Biografia Al secolo Maria Antonia, nasce a Corleone il 12 marzo 1782 da Gaetano Destro e Serafina GovernaliBernardo Briganti, Vincenzo Campo, Francesco Marsalisi, Suor Maria Cira Destro. Storia di una mistica corleonese, Bisacquino 2018, p. 5. e muore a soli 36 anni.

Vita religiosa Nel 1801 entra nel monastero della SS. Annunziata di CorleoneLeoluca Cascio, Il monastero della Badia Nuova di Corleone, in Per la storia del monastero dell'Annunziata di Corleone cfr. L. Scalisi, La fondazione del monastero della SS. Annunziata. Politiche familiari e devozioni pubbliche nella Corleone di inizio Seicento, in R. L. Foti, I. Fazio, G.Fiume, L. Scalisi, Storie di un luogo. Quattrosaggi su Corleone nel Seicento, Palermo 2004, pp.147-190. e diventa clarissa con la professione religiosa del 7 aprile 1804.. La sua vita religiosa è caratterizzata dall'amore per Cristo crocifisso e da fenomeni mistici descritti nelle lettere che il confessore, decano Benedetto Canzoneri, scrive a mons. Gabriele Maria Gravina, vicario capitolare dell'arcidiocesi di Monreale. Tali lettere sono conservate presso l'archivio storico della Chiesa Madre di Corleone.

Fenomeni mistici Suor Maria Cira avrebbe sperimentato vessazioni diaboliche e opposizioni da parte delle consorelle che la fanno allontanare dal monastero ritenendo contagiose le piagheCfr. Articoli formati per l’esame de’ Testimonj ne’ Processi della Causa Corleonenze di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Suor Maria Cira Destro Religiosa Professa del Monastero della SS.ma Annunziata di S. Chiara e Egli non v’ha dubio che… 28 giugno 1826, entrambi nell'Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.Ettore Piccione, Fiat voluntas Dei, in che le erano apparse al petto, alle mani e ai piedi e che lei definirà "divine Misericordie"Lettera del decano B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 28 marzo 1815, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.. In particolare, due lettere del Canzoneri a mons. Gravina affermano che: «Il 3 maggio 1810, festa dell inventio crucis, le si aprì una piaga in forma di croce al braccio sinistro, ma si rimarginarono le piaghe delle braccia e delle mani. Il 24 giugno dello stesso anno comparve un'altra piaga nel braccio destro a forma di cuore»Lettere del can. B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 14 e 28 giugno 1810, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388..

Nel 1811 rientra nel chiostro per volontà di mons. Gravina che aveva un rapporto epistolare con la religiosa la quale avrebbe preannunciato il ritorno delle piaghe, che agli occhi delle consorelle sarebbero risultate più contagiose di prima.Lettera del can. B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 13 dicembre 1810, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.Cf. Egli non v’ha dubio che… 28 giugno 1826, documento dell’Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388. In molti accorrono al monastero per affidarsi alle sue preghiereCfr. Lettera di Carlo M. Lenzi al decano Canzoneri, 30 luglio 1812, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388, tra i quali si ricordano mons. Severino Agraz, vicario generale della diocesi di Monreale, e il futuro vescovo di Lipari, mons. Carlo M. Lenzi, e varie testimonianze del tempo, conservate negli archivi storici della diocesi di MonrealeSuor Maria Cira Destro, documenti relativi al processo di beatificazione, Archivio storico diocesano di Monreale, Fondo Governo Ordinario, sez. II Curia Diocesana, classe: giudiziario, serie IV Tribunale per le cause dei santi, n. 617, fascicolo 3, genere: busta, 1804‐1894 e dei Cappuccini di PalermoRelazioni di fatti riguardanti la Serva di Dio Suor Maria Cira Destro da Corleone, sec. XIX e una incisione, Archivio Convento Cappuccini di Palermo, Sezione II/Superiori Generali, Capitoli Generali, Carpetta 5, Fsc 16., parlano di altri fatti prodigiosi come estasiCfr. Testimonianza di Gaetano Sangiorgi, 26 maggio 1812, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388., profezie e guarigioniLettera del medico Carmelo Badolato a mons. G. M. Gravina, 10 luglio 1813, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388..

Non mancano, però, le opposizioni di qualche sacerdote, in particolare del canonico Giuseppe Bentivegna, visitatore del monastero, che la ritiene responsabile della sospensione del commercio di pane, dolci e cera da lui intrapreso con la complicità della badessa Angela Anzalone e che suor Maria Cira avrebbe ritenuto contrario allo spirito francescano di povertàCfr. documento del 14 ottobre 1813 col quale alcune monache del Monastero della SS. Annunziata di Corleone si rivolgono al vicario capitolare di Monreale, mons. G. Gravina, per denunciare la badessa che non osserva la regola e fa “negozi di cera, di biscotti ed altri dolci”, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.. Con suor Maria Cira vive in monastero la sorella Biagia la cui presenza in clausura viene autorizzata da mons. Gravina perché le monache non vogliono assisterla, essendo spesso costretta a letto per le sue piaghe. Più volte viene esaminata da sacerdoti inviati dalla curia diocesana di Monreale e persino da un'apposita commissione di Cappuccini e da un medico fisico nominati dal vescovo mons. Domenico Benedetto Balsamo. Il canonico Giovanni Sanicola, vicario foraneo di Bisacquino, la osserva varie volte "nel tempo della Comunione, e dopo la Comunione grondante di vivo sangue, che le scorrea dalla facciaRelazione del Vicario Foraneo di Bisacquino Can. Giovanni Sanicola, 26 novembre 1811, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388." e il canonico Calogero Giacone, nonostante alcune consorelle dicano che sia "ossessa per suggestioneRelazione del can. C. Giacone a mons. G. M. Gravina, 1813, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.", parla del suo carattere umile e dei suoi gesti di carità verso i poveri, numerosi a Corleone in quel difficile periodo storico, e afferma che la vita di suor Maria Cira "presenta uno sviluppo reale dello spirito di Dio"Ibidem..

