La nazionale maschile di calcio degli Emirati Arabi Uniti () è la squadra maschile maggiore di calcio che rappresenta la United Arabic Emirates Football Association (la Federazione calcistica degli Emirati Arabi Uniti affiliata alla FIFA, all'AFC e alla WAFF).
Conta una partecipazione alla fase finale del campionato del mondo (, dove fu eliminata al primo turno) e vanta un secondo posto e due terzi posti in Coppa d'Asia, oltre alla vittoria di due Coppe del Golfo (2007 e 2013).
Storia Esordi La nazionale emiratina giocò il suo primo match il 17 marzo 1972 contro il (vittoria per 1-0) a Riad, qualche mese dopo la proclamazione di indipendenza degli Emirati Arabi Uniti. Il gol decisivo fu segnato da Ahmed Chowbi. In quei giorni affrontò tre altre nazionali arabe: perse per 4-0 contro l' e per 7-0 contro il e vinse per 3-0 contro il
Dal 1972 prese parte alla Coppa delle nazioni del Golfo, che ospitò nel 1982, ottenendo tre terzi posti consecutivi.
Prime partecipazioni alla Coppa d'Asia Qualificatasi per la fase finale della Coppa d'Asia 1980, giocata in Kuwait, la nazionale emiratina affrontò i padroni di casa (futuri vincitori del torneo), la , la e il Qatar nel gruppo B. Dopo il pareggio per 1-1 contro il Kuwait perse gli altri tre incontri, terminando il torneo al quinto posto nel suo girone e nono generale.
Gli Emirati Arabi si qualificarono anche per la Coppa d'Asia 1984 a Singapore e per la Coppa d'Asia 1988 in Qatar, edizioni in cui l'eliminazione arrivò sempre al primo turno. Il 7 dicembre 1984 ottennero la prima vittoria nelle fasi finali del torneo, contro l', sotto la guida del CT Heshmat Mohajerani.
Nel 1984 il CT Mohajerani si dimise e fu sostituito dal brasiliano Carlos Alberto Parreira, che guidò la squadra nella Coppa d'Asia 1988, per poi lasciare il suo posto al connazionale Mário Zagallo.
Mondiale 1990 Sotto la gestione Zagallo la nazionale emiratina si qualificò per la prima volta alla fase finale di un mondiale, guadagnando l'accesso a . Prima della fase finale Parreira tornò a guidare la nazionale al posto del dimissionario Zagallo.
Inserita in un difficile girone comprendente (poi vincitrice del torneo), e , la squadra di Parreira totalizzò tre sconfitte in tre partite, segnando due gol e subendone undici. Perse per 2-0 contro la Colombia, per 5-1 contro la Germania Ovest e per 4-1 contro la Jugoslavia. Khalid Ismaïl contro la Germania Ovest mise a segno il primo gol emiratino nelle fasi finali dei mondiali.
Parreira fu esonerato dopo il mondiale.
Due anni dopo, nella Coppa d'Asia 1992, gli Emirati Arabi Uniti ottennero il quarto posto.
Coppa d'Asia 1996 La nazionale emiratina, padrona di casa nella Coppa d'Asia 1996, si preparò al torneo ingaggiando il CT croato Tomislav Ivić nel 1995. Nella fase finale fu inserita in un gruppo con Kuwait, Corea del Sud e . Dopo il pari contro i sudcoreani (1-1) arrivarono due vittorie, contro Kuwait (3-2) e Indonesia (2-0), che garantirono il primo posto nel girone con sette punti in classifica. Ai quarti di finale gli Emirati Arabi Uniti ebbero la meglio sull'Iraq (1-0 con il golden gol di Abdulrahman Ibrahim al 103º minuto di gioco) e in semifinale contro il Kuwait (1-0), qualificandosi per la prima volta per la finale. Nell'atto conclusivo del torneo si arresero all'Arabia Saudita ai tiri di rigore, ottenendo comunque un ottimo secondo posto, miglior risultato di sempre della squadra emiratina nel torneo.
Alla FIFA Confederations Cup 1997 furono presenti anche gli Emirati Arabi vice-campioni d'Asia, dato che l'Arabia Saudita, campione d'Asia in carica, era già qualificata per il torneo in quanto paese ospitante. Persero per 2-0 contro l', poi batterono il per 1-0 e furono nuovamente sconfitti (per 6-1) dalla nell'ultima partita, uscendo così dal torneo.
