Fivizzano (AFI: o «con -z- sonora la p[ro]n[uncia] loc[ale], attestata almeno dal '300 e domin[ante], oltre che in Lunigiana, nella Tosc[ana] nord-occid[entale]; con -z- sorda la p[ro]n[uncia] prevale[ente] nel resto di Tosc[ana] e anche più nelle altre regioni» ; Fiuzan nel dialetto della Lunigiana) è un comune italiano di abitanti della provincia di Massa-Carrara in Toscana. Ampie parti del suo territorio sono comprese in due parchi: il Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane.

Terra abitata già dalla preistoria, come dimostra il ritrovamento a 700 metri dal suo centro della statua stele di Verrucola con il vicino menhir preistorico del Masso di Nazio e il sovrastante sito cerimoniale preistorico, ricco di coppelle, del Masso di Santa Caterina e ancora la Grotta delle Fate di Turlago e di ben quattordici statue stele in tutto il territorio comunale, fu insediamento dei Sengauni o Liguri Apuani.

Devastato dal terremoto del 1920, durante la seconda guerra mondiale Fivizzano fu sconvolta dalle truppe d'occupazione nazifasciste che insanguinarono il territorio comunale con una serie di stragi, come quelle di Mommio, San Terenzo Monti e Vinca, dove complessivamente furono assassinati oltre quattrocento civili. Per i sacrifici e le sofferenze patite durante il conflitto il comune di Fivizzano è stato insignito della medaglia d'argento al valor militare e della medaglia d'oro al merito civile.

Geografia fisica Territorio Fivizzano si trova a 326 , sulle pendici sud-occidentali dell'Appennino tosco-emiliano nella Lunigiana, sulla Strada statale 63 del Valico del Cerreto. È situata alla sinistra del torrente Rosaro su un contrafforte pianeggiante che si distende fra il monte Tergagliana ed il monte Grosso, in posizione panoramica verso la valle nella Lunigiana orientale. È dominata alle sue spalle dall'alta cima montuosa del "Gendarme", il torrione roccioso accanto al monte La Nuda, spesso imbiancato. Il territorio comunale fivizzanese, il secondo più vasto della provincia di Massa-Carrara dopo quello di Pontremoli, si estende dalle vette dell'Appennino tosco-emiliano, come il monte La Nuda e la Cima Belfiore, a nord-est alle cime delle Alpi Apuane, come il Pizzo d'Uccello, a sud abbracciando le vallate dei torrenti Rosaro, Aulella e Lucido.

Il territorio fa parte del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane; tuttavia nel comune insistono alcune cave di marmo, duramente criticate dal movimento No Cav.

Clima

Posizionata a 330 metri sul mare, protetta dai monti alle spalle su un pianoro che scende verso il fiume Rosaro, risente dell'aria che gira e si canalizza verso il passo del Cerreto, per cui è luogo di frescura e dall'aria salubre.

Giovanni Targioni Tozzetti nell'anno 1777 così la descriveva nella Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana: «Siccome il clima salubre, e l'aria purgata e sottile del luogo influisce sulla buona costituzione dei nervi, e sulla vivacità delle funzioni mentali, così Fivizzano ha sempre prodotto persone di ingegno elevato».Targioni-Tozzetti, Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana, tomo XI, Firenze Stamperia Granducale 1777, pp. 445-446

Origini del nome

Storia

Prima di Roma

Ritrovamenti di statue stele nella frazione di Moncigoli e reperti vari testimoniano l'antichissima presenza (dal 3000 al 2500 a.C.) di popolazioni in questa zona.

Più tardi si consolida la presenza di popolazioni Liguri apuani in tenace lotta e alterne vicende contro l'espansione romana.

Roma

Dopo la definitiva sconfitta dei Liguri nel 179 a.C. la zona viene romanizzata. Il luogo di Fivizzano costituisce una stazione di sosta lungo la via dell'Appennino.

