerico è descritto come un tipo psicologico irascibile, permaloso e irruente: corrisponde sul piano macrocosmico all'elemento fuoco, perché i suoi attributi sono il caldo e il secco, da cui si origina nel microcosmo umano la bile gialla, predominante rispetto agli altri tre umori, prodotta dalla cistifellea e avente sede nel fegato.

Nella tradizionale suddivisione delle età della vita, il temperamento collerico caratterizza l'adolescenza e la giovinezza. Tra le quattro stagioni è associato all'estate.Ubaldo Nicola, Atlante illustrato di filosofia, pp. 82-83, Giunti Editore, 1999.

Caratteristiche Nel collerico l'eccesso del principio Fuoco, attivo nel sangue, nel midollo, nelle funzioni epatiche e cerebrali, era ritenuto la causa di una tendenza all'aggressività e all'impulsività, tradotte sul piano fisico in una corporatura asciutta e slanciata, il viso caldo e colorito, e una vista acuta e penetrante.

Dal portamento fiero e il passo risoluto, l'individuo collerico viene descritto infatti come un tipo facilmente eccitabile e incline agli scoppi d'ira, passionale ma anche ambizioso, volitivo e determinato, generalmente espansivo ed energico, talvolta ostinato, furbo, mutevole, stravagante. In lui si combina cioè una forte reattività agli stimoli esterni con un alto grado di affermazione della propria personalità.

Se il lato negativo attribuito al collerico è dunque la bellicosità e la superbia, che può degenerare in egoismo, quello positivo consiste nelle sue capacità realizzative, nel suo essere impavido, attivo, propositivo, generoso, e una persona d'azione.

Aristotele (384–322 a.C.), secondo la lettura di Tommaso d'Aquino (1225–1274), distingue tre tipologie di collerici:Aristotele, Etica nicomachea, libro IV, cap. 5, 1126a 29 - 1126b 10. coloro che esternano rapidamente la loro rabbia, ma per questo sono più propensi a ritornare tranquilli; coloro che invece la trattengono dentro di sé, e pertanto rimangono adirati a lungo, sono detti aspri da Tommaso che attribuisce loro un'indole tendente al malinconico; vi sono infine quelli dal «carattere difficile» che si irritano in maniera esagerata, i più lontani dalla virtù della mansuetudine, e la cui collera è la più problematica da giustificare ai fini di una valutazione della sua rettitudine.Tommaso d'Aquino, Commento all'Etica nicomachea di Aristotele: Libro Quarto, pp. 480-482, Edizioni Studio Domenicano, 1998.

L'astrologo greco Antioco d'Atene (vissuto all'incirca nel I secolo d.C.)La datazione della vita di Antioco è attualmente incerta, cfr. I Paranatellonta nella letteratura astrologica antica di lingua greca , pp. 17-19, di Lucia Bellizia. sottomise la costituzione collerica all'influsso di Marte,Enzo Barillà, Tipologia psicologica e tipologia astrologica, pag. 7, 2017 ISBN 9781326947477. pianeta maschile dalle qualità bellicose, e del Sole, tradizionalmente caldo e secco.I due trattati astrologici di Antioco, le Eisagogika (Introduzioni) e i Thesauroi (Tesori) sono andati perduti ma ci sono comunque noti grazie a vari frammenti rimasti, oltre a citazioni e riassunti di autori posteriori, cfr. Segni zodiacali tipicamente di fuoco, quindi di carattere collerico, sono poi l'Ariete, il Leone e il Sagittario.H. Freiherr von Klöckler, Astrologia, Scienza Sperimentale, pag. 44, Roma, Mediterranee, 1993.

L'alimentazione consigliata per il collerico, così come quella prescritta in genere per curare un eccesso di bile gialla, consisteva nell'introduzione di cibi freddi e umidi che riequilibrassero l'umore caldo e secco, secondo il principio ippocratico contraria contrariis curantur («i contrari si curano con i contrari»): freddi e umidi erano tradizionalmente considerati, per analogia intuitiva con le loro proprietà, verdure come borragine, cavoli, cetrioli, indivia, acetosa, o frutti come amarene, prugne, meloni, le varietà aspre di arance e melagrane, ecc.Le proprietà medicinali degli alimenti, articolo su «Nexus New Times», n. 117, agosto-settembre 2015, riportato in Galeno di Pergamo (129–201) raccomandava in ogni caso di adottare delle diete personalizzate, che tenessero conto non solo del temperamento prevalente, ma anche dell'età, del sesso, dell'ambiente e dell'attività che si svolgeva.Paolo Giordo, Iniziazione all'alimentazione terapeutica. La salute attraverso il cibo, pag. 42, Roma, Mediterranee, 2007. In presenza di un temperamento naturale e non di patologie, era anzi opportuno assecondarne talvolta la natura con alimenti apportatori della sua medesima qualità, anziché contrastanti.Angela Giallongo, Il bambino medievale: educazione ed infanzia nel Medioevo, pag. 117, Dedalo, 1990.

