Le posizioni anarchiche nei riguardi della sessualità sin dalle sue origini hanno svolto un ruolo sostanziale nella promozione della "libertà d'amore". I sostenitori dell'amore libero hanno a volte rintracciato le loro radici nella persona di Josiah Warren oltre che nelle "comunità sperimentali", osservando la "libertà sessuale" come un'espressione primaria della "proprietà di sé" o "auto-proprietà", appartenente quindi di diritto ad ogni singolo individuo.

La posizione espressa nella concezione di "amore libero" ha fatto in modo di accentuare con una particolare attenzione i diritti delle donne, in tutte le loro principali accezioni. Nel Greenwich Village di New York esponenti del femminismo socialista e rifacentesi alla bohème tardo Ottocentesca sostennero con decisione l'auto-realizzazione e quindi anche il piacere sessuale sia per gli uomini che per le donne in egual misura.

In Europa e nell'America del Nord il movimento dell'"amore libero" combinò idee rinnovate riprese dal socialismo utopico con l'ideologia dell'anarchismo e del femminismo; il tutto per attaccare fino in fondo il moralismo sessuale intriso d'ipocrisia dell'età vittoriana (la cosiddetta moralità vittoriana).

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX all'interno del movimento libertario si sviluppò una tendenza essenzialmente a favore della "libera unione tra singoli", con l'emergere dell'importanza di un'educazione sessuale, l'affermazione e il consolidamento dell'anarco-femminismo e l'avvento dei successivi movimenti sociali per i diritti di lesbiche, gay e bisessuali (quello che diverrà il movimento LGBT volto a realizzare i diritti LGBT nel mondo).

Le questioni relative alla "libertà sessuale" continuano ad essere ampiamente dibattute all'interno dell'anarchismo. Fino ai tempi odierni gli anarchici hanno anche preso posizione su altri vari argomenti legati alla storia della sessualità umana come la pornografia, il BDSM e l'industria del sesso.

Gli esordi

I principali pensatori anarchici maschi - con la notevole eccezione di Pierre-Joseph Proudhon - sostennero sempre con forza la conquista dell'uguaglianza sociale e dell'uguaglianza di genere da parte delle donne. Michail Bakunin ad esempio si schierò opponendosi al patriarcato e al modo in cui l'apparato legislativo vigente "sottopone le donne al dominio assoluto dell'uomo"Bakunin on Anarchism, p. 396..

Sostenne inoltre che i relativi diritti civili "devono appartenere nella loro totalità e in egual maniera sia agli uomini che alle donne", di modo che queste ultime possano ""diventare indipendenti e autonome ed essere finalmente libere di forgiare il proprio stile di vita". Sempre Bakunin - tra le altre cose - aveva anche previsto "la piena libertà sessuale per le donne" e la fine della "giurisprudenza della famiglia fondata dallo Stato autoritario"Bakunin on Anarchism, p. 397..

Proudhon d'altra parte considerò invece l'istituto familiare come l'unità più basilare sia della società che della moralità e pensò che le donne avessero su di sé la responsabilità di svolgere il ruolo di genere tradizionale loro assegnato dalla storia all'interno della famigliaBroude, N. and M. Garrard (1992). The Expanding Discourse: Feminism And Art History. p. 303. Westview Press. .

Nel suo saggio intitolato L'anima dell'uomo sotto il socialismo Oscar Wilde si dimostrò un appassionato sostenitore della creazione di una struttura sociale radicalmente improntata all'egualitarismo in cui la ricchezza viene condivisa da tutti (socialismo libertario), mentre però al contempo mette in guardia contro i pericoli insiti in una visione del socialismo fondata sul totalitarismo la quale non farebbe altro che distruggere completamente l'individuo.