Alcune lettere del confessore parlano anche di "nozze mistiche"Lettera del decano B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 6 e 31 luglio 1813, 20 ottobre 1813, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.

In una delle sue profezie avrebbe predetto l'arrivo di Garibaldi in Sicilia, la soppressione del suo monastero con le leggi eversive e il ritrovamento del corpo di Sant'Oliva come nelle leggende ricordate da Giuseppe PitrèGiuseppe Pitrè, Feste patronali in Sicilia, Torino-Palermo 1900, pp. 67-68. e Giuseppe AgnelloGiuseppe Agnello, La leggenda di S. Oliva, Siracusa 1923.. Nelle sue profezie ci sono anche rimandi alla Casa di Loreto, a Torre Faro e a Santa Eustochia dello stesso ordine di Santa Chiara.

Morte Costretta ad uscire ancora una volta dalla clausuraCfr. Lettera di mons. Severino Agraz, vicario generale della diocesi di Monreale al decano di Corleone Benedetto Canzoneri, Monreale 31 luglio 1817, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388., con Breve Apostolico della Santa Sede dell'aprile 1818, a causa dei vari tentativi fatti in monastero per avvelenarla, muore dopo pochi mesi nella casa paterna, in fama di santità, il venerdì 24 luglio 1818 all'età di trentasei anni. Sepolta nel monasteroCorporazioni religiose soppresse di Corleone. Monastero della SS. Annunziata sotto il titolo della Badia Nuova, Archivio di Stato di Palermo, vol. 212., già nella prima metà dell'Ottocento all'interno della comunità ecclesiale corleonese viene proposto di dare inizio al processo di beatificazione della mistica. Secondo testimonianze scritte coeve delle consorelle, tra le quali suor Maria Teresa Ciavarello, suor Maria Gabriela Sangiorgi, suor Maria Angelica Guarneri e suor Maria Giachina Trumbaturi, alla sua morte e, per alcuni mesi, intorno alla sua tomba, si sarebbe sentito uno straordinario profumo (osmogenesi) e si sarebbero verificate delle guarigioni al contatto con oggetti o indumenti a lei appartenutiRelazioni di fatti riguardanti la Serva di Dio Suor Maria Cira Destro da Corleone, sec. XIX, Archivio Convento Cappuccini di Palermo, Sezione II/Superiori Generali, Capitoli Generali, Carpetta 5, Fsc 16..

Traslazione del corpo Dal 1894, anno della repressione dei Fasci siciliani, per volontà di mons. Domenico Gaspare Lancia di Brolo, il corpo di suor Maria Cira Destro riposa nella Chiesa Madre della cittadina di CorleoneG. Colletto, Storia della città di Corleone, 1936, ristampa Palermo 1992, pp. 349-350., dove vi è una via a lei intitolata. La traslazione nella Chiesa Madre non avviene, però, senza difficoltà. Lo storico Giovanni Colletto narra che nell’ex monastero dell'Annunziata, soppresso con le leggi eversive del 1866 e 1867, in particolare nella parte divenuta caserma, un carabiniere che dorme nei pressi del sepolcro di suor Maria Cira ha una visione in cui la monaca “lo rimproverava delle sue bestemmie e gli dichiarava di volere essere tolta da quel posto. Il carabiniere ne ebbe così profonda impressione che diede segni di alienazione mentale”G. Colletto, Storia della città di Corleone, 1936, rist. anast. a cura di Helix Media Editore, Palermo 1992, pp. 349-350.. All'inizio il generale Roberto Morra di Lavriano e della Montà che, in seguito alla proclamazione dello stato d’assedio in Sicilia contro il movimento dei Fasci dei lavoratori, riceve pieni poteri come Regio Commissario Straordinario, si oppone al trasferimento del corpo di suor Maria Cira Destro. Corleone è un centro importante di protesta contadina per l’opera di Bernardino Verro, sindaco sindacalista ucciso dalla mafia, che proprio nel 1894 viene arrestato e condannato al carcere come uno dei capi dei FasciCfr. D. Paternostro, L’antimafia sconosciuta. Corleone 1893‐1993, Palermo 1994, pp. 21‐54.. In quell’anno il clima a Corleone è abbastanza teso ma alla fine il sindaco Gandolfo Bentivegna autorizza la riesumazione delle spoglie di suor Maria Cira e il loro trasferimento nella Chiesa MadreCfr. Suor Maria Cira Destro, documenti relativi al processo di beatificazione, Archivio storico diocesano di Monreale, Fondo Governo Ordinario, sez. II Curia Diocesana, classe: giudiziario, serie IV Tribunale per le cause dei santi, n. 617, fascicolo 3, genere: busta, 1804‐1894. dove attualmente sono custodite in un sarcofago marmoreoCfr. Vincenzo Pizzitola, Colligite fragmenta, in nella cappella laterale di San Francesco d'AssisiF. Marsalisi‐C. Ridulfo, Ecclesia sancti Martini ‐ Storia e arte della chiesa madre san Martino di Corleone, Bagheria 2012, p. 55.M. La Neve (a cura di), La Chiesa Madre San Martino di Corleone, Corleone 2012, pp. 176-177.. Nel 2018 la tomba è inserita dal FAI nel percorso delle Giornate di Primavera all'interno anche del Progetto "Apprendisti Ciceroni" per studenti liceali impegnati nell'Alternanza Scuola Lavoro.

Fama di santità e Causa di Beatificazione