La morfotettonica o morfotectodinamica è il ramo della geologia e della geomorfologia che studia l'effetto morfologico dei movimenti tettonici, a breve e a lungo termine, della superficie terrestre.

Il termine deriva dal Greco antico: μορφή, morphḗ, "forma" e τεκτονικός, tektonikos, "relativo al fabbricare" La morfotettonica studia i rapporti tra le forme del rilievo e i movimenti tettonici, cioè le conseguenze geomorfologiche di questi spostamenti diastrofici avvenuti dall’inizio della storia geologica ad oggi (ad esempio: catena montuosa, scarpata di faglia, frana da terremoto, ecc.); la morfotettonica può essere inoltre suddivisa in:

morfopaleotettonica, se ci si riferisce a movimenti tettonici molto antichi; morfoneotettonica, importante per la valutazione del rischio sismico.

Sono molte le morfologie del rilievo la cui genesi ed evoluzione è primariamente legata a movimenti tettonici. Di seguito saranno descritte le principali.

La forma più tipica e più elementare risultante da un fenomeno di fagliazione tettonica è la scarpata di faglia, cioè il gradino che si genera in corrispondenza del bordo sollevato di una dislocazione. Nella fase iniziale dell’evoluzione morfologica la scarpata di faglia coincide con lo specchio di faglia, una superficie levigata per effetto dei blocchi rocciosi che si sono spostati, con striature o solchi paralleli alla direzione del movimento.

Tra le grandi morfostrutture dei continenti la cui genesi è legata a movimenti tettonici, le catene montuose sono quelle più imponenti e spettacolari. Esse si innalzano nettamente rispetto alle aree limitrofe e sono quasi sempre caratterizzate da un’energia di rilievo estremamente elevata. Lunghe fino a migliaia di chilometri e relativamente strette (le larghezze raggiungono le poche centinaia di chilometri), possono raggiungere quote, di diverse migliaia di metri sul livello del mare e sono intensamente modellate dagli agenti esogeni (le catene montuose sono un tipico esempio di interazione tra agenti endogeni, di costruzione, come i movimenti tettonici, e agenti esogeni, di distruzione, attraverso processi di erosione, trasporto e deposito svolti da agenti del modellamento come il vento, le acque e le nevi). La formazione delle catene montuose è legata ad intensi processi orogenetici, prodotti, secondo la teoria della tettonica delle placche, dall’incontro scontro (collisione) tra due placche continentali, come nel caso della Catena himalayana, o tra una placca continentale ed una placca oceanica, come nel caso della Catena delle Ande.

Morfoneotettonica Secondo quanto indicato dall’Encyclopedia of Geomorphology la neotettonica riguarda lo studio dei movimenti crostali orizzontali e verticali che si sono verificati nel recente passato geologico e che potrebbero essere in corso ancora oggi. La collocazione cronologica dell’intervallo della neotettonica varia, a seconda dei paesi, delle scuole, delle finalità degli studi e delle particolari situazioni geologiche, dal Miocene all’Attuale.

La morfoneotettonica studia i rapporti tra la morfologia terrestre e i movimenti tettonici recenti e attuali. Gli studi di morfoneotettonica si basano sul concetto che, se i movimenti tettonici hanno determinato modificazioni della superficie terrestre, queste (a parità di altre condizioni) appaiono tanto più marcate ed evidenti quanto più il movimento è stato recente.

L’identificazione delle suddette modificazioni, perciò, può far risalire ai movimenti neotettonici e si può valutare l'eventualità che i fenomeni neotettonici che le hanno prodotte possano continuare in un futuro più o meno prossimo.

Note

Bibliografia Ciccacci S. (2019). Le forme del rilievo. Atlante illustrato di geomorfologia. Mondadori Università Panizza M. (2024). Geomorfologia. Nuova edizione. Bonomo

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