Biografia Ippolito Chizzola, Canonico regolare lateranense, era il settimo figlio del cavalier dottor Giovanni, membro di una famiglia gentilizia bresciana. Già a dodici anni entrò nell'abbazia di San Salvatore a Brescia. Fu ordinato sacerdote all'età di 17 anni. Fu un importante predicatore e si oppose alle eresie del suo tempo. Nel 1565 fu nominato vescovo di Termoli, ma morì nello stesso anno a Padova, prima di prendere possesso della diocesi. All'inizio fu molto influenzato dai religiosi della riforma protestante, fu uno dei suoi sostenitori e dovette quindi giustificarsi a Roma davanti al Sant'Uffizio, dove viene chiamato in un processo contro i "dissidenti", e difendersi anche davanti all'Inquisizione, fino a quando nel 1551 finalmente ammise i suoi errori. La sua vita, le sue opere e il processo dell'Inquisizione sono ampiamente trattati nel libro di Giorgio Caravale. Fu ai suoi tempi un predicatore ben noto; predicava, secondo una biografia contemporanea, in molte città come Cremona, Pavia, Venezia, Genova e Mantova, dove era molto vicino ai Gonzaga. Fu consigliere del vescovo di Brescia al Concilio di Trento. Nel 1561 fu incaricato da papa Pio IV di scrivere un memorandum sulla riforma della chiesa e di acquistare libri teologici controversi. C'era un piano per far discutere i teologi sulle dottrine controverse, e specialmente sull'autorità del papato. Chizzola intervenne con l'influente cardinale inquisitore Michele Ghislieri, affermando che si dovessero presentare gli argomenti dei protestanti secondo gli scritti originali (in fonte) e non dai libri dei teologi controversi cattolici - una proposta eccellente, ma sulla cui esecuzione non si sa nulla. Era particolarmente attivo contro gli eretici, come al Concilio, nel 1561, con un rapporto contro Pietro Paolo Vergerio, ma può aver simpatizzato in qualche modo con la Riforma. Una novità era che scriveva le sue relazioni in italiano e non in latino. Tra il 1555 e il 1562 fu più volte a Roma. Riferì a Cosimo I de' Medici sugli avvenimenti romani e sul processo che Pio IV aveva avviato contro Carlo Carafa e Giovanni Carafa, al termine del quale il Papa fece condannare a morte e strangolare il cardinale Carafa.Scrisse diversi libri e testi, ad esempio, in difesa delle decisioni del Concilio tridentino e dedicò questi scritti a Carlo Borromeo. Nel 1565 fu nominato vescovo di Termoli e dovette intraprendere un viaggio in Boemia a nome del Papa per predicare contro le eresie. Tuttavia, morì poco prima a Padova e fu sepolto nella chiesa di San Giovanni di Verdara. C'è una medaglia di bronzo con il suo ritratto, che è un onore raro. Esiste anche un olio dipinto nel 1556 da Sofonisba Anguissola, che si trova alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. Un altro segno dell'importanza di Chizzola per l'Ordine degli Agostiniani è un medaglione-affresco dipinto da Ignatz Gottlieb Kröll dopo il 1731 sulla parete sud della biblioteca del monastero di Vorau in Stiria.

Opere Discorsi per confutar le particolari heresie, Venezia, 1562 All'illustrissimo ... signor Ercole Gonzaga, Tubinga, 1561 All'illustrissimo cardinale di Trento, Tubinga, 1562 Ai reverendissimi vescovi congregati a Trento, Tubinga, 1562 Risposta ... alle bestemmie et maldicenze contenute in tre scritti di Paolo Vergerio contra l'indittione del concilio pubblicata da papa Pio quarto. Venezia, 1562 Del culto e invocation de' santi in Prediche di diversi illustri theologi et catholici predicatori della parola di Dio, Venezia, 1566 (postumo)

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