La battaglia di Verona venne combattuta il 18 ottobre 1805 tra l'Armata d'Italia al comando del generale Andrea Massena e l'esercito imperiale austriaco comandato dall'arciduca Carlo d'Austria-Teschen. Sul finire del giorno, Massena colpì la testa di ponte sulla riva est dell'Adige, facendo retrocedere le truppe in difesa del generale Josef Philipp Vukassovich. L'azione ebbe luogo a Verona, nel corso delle guerre della terza coalizione, parte delle guerre napoleoniche.
Nell'autunno del 1805, l'imperatore Napoleone I di Francia aveva pianificato di utilizzare la sua potente Grande Armée per schiacciare l'esercito austriaco nella Germania meridionale. L'imperatore francese sperava di vincere nella valle del Danubio. Per portare a compimento i suoi propositi, Napoleone chiese a Massena di tenere impegnato l'arciduca Carlo in Italia per quanto più tempo possibile.
Per far sì che le azioni di Massena avessero successo sul nemico, era necessario stabilire una testa di ponte sulla riva est dell'Adige. Nel corso della battaglia, i francesi attaccarono ed attraversarono il fiume, ripulirono due quartieri della città e trionfarono sugli austriaci. L'esercito imperiale ebbe considerevoli perdite rispetto ai francesi. Questo fu il primo passo verso la successiva battaglia di Caldiero che si svolse tra il 29 ed il 31 ottobre di quello stesso anno.
Antefatto Il piano austriaco
Il 5 settembre 1805, il feldmaresciallo e arciduca Carlo, il feldmaresciallo luogotenente Karl Friedrich von Lindenau, ed il generale maggiore Anton Mayer von Heldenfeld stilarono il piano strategico degli imperiali per opporsi ai francesi. La strategia venne in gran parte delineato sulla strategia già elaborata da Carlo e dai feldmarescialli luogotenenti Karl Mack von Leiberich e Karl Philipp von Schwarzenberg. Ad ogni modo, Mayer convinse Carlo e Lindenau a trasferire le truppe dall'Italia in Germania, dove Mack premeva per l'invasione dell'elettorato di Baviera.. Il piano originale impegnava uomini in Italia, in Germania, nel Tirolo e per sicurezza dei confini interni. Le revisioni di Mayer prevedevano invece uomini per l'Italia con lo spostamento di uomini in Germania..
L'arciduca Carlo non era d'accordo con la strategia aggressiva di Mack. Quando Francesco I d'Austria gli chiese la sua opinione, Carlo gli scrisse che Mack stava prendendo un grosso abbaglio invadendo la Baviera. Ad ogni modo, l'imperatore permise a Mack di proseguire nel corso delle azioni.. Temendo il peggio in Baviera, Carlo prese una posizione difensiva, pur sapendo di trovarsi in inferiorità numerica rispetto a Massena.
L'arciduca pose il feldmaresciallo luogotenente Johann von Hiller con uomini in Tirolo italiano, a nord di Rivoli Veronese. In seguito il comandante austriaco si allineò sulla riva est dell'Adige da Verona a Legnago con soldati e una riserva di uomini a Caldiero. Di queste truppe, quelle del feldmaresciallo luogotenente conte Heinrich Bellegarde erano di guardia alla città di Verona, con la divisione di Vukassovich a nordest della città e le divisioni dei feldmarescialli luogotenenti Joseph Simbschen e Andreas O'Reilly von Ballinlough ad est. Le sei divisioni del feldmaresciallo luogotenente Eugène-Guillaume Argenteau gestivano la linea a Caldiero. Il feldmaresciallo luogotenente Paul Davidovich con due divisioni difendeva l'Adige presso Legnago..
Il piano francese
All'inizio di agosto del 1805, Napoleone abbandonò il suo piano di invadere la Gran Bretagna attraverso il canale della Manica. Al contrario decide, decise di spostare il suo esercito dalle coste lungo la Manica nella Germania meridionale per battere l'esercito austriaco. Sperava di raggiungere la capitale austriaca di Vienna entro novembre, prima che l'esercito russo potesse comparire sulla scena.. Con i corpi dall'I al VII, un corpo di cavalleria, la guardia imperiale e gli alleati bavaresi, Napoleone disponeva di un esercito di uomini per la campagna in Germania. L'allenamento, il personale, il morale e l'organizzazione della Grande Armée erano tra i migliori al mondo per l'epoca. Il 26 agosto diede l'ordine di dare inizio alla marcia ed un mese dopo le sue truppe passavano già il Reno..