Anni bui e Coppa del Golfo 2007
Malgrado le buone prestazioni nella Coppa d'Asia 1996, gli Emirati Arabi Uniti mancarono la qualificazione alla Coppa d'Asia 2000, la cui fase finale si tenne in Libano. Terminarono successivamente all'ultimo posto il girone della Coppa del Golfo 2002.
Gli anni a venire furono caratterizzati da altri insuccessi. La squadra emiratina fu eliminata al primo turno della Coppa d'Asia nelle edizioni 2004, 2007 e 2011 (edizione, quest'ultima, conclusa senza gol all'attivo).
In questo periodo sulla panchina emiratina sedettero, tra gli altri, Carlos Queiroz (1999), Roy Hodgson (2002-2004) e Dick Advocaat (2005). Nel 2006 fu la volta di Bruno Metsu, che aveva guidato il ai quarti di finale del . Il tecnico francese condusse gli Emirati Arabi Uniti alla vittoria della Coppa del Golfo 2007, primo titolo nella storia della nazionale.
Ottimi risultati (dal 2012) Nel 2012 sulla panchina della squadra arrivò Mahdi Ali, che aveva guidato la nazionale emiratina Under-23 alla sua prima partecipazione alle Olimpiadi. Lavorando con i giovani, egli seppe formare un ottimo sodalizio, in grado di vincere la Coppa del Golfo 2013.
Nell’ottobre 2012, il sito ufficiale della Asian Football Confederation (AFC) pubblicò un articolo sulla campagna della nazionale degli Emirati Arabi Uniti per la qualificazione alla Coppa d'Asia 2015, in cui la squadra veniva definita con l’espressione razzista "sand monkey" (“scimmia della sabbia”). Questo grave episodio fu il risultato indiretto di un atto di vandalismo sulla voce Wikipedia dedicata alla nazionale emiratina, da cui il sito dell’AFC aveva tratto automaticamente il contenuto. Di fronte all’indignazione suscitata, la AFC fu costretta a presentare pubbliche scuse.
Nella fase conclusiva della Coppa d'Asia 2015, in Australia, gli Emirati Arabi Uniti affrontarono , , . Battuto per 4-1 il Qatar all'esordio, sconfissero anche il Bahrein (2-1), qualificandosi così per la fase a eliminazione diretta. Nel terzo incontro del girone persero per 1-0 contro l'Iran, ma guadagnarono comunque il secondo posto in classifica. Nei quarti di finale ebbero la meglio sul ai tiri di rigore, per poi perdere per 2-0 la semifinale contro l' padrona di casa e futura vincitrice del torneo. Gli Emirati Arabi vinsero poi per 3-2 la finale per il terzo posto contro l'
La squadra emiratina non riuscì poi a qualificarsi per il . Giunta seconda nel gruppo A di seconda fase delle eliminatorie AFC dietro l', si piazzò quarta nel girone B di terza fase, pur avendo piazzato l'attaccante Ahmed Khalil in testa alla classifica dei marcatori, a pari merito con altri due giocatori. Il commissario tecnico argentino Edgardo Bauza fu dunque esonerato e rimpiazzato dall'italiano Alberto Zaccheroni.
In qualità di paese organizzatore della Coppa d'Asia 2019, gli Emirati Arabi Uniti si qualificarono d'ufficio alla fase finale del torneo. Qui vinsero il proprio girone con un pareggio (1-1 contro il ), una vittoria (2-0 contro l') e un altro pareggio (1-1 contro la ), per poi eliminare agli ottavi di finale il (3-2 dopo i tempi supplementari) e ai quarti di finale l' campione in carica (1-0), ma in semifinale subirono una clamorosa sconfitta contro il (0-4). Zaccheroni si dimise alla scadenza del contratto con la federazione.
Nelle qualificazioni al la squadra emiratina riuscì a superare il girone di secondo turno e si piazzò terza nel proprio girone di terzo turno, qualificandosi allo spareggio con la terza classificata nell'altro girone, l'. A ottenere un posto nel play-off contro il furono, però, gli australiani, che sconfissero gli emiratini per 2-1 allo stadio Ahmed bin Ali di Ar Rayyan, in Qatar.
