La stele di Isola Vicentina è un antico manufatto protostorico rinvenuto nel comune di Isola Vicentina (VI).
È oggi esposta nel Museo naturalistico archeologico (Vicenza).
Storia L'antico manufatto, databile al IV a.C. è stato rinvenuto nel 1992 nel comune di Isola Vicentina in località Altura, durante lavori di estrazione in una cava di argilla.
Notata fortuitamente da Ettorino Caldognetto, la stele fu consegnata al museo archeologico della città vicentina, dove fu possibile constatare con certezza il grande ritrovamento. Da allora la stele è divenuta un simbolo del museo, nonché uno dei pezzi più importanti e di maggiore attrazione.
Descrizione e iscrizione La stele è costituita da un blocco di basalto dalla forma irregolare. Sulla sua superficie è incisa un'iscrizione integra in lingua e alfabeto venetici, distribuita su quattro righe.
Dal punto di vista paleografico, la scrittura adotta un andamento bustrofedico (alternando righe da destra a sinistra e da sinistra a destra) con un capovolgimento irregolare delle lettere a righe alterne e in modalità scriptura continua. L'alfabeto riscontrato presenta le varianti grafiche tipiche dell'area di Vicenza e del suo territorio, caratterizzato in particolare dalla lettera t in forma di croce (X) e dalla m tracciata con quattro tratti.
Lettura e trascrizione La lettura epigrafica delle quattro righe mostra il seguente andamento: (da destra a sinistra) k.t.enev.s.tai (da sinistra a destra) e.n.s.o.st.s.ke.e.no (da destra a sinistra) snoial.senex (da sinistra a destra) me.u.vhasto
La trascrizione continua del testo è la seguente: iat.s.vene.t.k / e.n.s.o.st.s.ke.e.no / χenes.laions. / me.u.vhasto
Interpretazione linguistica La segmentazione e l'interpretazione del testo è: iats venetkens osts ke enogenes laions meu fasto Traduzione: «iats, venetkens osts ed enogenes laions, mi fece (fare)»
Analisi testuale La parte finale dell'iscrizione (meu fasto) esprime il senso generale dell'atto dedicatorio. Corrisponde, con lievi varianti dialettali locali, alle formule venetiche già note mego e fagsto con il significato di "mi fece" o "mi pose", dove il pronome "me" si riferisce all'oggetto stesso (la stele). L'assenza di un chiaro contesto archeologico di scavo non permette tuttavia di stabilire se l'ambito originario fosse di natura sacrale, funeraria o civile.
Il termine venetkens riveste una fondamentale importanza per l'indoeuropeistica e la linguistica italica, in quanto rappresenta la prima attestazione diretta in lingua venetica di un aggettivo derivato dal nome stesso della popolazione dei Veneti (un etnonimo).
Contesto sociale del dedicante Secondo l'interpretazione filologica, iats costituisce il nome proprio dell'individuo, mentre gli altri quattro termini al nominativo sarebbero aggettivi atti a descrivere il suo particolare status sociale e l'origine etnica all'interno della comunità ospitante: osts: traducibile come "straniero-ospite"; enogenes: letteralmente "nato dentro", ovvero "nativo"; laions: interpretato come un possibile etnico riferibile a una popolazione celtica, nello specifico al popolo dei Laevi.
La stele testimonierebbe dunque la memoria di un personaggio di origine straniera (probabilmente celtica) pienamente integrato e inserito nel tessuto sociale della cultura dei Veneti antichi, configurandosi storicamente come un esempio di "straniero venetizzato".
Note
Voci correlate Lingua venetica Storia di Vicenza
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