La storia della Renault ebbe origine sul finire del XIX secolo, precisamente alla fine del 1898, e il suo dipanarsi nel corso dei decenni ha fornito anche un ritratto di gran parte della storia industriale della Francia, passando per due guerre mondiali, per la Grande depressione d'inizio anni '30, per la nazionalizzazione del secondo dopoguerra, fino al ritorno come azienda privata cinquant'anni dopo, prima di unirsi in joint-venture con i giapponesi della Nissan e più tardi con i tedeschi della Daimler AG.

Storia Le origini

La nascita e il successivo sviluppo della Renault si devono a Louis Renault, ultimo di cinque fratelli e figlio di un commerciante tessile di Parigi ben avviato che seppe dare un buon livello di agiatezza alla propria famiglia. Louis Renault dimostrò fin da ragazzino una scarsa propensione agli studi ma nel contempo un'ottima inclinazione verso la meccanica. Fu così che nell'autunno del 1898, lavorando giorno e notte in un vecchio capannone situato nel cortile di una seconda casa di famiglia sita nella zona di Billancourt (il padre, nel frattempo, era deceduto lasciando in eredità un grande patrimonio immobiliare), riuscì a costruire la sua prima autovettura.

La sera del 24 dicembre, assieme all'amico Edouard Richet, Louis Renault uscì per un giro di collaudo della sua vettura per le vie della capitale. Fra le prove a cui decise di sottoporre la vettura vi fu il percorso della Rue Lepic, una strada di Montmartre in salita con pendenza fino al 13%. Vi riuscì ed essendo la vigilia di Natale, le strade erano piene di gente, per cui Louis Renault non mancò di dare nell'occhio. Non solo, ma alla fine di quella serata riuscì a raccogliere ben 12 ordini per altrettante vetture identiche alla sua. La prima vetturetta di Louis Renault era equipaggiata con un motore De Dion-Bouton e si distinse da subito per la sua trasmissione a presa diretta con giunto cardanico, una vera novità in quel periodo. Per questo motivo, all'inizio del 1899, Louis Renault brevettò tale tipo di trasmissione e diede il via alla produzione delle 12 vetture ordinategli solo poche settimane prima.

Ebbe inizio così l'avventura imprenditoriale di Louis Renault e la storia della sua azienda. Il 27 febbraio 1899 venne registrata la società Renault Frères con un capitale sociale di 60.000 franchi. Come tale denominazione sociale suggerisce, oltre a Louis Renault fecero parte della nuova società anche i due fratelli Marcel e Fernand, che fra l'altro furono gli unici a essere citati nell'atto di fondazione, essendo gli unici a poter partecipare attivamente alle spese di avviamento e alla costituzione del capitale della società. Louis Renault, l'unico a poter fornire un adeguato livello di competenze in materia di meccanica, fu invece il grande escluso. La Renault Frères fu avviata per un periodo di 10 anni con decorrenza retroattiva a partire dal 1º ottobre 1898, perciò fin da quando Louis Renault cominciò a lavorare alla sua prima vetturetta. Per garantire un efficace livello produttivo, furono però necessari un sensibile ingrandimento dell'area produttiva e un maggior numero di collaboratori. Per questo, oltre a Edouard Richet, all'organico della Renault Frères si aggiunsero anche Jacques Boullaire e Charles Serre, due fedelissimi che rimarranno nell'azienda per molto tempo. Quanto all'area produttiva, i fratelli Renault utilizzarono il terreno confinante, sempre facente parte delle proprietà di famiglia.

I primi anni di attività (1900-10)

Gli ordini per la vetturetta Renault si moltiplicarono nel corso del 1899 e nell'estate dello stesso anno, il marchio Renault fu tra i partecipanti al secondo Salone di Parigi della storia. E anche qui la vetturetta Renault non mancando di suscitare interesse anche presso altri costruttori molto più affermati, soprattutto per la sua soluzione relativa alla trasmissione. Pochi giorni dopo la chiusura del Salone, la vetturetta venne registrata come Type A e venne iscritta alla sua prima gara, la Parigi-Trouville, disputatasi il 27 agosto 1899 e che vide proprio la vittoria dei fratelli Louis e Marcel Renault a bordo delle rispettive vetture. Ciò diede un notevole impulso agli affari della Renault Frères, che crebbero notevolmente. E proprio l'attività sportiva si rivelò un espediente mediatico eccezionale in quegli anni in cui l'automobile attraversava il suo periodo pionieristico, per questo si continuò a impiegare alcune vetture in campo sportivo. Intanto, mentre la gamma si espanse con l'arrivo della Type B (prima autovettura al mondo con carrozzeria chiusa) e della Type C (versione a 4 posti della Type A), Louis Renault convinse i suoi fratelli a non avvalersi più di motori De Dion-Bouton, ma di produrre motori in proprio. I primi motori di produzione Renault apparvero nel 1902, avevano cilindrate pari a 1720 e 2650 cm3 e andarono a equipaggiare le Renault Type H e Type J, rispettivamente con potenze di 14 e 18 CV. Durante i primi mesi del 1903, la Renault Frères cambiò denominazione sociale in Société des Automobiles Renault et Cie, con Louis Renault che finalmente ebbe una partecipazione societaria alla pari degli altri due fratelli, rivestendo fra l'altro il ruolo di direttore tecnico. Ma il 1903 sarà sempre ricordato come un anno nero per la storia della Casa francese: il 26 maggio, poco dopo la nascita del nuovo assetto societario, Marcel Renault rimase coinvolto in un gravissimo incidente durante la Parigi-Madrid, perdendo la vita poco dopo a causa delle ferite riportate.