Nella Coppa d'Asia 2023, tenutasi in Qatar nel gennaio dell'anno successivo, gli emiratensi finirono dietro all' e davanti a una miracolosa e a (unico eliminato nel gruppo C), con 4 punti al pari degli stessi palestinesi. Ma a sorpresa, agli ottavi di finale persero contro il , che mai prima d'ora si era qualificato in una Coppa d'Asia, nella lotteria a rigori per 5-3 dopo l'1-1 ai supplementari.
Negli ultimi anni, in particolare dopo il 2019, gli Emirati Arabi Uniti hanno iniziato a concedere la cittadinanza a calciatori su scala più ampia, seguendo un modello già adottato da Paesi come il Qatar e approfittando dei criteri di eleggibilità più flessibili stabiliti dalla FIFA. Prima di questo periodo, la presenza di giocatori naturalizzati nel contesto della nazionale emiratina era stata relativamente rara, con Omar Abdulrahman, nato in Arabia Saudita come unica grande eccezione di rilievo. Successivamente, il ritmo delle naturalizzazioni è aumentato, in gran parte sulla base del requisito dei cinque anni di residenza. Tra i primi casi di alto profilo figurano Sebastián Tagliabúe dell’Al Wahda e Fábio Lima e Caio Canedo dell’Al Wasl, che hanno tutti ottenuto la cittadinanza emiratina all’inizio del 2020. Nel marzo 2025, la nazionale aveva incluso dodici giocatori naturalizzati nella propria rosa.
Rivalità Le rivalità più sentite e forti della nazionale degli Emirati Arabi Uniti sono con , , e . Qatar La rivalità con il è particolarmente sentita nella Coppa delle nazioni del Golfo, che costituisce il torneo in cui le due squadre si sono affrontate più volte. In seguito alla crisi diplomatica con il Qatar, le tensioni sono aumentate, come dimostrato da un episodio avvenuto durante il Campionato asiatico di calcio Under-19 2018 in Indonesia in cui all'inizio di una partita il capitano della nazionale degli Emirati si rifiutò di stringere la mano al capitano qatariota. In quel torneo, gli Emirati sconfissero il Qatar per 2–1, ma furono comunque eliminati nella fase a gironi, mentre il Qatar si qualificò successivamente alla Campionato mondiale di calcio Under-20 2019. Fino al 2020, ed Emirati hanno disputato 31 incontri ufficiali, la maggior parte dei quali in gare competitive della Coppa delle nazioni del Golfo; la prima sfida vide la vittoria degli Emirati per 1–0. Sono stati disputati solo due incontri amichevoli, l’ultimo dei quali si è tenuto nel 2011 ed è terminato con una vittoria degli Emirati.
Nella Coppa d'Asia 2019, ospitata proprio dagli Emirati, il Qatar travolse gli avversari per 4–0, prima vittoria qatariota sugli Emirati dal 2001, in un contesto di forti tensioni e violenze. La partita fu segnata da episodi spiacevoli, tra cui il lancio di bottiglie e scarpe da parte di alcuni tifosi emiratini, che si verificò per tutta la durata del match e divenne ancora più intenso man mano che il Qatar dimostrava la propria superiorità sulla squadra ospitante. Prima dell’incontro, il pubblico degli Emirati aveva anche fischiato l’inno nazionale del Qatar. I due Paesi avevano un rapporto ostile e avevano interrotto le relazioni diplomatiche a causa della Crisi diplomatica del Qatar, scoppiata nel 2017. Dopo la partita, i tifosi emiratini reagirono con disgusto e furia per l’umiliante sconfitta della nazionale di casa, e tentarono persino di fare irruzione nello stadio per avviare una possibile rissa con la squadra del Qatar, senza però riuscirci. La sconfitta rappresentò anche il primo insuccesso degli Emirati contro il Qatar dal 2002, interrompendo così una striscia di imbattibilità lunga 17 anni contro i rivali del Golfo. Forti critiche furono rivolte agli Emirati per non essere riusciti a contenere il comportamento violento dei tifosi durante la gara. Inoltre, questa fu la peggior sconfitta di sempre degli Emirati contro il in una competizione ufficiale, primato poi superato dalla disfatta per 5–0 nella Coppa araba FIFA 2021.