Fivizzano «dicesi che sia, dov' era l'antico Viracelum, che pone il Claudio Tolomeo al sinistro lato della Magra, e il Filippo Cluverio favorisce una tale interpretazione credendolo la nostra Verrucola».Efemeridi Biennali di Aronte Lunense - Doppio Lunario Storico, economico e letterario della Lunigiana, Livorno, Stamperia Gio Falorni, 1779, p. 63. Su tale interpretazione si cimentò anche lo storico locale Pier Carlo Vasoli nel 1732.Pier Carlo Vasoli e il suo Manoscritto, Edizione del Comune di Fivizzano, aprile 2011, per conto di Maria Pacini Fazzi Editore, pp. 146 - 151. Infatti, nel Medioevo, Fivizzano veniva identificata prima come Forum Verrucolae Bosorum e poi come Forum Fivezani e questo, assieme alla posizione fisica sulla piantina antica, rimanda alla identificazione di Fivizzano con quel Foro Clodi della Tavola Peutingeriana.

Fivizzano era dunque una tappa e una stazione di sosta, prima di affrontare il valico, su quella strada fra Lucca e Parma (Via Nuova Clodia, quella Strada delle cento miglia che secondo vari storici transitava per il passo del Lagastrello, l'antico "Malpasso"), in un punto nodale che incrociava la strada proveniente da Luni.

Interpretazione questa dello storico e archeologo Ubaldo Formentini che aggiungeva: «Il vocabolo forum non va inteso in senso lato, cioè nel significato generico che si traduce anche nella parola volgare fiera, ma implica il ricordo preciso dell'antica istituzione politico-amministrativa che il vocabolo designa nel linguaggio giuridico romano. Sappiamo infatti che i fòri erano istituti quasi municipali che i Romani fondavano lungo il percorso delle grandi strade, per sopperire a necessità di convegno e di scambio fra popolazioni distanti dai grandi centri urbani, a cui attribuivano speciali funzioni amministrative riguardanti, appunto, la cura delle strade e l'organizzazione dei servizi pubblici di trasporto: a ciò si univa, sistematicamente l'impianto di un presidio militare. Ecco dunque per qual ragione troviamo, nel luogo di Verrucola -Fivizzano, strettamente uniti, in modo da formare per lungo tempo un organismo solo, un fòro ed un castello… Col risorgere della vita municipale e mercantile, nel secolo XII, il fòro riprese il suo posto e salì, in breve tempo, a prestigio e floridezza di vero e proprio centro urbano».

Le vicende del luogo restano legate alla colonizzazione romana e si intrecciano comunque con le vicende della vicina Luni, il centro senza dubbio più importante di tutta la zona durante tutta l'epoca classica.

Nella ripartizione dell'Italia disposta da Augusto la zona di Fivizzano è inclusa nella Regio VII Etruria.

Agli inizi del V secolo, alla fine dell'Impero romano, per la regione si apre il periodo alto medievale.

Medioevo Una delle prime date in cui compare il nome di Fivizzano nelle carte d'archivio è quella del 13 giugno 1229 nel Codice Pelavicino ed ancora prima in una bolla del pontefice Eugenio III del 1149. Questi dati, però, non danno una precisa idea sull'epoca in cui collocare l'origine del paese, perché in tempi più antichi il paese veniva chiamato col nome del vicino castello della Verrucola, dipendendo dalla Verrucola de' Bosi non solo per la giurisdizione civile ma anche per quella spirituale. I fivizzanesi, infatti, utilizzavano la chiesa proto-romanica della Verrucola per i riti civili e la chiesa di Pognana per le funzioni dei morti e questo fino a quando non fu eretta a parrocchia la loro chiesa, nel 1377.

