Le relazioni bilaterali tra Israele e Regno Unito - o relazioni anglo-israeliane- concernono i rapporti diplomatici e commerciali tra i due paesi presi in esame. Il Regno Unito mantiene un'ambasciata a Tel Aviv e un consolato a Eilat; ha inoltre anche un consolato generale a Gerusalemme che rappresenta la Gran Bretagna sia in quella città che nei territori palestinesi. Israele dal canto suo ha sia un'ambasciata che un consolato a Londra .
Storia Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda conquistò la Palestina a spese dell'Impero ottomano nel corso della Campagna del Sinai e della Palestina durante la prima guerra mondiale. Una stretta cooperazione tra la forza armata britanniche e lo Yishuv, la nascente comunità ebraica pre-statale insediatasi in loco, si sviluppò durante questo primo periodo in cui gli inglesi Alleati della prima guerra mondiale ricevettero numerose informazioni e notizie d'intelligence dalla rete di spionaggio ebraica denominata "Nili", il che aiutò attivamente le forze britanniche nella conquista finale del territorio.
Inoltre, oltre 5000 ebrei di vari paesi servirono nella Legione Ebraica del British Army che combatté a Gallipoli e nella campagna palestinese, sebbene alcuni ebrei-palestinesi si ritrovarono a servire anche nell'Osmanlı İmparatorluğu Ordusu. Nel 1917 il governo di Sua Maestà fece pubblicare la Dichiarazione Balfour (1917) apertamente pro-sionista, che richiedeva l'istituzione di un "focolaio nazionale" per il popolo ebraico in Palestina.
Sei settimane dopo le truppe britanniche conclusero la strategia militare scacciando definitivamente i turchi da Gerusalemme, sotto la direzione del generale Edmund Allenby; gli inglesi presero poi il controllo dell'intera regione. Sotto il nuovo dominio militare a guida europea l'impresa sionista venne rinnovata. Nel 1920 la Gran Bretagna stabilì ufficialmente la propria autorità grazie al Mandato britannico della Palestina concessole dalla Società delle Nazioni il quale fu poi confermato con il trattato internazionale stipulato al termine della Conferenza di Sanremo.
Fu quindi nominato un Alto commissario con chiare istruzioni al riguardo di consentire agli ebrei di costruire la loro "casa nazionale"Gilbert, M., 2008, The Story of Israel (Carter); trascorse così quasi 31 anni come responsabile della Palestina divenuta britannica sotto il mandato datole dalla comunità internazionale e che originariamente si estendeva su entrambe le sponde del fiume Giordano, sebbene la Transgiordania fosse già stata separata dalla Palestina dagli inglesi.
Nel 1937 la Commissione Peel presentò un accurato piano per la creazione sia di uno Stato ebraico che di uno a maggioranza araba; dopo che questo fu respinto il commissario distrettuale britannico per la Galilea Lewis Yellard Andrews venne assassinato da uomini armati arabi a Nazareth.
Verso la fine della seconda guerra mondiale gli inglesi dovettero affrontare una sempre più crescente insurrezione armata ebraica in situCharters, David A. The British army and Jewish insurgency in Palestine, 1945-47. Springer, 1989, p. X. L'incapacità dell'esercito di sconfiggere gli insorti giunse a convincere il governo britannico che la Palestina era di fatto una causa persa e ciò portò in via diretta alla sua decisione di ritirarsi dal territorioHoffman, Bruce. Inside Terrorism. Colombia University Press, New York, pp. 49-51. Nel febbraio del 1947 - avendo già deciso di ritirarsi dall'impero anglo-indiano - gli inglesi annunciarono ufficialmente che stavano per restituire il mandato alla Società delle Nazioni.
Esso fu quindi ceduto e l'istituzione dello Stato di Israele venne affermata da una risoluzione delle Nazioni Unite. Il conflitto con gli insorti però proseguì fino a quando l'ultimo soldato britannico non ebbe lasciato la Terra di Israele; alla fine di aprile del 1948 le forze britanniche ancora presenti combatterono una battaglia minore - l'Operazione Hametz - contro la milizia sionista nei pressi di Giaffa, impedendone così temporaneamente l'insediamento ebraico nella città, mentre non riuscirono ad espellerla da Menashiya.
