LAssociazione Calcio Monza, società calcistica italiana con sede nella città di Monza, viene fondata nel 1912.
Storia Gli esordi
Il calcio a Monza arrivò nei primi anni del Novecento quando vennero fondate le prime società cittadine, tra cui Pro Victoria, Pro Monza e la Pro Italia. Queste ultime due società poi si fusero dando vita alla sezione calcistica del Veloce Club Monzese. Il 1º settembre 1912 venne fondato il Monza F.B.C.. La prima sede del neonato club trova spazio presso il Caffè Pasticceria Roma. La prima vittoria ufficiale è datata 20 settembre, pochi giorni dopo la fondazione, quando i biancazzurri (colori utilizzati nelle prime apparizioni) batterono la Juventus Italia per 2-1 sul campo di Triante. Articolo di Monza News del 18 settembre 2009 in riferimento alla prima vittoria biancorossa e ad altre date storiche, allora chiamato fuori porta perché situato fuori dai limiti daziari cittadini di Via Cavallotti.
Nel 1913 la sezione calcio si staccò dalla polisportiva ciclistica: cambiò nome in Pro Monza e fondendosi con i dissidenti della Forti e Liberi sotto il nome di Juventus F.C. e con il Monza F.B.C. nacque lA.C. Monza. Le prime partite vennero disputate contro squadre della Brianza e del Ticino. Il primo trofeo conquistato dalla squadra monzese fu la Coppa Colli, battendo in finale per 3-2 il .
Esordì nel campionato di Terza Categoria e al termine della stagione regolare ottenne il terzo posto nel girone B del campionato lombardo. Nel 1914 prese parte al campionato lombardo di Promozione e si classificò al 6º posto nel girone B. La guerra imperversava e i campionati ufficiali vennero interrotti ma non tutte le società sospesero l'attività alla partenza dei giocatori con la chiamata alle armi: la squadra monzese rimase in vita perché aveva abbastanza giovani (nati dopo il 1895, perché bisognava avere almeno 20 anni per essere chiamati alle armi) per prendere parte ad alcuni tornei gestiti da società affiliate alla F.I.G.C approvati dal Comitato Regionale Lombardo. Nel 1917 accade un fatto piuttosto grave: il 2 dicembre (ultima partita dei gironi eliminatori), dopo la sconfitta interna per 2-3 contro il nella Coppa Saronno, il Monza venne punito per aver tirato dei sassi all'arbitro e ai giocatori della squadra ospitata all'uscita del campo mentre questi si avviavano verso la stazione, subendo la squalifica del campo per 5 mesi e un'ammenda di 50 lire, sanzione che se reiterata le sarebbe costata la definitiva messa al bando da tutti i campionati ufficiali. La società brianzola non riuscì a pagare la multa di 50 lire (come disse il cassiere Giuseppe Verderio che invano cercò di recuperarli) e scappò dalla F.I.G.C. per partecipare i tornei U.L.I.C., supplendo alla mancanza dei giocatori richiamati al fronte con quelli delle squadre ospitate oppure concederli agli avversari, perché questo era il patto di fratellanza stretto dalle squadre uliciane. Il suo regime di clandestinità nei confronti della Federazione durò fino al 1919 quando alla prima assemblea regionale, dovendo cancellare con un colpo di spugna le colpe del Commissario Mario Trinchieri e del Reggente della F.I.G.C. Francesco Mauro per lo scandalo della partita della Coppa Mauro Legnano-Inter 1-0 annullata "a tavolino" dopo aver torchiato l'arbitro Rigoletto Trezzi per fargli ammettere che il gol era in fuori gioco, le venne condonato il debito e i brianzoli tornarono a disputare i campionati ufficiali.
