Biografia
Figlio di un ricco mugnaio, Josef Mysliveček, con il fratello gemello Joachin, ricevette i primi rudimenti di educazione musicale presso la scuola pubblica locale. Nel 1744 iniziò a studiare letteratura e filosofia all'università di Praga, ma nel marzo del 1753 dovette abbandonare gli studi a causa degli scarsi esiti accademici riportati. Indi nel maggio del 1758, sempre con il fratello, prese in mano l'attività dei genitori, alla quale però, dopo la morte del padre, rinunciò in favore di Joachin. Tornò dunque a Praga dove trovò un'occupazione di violinista presso il coro di una chiesa e dove cominciò a studiare organo sotto la guida di Josef Seger e composizione sotto l'insegnamento di Franz Johann Habermann.
In questo periodo a Praga scrisse le sue prime sinfonie, che riportarono un notevole successo; questo rafforzò la sua decisione di diventare compositore. Quindi nel 1763 si diresse a Venezia per prendere lezioni da Giovanni Battista Pescetti. Nel 1764 mise in scena a Parma la sua prima opera, Medea, riscuotendo uno straordinario successo. Iniziò qui la relazione amorosa con il famoso soprano Lucrezia Aguiari che durerà per molto tempo. Nel 1765 fu la volta della sua seconda opera, La Semiramide, che andò in scena a Bergamo.
Nel 1766 l'impresario del Teatro San Carlo di Napoli, Amadori (già cantante castrato, al secolo Giovanni Tedeschi), lo incaricò di musicare il libretto Bellerofonte di Giuseppe Bonecchi. L'opera fu rappresentata il 20 gennaio 1767 ricevendo moltissimi consensi, tanto che di lì a poco Mysliveček decise di metterne in scena un'altra, Farnace, che il 4 novembre 1767 ebbe un egual successo. Questi trionfi portarono il compositore ceco a essere conosciuto e apprezzato in tutta Italia, tanto che venne soprannominato "Il Venatorini" (traduzione italiana del suo cognome) e "Il divino Boemo".
Negli anni seguenti le sue opere andarono in scena nei maggiori teatri italiani. Nel 1768 fu a Praga, nel 1769 a Venezia, Padova e Firenze e nel 1770 Mysliveček incontrò a Bologna il giovane Wolfgang Amadeus MozartIl 4 agosto 1770, Leopold Mozart scrisse alla moglie: "Nei giorni scorsi è venuto a trovarmi Mysliveček, come anche Manfredini, il castrato...". Durante il soggiorno dei Mozart a Bologna i Mozart incontrarono Mysliveček molto spesso, tanto che il 27 ottobre Leopold scriveva: "È un onest'uomo, e siamo diventati intimi amici", (che in una lettera ebbe a dire di lui "Egli trasuda fuoco, spirito e vitalità"In Classical Composers) incontro dal quale nacque una profonda amicizia. Il giovane Mozart divenne un fervido ammiratore della musica del compositore ceco, che pare abbia avuto una profonda influenza sui suoi lavori giovanili.. Il 15 maggio 1771 diventò "accademico filarmonico" di Bologna.
Nel frattempo la sua gloria aveva superato i confini dell'Italia e si era propagata in quasi tutta Europa; nel 1772 fu a Vienna dove conobbe Charles Burney e nel 1773 a Monaco dove rappresentò l'opera Erifile, che tuttavia non ebbe successo. Tornato a Napoli, compose in appena una settimana Romolo ed Ersilia. In seguito musicò per il San Carlo il Demofonte (rappresentato il 20 gennaio 1775) e l'Ezio (rappresentato il 5 giugno 1775).
Nel 1775 iniziò a mostrare i primi sintomi di quella che nelle lettere (sue e di Mozart) viene chiamata "la malattia" il cui decorso, peggiorato da improvvidi interventi dei medici che Mysliveček aveva consultato, alla fine lo portò a una deformante paralisi facciale e alla perdita dell'olfatto, e fu molto probabilmente la causa della sua morte prematura. Fu questa la ragione dell'operazione che subì a Monaco, nel 1777. Il ventunenne Mozart lo visitò all'ospedale e ne scrisse al padre."Caro padre, Il motivo per cui non ti ho ancora parlato di Mysliveček è che a malapena riesco a pensare alla sua condizione. Dopo aver saputo quanto mi ha lodato in ogni occasione, dover sapere che ora tutti lo compatiscono! Essendo nella stessa città, dovevo assolutamente visitarlo.... Anche se i medici mi avevano assicurato che il suo morbo non è più contagioso, ho preferito incontrarlo nel giardino. Il suo aspetto mi commosse quasi fino alle lacrime. Mi strinse la mano, dicendo "Vedete amico mio, quanto sono infelice". E pure, se non fosse per il suo volto, non si noterebbe quasi alcuna differenza. Si è un po' smagrito, ma è ancora vigoroso e pieno di vita. Tutta Monaco parla del suo oratorio "Abrameo ed Isacco", che è appena uscito qui. Scrivetegli appena avete un momento, lo renderete felice. Egli è così solo qui...." Lettera di Mozart da Monaco, 11 ottobre 1777, citata in e per esteso in .
