San Germano Vercellese (San German in piemontese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vercelli in Piemonte.
Via Francigena
Il comune e i territori circostanti sono attraversati dal percorso storico della Via Francigena che, proveniente da Santhià, prosegue in direzione di Vercelli. In particolare sulla statale 11 si trova, all'altezza del bivio per Salasco e Crova, la chiesa Maria Madre del Cammino posta fra due percorsi ciclo-pedonali percorribili: a destra per Montonero e i resti del suo antico castello, a sinistra per Vercelli che qui dista m. In questa località fu fondato un piccolo ospedale nel 1159 detto di San Giacomo per i pellegrini diretti a Roma. Vicino alla chiesa i resti del vetusto cimitero abbandonato per viandanti e parrocchiani deceduti. Questa chiesa fu edificata verso la fine del secolo XVII.
Culto a san Germano
Il paese di San Germano Vercellese ha come patrono il vescovo san Germano d'Auxerre da cui prende il nome. Secondo la tradizione, durante il suo viaggio dalla natìa Francia a Ravenna avrebbe spostato nel paese per prepararsi a un viaggio importante: visitare l'imperatrice Galla Placidia e il figlio Valentiniano III. All'inizio del paese si conserva la pietra sulla quale, secondo tradizione, si sarebbe seduto San Germano. Il feretro con il corpo del santo vescovo sarebbe transitato nel paese in direzione Francia (anche qui secondo tradizione) il 31 luglio 448 proveniente da Ravenna.
Si narra che la salma, posta in un sarcofago di cipresso fosse scortata in tutto il tragitto da diverse divisioni di militi inviati su ordine della corte imperiale e che dopo aver ricevuto ampio omaggio dalla popolazione di questo borgo, abbia proseguito il tragitto verso la Francia, transitando verso la via che conduce al Piccolo San Bernardo (allora chiamato col termine pagano Columna Jovis) dove, sul finire del secolo V, verrà eretta una chiesetta in ricordo del passaggio della reliquia del santo. A San Germano Vercellese e in altri paesi della provincia quali Lignana, Pertengo Sillavengo il vescovo francese è stato eletto come patrono con la festa fissata il 31 luglio.
Tutti gli avvenimenti drammatici coinvolgenti la vita del paese nel Medioevo furono per i sangermanesi motivo di affido per la loro sorte (con preghiere e celebrazioni solenni) a san Germano oramai legato alla vita del borgo. Lo storico locale Aurelio Corbellini scrive, proprio per tale motivo, a conclusione dell'assedio del 1476 da parte di Galeazzo Maria Sforza: I sangermanesi celebrarono sacre funzioni religiose in tutte le chiese e gli oratori del paese.
Nei secoli successivi le preghiere dei sangermanesi furono affiancate da quelle dedicate anche al beato sangermanese Antonio della Chiesa, considerato più vicino ai problemi del paese e degli abitanti.
A seguito della liberazione dall'occupazione spagnola (1615) i sangermanesi fecero voto di ringraziamento anche a san Vitale. Il pellegrinaggio viene fatto dai paesani, tutti gli anni, nella chiesa di Roppolo, luogo delle sue reliquie.
Storia Come accennato, questo borgo prende il nome del Santo francese che passò a Vercelli nel 425 durante un viaggio a scopo di predicazione cristiana. Infeudato dalla famiglia Bicchieri viene citato per la prima volta in un documento legale di cessione (anno 1071) mentre il castello viene citato soltanto nel 1219 in un atto concernente la sua cessione da parte del cardinale Guala Bicchieri all'abbazia di Sant'Andrea di Vercelli. Nel XIII secolo fu oggetto di contese e di numerosi scontri tra i vercellesi e i feudatari Bicchieri che se ne impadronirono, per perderlo di nuovo alcuni anni dopo. Nel 1377 divenne feudo di Giovanni Fieschi, che però poco tempo dopo fu imprigionato dai biellesi, finché i sangermanesi nello stesso anno fecero atto di dedizione sottomettendosi ad Amedeo VI di Savoia, il quale migliorò le fortificazioni e ingrandì il paese. Sotto la dinastia sabauda il castello divenne un avamposto verso il confine della Sesia che nel Cinquecento passò ai Savoia. Nel 1476 fu assediato ed espugnato da Galeazzo Maria Sforza; nel XVI secolo conobbe la decadenza ma nel secolo successivo fu trasformato in una piazzaforte. Dopo aver fatto parte fino al 1598 del capitanato di Santhià, il feudo fu conquistato da Diego Hurtado de Mendoza fino al 1610. La storia successiva non è caratterizzata da particolari avvenimenti degni di nota. Dei pochi ruderi della fortificazione rimasti esiste una torre, forse quello che resta del mastio, adibita a campanile, e una piccola porta ad arco, oltre alle tracce di una passerella che conduceva ai camminamenti di ronda vicino alla parrocchiale di San Germano, a pianta rettangolare, con una sola grande navata fiancheggiata da tre cappelle per parte.