Con lo scoppio della guerra arabo-israeliana del 1948 le relazioni bilaterali si mantennero decisamente sull'ostilità conclamata, al punto da portare i due paesi ai confini dello scontro militare aperto. Durante le battaglie nel Sinai, la Royal Air Force condusse quasi quotidianamente missioni di ricognizione sia su Israele che sulla Penisola del Sinai. Gli aerei da ricognizione della RAF decollarono dalle basi egiziane e talvolta volarono a fianco della El Qūwāt El Gawīyä El Maṣrīya; mentre aerei ad alta quota britannici volarono spesso su Haifa e la Ramat David Airbase.
Il 20 novembre del 1948 un foto-ricognitore RAF disarmato de Havilland DH.98 Mosquito fu abbattuto da un North American P-51 Mustang in dotazione all'Heyl Ha'Avir. Il 7 gennaio seguente quattro Supermarine Spitfire volarono al di sopra di un convoglio israeliano che era stato attaccato da cinque Spitfire egiziani appena quindici minuti prima; temendo un imminente attacco le truppe israeliane di terra aprirono il fuoco sugli aerei e riuscirono perfino ad abbatterne uno con una mitragliatrice montata sul serbatoio.
I restanti tre Spitfire furono successivamente abbattuti dagli aerei israeliani e un pilota ne risultò ucciso; due dei piloti superstiti vennero quindi scortati fino a Tel Aviv per poter essere interrogati e di lì a poco rilasciati. Gli israeliani trascinarono i relitti degli aerei britannici entro il loro territorio, ma non riuscirono a nasconderli prima che gli aerei da ricognizione britannici li fotografassero. In risposta la Royal Air Force si preparò per bombardare gli aeroporti di Israele, le truppe britanniche operanti nel Medio Oriente vennero messe in stato di allerta con tutti i permessi cancellati e ai cittadini britannici fu consigliato di lasciare Israele.
Ben convinti che gli inglesi non avrebbero permesso la perdita di ben cinque aerei e due piloti senza alcuna rappresaglia, gli israeliani si prepararono con determinazione a respingere qualsiasi attacco aereo e a difendere le loro basi. Tuttavia i comandanti britannici sfidarono le pressioni ricevute dagli squadroni coinvolti negli incidenti e rifiutarono di autorizzare eventuali attacchi"Iaf V Raf ". Spyflight.co.uk. Retrieved 26 June 2010..
La "guerra tra Israele e il Regno Unito" fu così evitata. Quest'ultimo riconobbe de facto la nuova entità nazionale il 13 maggio del 1949Abraham Mayer Heller, Israel's odyssey: a survey of Israel's renaissance, achievements, and problems, Farrar, Straus and Cudahy, 1959, p.83 e de iure il 28 aprile dell'anno seguente"Modern Israel & the Diaspora". Retrieved 4 August 2011.. All'indomani del conflitto Israele, in cooperazione con la Terza Repubblica francese, lavorò con pieno successo per opporsi ai piani anglo-iracheni volti all'acquisizione della Siria da parte dell'IraqIsrael’s Secret War for Syria’s Independence, Haaretz, Jun 15, 2018..
Nel 1956 l'Egitto di Gamal Abd el-Nasser nazionalizzò unilateralmente il Canale di Suez e bloccò gli Stretti di Tiran a tutte le navi dirette ad Israele, incoraggiando al contempo violenti attacchi terroristici attraverso Gaza ancora controllata dagli egiziani: era l'inizio della Crisi di Suez. Gran Bretagna e Francia decisero pertanto di proteggere il Canale facendo uso della forza.
Sebbene Israele avesse i suoi problemi con l'Egitto e fosse ben intenzionato ad attaccare, gli inglesi si dimostreranno invece riluttanti a combattere a fianco degli israeliani, per timore che la conseguente reazione nel mondo arabo minacciasse gli stretti alleati di Londra sia a Baghdad che ad Amman. Alla fine il governo di Anthony Eden, seppur a malincuore, incluse anche Israele nei piani di guerra, sia a causa delle forti pressioni ricevute in tal senso dai francesi che dalla necessità di avere un alleato locale.
