Il PZL P.11 fu un aereo da caccia, monomotore, monoposto e monoplano ad ala alta in configurazione a gabbiano, prodotto dall'azienda polacca Państwowe Zakłady Lotnicze (PZL) negli anni trenta del XX secolo. Fu il principale velivolo da caccia in forza alle Polskie Lotnictwo Wojskowe, l'aeronautica militare polacca, fino al 1º settembre 1939, data dello scoppio della seconda guerra mondiale.Si trattava sostanzialmente di una versione aggiornata e potenziata del precedente PZL P.7. Il primo volo risale all'agosto 1931, mentre le consegne iniziarono a partire dal 1934.

Storia del progetto Nel 1930 il Departament Aeronautyki Ministerstwa Spraw Wojskowych, tradotto dal polacco Dipartimento aeronautico del Ministero per gli affari militari, emise una specifica per la fornitura di un nuovo caccia che sostituisse i precedenti P.7. La PZL incaricò nuovamente l'ingegnere Zygmunt Puławski, già autore dei progetti dei caccia P.1, P.6, P.7 e P.8 che sviluppò una variante del P.7 basata su una motorizzazione più potente e su alcune innovazioni tecnologiche, oltre che riproducendo il suo design oramai diventato caratteristico dei precedenti lavori. Dopo che l'ingegner Pulawski, era rimasto ucciso in un incidente aereo, il 21 marzo 1931, il lavoro di progettazione del caccia P.11 venne portato a termine dall'ingegner Wsiewołod Jakimiuk.

Il primo prototipo, designato P.11/I, venne portato in volo per la prima volta nell'agosto 1931 dal collaudatore Bolesław Orliński. Ad esso fecero seguito ulteriori tre prototipi che adottarono alcune leggere modifiche, i P.11/II, P.11/III e P.11/IV. Il primo prototipo, pilotato da Orliński, partecipò all'International Fighter Show di Istanbul risultando vincitore nella varie competizioni in cui fu impegnato. L'aereo si rivelò superiore ai contemporanei caccia Curtiss Hawk II, Dewoitine D.53 e Smolik S-31 ivi presenti. Il primo risultato ottenuto fu l'interesse della Romania all'acquisto di 60 aerei da riprodurre su licenza. In seguito il primo prototipo venne venduto al Portogallo che era interessato all'acquisizione dei caccia.

Il secondo prototipo P.11/II, dotato di propulsore radiale Bristol Mercury IVA azionante un'elica bipala Chauviére, volò per la prima volta nel dicembre 1931,. raggiungendo una velocità massima di 346 km/h. Nel giugno 1932 la casa motoristica francese Gnome et Rhône offrì alla PZL il proprio propulsore 9Kcr Mistral da accoppiarsi alla cellula prodotta dalla PZL per offrire l'eventuale velivolo risultante all'Armée de l'air. Nell'agosto dello stesso anno i primi due prototipi (P.11/I e P.11/II) parteciparono al 3º Raduno Internazionale dell'Aviazione da Caccia tenutosi sull'aeroporto di Zurigo, Svizzera. Il P.11/I fu portato in volo dal capitano Kazimierz Kuzian, mentre il secondo dal tenente Jerzy Bajan. L'aereo di Bajan fece registrare una velocità massima di 310 km/h e risultò superiore ai concorrenti Hawker Fury, Fairey Firefly, Bristol Bulldog, Fokker D.VI e Dewoitine D.27. Al suo ritorno in patria il PZL P.11/II venne dotato del motore Gnome-Rhône 9K Mistral. Intanto l'abboccamento tra l'industria polacca e quella francese diede luogo, in seguito, alla costruzione del prototipo PZL P.24. Il secondo prototipo, dopo aver partecipato al XII Salon International de l'Air di Parigi compì senza successo un breve ciclo di valutazione sulla base di Alverça, in vista dell'adozione di questo modello da parte dell'aviazione portoghese. In seguito il velivolo venne consegnato allo Squadron da addestramento presso l'Aviation Technical Training Centre (C.T.W.L) di Bydgoszcz. Il 23 giugno 1936, dopo un volo di trasferimento da Bydgoszcz all'aeroporto di Varsavia-Mokotow l'aereo, ai cui comandi vi era il pilota Anthony Gosiewski, rimase gravemente danneggiato in fase di atterraggio.

