La carestia nordcoreana (in coreano: 조선기근) colpì il paese dal 1994 al 1998 nell'insieme della crisi economica nota come la Marcia ardua o la Marcia della sofferenza (고난의 행군).

La carestia venne provocata da vari fattori, tra cui la perdita del supporto sovietico dopo lo scioglimento dell'URSS che portò ad un crollo della produzione di cibo e di importazioni. La crisi venne esacerbata da alluvioni e siccità, ed il governo nordcoreano con il suo sistema di pianificazione economica si dimostrò troppo inflessibile per arginare concretamente il disastro. Le stime delle vittime sono molto variabili: su una popolazione di circa 22 milioni di abitanti, un numero di nordcoreani compreso tra i e i muore a causa di inedia o di malattie legate alla malnutrizione, con un picco di decessi nel 1997. Un censimento del 2011 fatto dal Ufficio del censimento degli Stati Uniti stima il numero per eccesso di morti tra il 1993 ed il 2000 dai 500 000 a 600 000 civili.

La marcia ardua Il titolo di "Marcia ardua", o "La marcia della sofferenza", divenne una metafora della carestia in base alla campagna di propaganda dello Stato. Il Rodong Sinmun invitava i cittadini nordcoreani ad invocare la memoria di una fiaba apocrifa del periodo in cui Kim Il-sung era un comandante di un piccolo gruppo di guerriglia anti-giapponese. La storia, ricordata come la Marcia ardua, veniva descritta come "una lotta contro migliaia di nemici a venti gradi sotto lo zero, affrontando una forte bufera di neve e l'inedia, con la bandiera rossa che sventolava davanti alle file."

Come parte della campagna di Stato, l'uso di parole come 'carestia' e 'fame' venne bandito poiché esse esprimevano il fallimento del governo. I cittadini che sostenevano che le morti venivano provocate dalla carestia, rischiavano di trovarsi in seri problemi con le autorità.

Contesto La grande carestia nordcoreana costituì un evento centrale della storia del Paese, forzando il regime e il suo popolo a cambiare in maniera drastica e inaspettata.

Soltanto il 20% circa del terreno montuoso della Corea del Nord è coltivabile e molti campi sono liberi dal ghiaccio solo per sei mesi, permettendo solamente un raccolto all'anno. Il paese non è mai stato autosufficiente per quanto riguarda il cibo e molti esperti considerano questa situazione irrealistica.

Verso la fine degli anni ottanta, l'Unione Sovietica si stava avviando verso un importante periodo di riforme politiche ed economiche avviate da Michail Gorbačëv, e iniziò a richiedere alla Corea del Nord i pagamenti per tutti gli aiuti, una somma che il governo di Pyongyang non poteva restituire. Il 26 dicembre, l'Unione Sovietica venne dissolta, interrompendo così ogni commercio e sostegno, come ad esempio il petrolio meno caro. Senza il supporto sovietico, il flusso delle importazioni nel settore agricolo nordcoreano si fermò ed il governo si dimostrò troppo inflessibile nel cercare di affrontare la situazione, mentre nel 1991 le importazioni di energia caddero del 75%. L'economia cadde in una spirale che portò ad un crollo sia delle importazioni sia delle esportazioni: le miniere di carbone allagate necessitavano di energia elettrica per pompare fuori l'acqua, e la penuria di carbone peggiorava ancora di più la mancanza di elettricità, l'agricoltura faceva affidamento su sistemi di irrigazione alimentati a energia elettrica e fertilizzanti sintetici e pesticidi, e fu un grave colpo che portò il Paese verso il collasso economico.

La maggior parte dei Nordcoreani aveva vissuto la fame ben prima della metà degli anni novanta. Il Paese venne una volta sfamato da un sistema economico pianificato che aveva portato ad una sovrapproduzione di cibo, raggiunto molto tempo fa il limite della capacità produttiva e che non poteva rispondere efficacemente agli shock economici esogeni.