Nel novembre del 1956 Israele attaccò l'Egitto; la Gran Bretagna e la Francia ripresero nelle proprie mani la maggior parte del Canale prima che l'intervento di una qualche superpotenza li costringesse a fermare la loro avanzata. Questo evento segnò il punto più alto delle relazioni bilaterali.
Nel corso degli interi decenni 1950 e 1960 il Regno Unito fu considerato filo-arabo, mantenendo stretti rapporti con la Giordania e gli altri Stati affacciati sul Golfo Persico. Nel 1975 votò contro la mozione promossa all'Organizzazione delle Nazioni Unite che avrebbe voluto equiparare il sionismo al razzismo: la risoluzione 3379 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Le relazioni israelo-britanniche si mantennero relativamente tese negli anni 1980. Durante la guerra del Libano (1982) la Gran Bretagna impose un embargo sulle armi a Israele, che non sarebbe stato revocato fino al 1994. Israele dal canto suo avrebbe fornito armi all'Argentina durante la contemporanea breve Guerra delle Falkland.
Si sono anche verificati due incidenti diplomatici durante il decennio 1980 i quali coinvolsero le operazioni del Mossad. Il primo di questi ebbe luogo nel 1986 quando una borsa contenente otto passaporti britannici falsificati fu scoperta in una cabina telefonica nella Germania Ovest; erano stati opera del Mossad ed erano destinati all'ambasciata israeliana a Londra, da utilizzare per operazioni di copertura da svolgersi all'estero.
Il governo di Sua Maestà, letteralmente furibondo, reclamò la promessa esplicita di non falsificare mai più i suoi passaporti, il che è stato ottenuto. Nel 1988 due diplomatici israeliani della stazione del Mossad dell'ambasciata israeliana a Londra furono espulsi e la stazione stessa si chiuse dopo che venne scoperto che un palestinese residente nella capitale, Ismail Sowan, era stato reclutato come agente segreto per infiltrarsi nell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e poter fare così il doppio gioco.
Relazioni diplomatiche La dichiarazione ufficiale del governo di Sua Maestà nei riguardi di Israele recita: "Promuoviamo la sicurezza, la prosperità e il benessere della Gran Bretagna e la pace regionale, attraverso il partenariato con Israele".
Circa la "Soluzione dei due Stati", secondo il Foreign Office: "Il ministro degli Esteri del Regno Unito ha chiarito che nel 2013 non c'è più una politica estera urgente del riavvio dei colloqui israelo-palestinesi e dei progressi sostanziali verso la soluzione dei due Stati... siamo preoccupati da sviluppi che minacciano la fattibilità di tale soluzione, compresa la costruzione di insediamenti israeliani su terra occupata in Cisgiordania e a Gerusalemme Est... Il nostro obiettivo è un Israele sicuro e universalmente riconosciuto che vive a fianco di uno Stato di Palestina sovrano e vitale, basato sui confini del 1967, con Gerusalemme in qualità di futura capitale di entrambi, ed una soluzione giusta, equa e realistica per i rifugiati... Per il governo britannico è chiaro che, in definitiva, il modo per risolvere il conflitto israelo-palestinese è attraverso negoziati diretti tra le parti. Continuiamo a invitare entrambi a dimostrare la forte leadership necessaria per raggiungere la pace, a prendere le misure relative per creare fiducia e lavorare verso la ripresa dei negoziati senza condizioni preliminari".
Nel 2014, dopo che i legislatori del Regno Unito hanno votato a stragrande maggioranza a favore del riconoscimento di uno Stato palestinese, Israele si preparava a un potenziale "effetto domino", dal momento che la Gran Bretagna è considerata come "uno dei paesi più gentili del mondo verso Israele". Tuttavia la risoluzione approvata non era vincolante e neppure una dichiarazione ufficiale.
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