Nel medioevo, quindi, la sua storia veniva identificata con quella del castello della Verrucola, ampliato nella prima metà del secolo XIV dal famoso feudatario Spinetta Malaspina detto "Il Grande" e ubicato sulla collina adiacente all'abitato. L'esistenza del villaggio è forse antecedente la costruzione del fortilizio, come dimostra l'impianto urbanistico allungato, tipico dei luoghi di presidio dei valichi. Ed è proprio per venire incontro alle esigenze di assistenza dei viandanti diretti o provenienti da oltralpe, oltre che di quelle proprie dei residenti, che nel 1352 il marchese Spinetta Malaspina della Verucola Bosorum, del ramo dello "Spino Fiorito", con testamento olografo dispose «che uno Spedale per ogni maniera di infermità si erigesse nel Foro Verrucolae cioè nella città di Fivizzano». Ad amministrare la pia istituzione vennero chiamati i monaci ospitalieri di S. Antonio della Congregazione di Vienne, cittadina romana di Francia, i quali avevano come sigillo una tau da cui il nosocomio ha preso il nome e lo stemma. È da rilevare che comunque i monaci antoniani erano già a Fivizzano dalla prima metà del secolo XIII. La prima sede dell'ospedale, il cosiddetto "Ospedalino", sorse nel Borgo (oggi via Labindo). La sede fu poi trasferita nell'anno 1724 nel nuovo ospedale costruito su progetto dell'architetto fiorentino Giovan Battista Foggini e sotto la nuova amministrazione della compagnia di Santa Elisabetta, che rendeva conto al vescovo di Luni e Sarzana. Infine, nel 1892, a seguito della chiusura del convento dei francescani, l'ospedale andò ad occupare i locali dei religiosi sul "col di San Francesco", ove ancor oggi prosegue la sua attività.

Dal XIV secolo al XVI secolo

Per la sua importanza strategica a controllo dei passi appenninici, Fivizzano è stata più volte travagliata da incursioni ostili nel corso dei secoli: nel 1317 dai soldati di Castruccio Castracani, che obbligarono il marchese Spinetta Malaspina a rifugiarsi a Verona. Nel 1430, quando fu occupato dall'armata dei Visconti di Milano comandata da Niccolò Piccinino.

Per secoli Fivizzano fu governata da un ramo dei Malaspina, fino a quando, nel 1477, passò sotto il dominio di Firenze, complice l'appoggio del marchese Gabriele II Malaspina di Fosdinovo, che fino alla morte di Lorenzo de' Medici fu uno dei più importanti alleati della Repubblica. Con la dedizione a Firenze, firmata il 7 marzo 1477 alla presenza di Lorenzo il Magnifico, prendeva vita il Capitanato di Fivizzano, comprendente, oltre alle ventisei Ville di Terra e Corte, altri ventuno Castelli che si aggiunsero in seguito a Firenze, nonché l'antica Potesteria di Albiano e CaprigliolaIl Capitolo Primo della Dedizione di Fivizzano a Firenze ripeteva «Che il Comune e la Corte di Fivizzano in ogni tempo possino godere ciascun beneficio, privilegio e favore che godono i veri et originari Cittadini Fiorentini, e quanto alle predette cose sino trattati come se fossero della Città, Contado e Distretto di Firenze»..

Questo territorio, circondato dalle Repubbliche di Lucca e Genova, dai Ducati di Massa e Carrara, Parma e Modena e dal Marchesato di Fosdinovo, diventò per i popoli confinanti un importante luogo d'incontro per i loro scambi commerciali.

«Bello era allora vedere in Fivizzano 5 o 6 fondachi forniti d'Ori, d'Argenti, di scarlatti, e di altre Robbe di grande valore, e altrettanti ricchi spedizionieri, e cambisti di monete, i quali inviavano i suddetti doviziosi generi, e le droghe per la Lombardia»Da resoconto del Conte Luigi Fantoni..

Con il denaro circolarono le idee e le invenzioni; qui si aprì una delle prime stamperie d'Italia, anche Fivizzano contribuì alla nascita della stampa a caratteri mobili. Dal 1471 al 1474 Jacopo da Fivizzano e suoi compagni, con il motto Comites in amore benigni ("Compagni nello stesso amore"), iniziarono a stampare con caratteri tipografici italiani opere di Virgilio, Cicerone, Sallustio, Giovenale ed altri. In questa piccola cittadina si stampò il "libro" (incunabolo) due anni prima di Genova, tre prima di Torino, cinque prima di Bruxelles, sei di Lucca, nove prima di Londra.