Le compagnie commerciali statali della Corea del Nord emersero come dei mezzi alternativi per condurre delle relazioni economiche con altri Paesi. Negli ultimi vent'anni, queste aziende di Stato sono diventate delle importanti fonti di finanziamento del regime, con una percentuale di tutti i ricavi destinati "direttamente ai conti personali di Kim Jong-il ... [che erano stati] usati per assicurare e mantenere la fedeltà della leadership superiore."

Ben presto il Paese istigò delle misure di austerità, incentivando la campagna "mangiate due pasti al giorno", ma queste misure si dimostrarono inadeguate nel fermare il declino economico. Il professor Hazel Smith dell'Università di Cranfield sostiene nel suo libro "Hungry for Peace" che :Senza l'aiuto da questi paesi, la Corea del Nord non fu più in grado di rispondere in maniera adeguata all'imminente carestia. Per un po' di tempo, la Cina riempì il vuoto lasciato dal crollo dell'URSS e garantì allo Stato nordcoreano rifornimenti di cibo e sostegni economici. Nel 1993, la Cina forniva alla Corea del Nord con il 77% delle importazioni di carburante ed il 68% delle importazioni di cibo, rendendo così il paese dipendente dalla potenza asiatica. Nello stesso anno la Cina si ritrovò con il proprio deficit di grano e necessitò di valuta forte, tagliando così gli aiuti alla Corea del Nord.

Nel 1997, So Kwan-hui, il ministro nordcoreano dell'agricoltura, venne accusato di spionaggio per conto degli Stati Uniti e di sabotaggio dell'agricoltura nazionale per portare il Paese verso la carestia. Di conseguenza, venne condannato a morte per fucilazione dal governo nordcoreano.

Cause

Alluvioni e siccità Il declino economico e le politiche fallimentari favorirono il contesto per la carestia, ma le alluvioni nella metà degli anni novanta risultarono una causa immediata e quelle di luglio e agosto del 1995 furono di "proporzioni bibliche" secondo degli osservatori indipendenti. Si stima che le alluvioni colpirono circa il 30% del territorio nordcoreano.

Nel 1995 furono distrutti ettari di terre coltivabili, raccolti, riserve di grano ed infrastrutture economiche e sociali. L'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari riportò che "tra il 30 luglio e il 18 agosto 1995, le piogge torrenziali hanno causato devastanti alluvioni nella Repubblica Popolare Democratica di Corea. In un'area della contea di Pyongsan nello Hwanghae Settentrionale, sono stati registrati 877 mm di pioggia caduti in sette ore, un'intensità di precipitazioni mai vista in quest'area.[...] Il flusso d'acqua nel fiume Amnoc, che percorre il confine con la Cina, era stimato a 4,8 miliardi di tonnellate in periodo di 72 ore. Un'alluvione di questa grandezza non è mai stata registrata in più di 70 anni."

I problemi maggiori causati dalle alluvioni non erano soltanto la distruzione delle terre arabili e dei raccolti, ma soprattutto la perdita delle scorte d'emergenza di grano poiché molte di queste venivano conservate nel sottosuolo. Secondo le Nazioni Unite, le alluvioni del 1994 e del 1995 avevano distrutto circa 1,5 milioni di tonnellate di riserve di grano,Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, "Consolidated UN Inter Agency-Appeal," 1 luglio 1996-21 marzo 1997. ed i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie hanno affermato che 1,2 milioni di tonnellate (o il 12%) del grano prodotto è andato perduto con l'alluvione del 1995. Ci furono altre alluvioni maggiori nel 1996 ed una siccità nel 1997.