Nel frattempo era stato completato il terzo prototipo, designato PZL P.11/III, che compì le prove di volo nella primavera del 1933. In quell'anno venne trasportato negli Stati Uniti d'America per partecipare alle National Air Races tenutesi a Cleveland. L'aereo, equipaggiato con un propulsore Bristol Mercury IVA da 555 CV, venne pilotato in gara dal tenente Jerzy Kossowski. Nonostante la sapiente esibizione in volo del pilota polacco, e malgrado il velivolo facesse registrare la più alta velocità massima ottenuta tra tutti gli aerei presenti, al PZL P.11/III non venne assegnato alcun riconoscimento. Al suo ritorno in Polonia l'aereo subì alcune modifiche: venne montato un cappuccio sul bordo anteriore del collettore di scarico del motore e installato l'armamento basato su due mitragliatrici Vickers Mod. F calibro 7,7 mm (che nella successiva produzione di serie furono adattate all'uso di cartucce calibro 7,92 mm).Williams, Anthony G.; Dr Emmanuel Gustin. Flying Guns World War II, Development of aircraft guns, ammunition and installations 1933-45 (1ª edizione). Ramsbury, 2003 ISBN 978-1-84037-227-4. La dotazione complessiva delle due mitragliatrici era pari a 700 cartucce (350 per arma). Il velivolo così modificato divenne la base per la prima versione di serie, designata P.11a, e motorizzata con un radiale Bristol Mercury IVS2, raffreddato ad aria, da 575 hp. Questa versione, da molte fonti considerata di preserie, fu ordinata in 50 esemplari dalla Lotnictwo Wojskowe.

Tecnica Caccia monoplano ad ala alta a gabbiano di costruzione interamente metallica. La fusoliera con struttura metallica e rivestimento in lega leggera, aveva sezione circolare. Il castello motore era costituito da un anello in duralluminio irrigidito da angolari a L ed il motore era montato su tamponi antivibratori di tipo “Lord”Dicorato, Giuseppe a cura di. PZL P.11 Storia dell'Aviazione, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1973 (ristampa del 1977).. L'impianto del carburante comprendeva un serbatoio principale sganciabile da 213 litri, installato posteriormente alla paratia parafiamma, in fusoliera, ed un serbatoio supplementare a gravità nella seminala sinistra. Le semiali erano di costruzione metallica, su due longheroni con sezione a doppio T: il rivestimento era in lega leggera ondulata. Di analoga costruzione erano gli impennaggi e gli alettoni. L'attacco ala-fusoliera era in acciaio, ed era vincolato alla parte superiore della prima e seconda ordinata di fusoliera: ogni seminala, con profili notevolmente sottili all'attacco con la fusoliera ed all'estremità, e relativamente spessa invece in corrispondenza del gomito, era inoltre vincolata da due montanti paralleli in duralluminio

Il carrello di atterraggio, di disegno originale, consisteva in due gambe a V collegate alla fusoliera e dotate di ammortizzatori oleopneumatici; entrambe le gambe erano rinforzate con tiranti d'acciaio.

L'abitacolo del pilota era aperto e protetto da un parabrezza in plexiglas. Gli strumenti di navigazione e del motore erano di produzione polacca, ad eccezione della bussola giroscopica tedesca. Su circa un terzo degli esemplari costruiti venne montato un apparato radio tipo Philips N2L/MR/T di produzione nazionale.

L'armamento consisteva in due mitragliatrici P.V.W. Vz 37 calibro 7,92 mm sincronizzate, sui fianchi della fusoliera con dotazione di 500 colpi per arma. Su circa un terzo degli esemplari costruiti vennero installate nell'ala due ulteriori mitragliatrici P.V.W. Vz 37 calibro 7,92 mm con dotazione di 300 colpi per arma.