Grazie ad un'elaborata rete di spionaggio, Napoleone venne messo al corrente dei piani austriaci in Italia. L'imperatore desiderava non permettere all'arciduca Carlo ed ai suoi uomini di influenzare gli eventi bellici in Germania meridionale. Massena, la cui armata contava solo uomini, pensò subito ad una strategia difensiva. Nel 1805 l'Adige era il confine tra la Lombardia francese ed il Veneto austriaco.. Sulla riva occidentale dell'Adige, Massena pose uomini nelle fortezze del Quadrilatero (Verona, Legnago, Peschiera del Garda e Mantova)..
Inizialmente, Massena tenne semplicemente la linea dell'Adige con tre divisioni di fanteria. Il generale di divisione Jean Mathieu Séras osservava la sua controparte austriaca, il generale Hiller, dalla posizione fortificata di Rivoli a nord. Il generale di divisione Gaspard Amédée Gardanne teneva Verona ed il generale di divisione Jean-Antoine Verdier difendeva l'Adige presso Legnago a sud. Seguendo le istruzioni di Napoleone, Massena iniziò a concentrare il suo esercito. Intendeva colpire in massa con cinque divisioni di fanteria e due di cavalleria proprio presso Verona. Dispose che la divisione di Verdier, supportata dalla divisione di cavalleria del generale Charles Randon de Pully, creasse un diversivo con gli austriaci a sud..
Per guadagnare tempo, Napoleone autorizzò Massena a proporre una tregua. Il generale così fece e l'arciduca Carlo accettò la proposta. Il 29 settembre, venne siglata una convenzione tra le due parti che si accordarono per non combattersi per i successivi sei giorni dalla rispettiva notifica. Una settimana dopo, Massena fece pervenire a Carlo il messaggio che le ostilità sarebbero riprese il 14 ottobre. Il 17 ottobre l'arciduca Carlo aveva ricevuto la notizia che Napoleone si trovava a Monaco di Baviera. Prevedendo il disastroso risultato della campagna di Ulma, l'arciduca iniziò a prepararsi per lasciare l'Italia. Ma prima doveva difendersi dall'attacco dei francesi che pareva ormai imminente..
Ordine di battaglia
Esercito francese.
Comandante: Andrea Massena 1ª divisione: generale di divisione Gaspard Amédée Gardanne (coinvolta) 1ª brigata: generale di brigata Louis Fursy Henri Compère 22º reggimento di fanteria leggera (3 battaglioni) 52º reggimento di fanteria di linea (3 battaglioni) 2ª brigata: generale di brigata Louis François Lanchatin 29º reggimento di fanteria di linea (3 battaglioni) 101º reggimento di fanteria di linea (3 battaglioni) Annessi: 23º reggimento Chasseurs à cheval (4 squadroni) 15/2ª compagnia di artiglieria a piedi 2ª divisione: generale di divisione Jean-Antoine Verdier (1 compagnia a piedi e 1 compagnia a cavallo di artiglieria) 1ª brigata: generale di brigata Antoine Digonet (coinvolta) 23º reggimento di fanteria leggera, (3 battaglioni) 10º reggimento di fanteria di linea (3 battaglioni) 2ª brigata: generale di brigata Jacques Brun (7 battaglioni) 3ª brigata: colonnello François Léon Ormancey (8 squadroni)
3ª divisione: generale di divisione Gabriel Jean Joseph Molitor (1 compagnia di artiglieria a piedi) 1ª brigata: generale di brigata Jean-Marie Auguste Aulnay de Launay (8 battaglioni) 2ª brigata: generale di brigata Jean-Baptiste Herbin-Dessaux (3 battaglioni) 3ª brigata: generale di brigata Guy Louis Henri de Valory (4 battaglioni) 4ª divisione: generale di divisione Guillaume Philibert Duhesme (coinvolta) 1ª brigata: generale di brigata François Goullus 1º reggimento di fanteria di linea (3 battaglioni) 102º reggimento di fanteria di linea (3 battaglioni) 2ª brigata: generale di brigata Jean Le Camus 14º reggimento di fanteria leggera (3 battaglioni) 20º reggimento di fanteria di linea (4 battaglioni) Annessi: 25º reggimento Chasseurs à cheval (4 squadroni) 19/2ª compagnia d'artiglieria a piedi 5ª divisione: generale di divisione Jean Mathieu Séras (1 compagnia di artiglieria a piedi) (coinvolta minimamente) 1ª brigata: generale di brigata Jacques Laurent Gilly (6 battaglioni) 2ª brigata: generale di brigata Pierre-Joseph Guillet (6 battaglioni) 3ª brigata: generale di brigata Claude François de Malet (3 battaglioni, 4 squadroni) 4ª brigata: generale di brigata Jean Jacques Schilt (2 battaglioni)