La natura della malattia non è chiara. Molti commentatori ritengonoIn Mozart ForumRAI Radio Tre: Sandro Cappelletto - Programma Momus, 17/11/2012 si trattasse di sifilide. Secondo le lettere scritte da Mysliveček stesso (di cui pochissime sono state tramandate) la deformazione del volto era invece dovuta agli interventi medici su una ferita che aveva riportato nel ribaltamento del calesse su cui viaggiava, e che si era infettata.
Nel 1777 rappresentò di nuovo a Monaco l'opera Ezio e l'oratorio Abramo ed Isacco ottenendo larghe approvazioni. Ritornato a Napoli, continuò la sua gloriosa attività di compositore d'opere; andarono in scena il 4 novembre 1778 Olimpiade e il 13 agosto 1779 Il Demetrio. Dopo le rappresentazioni di queste due opere lasciò per l'ultima volta Napoli per dirigersi a Venezia, poi a Milano e infine a Roma, dove, il 4 febbraio 1781, morì in miseria, malato e quasi dimenticato. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, dove un suo buon amico inglese, Mr.Barry, gli fece erigere un monumento funebre, che oggi è scomparso. In sua memoria è stata recentemente apposta in questa stessa chiesa una lapide-cenotafio bilingue con profilo in bronzoCarlo Raso, Roma.Guida Musicale. Tutta la città in 34 itinerari, Sorrento, Di Mauro, 2009..
Considerazioni sull'artista
Dedito soprattutto alla lirica, Mysliveček rimase sempre fedele alle convenzioni dell'opera seria italiana, senza approfondire gli aspetti drammatici nelle sue opere. Benché considerato il padre dell'opera ceca, e benché fosse senz'altro uno dei primi compositori cechi a diventare un famoso operista, bisogna osservare che il suo linguaggio operistico non presenta caratteristiche propriamente ceche, bensì solamente quelle dell'opera seria italiana.
Come compositore spaziò al di fuori dell'ambito lirico scrivendo molte sinfonie, concerti, trii, quartetti, quintetti, ottetti, sonate per violino e musica per tastiera. Non tralasciò nemmeno il campo dei lavori sacri, dove si trovano messe, salmi e oratori.
Lavori Musica vocale Messe Paerum elegans in re maggiore (1772); Messa in re maggiore (circa 1772); Litanie in re maggiore (circa 1777); Requiem in mi bemolle maggiore;
Salmi e altri lavori sacri Veni sponsa Christi in sol minore (1771); Beatus Bernardy in si maggiore (circa 1772); Ave splendens caeli in sol maggiore; Laudate Dominum in fa maggiore; Salve Regina in fa maggiore;
Oratori Il Tobia (1769, Padova); I pellegrini al sepolcro (1770, Padova, perduto); Adamo ed Eva (24 maggio 1771 Firenze); Betulia liberata (1771, Padova, perduto); Giuseppe riconosciuto (circa 1771, Padova, perduto); La passione di Gesù Cristo (1773, Firenze); La liberazione d'Israel (1775, Praga, perduto); Isacco, figura del redentore (1776, Firenze; 1777 Monaco);
Cantate Il parnasso confuso (circa 1765, Praga); Narciso al fonte (1768, Padova, perduta); Cantata per S.E. Marino Cavalli (1768, Padova, perduta); Cantata pro omni solenitate (1769, Praga); Alceste e Fileno (prima del 1770, Praga); 6 Cantate a 3 voci (Napoli, perdute); L'Elfrida (1774, Firenze, perduta); Enea negl'elisi ovvero Il tempio dell'eternità (1777, Monaco, perduta); Armida (circa 1779); Ebbi non ti smarrir; La tempesta; 3 notturni;
Opere Le opere sono in ordine cronologico; l'acronimo PR sta per "prima rappresentazione".