Impiego operativo La prima variante ordinata dalla forza aerea polacca fu la P.11a, considerato un modello intermedio, realizzato in un totale di 30 esemplari. Sostanzialmente molto simile al PZL P.7, se ne differenziava soprattutto per l'adozione del più potente motore radiale Mercury IV S2, il britannico Bristol Mercury prodotto su licenza in Polonia, capace di erogare una potenza di 575 hp (429 kW). Le consegne alla Lotnictwo Wojskowe dei primi caccia P.11a, andati in produzione nella primavera del 1934, avvennero a partire dalla fine dell'estate di quell'anno. Il primo reparto ad essere equipaggiato fu la 111ª Eskadra Mysliwska basata a Varsavia, cui seguì immediatamente il riequipaggiamento di altre due unità, entrambe basate nei dintorni della capitale.

Nel 1934 volò per la prima volta il quarto prototipo, designato P.11/IV. L'aereo disponeva di un propulsore Gnôme-et-Rhône 9Krde da 575 CV e ruotino di coda, e venne esibito al XII Salon International de l'Air di Parigi svoltosi quell'anno. Da esso derivò la successiva versione di serie, designata P.11c, concepita nel tentativo di migliorare la visibilità ottenibile dal pilota nella cabina di pilotaggio. Ciò venne realizzato abbassando il castello motore e spostando il posto di pilotaggio verso l'alto ed all'indietro. Furono ridisegnate sia la carlinga che la coda, e venne creato lo spazio per installare due mitragliatrici supplementari nelle ali. La versione P.11c ottenne un ordine dalla Lotnictwo Wojskowe per 175 esemplari (matricole da 8.2 a 8.176), realizzati in due serie tra il 1934 ed il 1936. La prima serie di 50 velivoli era equipaggiata con il motore radiale Bristol Mercury IV S2 da 600 hp (447 kW), mentre i rimanenti 125 ebbero il Bristol Mercury VI S2 da 630 hp (470 kW), entrambi realizzati su licenza in Polonia. Sugli esemplari costruiti vennero introdotte alcune modifiche all'attacco tra ala e fusoliera, all'impennaggio di coda, ed inoltre furono installati pneumatici a bassa pressione per il decollo da campi improvvisati. Le mitragliatrici vennero dotate di sistema pneumatico di riarmo, e gli aerei furono dotati attacchi subalari per quattro bombe da 12,5 kg. Queste modifiche portarono, però, ad un aumento di peso della cellula pari ad 84 kg. Le prime consegne ai reparti della versione P.11c avvennero alla fine del 1934. Tale limitata produzione può, ora, apparire una scelta irresponsabile da parte del governo polacco, l'aviazione dell'Armata Rossa disponeva già allora di migliaia di aerei, mentre la Germania conduceva un riarmo aeronautico su una scala che, a quel tempo, non aveva alcun precedente. Le officine PZL di Varsavia potevano produrre almeno 10 caccia al mese. Tuttavia, il comando della Lotnictwo Wojskowe stava ancora studiando i diversi concetti di impiego dei caccia e dei bombardieri, mentre gli uffici di progettazione polacchi avevano allora in fase di sviluppo progetti molto avanzati. Per ottimizzare ed incrementare la produzione del caccia P.11 la PZL attivò una linea di montaggio situata presso il nuovo stabilimento WP2 di Mielec, così che la capacità costruttiva della ditta arrivò a 25 velivoli al mese.

A partire dalla metà del 1935 tutti e quattro i reggimenti da caccia della Lotnictwo Wojskowe erano equipaggiati con i PZL P.11a/c, soprannominati Jedenastka (piccolo undici). Quasi tutti i precedenti caccia PZL P.7 furono relegati all'addestramento presso le scuole di volo. L'entrata in servizio del nuovo aereo fu sorprendentemente facile, non si verificò alcun incidente di rilievo fino al marzo 1936. L'aereo perdonava facilmente gli errori dei giovani piloti, che lo soprannominarono “Pulavchak”. Durante le grandi manovre del 1937 un pilota volando a bassa quota colpì con le ruote del carrello un pagliaio. L'aereo si rovesciò e cadde al suolo. Il pilota, che non era trattenuto al suo posto dalle cinture di sicurezza, venne sbalzato fuori dalla carlinga atterrando sulla paglia, e riportando fortunatamente ferite di poco conto.