Divisione di riserva: generale di divisione Louis Partouneaux (1 compagnia di artiglieria a cavallo) 1ª brigata: generale di brigata Jean-Baptiste Solignac (3 battaglioni di granatieri, 1 battaglione di carabinieri) 2ª brigata: generale di brigata François Valentin (4 battaglioni di granatieri) Divisione di cavalleria di riserva: generale di divisione Julien Auguste Joseph Mermet (1 compagnia di artiglieria a cavallo) 1ª brigata dragoni: generale di brigata Nicolas Bernard Guiot de Lacour (8 squadroni) 2ª brigata corazzieri: colonnello François-Joseph d'Offenstein (8 squadroni) Divisione di cavalleria leggera: generale di divisione Jean Louis d'Espagne (1 compagnia di artiglieria a cavallo) 1ª brigata: generale di brigata César Alexandre Debelle (8 squadroni) 2ª brigata: colonnello Antoine Maurin (8 squadroni) Divisione di cavalleria: generale di divisione Charles Randon de Pully 1ª brigata corazzieri: generale di brigata Maurizio Ignazio Fresia (8 squadroni) 2ª brigata dragoni: colonnello Davenay (8 squadroni)
Esercito austriaco. Comandante: Carlo d'Asburgo-Teschen
Ala destra: generale di cavalleria conte Heinrich Bellegarde Divisione: feldmaresciallo luogotenente Josef Philipp Vukassovich (coinvolta) Brigata: generale maggiore Annibale Sommariva 1º reggimento di fanteria Licaner (3 battaglioni) 2º reggimento di fanteria Ottocaner (1 battaglione) 11º reggimento di fanteria 2° Banato (3 battaglioni) 3º reggimento ussari Arciduca Ferdinando (4 squadroni) Brigata: generale maggiore Karl Hillinger 34º reggimento di fanteria Davidovich (4 battaglioni) 37º reggimento di fanteria Auffenberg (3 battaglioni) Divisione: feldmaresciallo luogotenente Joseph Anton von Simbschen (lievemente coinvolta) Brigata: generale maggiore Johann Maria Philipp Frimont (3 battaglioni, 4 squadroni) Brigata: generale maggiore Stephan Mihaljevich (8 battaglioni) Brigata: generale maggiore Friedrich Kottulinsky (8 battaglioni) Brigata: generale maggiore Karl Soudain von Niederwerth (8 battaglioni) Divisione: feldmaresciallo luogotenente Andreas O'Reilly von Ballinlough (16 squadroni)
Centro: feldmaresciallo luogotenente Eugène-Guillaume Argenteau Divisione: generale maggiore Armand von Nordmann Brigata: generale maggiore Franz Anthony von Siegenfeld (4 battaglioni) Brigata: generale maggiore Nordmann (2 battaglioni, 1 battaglione di granatieri, 8 squadroni) Divisione: feldmaresciallo luogotenente Karl Friedrich von Lindenau Brigata: generale maggiore Guido Lippa von Duba (4 battaglioni di granatieri) Brigata: generale maggiore principe Ludwig von Hohenlohe-Bartenstein (5 battaglioni di granatieri) Divisione: feldmaresciallo luogotenente Ludwig von Vogelsang Brigata: generale maggiore Hieronymus Karl Graf von Colloredo-Mansfeld (5 battaglioni di granatieri) Brigata: generale maggiore Georg Croll von Herzberg (7 battaglioni di granatieri) Divisione: feldmaresciallo luogotenente principe Heinrich XV di Reuss-Plauen Brigata: generale maggiore Joseph Wetzel (8 battaglioni) Divisione: feldmaresciallo luogotenente Argenteau Brigata: generale maggiore Johann Kalnássy (8 battaglioni) Brigata: generale maggiore Joseph Walther von Waldenau (16 squadroni) Divisione: feldmaresciallo luogotenente principe Giuseppe di Lorena-Vaudemont (16 squadroni)
Ala sinistra: feldmaresciallo luogotenente Paul Davidovich Divisione: feldmaresciallo luogotenente principe Franz Seraph von Rosenberg-Orsini Brigata: generale maggiore Joseph Radetzky von Radetz (coinvolta) 4º reggimento di fanteria Szluiner (3 battaglioni)