Tornando alla produzione automobilistica, si cominciarono a utilizzare quindi i primi motori Renault: i motori De Dion-Bouton continuarono tuttavia a essere utilizzati ancora per circa un anno su alcuni modelli della gamma, ma già a partire dal 1904 la gamma Renault fu equipaggiata unicamente con motori prodotti in proprio. In quell'anno, venne liquidata l'attività commerciale tessile che in precedenza fu del padre, e il cui ricavato venne reinvestito in campo automobilistico dagli unici due fratelli Renault rimasti, ossia Louis e Fernand. Vale la pena citare un paio di cifre giusto per rendersi conto dell'impennata di vendite che la Renault Frères ebbe già fin dai suoi primi anni di esistenza. Alla fine del 1904 i profitti ammontarono a ben 3,1 milioni di franchi, equivalenti a circa 60 milioni di euro attuali, mentre vennero consegnate 1.020 vetture, pari quasi al totale delle consegne avvenute nel 1902 (453 vetture) e nel 1903 (650 vetture),Renault - Un siècle de creation automobile, Claude Le Mâitre, Jean-Louis Loubet, ETAI, pag.9 il tutto a soli 6 anni dalla realizzazione della prima vetturetta nel capanno di casa. Il 1905 vide la gamma Renault divenire più articolata, con modelli da 8 CV, 14 CV e 20 CV. Nello stesso anno venne introdotta la Type AG, prima Renault coperta interamente da brevetto e pensata per una produzione più numerosa e destinata essenzialmente alle flotte di taxi. L'idea avrà successo e si concretizzerà con 2.750 esemplari prodotti fino al 1908. Questi anni furono inoltre caratterizzati dalla spinta verso l'innovazione e per questo Louis Renault brevettò alcune nuove soluzioni, come l'avviamento pneumatico o il motore a monoblocco, ma soprattutto si ebbe l'esordio della prima Renault con motore a 6 cilindri, segnale evidente che la produzione si orientava soprattutto sulle vetture di lusso, le quali già all'epoca garantivano un lauto margine di guadagno. Sempre il 1908 vide un deciso ingrandimento dell'impianto produttivo, la cui estensione salì a ben 46.500 metri quadri. A partire dal 1º ottobre 1908, Fernand Renault abbandonò l'attività per gravi motivi di salute: la diagnosi impietosa fu di cancro al fegato. Fernand Renault morirà meno di quattro mesi dopo, il 22 marzo 1909, lasciando Louis Renault come unico titolare dell'azienda, la quale subirà un nuovo cambio di denominazione sociale divenendo la Renault Automobiles. Nel frattempo, Louis Renault aveva cominciato a manifestare il desiderio di rendersi sempre più indipendente sotto tutti gli aspetti della produzione automobilistica, compresa la produzione di acciaio e la sua successiva lavorazione. A tale scopo acquistò per esempio anche delle fonderie per produrre i componenti necessari alle vetture, emancipandosi quindi dalla dipendenza da qualsiasi fornitore esterno. In questo modo, alla nascita della Renault Automobiles l'unico patron della Casa francese instaurò un regime autarchico, patriarcale, che ebbe modo di forgiare già durante la crisi economica occorsa alla fine del primo decennio del XX secolo, quando si verificarono i primi scioperi anche presso la Renault.

Verso la Prima Guerra Mondiale (1910-18)

All'inizio del 1910 la produzione ebbe un'improvvisa e temporanea battuta di arresto a causa dell'esondazione della Senna avvenuta il 22 gennaio. Da tale data fino al 2 febbraio, la produzione venne arrestata per ripristinare i locali dello stabilimento e per riportare l'impianto alle proprie funzionalità. Nonostante tale battuta di arresto, alla fine del 1910 vennero consegnate 5.859 vetture, 752 in più rispetto all'anno precedente.Renault - Un siècle de creation automobile, Claude Le Mâitre, Jean-Louis Loubet, ETAI, pag.15 La fine di quell'anno vide anche l'arrivo della Type CG, primo modello appartenente alla famiglia delle Renault 40 CV, ancora con motore a 6 cilindri, ma con cilindrata di ben 7,5 litri. La gamma Renault comprendeva comunque anche modelli più accessibili, come la Type EK e la Type AG-1, evoluzione della Type AG. Entrambi questi modelli montavano un motore da 1,2 litri. Sempre nel 1910, Louis Renault intraprese un viaggio negli Stati Uniti allo scopo di carpire i segreti relativi alle teorie tayloristiche e alla produzione mediante catena di montaggio applicata nello stabilimento Ford di Dearborn. La Renault fu una delle prime aziende in Francia ad adottare tali princìpi, anche se non nella maniera più fedele alle teorie di Taylor. Infatti, se tali teorie erano volte alla realizzazione di un'organizzazione scientifica del lavoro che ottimizzasse tempi e risultati, Louis Renault decise di indirizzare tale sistema solo all'ottimizzazione dei tempi, pertanto tutte le mansioni vennero scrupolosamente cronometrate, dando luogo in breve tempo a un clima di tensione che sarebbe sfociato nel 1912 in altri scioperi protrattisti fino all'anno seguente. All'inizio del 1914 lo stabilimento di Billancourt si estese su una superficie di 143.600 metri quadri e poteva contare su 4.400 dipendenti, con una capacità produttiva superiore a cinquemila vetture l'anno. Non solo, ma ormai la Renault poteva contare anche su filiali aperte negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Ungheria e in Russia.