San Germano è stato il primo comune italiano ad accogliere ufficialmente una donna notaio: Elisa Resignani nel 1927, anche se la prima fu Adele Pertici nel 1913, radiata soltanto perché "donna" su richiesta del procuratore del Re. Fu riammessa nel 1920, ma lei aveva preferito ritirarsi.
Nel corso della seconda guerra mondiale, San Germano fu uno dei comuni del Piemonte adibiti a località di internamento libero per profughi ebrei stranieri. Vi soggiornò una famiglia di tre persone proveniente dalla Croazia, i Weiss (Weicz).Si trattava di una coppia di sposi, Alfredo Weiss e la moglie Sonia Schocenstein, con un anziano genitore, Herman Weiss. Ebrei stranieri internati in Piemonte. Con l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana, la famiglia fu arrestata nel dicembre 1943 e condotta alla morte ad Auschwitz. Da Vercelli furono trasferiti alle carceri di Milano, da dove furono deportati a fine gennaio 1944.CDEC Digital Library.
La frazione Viancino
L'antica frazione di Viancino, appartenente al territorio di San Germano Vercellese dal 1299 al 1891, prende il nome dai Viancini di Savigliano e che lungamente è stato dalli Alciati, e dalli Lignana posseduto, nel qual luogo prima dei suddetti ebbero giurisdizione i Donna derivati dagli antichi Conti di Biandrate, i Bazzani, i Coccarelli infine i Conti Lomelli di Tronzano tutti nobili Vercellesi.
La località di Viancino (ora di Crova) è nominata per la prima volta nel 1299Panero 1985, p. 23. e fu posseduta da numerose nobili famiglie vercellesi, tra cui gli Avogadro, che tennero il feudo e il suo castello fino alla data di sottomissione ai Savoia, nel 1404. I primi documenti che attestano l'esistenza di un castello a Viancino risalgono alla fine del 1200 e agli inizi del 1300 e si riferiscono alle lunghe lotte tra guelfi e ghibellini, nelle quali furono coinvolti i signori di Viancino contro il potente Comune di Vercelli. Gli ultimi proprietari furono i marchesi Cusani di S. Germano. Attualmente del castello medievale non resta nulla, vi sono resti di mura sui quali è stata edificata una casa di campagna che conserva la denominazione "castello".Ordano 1966; Ordano1985, p. 276
Fu parte del feudo di S. Germano e possesso dei Dal Pozzo nel 1152, all'inizio del 1200 del S. Andrea e del comune di Vercelli. Fu poi dei Savoia dal 1389 per passare poi a vari famiglie tra cui i Margaria di Cuneo, i Ricci, i Raspa, gli Alciati e nel 1620 i Tassoni-Estense.
Nel 1621 con patente cameraleart. 687 parte 1ª. i Savoia rendevano Viancino (insieme con altri borghi vercellesi) autonomi"CON FACOLTA' PER DETTE VILLE DI POTER NOMINARE SINDACI E UN CONSIGLIO ORDINARIO IN OGNUNO DI ESSI LUOGHI, CHE SI COSIDERERANNO DA QUESTO MOMENTO DISTINTI E TOTALMENTE DIVISI ". Stato che si protrarrà fino al 10 novembre 1818, data alla quale con Regio editto, la comunità di Viancino verrà aggregata al Mandamento di San Germano.