Medea (1764, Parma, Teatro Ducale) Semiramide (Libretto: Pietro Metastasio, PR: 1766, Bergamo); Il Bellerofonte (Libretto: G. Bonechi, PR: 20 gennaio 1767, Napoli, Teatro San Carlo); Farnace (Libretto: Antonio Maria Lucchini, PR: 4 novembre 1767, Napoli, Teatro San Carlo); Il trionfo di Clelia (Libretto: P. Metastasio, PR: 26 dicembre 1767, Teatro Regio di Torino, con Caterina Gabrielli); Il Demofoonte (Libretto: P. Metastasio, PR: 1769, Venezia, Teatro San Benedetto); L'Ipermestra (Libretto: P. Metastasio, PR: 1769, Firenze); La Nitteti (Libretto; P. Metastasio, PR: 1770, Teatro Comunale di Bologna); Motezuma (Libretto: V.A. Cigna-Santi, PR: 23 gennaio 1771, Firenze, Teatro della Pergola); Il gran Tamerlano (Libretto: A. Piovene, PR: 26 dicembre 1771, Milano, Teatro Regio Duc); II Demetrio (Libretto: P. Metastasio, PR: 1773, Pavia, Teatro Nuovo); Romolo ed Ersilia (Libretto: Pietro Metastasio, PR: 13 agosto 1773, Napoli, Teatro San Carlo con Gaspare Pacchierotti); Antigona (Libretto: G. Roccaforte, PR: 26 dicembre 1773, Torino, Teatro Regio); La clemenza di Tito (Libretto: P. Metastasio, PR: 26 dicembre 1773, Venezia, Teatro San Benedetto); Atide (Libretto: T. Stanzani, PR: 1774, Padova); Artaserse (Libretto: P. Metastasio, PR: 13 agosto 1774, Napoli, Teatro San Carlo con Antonia Bernasconi e Giusto Fernando Tenducci); Il Demofoonte (Libretto: P. Metastasio, PR: 20 gennaio 1775, Napoli, Teatro San Carlo); Ezio (Libretto: P. Metastasio, PR: 5 giugno 1775, Napoli, Teatro San Carlo con Gaspare Pacchierotti); Adriano in Siria (Libretto: P. Metastasio, PR: 1776, Firenze, Teatro Cocomero); Ezio (Libretto: P. Metastasio, PR: 1777, Monaco); La Calliroe (Libretto: M. Verazi, PR: 30 maggio 1778, Napoli, Teatro San Carlo con Luigi Marchesi e Giovanni Ansani); L'Olimpiade (Libretto: P. Metastasio, PR: 4 novembre 1778, Napoli, Teatro San Carlo con Marchesi ed Ansani); La Circe (Libretto: D. Perrell, PR: 1779, Venezia, Teatro San Benedetto); Il Demetrio (Libretto: P. Metastasio, PR: 13 agosto 1779, Napoli, Teatro San Carlo); Armida (Libretto: Giovanni Ambrogio Migliavacca e Giacomo Durazzo (conte), PR: 26 dicembre 1779, Milano, Teatro alla Scala con Caterina Gabrielli, Luigi Marchesi e Valentin Adamberger); Medonte (Libretto: G. de Gamerra, PR: Carnevale 1780, Roma, Teatro Argentina); Antigono (Libretto: P. Metastasio, PR: Primavera 1780, Roma, Teatro delle Dame);
Melodrammi Theoderich und Elisa (circa 1778)
Musica per orchestra Sinfonie Sinfonia in do maggiore, 1762; 6 sinfonie a quattro op. 1 (re maggiore, sol maggiore, do maggiore, fa maggiore, sol minore, re maggiore), 1764; 3 sinfonie (re maggiore, mi bemolle maggiore, si maggiore = ouverture da "Il tronfi di Celia"), 1769; 3 sinfonie (fa maggiore, re maggiore, sol maggiore), prima del 1770; 6 sinfonie a 8 (re maggiore = ouverture da "Semiramide", sol maggiore, do maggiore, fa maggiore, si maggiore, mi bemolle maggiore), prima del 1771; 6 sinfonie a 8 (re maggiore, fa maggiore, la maggiore = Ouvertüre zu Alceste e Fileno, C-Dur, sol maggiore = ouverture dal "Il parnaso confuso", re maggiore), prima del 1771; Sinfonia in re maggiore, circa 1771; Sinfonia in mi bemolle maggiore circa 1771; 3 sinfonie (fa maggiore, re maggiore, do maggiore), circa 1771; Sinfonia in re maggiore, circa 1771; 4 ouverture (do maggiore, la maggiore, fa maggiore, re maggiore, si maggiore, sol maggiore), 1772; 6 sinfonie (sol maggiore, mi bemolle maggiore, la maggiore, mi maggiore, re maggiore, si maggiore), circa 1775 (riarrangiati anche come quartetti); 6 sinfonie (re maggiore, si maggiore, sol maggiore, mi bemolle maggiore, do maggiore, fa maggiore, perduto), 1776-77; 6 sinfonie da orchestra (re maggiore = Ouvertüre zu Antigona, sol maggiore = ouverture da "Ezio" (1775), re maggiore = ouverture da "Il Demofoonte" (1775), si maggiore = overtura da "Artaserse", re maggiore = overtura dal "Il Demetrio" (1773), re maggiore = overtura da "Adriano in Siria");