La Corea del Nord perse l'85% della sua capacità elettrica a causa dei danni provocati dalle alluvioni alle infrastrutture come gli impianti idroelettrici, miniere di carbone e strumenti di distribuzione e trasporto.David F. Von Hippel e Peter Hayes, "North Korean Energy Sector: Current Status and Scenarios for 2000 and 2005," in Economic Integration of the Korean Peninsula, ed. Noland. Gli ufficiali dell'ONU riportarono che la mancanza di elettricità tra il 1995 e il 1997 non era stata causata da una carenza di petrolio, poiché soltanto due delle ventiquattro centrali energetiche generavano energia con esso. Circa il 70% dell'elettricità generata in Corea del Nord proveniva infatti dalle centrali idroelettriche e le siccità del 1996 e del 1997 (e la rottura di una delle grandi turbine dello Yalu) provocarono ulteriori cali di corrente in tutto il paese, riducendo il trasporto su rotaia, che in seguito portarono alle carenze di carbone per le centrali termoelettriche responsabili della produzione del 20% del fabbisogno energetico del paese.Ian Davies, citato in "Waters of Prosperity".

Uno studio del 2008, tuttavia, non evidenziò alcuna variazione nella nutrizione dei bambini nelle contee interessate da inondazioni e in quelle non alluvionate.

Fallimento del sistema pubblico di distribuzione La vulnerabilità della Corea del Nord alle alluvioni e alla carestia venne esacerbata dal fallimento del sistema pubblico di distribuzione. Il regime infatti rifiutò di perseguire politiche che avrebbero permesso l'importazione e la distribuzione indiscriminata di cibo in tutte le regioni del Paese. Il cibo venne distribuito alle persone in base ai loro ideali politici e al loro grado di fedeltà nei confronti dello Stato secondo un sistema stabilito dai Decreti del gabinetto 96 e 102 nel novembre del 1957 e riassunto nella seguente tabella (bisogna ricordare che il Programma alimentare mondiale considera una porzione di 600 grammi di cereale al giorno inferiore alla razione di sopravvivenza): CategoriaTotale allocatoOperai industriali privilegiati900 grammi/giornoOperai ordinari700 grammi/giornoPensionati300 grammi/giornoBambini tra i 2 e i 4 anni200 grammi/giorno Tuttavia, l'estensione del periodo di carenze di cibo mise un freno al sistema e diffuse l'ammontare delle allocazioni disponibili di cibo in modo rado tra i gruppi, colpendo il 63% della popolazione che era completamente dipendente dalla distribuzione pubblica. Il sistema nutriva nel 1997 soltanto il 6% della popolazione. AnnoCambiamenti1987Ridotto del 10%1992Ridotto ancora del 10%1994La razione di 470 grammi al giorno ridotta a 4201997Razione di 128 grammi al giorno Il totale annuale di cibo che un contadino poteva ottenere si ridusse dai 167 ai 107 kg.

Cause a lungo termine La carestia è stata anche un risultato del culmine di una lunga serie di decisioni mediocri del governo che si sono accumulate nei decenni. Il tentativo di seguire un modello di economia chiusa portò il regime ad abbandonare la possibilità di entrare nei mercati internazionali ed importare il cibo invece di restringere la domanda, inoltre i tentativi di aumentare le esportazioni e guadagnare valuta estera nella zona economica speciale di Rason furono fallimentari. Il governo nordcoreano perse anche l'opportunità per un'opzione a breve termine di prendere prestiti dall'estero e finanziare le importazioni di cibo dopo essersi dimostrato inadempiente con i prestiti stranieri negli anni settanta.

Sistema sanitario

Le forniture mediche inadeguate, la contaminazione dell'acqua e dell'ambiente, frequenti cali di corrente e una preparazione non aggiornata portarono ad una crisi del sistema sanitario nordcoreano che si sommò alla devastazione. Secondo una delegazione UNICEF del 1997, gli ospedali erano puliti ma i reparti erano privi anche delle strumentazioni più semplici come sfigmomanometri, termometri, bilance, bacinelle reniformi, spatole, flebo e altro. Molti pazienti erano trattati con flebo casalinghe fatte con bottiglie di birra e palesemente non sterili. Non vi erano le soluzioni per la reidratazione orale e nemmeno i farmaci basilari come analgesici e antibiotici.UNICEF, "DPRK Mission Report", 1997

Malnutrizione diffusa