Il 5 ottobre 1919 il Monza tentò l'assalto alla Prima Categoria, nello spareggio di Milano contro la Trevigliese, i brianzoli cedettero per 3-2 ma vincendo il girone B di Promozione ottenne l'accesso alle finali: si classificò al 2º posto e venne promosso al massimo campionato dell'epoca. L'anno successivo il Monza si classificò all'ultimo posto nel girone eliminatorio, rimanendo a secco di punti e subendo ben 18 reti a fronte delle sole 2 marcature messe a segno nelle partite contro e Pro Patria. Nella stagione 1921-1922 il Monza prende parte al campionato organizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio ma non riuscì a qualificarsi per le semifinali interregionali. La squadra si classifica al 2º posto, con 5 punti frutto di due vittorie (contro la Juventus Italia e il Casteggio), un pareggio (in casa della capolista Enotria Goliardo) e di tre sconfitte, di cui una rimediata tra le mura amiche. Con la riforma del campionato di calcio nella stagione 1922-1923 il Monza venne ammesso, assieme alle altre società non avvezze all'attività nazionale, al campionato di Seconda Divisione, categoria che mantenne fino al 1926, anno in cui una nuova ristrutturazione dei tornei confinò il sodalizio brianzolo nella Seconda Divisione gestita dal Direttorio Divisioni Inferiori Nord di Genova. Nel 1926-1927 i brianzoli conquistarono comunque il titolo di categoria e la promozione alla Prima Divisione gestita dal Direttorio Divisioni Superiori di Milano,Il titolo veniva segnalato da un nastrino tricolore da esporre sul braccio l'annata successiva. e all'inizio del campionato 1933-1934 il club monzese cambiò i colori sociali, assumendo il bianco e il rosso.
La Serie C e il record in Coppa Italia
Tra gli anni trenta e cinquanta il Monza militò stabilmente nel campionato di Prima Divisione che successivamente nel 1935 divenne il campionato di Serie C. Il 18 settembre del 1932 i dirigenti monzesi, per festeggiare i vent'anni dalla nascita della società, organizzarono la Coppa del Ventennio. Articolo di Monza News del 12 settembre 2009 in riferimento alla Coppa del Ventennio e ad altre date storiche: nella prima finale la Falck agguantò il terzo posto sconfiggendo il Fanfulla 4-2, mentre tra Monza e finì 2-2. I bassaioli si aggiudicheranno la vittoria in una successiva gara dato che non erano ancora previsti i calci di rigore. Nel 1938-1939 il Monza stabilì il record per compagini di Serie C in Coppa Italia arrivando fino ai quarti di finale dove venne eliminato in casa dal per 2-1I risultati della Coppa Italia 1938/39 sul sito RSSSF.com URL consultato il 2 gennaio 2009.. Il record venne battuto solo nel 1984 dal Bari che raggiunse le semifinali.
La truppa monzese veniva inserita in un girone prettamente milanese-brianzolo e molto spesso venivano incontrate squadre limitrofe: epici i derby contro i rivali della Pro Lissone, quando le trasferte venivano effettuati dai primi tifosi a bordo degli autocarri e dei furgoni utilizzati durante la settimana per le esigenze lavorative. Con il passare del tempo, crebbero i mezzi a disposizione del club e gli obiettivi si fecero sempre più grandi. Con l'arrivo alla presidenza di Giuseppe Borghi nel 1949 vennero gettate le basi per la promozione in serie cadetta. Sotto la guida di Annibale Frossi, con gli innesti di numerosi giocatori di notevole caratura e trascinati dai gol di Bruno Dazzi (29 nella stagione 1950-1951), due anni dopo ad Omegna, il 4 giugno 1951 scoppiò la gioia dei monzesi che conquistarono la matematica promozione in Serie B al termine di una cavalcata durata 38 giornate.
L'approdo in Serie B
L'esordio tra i cadetti avvenne in una stagione difficile come quella del 1951-1952. A contendersi l'unico posto valido per la promozione diretta nella massima serie c'erano le neoretrocesse e insieme al Brescia. Il campionato venne vinto dai giallorossi mentre i brianzoli si salvarono solamente all'ultima giornata. A Monza si registrò il primo "tutto esaurito" l'8 dicembre 1951 in occasione del match contro la Roma. Allo stadio comunale erano numerosi i sostenitori giunti da ogni parte d'Italia per sostenere la squadra capitolina ma l'orgoglio dei fedelissimi ai colori biancorossi fece stracolmare gli spalti: oltre 12.000 furono le persone presenti al San Gregorio. Il risultato premiò gli ospiti che si imposero per 2-0 ma i padroni di casa non sfigurarono. La formazione di Frossi riuscì però nell'impresa di sconfiggere l'armata rossoblu del il 4 maggio del 1952 grazie un gol allo scadere del primo tempo realizzato da Cuzzoni.