La mistica medievale Ildegarda di Bingen (1098–1179) tratteggiò le donne colleriche come «intelligenti e simpatiche»,Wighard Strehlow, La medicina di santa Ildegarda. Guida sintetica e pratica, pag. 93, a cura di G. Wälder. trad. it. di L. Arcella, Roma, Mediterranee, 2002. molto fertili, dalla pelle dura, con le vene in evidenza e il colorito pallido. Sono temute e rispettate dagli uomini,Ferruccio Bertini, Franco Cardini, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Claudio Leonardi, Medioevo al femminile, pp. 153-4, Laterza, 2010. i quali «amano il loro carattere, tuttavia provano una certa timidezza nei loro confronti, perché tali donne attraggono gli uomini, ma non si affidano completamente a loro. Sono legate all'uomo in un rapporto di coppia, per cui sono pudiche, danno importanza alla fedeltà ed hanno un rapporto fisicamente sano. Se non si sposano soffrono di dolori fisici, divengono deboli perché non sanno a quale uomo donare la loro fedeltà [...]».

Per il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724–1804), che elaborò una psicologia su basi morali, delle due doti ritenute rilevanti ai fini dell'analisi dei quattro temperamenti, il collerico o bilioso possiede quella dell'intelligenza (o sublime), mentre risulta privo dello spirito (il bello), cosa che lo porta a ricercare un senso dell'onore puramente esteriore, al di fuori di un'autentica nobiltà d'animo:

Secondo la struttura della personalità elaborata dallo psicologo Hans Eysenck (1916–1997), il temperamento collerico è caratterizzato dalla combinazione di estroversione e instabilità emotiva, venendo descritto quindi come intraprendente, irrequieto e aggressivo. Il grafologo Paul Carton (1875–1947) riconosce nel tipo collerico gli imprenditori o coloro che ricoprono ruoli da leader.Marisa Paschero, Grafologia e Grafoterapia, § 6, Roma, Mediterranee, 2013.

Pedagogia Waldorf L'attuale pedagogia di impianto Steiner-Waldorf, che scompone l'essere umano in vari livelli dimensionali, di cui i principali sono il corpo fisico, quello eterico, l'astrale e l'Io, attribuisce al temperamento collerico la predominanza di quest'ultimo. L'individualità dell'Io corrisponde in particolare all'elemento fuoco della dottrina umorale, ed è responsabile di impulsi spirituali che fra i quattro regni antroposofici della natura sono esclusivi dell'essere umano, nel quale si esprimono come capacità di pensiero.Rudolf Steiner, Macrocosmo e microcosmo, conferenza del marzo 1910, in Opera Omnia n. 119. Il bambino collerico tenderà di conseguenza a far prevalere le esigenze individualiste del suo ego, cercando con insistenza di realizzare i propri propositi, pur sentendosi sollecitato ad agire anche dall'ambiente esterno, e andrebbe quindi aiutato ad incanalare ed esprimere al meglio la forza dirompente del suo spirito focoso.

Per riequilibrare gli aspetti ambivalenti del suo temperamento, Steiner raccomanda in ogni caso di evitare le correzioni unilaterali, favorendo semmai un'armonizzazione complessiva dei tratti caratteriali dell'individuo secondo il principio omeopatico similia similibus curantur («il simile si curi col simile»), anche attraverso l'alimentazione: cibi adatti al collerico sono quelli ricchi di luce solare per ricollegarlo alla sua fonte di energia, come frutta, sedano, ravanelli e verdure crude. Sono inoltre consigliati oli vegetali, zucchero integrale non industriale, avena e altri cereali.Paola Giovetti, Bambini cristallo, § 9, Roma, Mediterranee, 2013.

Note

Bibliografia Ippocrate, Aforismi, Palermo, Sellerio Editore, 1999 Gli Aforismi d'Ippocrate e il Commentario di Galeno, a cura di Massimiliano Cardini, Galileiana, 1911 Galeno, Sugli umori, in M. Grant., La dieta di Galeno, Mediterranee, Roma, 2005 Galeno, De sanitate tuenda, trad. e comm. a cura di A. Amerio, Roma 1966 Isidoro di Siviglia, La natura delle cose, a cura di Francesco Trisoglio, Roma, Città Nuova, 2001 Anne H. King-Lenzmeier, Ildegarda di Bingen: la vita e l'opera, Milano, Gribaudi, 2004 Guglielmo Grataroli, Regimen omnium iter agentium, Strasburgo, 1563 William Bullein, The Government of Health, Valentine Sims, Londra, 1595 Henry Butts, Dyets Dry Dinner: Consisting of Eight Severall Courses, Londra, Thomas Creede, 1599 Johannes de Mediolano, Regimen Sanitatis Salernitanum, trad. ingl. di T. Paynell, Londra, B. Alsop e T. Fawset, 1634 Henrik Rantzau, The English mans doctor, trad. ingl. di J. Harington, Londra, Augustine Mathewes, 1624 Paola Capone, L'arte del vivere sano: il Regimen sanitatis Salernitanum e l'età moderna, Guerini e associati, 2005 Hans J. Eysenck, Personality Structure and Measurement (1963), Routledge, 2013 Rudolf Steiner, Il segreto dei temperamenti umani (1909), trad. it. di I. Bavastro, Milano, Antroposofica, 2011

Voci correlate Bile gialla Fuoco (elemento) Quattro temperamenti Segni di fuoco

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