La presidenza di James Madison ebbe inizio il 4 marzo 1809 con la cerimonia d'insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America e terminò il 4 marzo 1817. Madison assunse l'incarico di quarto presidente degli Stati Uniti dopo aver battuto il suo avversario Charles Cotesworth Pinckney alle elezioni presidenziali del 1808.

Fu rieletto quattro anni dopo, sconfiggendo DeWitt Clinton alle elezioni presidenziali del 1812.

La sua presidenza fu dominata quasi interamente dalla guerra anglo-americana. Gli succedette il segretario di Stato James Monroe, un membro del Partito Democratico-Repubblicano.

Elezioni presidenziali del 1808

Alla fine del secondo mandato di Thomas Jefferson, essendo ormai nota la sua decisione di ritirarsi, Madison emerse come il principale candidato alla presidenza del Partito Democratico-Repubblicano per le elezioni del 1808. Oltre a Madison, era candidato il deputato John Randolph, leader di un gruppo democratico-repubblicano noto come Tertium Quids, che si era opposto a molte delle iniziative di Jefferson. Un altro gruppo di democratico-repubblicani di New York era favorevole a nominare candidato il vicepresidente in carica George Clinton. Al caucus del Congresso per la nomina, Madison sconfisse Clinton e il candidato appoggiato dai Tertium Quid, James Monroe. Poiché il Partito Federalista, all'opposizione, si era ormai sostanzialmente dissolto al di fuori della Nuova Inghilterra, alle elezioni generali Madison sconfisse facilmente il candidato federalista, Charles Cotesworth Pinckney. Madison ottenne 122 voti elettorali contro i 47 di Pinckney, mentre Clinton ricevette sei voti elettorali per la presidenza dal suo Stato natale di New York. Clinton fu anche rieletto vicepresidente, sconfiggendo facilmente il federalista Rufus King per la vicepresidenza.

Amministrazione Gabinetto ministeriale

Partiti politici

Dipartimento Incarico Ritratto Nome Mandato Inizio Termine Presidente   James Madison 4 marzo 1809 4 marzo 1817 Vicepresidente   George Clinton 4 marzo 1809 20 aprile 1812   Elbridge Gerry 4 marzo 1813 23 novembre 1814 Segretario di Stato   Robert Smith 6 marzo 1809 1º aprile 1811   James Monroe 6 aprile 1811 4 marzo 1817 Segretario al tesoro   Albert Gallatin 4 marzo 1809 8 febbraio 1814   George Washington Campbell 9 febbraio 1814 5 ottobre 1814   Alexander James Dallas 6 ottobre 1814 21 ottobre 1816   William Harris Crawford 22 ottobre 1816 4 marzo 1817 Segretario alla Guerra   William Eustis 7 marzo 1809 13 gennaio 1813   John Armstrong Junior 13 gennaio 1813 27 settembre 1814   James Monroe 27 settembre 1814 2 marzo 1815   William Harris Crawford 1º agosto 1815 22 ottobre 1816   *** George Graham 22 ottobre 1816 4 marzo 1817 Procuratore generale   Caesar Augustus Rodney 4 marzo 1809 5 dicembre 1811   William Pinkney 11 dicembre 1811 9 febbraio 1814   Richard Rush 10 febbraio 1814 4 marzo 1817 Direttore generale delle poste   Gideon Granger 4 marzo 1809 17 marzo 1814   Return Jonathan Meigs 17 marzo 1814 4 marzo 1817 Segretario alla Marina   Paul Hamilton 15 maggio 1809 1º gennaio 1813   William Jones 19 gennaio 1813 1º dicembre 1814   Benjamin Williams Crowninshield 16 gennaio 1815 4 marzo 1817

Vicepresidenza George Clinton fu in carica come vicepresidente dal 4 marzo 1809 fino alla sua morte, avvenuta il 20 aprile 1812. Clinton fu il primo vicepresidente a morire in carica. All'epoca non esisteva alcuna norma costituzionale riguardo alla sostituzione del vicepresidente durante il mandato, la carica rimase vacante; il 25° emendamento fu ratificato solo nel 1967. Dopo la vittoria democratico-repubblicana alle elezioni presidenziali del 1812 con la riconferma di Madison alla presidenza, Elbridge Gerry divenne vicepresidente il 4 marzo 1813.