Fino verso la fine dell'800 la frazione di Viancino apparteneva al territorio sangermanese, dal 19 febbraio 1891 con Regio Decreto avvenne il distacco dalla frazione di Viancino dal Comune di San Germano Vercellese e aggregato al Comune di Crova, mentre la separazione di fatto era già un atto compiuto alla data del 1888. A seguito di ciò si ebbe l'unificazione delle rendite patrimoniali del capoluogo e della frazione e così il Comune di Crova (all'epoca era sotto la provincia di Novara) divenne proprietario di 70 giornate di terreno. Nell'ex frazione esiste un campanile del XVI/ XVII secolo, un asilo infantile (anni 1886-1887) entrato in funzione il 1º gennaio 1888, per grazia di un testamento olografo, scritto nel 1883 dal "Cavaliere Avvocato Attilio Ferreri", Sindaco e membro del Consiglio Comunale di San Germano (a cui i sangermanesi hanno dedicato una via del paese) donante alla frazione un fabbricato di sua proprietà "con l'obbligo di istituire un Asilo che abbia ad intitolarsi Asilo Ferreri". In Viancino esisteva anche una Congregazione di Carità fondata nel 1828 dall'Arcivescovo di Vercelli Grimaldi in San Germano, questa congregazione poi in forza del Decreto Regio, si distaccò da San Germano e passò sotto il Comune di Crova. Il distacco ebbe comunque un iter travagliato, una petizione della comunità di Viancino nel 1885 al Prefetto di Novara, si lamentava che nonostante l'unanime voto favorevole del Consiglio Provinciale di Novara al suo distacco dal Comune di San Germano non poté ottenere soddisfatti i suoi legittimi voti e ragioni a causa di influenze esercitate presso l'autorità prefettizia da persone aventi interessi contrari al distacco.
Tali influenze contrarie ebbero sicuramente effetto per la comunità di Viancino che non ebbe ragione delle sue legittime aspettative, se non fino al febbraio del 1891.
Dell'antico castello un tempo posseduto dai Marchesi Cusani di San Germano non rimangono che alcune mura sulle quali è stata costruita una casa di campagna. Verso la metà del secolo scorso si sono fatte numerose ricerche e sondaggi per scoprire il percorso della galleria che collega il castello con quello di Salasco. Quest'ultimo a forma di quadrilatero con torri angolari cilindriche risale al secolo XIII. I proprietari terrieri dei dintorni ovviamente, protestarono e nulla fu trovato. L'insuccesso degli scavi fu attribuito proprio all'interruzione dei lavori. Durante la prima guerra mondiale vi funzionò un aeroporto d'emergenza: la zona che va da San Germano a Viancino fu oggetto di un campo militare per l'atterraggio dei rudimentali aerei del periodo 1915-1918.
Simboli Lo stemma del comune è stato riconosciuto con DPCM del 26 aprile 1955.
Il gonfalone, concesso con DPR del 7 gennaio 1956, è un drappo partito di azzurro e di bianco.
Nel XVII secolo lo stemma si presentava d'argento alla croce di rosso. Cimiero: la figura di San Germano in abiti vescovili.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Germano, la cui cupola è opera di Bernardo Antonio Vittone (anno 1760) e che conserva la tomba del beato Antonio della Chiesa Casa natale del beato locale Antonio della Chiesa
Chiesa antica-oratorio (XVII secolo) del Corpus Domini
Cappella Madonnina sulla statale 28
Chiesa Madonna di Loreto (non più esistente) sulla provinciale vercellese 11: risalente al 1600, fu usata come lazzaretto durante l'epidemia di colera che si abbatté nel 1854 sull'intera provincia. Già in pessimo stato manutentivo in tutti gli anni del secolo scorso, fu a lungo trascurata tanto da arrivare a costruire l'adiacente struttura (ospitante il consorzio agrario) rendendola solidale con l'opera delle mura. L'abbattimento senza consultare gli organi preposti è stato anche uno dei motivi, fra gli altri, a provocare le dimissioni della sindaca Michela Rosetta con la conseguente caduta della giunta.