Più tardi l'autore di origini irlandesi avrà l'occasione di commentare:

Questa idea politica con la sua direttrice principale rivolta al libertarismo - parte della sinistra politica - venne condivisa, oltre che da Wilde, anche da altre eminenti figure le quali parteciparono in qualità di attivisti alla campagna civile per l'emancipazione dell'omosessualità verso la fine del XIX secolo, tra cui i britannici John Henry Mackay ed Edward CarpenterSecondo il suo biografo Neil McKenna, Wilde faceva parte di un'organizzazione segreta che mirava a legalizzare l'omosessualità, ed era noto tra il gruppo come il leader della "Causa". (McKenna, Neil. 2003. The Secret Life of Oscar Wilde.).

Nell'agosto del 1894 Wilde ebbe a scrivere al proprio giovane amante, "Lord" Alfred Douglas, per narrargli di una "pericolosa avventura" accadutagli:

Louise Michel Figlia naturale - la cui effettiva paternità rimase sempre incerta - di una domestica ed un anonimo membro della piccola nobiltàDictionnaire des anarchistes : , molto poco si sa sulla vita privata di Louise Michel (1830 - 1905), soprannominata da Paul Verlaine (o da Clovis Hugues) la "Vergine rossa"André Joucla-Ruau, Mélanges à la mémoire d'André Joucla-Ruau, vol. 1, Éditions de l'Université de Provence, 1978, .

La sua stretta vicinanza al più che maturo Victor Hugo, il suo amore platonico rivolto a Théophile Ferré, le sue assidue compagnie femminili con Paule Mink e Nathalie Lemel, la lunga relazione intrattenuta con Charlotte Vauzelle da lei chiamata "la mia compagna per 15 anni" verso la fine della sua esistenza.

Il giorno del rito funebre Séverine (pseudonimo di Caroline Rémy de Guebhard), libertaria e femminista a sua volta, ne pronunciò l'elogio nei termini seguentiClaire Auzias, Louise Michel est-elle féministe ?, in Centenaire de la mort de Louise Michel : hommage à une femme d’exception, Centre régional de documentation pédagogique d’Aix-Marseille, Canopé (Réseau de création et d'accompagnement pédagogiques), 2005, : "Nella nostra lingua di oggi, potremmo facilmente immaginare una relazione lesbica, ma Louise Michel è stata sovente criticata per il suo comportamento, che era piuttosto qualificabile in realtà come una gran puritana alla prova dei fatti"Élisabeth Claude, Louise Michel, Une grande figure de l'anarchisme. Ni vierge, Ni rouge!, .

Le posizioni da lei assunte nei riguardi delle relazioni tra uomini e donne sono note:

Per quanto riguarda la prostituzione le sue osservazioni rimangono inequivocabili:

Voltairine de Cleyre Voltairine de Cleyre (1866 - 1912) nel suo saggio del 1890 Sex Slavery (l’Esclavage sexuel, ) condanna senza mezzi termini tutti gli ideali di bellezza i quali incoraggiano le donne fin dalla più tenera giovinezza a deformare i propri corpi; ma anche le stesse pratiche educative, che solamente nell'apparenza e superficialmente formano dei bambini che appartengono ad un sesso o ad un altro.

Il titolo del saggio si riferisce non tanto alla prostituzione, sebbene venga menzionato anche questo argomento, quanto piuttosto alle legislazioni vigenti inerenti al matrimonio le quali consentono agli uomini di usare violenza sessuale sulle proprie mogli senza per questo dover incorrere in alcuna conseguenza penalmente rilevante. Tali leggi rendono di fatto

Per lei il termine "matrimonio" non è altro che un nome alternativo per indicare la schiavitù sessuale: un rapporto sessuale non consenziente, anche se tra un marito e a propria moglie, non è pertanto altro che uno "stupro legalizzato" tramite il matrimonio e la famiglia. Le donne hanno quindi il dovere assoluto di riacquistare il pieno possesso del loro corpo.

In Les barrières de la liberté, una conferenza che tenne il 15 marzo del 1891, disse che il matrimonio era la garanzia legale della sottomissione delle donne: una società veramente libera non può perciò prodursi senza l'emancipazione e la ribellione delle donne alle leggi imposte dal maschioHélène Hernandez, Femmes et anarchistes : Voltairine de Cleyre et Emma Goldman, Le Monde libertaire, n° 1741, 15 maggio 2014, .