Nomine giuridiche Durante la sua presidenza, Madison ebbe l'opportunità di nominare due giudici nella Corte Suprema. La prima occasione fu alla fine del 1810, in seguito alla morte del giudice associato William Cushing. Poiché i giudici della Corte Suprema dell'epoca dovevano presiedere processi in diverse sedi giudiziarie, Madison dovette trovare un sostituto per Cushing, proveniente dal Massachusetts, che vivesse anch'egli nella Nuova Inghilterra. Tuttavia, c'erano pochi potenziali candidati qualificati e compatibili ideologicamente e politicamente. Su raccomandazione di Jefferson, Madison offrì inizialmente la carica all'ex procuratore generale Levi Lincoln Sr., che però rifiutò a causa di problemi di salute. Madison nominò quindi Alexander Wolcott, un sostenitore dichiarato dei Democratico-Repubblicani, ma la sua nomina fu respinta dal Senato. Il candidato successivo fu John Quincy Adams, all'epoca ambasciatore in Russia, che però rifiutò poiché aspirava a candidarsi un giorno alla presidenza. Infine, nonostante le obiezioni di Jefferson, Madison offrì la carica a Joseph Story, un giovane avvocato democratico-repubblicano che aveva votato contro l'embargo durante il suo unico mandato alla Camera dei Rappresentanti. Story fu rapidamente confermato dal Senato e rimase in carica fino al 1845. Un altro posto vacante si creò nel 1811, in seguito alla morte del giudice associato Samuel Chase. Madison nominò al suo posto Gabriel Duvall il 15 novembre 1811. Duvall fu confermato dal Senato il 18 novembre 1811 e si insediò lo stesso giorno.

Agenda economica anteguerra

Madison cercò di proseguire il programma di Jefferson e nel suo discorso inaugurale chiese tasse basse e una riduzione del debito pubblico. Uno dei problemi più urgenti che Madison dovette affrontare al suo insediamento fu il futuro della Prima Banca degli Stati Uniti, poiché la concessione ventennale della banca sarebbe scaduta nel 1811. Un secondo problema importante era l'economia, che era entrata in una fase di recessione verso la fine del secondo mandato di Jefferson. Gallatin era favorevole al rinnovo della concessione della banca poiché essa rappresentava un'importante fonte di capitale e un luogo sicuro dove depositare i fondi governativi, soprattutto in periodi di difficoltà economiche. Tuttavia, la maggior parte dei Democratico-Repubblicani avversava la banca, che consideravano uno strumento corrotto gestito dalle élite cittadine. Madison non prese una posizione netta sulla questione e il Congresso lasciò che la concessione della banca nazionale scadesse.

Florida occidentale

L'acquisizione della Florida occidentale dalla Spagna era stata uno degli obiettivi principali del presidente Jefferson. Jefferson e James Monroe, che avevano negoziato l'acquisto della Louisiana, sostenevano che l'acquisto includesse anche la Florida occidentale, e Madison continuava a sostenere questa tesi. A causa della guerra peninsulare in corso, la Spagna esercitava uno scarso controllo reale sulle sue colonie e in particolare sulla Florida occidentale e orientale. Madison era particolarmente preoccupato dalla possibilità che gli inglesi prendessero il controllo della regione che, insieme al Canada, avrebbe dato all'Impero britannico il controllo di territori ai confini settentrionali e meridionali degli Stati Uniti. Tuttavia, gli Stati Uniti erano riluttanti a intraprendere una guerra per annettere il territorio, temendo che la Francia o la Gran Bretagna potessero intervenire..

