Nipote di Vincenzo Grandi, facevano parte di un'importante famiglia di lapicidi attivi nel Nord Italia a partire dal 1422.G.G. Zorzi, 1966, p.85
Biografia
Figlio dello scultore Gian Matteo Grandi, fu sin dall'infanzia iniziato alla carriera paterna dimostrando significative capacità artistiche che gli consentirono ben presto di studiare e lavorare nella bottega dello zio paterno Vincenzo. Fu con lui che si recò a Trento nel 1532 per lavorare alle decorazioni degli interni del Castello del Buonconsiglio commissionate da Bernardo Clesio.F. De Gramatica, 1999, p. 185
Durante il soggiorno trentino i due scultori lavorarono, dal 1534 al 1541, anche alla cantoria nella Chiesa di Santa Maria Maggiore commissionata dal facoltoso commerciante Antonio Ciurletti. La mano di Gian Girolamo in questa opera è probabilmente da riconoscere nei tre busti presenti nella parte inferiore della cantoria che mostrano un linguaggio pienamente cinquecentesco e paragonabili alle opere di Jacopo Sansovino.F. De Gramatica, 1999, p. 187 Verso la metà del XVI secolo, sempre a Trento, i due scultori realizzarono diversi oggetti in bronzo finemente decorati come i secchielli e il campanello da tavola conservati al Castello del Buonconsiglio e i due grandi candelabri collocati nel Duomo.F. De Gramatica, 1999, p. 188
Altre opere di Gian Girolamo, in Trentino, sono il camino della sala delle imprese di Carlo V nel Palazzo delle Albere e le sculture alla sorgente di Belfonte di Villazzano.Passamani, 1995 pp. 297-331
Successivamente Gian Girolamo torna a Padova dove nel 1551 realizza un pastorale per le monache benedettine di Santo Stefano. Nello stesso anno vine incaricato di riparare i reliquiari nella Basilica di Sant'Antonio.F. De Gramatica, 1999, p. 189
Note
Bibliografia G.G. Zorzi, Notizie di artisti della Valle d'Intelvi nei secoli XV e XVI e dello scultore e architetto Rocco figlio di Tommaso del lago di Como conosciuto come "Rocco da Vicenza". Della famiglia de Grandi e in particolare di Vincenzo de Grandi padrino di Andrea Palladio, in Arte Lombarda, XI, 1966, p.85
B. Passamani, Un tajapreda paduano, in Il Castello del Buonconsiglio, I, Percorso nel Magno Palazzo, a cura di E. Castelnuovo, Trento 1995, pp. 297-331
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