Nel 1907 alla conferenza intitolata Le Mariage est une mauvaise action (Il matrimonio è un'azione malvagia)Voltairine de Cleyre, Le mariage est une mauvaise action, texte traduit, annoté et présenté par Yves Coleman, Éditions du Sextant, 2009., un'autentica supplica a favore dell'amore libero, dichiara che solamente la distanza consente il più pieno sviluppo delle relazioni amorose. Il "contratto matrimoniale", che impone una costante promiscuità di anime e corpi, va quindi contro l'amoreFemmes et anarchistes, recueil de textes de Voltairine de Cleyre et Emma Goldman, Éditions BlackJack, préf. Émilie Notéris, traduction de l’anglais (États-Unis) Léa Gauthier, Yves Coleman, Marco Sylvestro, Anna Gruzynski, Jean René David, Les Presses du réel, 2014, .

Già nel 1895, nell'ambito di un incontro dedicato alle questioni femminili per la "Ligue libérale", affermerà:

Per tutta la sua vita continuerà imperterrita a combattere il "sistema del dominio maschile". Secondo l'analisi dello storico Paul Avrich, "gran parte della sua rivolta fu scaturita per esperienza personale, come la trattarono cioè la maggior parte degli uomini che hanno condiviso parte della sua vita [...] e la trattavano niente più che come un oggetto sessuale, una macchina da riproduzione e allevamento o - nella migliore delle ipotesi - niente più che una serva personale"Chris Crass, Courte biographie de Voltairine de Cleyre, traduit par Yves Coleman, in Le mariage est une mauvaise action, Éditions du Sextant, 2009, .

Virginia Bolten e La Voz de la Mujer Tra il 1896 e il 1897 La Voz de la Mujer (e La Voix de la femme in lingua francese) apparve in Argentina, si trattò della prima pubblicazione dell'anarco-femminismo nel mondoLibcom, No God, no boss, no husband : The world’s first anarcha-feminist group, , Ni dieu, ni maître, ni mari : La Voz de la Mujer - Argentine 1896-97, , 3 janvier 2012.. In epigrafe campeggiò fin da subito il motto: "Né dio, né padrone, né marito" (o in alternativa "Nessun dio, nessun padrone, nessun marito").

La figura di punta del giornale si rivelerà ben presto essere Virginia Bolten, una femminista rivoluzionaria e appartenente all'anarco-comunismo più libertario. Non fu il primo giornale femminile stampato nell'America Latina, ma il primo giornale femminista e rivoluzionario rivolto esplicitamente alla classe operaiaJoël Delhom, La voix solitaire de la femme anarchiste argentine à la fin du XIXe siècle, colloque international Les représentations des relations amoureuses et des sexualités dans les Amériques, HCTI, Université de Bretagne-Sud, avril 2011, .

Il foglio fece appello alle donne perché si ribellassero contro l'oppressione maschile, ma pur senza abbandonare al contempo la lotta a favore del proletariato. Esso criticò ferocemente tutte le forme di autorità, da quella ecclesiastica al datore di lavoro, dallo Stato alla famiglia.

Le redattrici denunciarono il loro ruolo di mero oggetto sessuale e dissero a che tipo di nuova relazione invece aspirassero, sotto lo sguardo beffardo dei maschi della loro stessa classe sociale e la riprovazione della società perbenista di matrice borghese.

Voz de la Mujer giunse a creare una notevole tensione all'interno dello stesso "Mouvement libertaire" (Movimiento libertario) in quanto molti dei suoi attivisti considerano alcune delle sue posizioni come degli attacchi pregiudiziali sferrati contro il sesso maschile, il che portò la redazione a chiarire la propria esatta posizione.

L'istituzione del matrimonio fu uno degli obiettivi polemici principali del giornale, in quanto "considera le donne come il collegamento più oppresso nella catena dello sfruttamento"; difese l'ideale dell'"amore libero" dal punto di vista dell'autonomia personale, senza però per questo mettersi della parte della "promiscuità universale".

Amore libero Stati Uniti