Madison inviò William Wykoff nella Florida occidentale nella speranza di convincere i coloni della regione a chiedere l'annessione agli Stati Uniti. Anche grazie all'insistenza di Wykoff, gli abitanti della Florida occidentale tennero la Convenzione di St. Johns Plains nel luglio del 1810. La maggior parte dei membri eletti alla convenzione era nata negli Stati Uniti ed era in larga parte favorevole all'indipendenza dalla Spagna. Tuttavia, temevano che dichiarare l'indipendenza avrebbe provocato una reazione militare spagnola. Nel settembre del 1810, dopo aver appreso che il governatore spagnolo della Florida occidentale aveva richiesto assistenza militare alla Spagna, una milizia composta da abitanti della Florida occidentale e guidata da Philemon Thomas conquistò il forte spagnolo di Baton Rouge. I principali esponenti della Convenzione di St. Johns Plains proclamarono la Repubblica della Florida Occidentale e chiesero che Madison inviasse soldati per impedire una risposta da parte della Spagna. Su sua propria iniziativa, il governatore del Territorio del Mississippi, David Holmes, inviò in Florida soldati dell'esercito degli Stati Uniti. Madison annunciò, in quella che sarebbe stata poi chiamata la "proclamazione d'ottobre", che gli Stati Uniti avevano preso il controllo della Repubblica della Florida occidentale e l'avevano assegnata al Territorio di New Orleans. La Spagna mantenne comunque il controllo della parte a est del fiume Perdido. Madison reclutò inoltre George Mathews perché sobillasse rivolte contro la Spagna nei territori ancora da essa controllati, ma i suoi tentativi furono infruttuosi. La Spagna avrebbe in seguito riconosciuto la sovranità degli Stati Uniti sulla Florida occidentale nel 1819 con il trattato Adams-Onís, in cui la Spagna cedette anche il controllo della Florida orientale.

Affare Wilkinson Il generale James Wilkinson era stato nominato governatore del Territorio della Louisiana da Jefferson nel 1805. Nel 1809 Madison gli affidò il comando di Terre aux Boeufs, sulla costa della Louisiana, per proteggere gli Stati Uniti da un'invasione. Wilkinson si dimostrò un generale incompetente; molti soldati si lamentarono della sua inefficacia: le tende erano difettose e si ammalarono di malaria, dissenteria e scorbuto; decine di soldati morivano ogni giorno. Wilkinson si giustificò e una lunga inchiesta del Congresso si concluse senza risultati. Madison mantenne Wilkinson al suo posto per via della sua influenza politica in Pennsylvania. Dopo due sconfitte subite per mano degli inglesi, Madison lo sollevò definitivamente dal servizio attivo nel 1812.

Guerra anglo-americana Preludio Le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche avevano travolto l'Europa fin dai primi anni del 1790. Napoleone aveva ottenuto una vittoria decisiva nella battaglia di Austerlitz nel 1805 e, di conseguenza, l'Europa rimase in gran parte in pace per i successivi anni, ma le tensioni continuarono nei mari, dove gli Stati Uniti commerciavano da tempo sia con la Francia sia con la Gran Bretagna. Gli Stati Uniti trassero beneficio da queste guerre per gran parte del periodo precedente al 1807, poiché la marina mercantile americana si espanse e Napoleone vendette il territorio della Louisiana agli Stati Uniti.

Nel 1807 il governo britannico annunciò gli Ordini del Consiglio, che prevedevano un blocco navale contro l'Impero francese. I francesi annunciarono come risposta che si sarebbero riservati il diritto di sequestrare qualsiasi nave americana che commerciasse con i porti britannici, ma questo proposito ebbe un effetto piuttosto scarso a causa del predominio della Royal Navy. Replicando ai sequestri britannici e francesi delle navi americane, la presidenza Jefferson fece approvare la legge sull'embargo del 1807, che bloccò il commercio americano con l'Europa.