L'arrivo di Sada e del marchio Simmenthal Dopo un campionato tranquillo conclusosi in ottava posizione, nel 1954-1955 scoppiò una crisi dirigenziale all'interno della società, al termine di una stagione difficile e travagliata. Al comando del sodalizio venne posto Gino Alfonso Sada, titolare dell'industria alimentare Simmenthal. Per dieci anni il marchio venne abbinato ai colori biancorossi e il connubio portò a conseguire ottimi risultati, tra i migliori nella storia del club brianzolo. Dopo appena un anno il Monza fu di nuovo in prima linea, ma l'amarezza per la mancata promozione in Serie A è molta: terzo posto in coabitazione con il . I brianzoli tentarono ancora la promozione ma i risultati non arrivarono. Nel 1962 ricorre il cinquantesimo della fondazione e in quella occasione il "presidentissimo" rassegna le sue dimissioni: ciò lascia tutta la Brianza in apprensione per le sorti del club monzese ma il primo cittadino dell'epoca, Giovanni Centemero, riuscì nell'intento di far tornare Sada sui propri passi il quale rimase alla guida ancora per una stagione.
La retrocessione e l'immediata risalita Il rammarico per l'esito negativo della stagione del 1965-1966, che portò i brianzoli a lasciare la cadetteria dopo 15 anni consecutivi di permanenza, dura ben poco, infatti dopo appena un anno ci fu il ritorno in Serie B. Il Monza subì un ringiovanimento dell'organico e questa scelta portò i frutti desiderati: la squadra rimase nelle prime posizioni per l'intero arco della stagione e a suon di vittorie giunse allo spareggio con il nella cornice dello stadio comunale di Bergamo. Un gol di Maggioni mandò in delirio i diecimila tifosi giunti dalla Brianza; la notizia giunse a Monza via telefono e si diffuse a macchia d'olio nell'intera città la quale accolse il pullman di ritorno dalla trasferta in un tripudio di gioia.
L'arrivo di Radice in panchina Il Monza della stagione 1969-1970 fu pronto a lottare per un posto in Serie A. Alla guida dei brianzoli venne chiamato Luigi Radice, alle prime esperienze come allenatore. Il tecnico di Cesano Maderno svolse un ottimo lavoro e alla penultima giornata i biancorossi, di scena a Varese, erano al secondo posto; a ruota seguivano , Catania e l'avversario di giornata. All'iniziale vantaggio di Caremi, Bettega e Braida ribaltano il risultato e a gioire furono i varesini. Al Monza rimasero solo numeri da record, come i gol subiti in casa: solo 7 volte Luciano Castellini venne battuto tra le mura amiche.
La presidenza Cappelletti e la stagione dei trofei
Il sodalizio brianzolo si rinnovò nella stagione 1972-1973, acquisendo un assetto tattico all'avanguardia. Alla presidenza arriva Giovanni Cappelletti, ex calciatore e noto industriale. Un'altra figura di spicco che entrò nell'organico societario fu Italo Allodi, precursore degli odierni general manager del calcio italiano. I risultati conseguiti sul campo non ripagarono inizialmente il notevole lavoro portato avanti dal club brianzolo e sul terreno di gioco del Bari il Monza abbandonò nuovamente la Serie B. Ciò provocò una reazione d'orgoglio da parte del presidente che decise di non gettare la spugna ma di accettare la nuova sfida.
Con la retrocessione in Serie C il Monza scoprì un nuovo torneo che nel corso degli anni successivi gli consegnerà diverse soddisfazioni: la Coppa Italia di Serie C. I brianzoli si giocarono il loro primo trofeo di categoria il 29 giugno 1974 nella finale del Porta Elisa di Lucca contro il Lecce. I pugliesi consegnarono la coppa nelle mani del capitano biancorosso Roberto Anzolin mettendo a segno un'autorete con Di Somma. L'errore del difensore salentino permise ai biancorossi di gioire per il primo trofeo nazionale messo in bacheca. Il Monza centrò il bis nell'edizione 1974-1975, sconfiggendo il il 29 giugno 1975. Il trofeo si decise alla lotteria dei rigori, terminata 4 a 3 con realizzazione decisiva di Sanseverino.